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A volte sono i papà  ad essere discriminati

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Si fa sempre un gran parlare di come noi mamme siamo bistrattate, discriminate, non considerate eppure, a guardar bene, i papà  non sono messi tanto meglio.
Angelo Pisani, comico di Zelig e ora anche papà  blogger, racconta di come sia stato costretto a far cambiare la propria figlia nell’androne della scuola, dove la piccola fa danza, perché i papà  (in quanto maschi) non sono ammessi negli spogliatoi, regno incontrastato di mamme e bambine.
Leggere questo post mi ha dato la nausea, sarò sincera, forse proprio perché appartengo alla categoria di coloro che in quello spogliatoio non hanno proferito mezza parola di supporto per quest’uomo e per la sua bambina.
L’ingegner Brambilla concorda con il papà  blogger, confermando che si tratti di “maschilismo” alla rovescia, una specie di distorta “caccia all’uomo nero” invece che alla strega.
Ma come mai una figura maschile, all’interno di contesti tradizionalmente materni, viene subito guardata con sospetto e percepita come potenzialmente pericolosa?
Come è possibile che un papà  con una bambina non sia ammesso dentro uno spogliatoio? Cosa passa nella testa della gente? Che di punto in bianco si metta a violentare tutte le bambine davanti allo sguardo inorridito ed impotente delle loro mamme?!
Cosa dovrebbe fare un padre di una figlia femmina che frequenta la piscina? Aspettare fuori mentre la bimba se la sbriga da sola nello spogliatoio dove le compagne sono invece assistite dalle proprie madri?
E se in un luogo pubblico alla figlia scappa la pipì lui che fa? Entra in un bagno per signore rischiando di passare per un lurido guardone o sceglie quello degli uomini con il rischio di essere linciato per pedofilia?
Ma come diamine fanno i papà  di figlie femmine a sopravvivere in una giungla di mamme velenose?
A parte gli scherzi, cosa ne pensate? Avete mai assistito a scene simili?

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

5 Commenti

  1. E’ vero che c’è discriminazione verso i papà , ma mi pare che venga più dalle mamme che dalla società . In piscina qui da noi (Belluno) nello spogliatoio dei bambini possono entrare sia le mamme che i papà . Per i bagni pubblici è diverso, ma mio marito se ne frega ed entra nel bagno delle donne, che se qualcuno prova a dire qualcosa lui è anche capace di rispondere per le rime. Ma sarebbe una buona idea quella di copiare i bagni dell’Ikea: un bagno per signore e uno per signori, e un bagno “famiglia” (dove di solito noi andiamo in gruppo e buonanotte).Ma Ikea ha esagerato e ha fatto altri 2 bagni: uno per bimbi accompagnati dai papà  e uno per i bimbi accompagnati da mamme. Esagerato ma efficace.
    Invece sento tante tante tante mamme che relegano il marito alla poltrona o al pc perchè “tanto lui non sa fare, io faccio prima e meglio” come già  detto tante volte. Un modo di fare che non è mio: certo che se vesto io la bimba ha i colori abbinati meglio (o in modo semplicemente più femminile) e non se ne va in giro con la maglietta storta. Ma anche se ha la maglietta storta cosa succede? Se ha la maglietta rosso fuoco abbinata ai pantaloni viola che succede? Non mi piace per nulla come abbinamento, ma la pupa è vestita, il papaà  ha fatto il papà  e tutti sono felici, partecipi e contenti!

    1. Sono totalmente d’accordo con te Camilla! A parte che dopo quasi 8 anni vissuti all’estero il cromatismo di buon gusto non so proprio più dove sta di casa… 😀 😀
      Direi che è molto meglio se il papà è coinvolto, piuttosto che considerarlo un inetto daltonico 🙂

      Per quanto riguarda i bagni, visto che nei bagni degli uomini ci sono anche quelle tazze a muro dove effettivamente la privacy è nulla, se fossi un papà con una figlia femmina che necessitasse di fare pipi` urgentemnte, entrerei senza indugio nel bagno delle donne: più pulito probabilmente e di certo non si vede nulla visto che ognuna è nel suo cubicolo.

  2. ho letto qualche giorno fa, lo sfogo di Papà  Angelo e tanti commenti anche negativi. Lo accusavano di non capire che una bambina anche di pochi anni si vergogna a spogliarsi di fronte ad uno sconosciuto, perchè le bimbe sviluppano molto prima dei maschi, il senso del pudore.
    Inutile dire che disapprovo i comportamenti di queste mamme che dimostrano sicuramente mancanza di umanità  nei confronti di papà  Angelo ma devo dire che in questo caso specifico, il difetto secondo me , è della struttura.
    La direzione della struttura deve dotarsi di un regolamento certo che tiene in considerazioni tutti questi piccoli aspetti e non lasciare che si scateni il far west dell’ ignoranza e del pregiudizio.
    Penso che presto mi troverò nella sua situazione, avendo anche io una bimba piccina, la porterò a far i suoi bisogni nel bagno degli uomini che non si scandalizzano se una donna entra nel ” Loro ” bagno tantomeno se un papà  fa fare pipi alla sua piccina.
    Allo stesso modo la cambierò nello spogliatoi dei maschietti , io a differenza di lui sono intollerabile alle discriminazioni e la vena che mi porta sangue al cervello si ottura molto facilmente!

  3. E’ la prima volta che visito il blog e questo articolo mi è parso molto interessante, anche perchè si pone gli stessi interrogativi che mi posi io. Quando frequentavo la piscina, lo spogliatoio maschile era unico e capitava spesso che ci fosse l’invasione di mamme con i bambini. Alcune tenevano rigorosamente gli occhi bassi, altre si guardavano intorno incuriosite. Le mamme talvolta portavo insieme al figlioletto maschio pure la figlia femmina, magari di 12/13 anni che si guardava intorno ancora più curiosa.
    L’assurdo, che tu da uomo, ti sentivi in difetto pur essendo nel tuo “territorio”, nel luogo giusto. Poichè le mamme seguivano i figli oltre che nello spogliatoio, anche sotto le docce, capitava che nemmeno la doccia fosse consentito farla senza costume.
    Una volta un uomo fu colto in flagrante da una mamma, si stava docciando nudo quando questa comparve con il figlioletto. Prontamente lo sgridò e alla replica di lui che le domandò: “anzichè entrare nello spogliatoio maschile, perchè non porta suo figlio in quello femminile?” Lei gli rispose: “eh si, in mezzo alle donne nude!”
    Capito? Secondo questa mamma, era lecito che una donna adulta vedesse un uomo nudo anche senza il suo consenso, mentre non lo era il fatto che un bambino piccolo vedesse una donna nuda. (a mio parere cosa molto più naturale).
    Divieti affissi non ce n’erano, ma era un pò la regola generale che apprendevi con la pratica. Per un neofita era facile trovarsi nudo faccia a faccia con una mamma.
    Questo per dire, che il corpo femminile è sempre visto come un tabù, che si tratti di una donna o di una bambina, mentre il corpo maschile, chissà  perchè, non deve avere nessun segreto.
    Penso soprattutto che in un Paese come l’Italia, ci sia troppo bigottismo e troppa ignoranza in questo campo, uniti al fatto che probabilmente gli italiani sono i genitori più apprensivi e i figli più mammoni del pianeta.
    Ironia della sorte, che da un lato viene fatto divieto ad un padre di accompagnare la figlia nello spogliatoio femminile, dall’altro però noto anche che molti genitori tendono a femminilizzare troppo le bambine. Mi è capitato di confrontarmi con amici e anche altri la pensano come me. Si vedono talvolta bambine piccole in spiaggia già  con il costume due pezzi, lo smalto alle unghie. Oppure vestite come donne in miniatura, come se ci fosse un desiderio di farle apparire già  adulte (e infatti poi bruciano le tappe).
    Forse da questo controsenso si capisce dove sta il problema: al papà  è vietato entrare nello spogliatoio femminile perchè nella mente del genitore, in questo caso la mamma, quel papà  non si troverà  di fronte ad una bambina, ma ad una piccola donna e da li il pensiero malizioso sul papà  di turno.
    Eppure chissà  perchè, a 14/15 anni sono poi già  delle veterane del sesso..

    1. Caro Mike, mi trovi completamente d’accordo! Credo che in tutto questo il buon senso sia andato a farsi benedire!
      Comunque, visto che vivo negli States ti assicuro che il grado di bigottismo, puritanesimo e perbenismo che c’è qui, in Italia ce lo sognamo.
      Qui dove vivo è obbligatorio che le bambine sopra l’anno (ma meglio fin da quando nascono)vestano il due pezzi o il costume intero e se osi cambiare tuo figlio (nonostante sia un bimbo piccolo) davanti a tutti mostrando le sue nudità, rischi di essere richiamato e sanzionato, al limite pure denunciato!
      Una struttura come una piscina che non preveda due spazi divisi per maschi e femmine, per forza crea delle situazioni di confusione pero`, e di nuovo concordo con te, molte mamme italiane sono veramente esagerate! Ecchecavolo! Se tuo figlio ha 11/14 anni si lava e si cambia da solo… e se non lo fa per bene, una volta a casa si fa un bel bagno… ma come si fa a gestire degli adolescenti come se fossero poppanti!!! posso capire che lasciare un bambino sotto i dieci anni da solo in uno spogliatoio possa far sorgere ansie in una mamma, ma è anche vero che si sta creando lo spauracchio del pedofilo per forza.
      Sembra che ogni uomo non scortato da figli o mogli debba per forza essere un pervertito! Ma siamo impazziti???
      Io temo la deriva che si sta creando, la temo e provo rabbia nei confronti di chi vede malizia dove la malizia non c’è e sospetta di chiunque per partito preso.

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