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Di materno avevo solo il latte

Che cosa succede se una donna indipendente, con “sane” inclinazioni per la pianificazione, rimane incinta, dopo che le è stata diagnosticata l’impossibilità  di procreare? Non può che lanciarsi entusiasta in quella che tutti definiscono la più grande esperienza della vita. Per nove mesi Deborah coltiva le più rosee aspettative, cedendo al richiamo della Sindrome del Mulino Bianco. Finché, di ritorno a casa all’ospedale, turbata da inaspettate sensazioni, digita su Google “maternità  + pianto incontrollato + avrei voluto non essere mai nata + non pensavo che la vita fosse così di merda” e scopre di soffrire di depressione post-parto.

Incapace di provare sentimenti per sua figlia, Deborah si ritroverà  alle prese con un viscido serpentello – proiezione delle sue angosce e delle sue paure – che le strapazzerà  i neuroni mostrandole un lato oscuro della maternità . Verrà  soccorsa dal suo angelo custode – la forza di volontà  – che la spingerà  al contrattacco.

Dopo faticose conquiste dei ritmi quotidiani, sedute terapeutiche con un misterioso maestro di yoga, e la scoperta delle mamme on line, Deborah sperimenterà  nuove dimensioni di questa irripetibile dis(avventura), ma soprattutto capirà , grazie a una bizzarra catarsi, che anche lei di materno ha molto più del latte.

 

Deborah non tralascia nulla, dalla sindrome della madre incapace al rapporto col marito. lo racconta con uno stile così ironico da farci sbellicare dalle risate. Ma allo stesso tempo riflettere

D di Repubblica

 

Di materno avevo solo il latte, ora,  è disponibile nelle librerie in edizione economica!

69 commenti

  1. Indagine statistica sul post parto

    1. Come hai vissuto i tre giorni all’ospedale dopo il parto?

    2. Cosa ne pensi del Rooming in (contatto diretto tra madre e figlio in ospedale)?

    3. La stanza di degenza era intima o affollata di letti?

    4. Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento?

    5. Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante?

    6. E invece dopo aver varcato la porta di casa?

    7. Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio?

    8. il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative?

    9. Se no, perchè? Che cosa ti aspettavi da lui? Che cosa avresti voluto che facesse?

    10. Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia?

    11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto?

    12. Se sì, come hai iniziato ad accorgetene?

    13. Chi ti è stato vicino e ha capito la tua sofferenza?

    14. Hai avuto solidarietà  per questa tua difficoltà ?

    15. La tua famiglia ha compreso appieno la tua sofferenza?

    • 1. Psicologicamente bene, fisicamente sfinita.
      2. Il Rooming è andato bene, l’ho vissuto con serenità 
      3. 2 letti
      4. L’approccio è stato non invadente e collaborativo
      5. “Evviva si torna a casa”
      6. “Evviva sono a casa”
      7. Serena
      8. Si, nel senso che mi aspettavo che non collaborasse affatto
      9. Si è comportato come al suo solito, cioè male
      10. Sono stata parecchio male con il taglio ed i punti, mi hanno dato problemi per oltre un anno e l’intimità  con il partner è stata compromessa
      11. No, non ne ho avuto modo, essendo stata assorbita subito dal lavoro (il giorno prima del parto lavoravo e 10 giorni dopo il parto ho ricominciato a lavorare portando il bimbo con me fino al compimento dei nove mesi, dopo di chè l’ho portato al nido , ma solo la mattina…)…
      12. –
      13. –
      14. –
      15. –

    • 1-Io di giorni di ospedale dopo TC d’urgenza ne ho vissuti di più e malissimo, febbre alta, poca assistenza….
      2-Anche questo no, non è andato benissimo, avrei preferito almeno per le prime due notti che Daniel fosse da un’altra parte. Non mi sono alzata dal letto due giorni e averlo li che piangeva con l’infermiera che in tutto sarà  venuta due volte.
      3-affollatissima
      4- l’infermiera che mi ha aiutato non appena possibile all’allattamento è stata gentile e collaborativa
      5-finalmente torno a casa
      6-finalmente sono a casa
      7-inizialmente bene, anche se molto stanca e provata
      8-diciamo di si per quanto possibile
      9-all’inizio tutto bene
      10-ohhh decisamente, credo che mio marito si fosse dimenticato come ero fatta, ma poi col tempo ci siamo riavvicinati
      11-aimè si
      12-me ne sono accorta quando la stanchezza a preso il sopravvento e tutte le volte che rimanevo sola piangevo piangevo piangevo….il bagno era diventato un lago di sangue
      13-inizialmente mia mamma, poi anche mio marito si è reso conto che avevo bisogno di più aiuto
      14-dalla mia famiglia si, ma la gente (amicizie) con cui parlavo non gliene poteva fregare di meno
      15-si

    • 1. Abbastanza bene, nonostante il cesareo, la carenza di sonno e il digiuno forzato
      2. Penso che dovrebbe essere facoltativo e a intervalli. Dopo il parto (naturale o cesareo che sia) una donna è SFINITA e ha bisogno di dormire
      3. 2 letti ma visitatori (non miei) a tutte le ore
      4. Ognuna mi diceva di fare una cosa diversa, infatti non sono mai riuscita ad allattare
      5. Tranquillità 
      6.Consapevolezza che niente sarebbe più stato come prima (nel bene e nel male)
      7.Per fortuna era quasi Natale, i primi 20 giorni li ho affrontati con mio marito
      8.Si, ed erano piuttosto elevate
      9./
      10.Meno sesso, più discussioni. Una cosa in più da condividere
      11. No. Con mia grande sorpresa sono entrata in modo molto naturale e spontaneo in questa nuova fase della vita. Mi ero preparata al peggio, invece è andato tutto più che bene.Ho cercato di non farmi pesare troppo le rinunce e i sacrifici, anzi di godermeli; ho abbondantemente usufruito dell’aiuto delle nonne senza sensi di colpa. Nei momenti neri ricordavo a me stessa quanta fatica avevo fatto per rimanere incinta.

    • 1. Ahimè li ho vissuti male e sono stati più di 3 perchè ho fatto un cesareo con anestesia generale quindi me ne sono toccati 4…se poi consideriamo che ero già  ricoverata dal giorno prima del parto…un incubo!!!! Li ho vissuti male perchè oltre al fatto che il bimbo non me lo portavano perchè era in patologia neonatale ogni volta che dovevo andare ad allattarlo arrivava un infermiera con la flebo perchè i due reparti non si parlavano!!! Senza contare che eravamo a metà  luglio con personale in ferie e non volevano nemmeno che mio marito stesse lì e che mi aiutasse, sopratutto il giorno dopo il cesareo che ancora avevo un male cane e non riuscivo a muovermi…risultato??? flebo finite senza che nessuno venisse a cambiarle, nessuno che mi porgesse un bicchiere d’acqua e dulcis in fundo mezz’ora con la padella sotto il sedere con dolori atroci!!!!

      2.Come detto precedentemente non ho potuto averlo

      3.Eravamo solo in due per fortuna…

      4.Devo dire ottimo..Mi hanno spiegato tutto nei minimi particolari con calma e pazienza..

      5.Euforia pura…

      6. Arrivata a casa ha cominciato a dominare l’istinto di mamma che non mi ha mai abbandonato..

      7.Mi sono sentita finalmente MAMMA!!!

      8.Mio marito è stato fantastico!!! Anzi ha superato le mie aspettative. Un esempio su tutti??? Aveva sempre giurato che non avrebbe mai cambiato un pannolino in vita sua e invece il giorno stesso che siamo arrivati a casa per non svegliarmi che stavo riposando ha cambiato il pannolino al piccolo…e da quel momento non ha più smesso!!

      10. Bè ovviamente alcune cose sono cambiate nella nostra vita di coppia… però abbiamo sempre cercato di ritagliarci i nostri spazi in modo da non sentirci trascurati trovando un nostro equilibrio..

      11.Per mia fortuna no…anzi inspiegabilmente sono sempre stata molto tranquilla e rilassata.. Devo anche ribadire però che ho avuto un grossissimo aiuto e supporto da parte di mio marito..

    • 1. Ero stanca morta, le emorroidi mi stavano uccidendo e non riuscivo a stare seduta, le puericultrici erano molto disponibili e gentili, mi hanno molto aiutata e risposto a tutte le domande. Pediatra e ginecologo inesistenti. Al piccolo hanno fatto un prelievo perchè aveva il nasino giallo senza chiedermelo e questa cosa mi ha fatto imbestialire.

      2. Al san carlo di Milano dove ho partorito c’è una mininursery per ogni stanza, puoi tenere il bimbo in camera o tenerlo nella nursery a tua discrezione, l’ho trovato fantastico.

      3. Ho avuto la fortuna di essere messa in una stanza con soli 2 letti con uan compagna simpatica, meglio di così

      4. Non riuscendo a stare seduta ho cominciato da subito ad allattare il bimbo distesa, ogni tanto provavo a chiedere rassicurazioni sulla posizione o sull’attacco, sempre disponibili a ripondere e a tranquillizzare (anche se la mia compagna di stanza che aveva difficoltà  non è stata molto aiutata)

      5. Ora inizia la nuova vita. entusiasmo

      6. Uguale, non vedevo l’ora di cominciare l’avventura, anche se ero preoccupata per i miei dolori

      7. inizalmente tranquilla, poi quando al controllo l’han trovato che non aveva preso abbastanza peso e mi hanno “diagnosticato” che non avevo abbastanza latte son partite le paranoie…

      8. purtroppo no

      9. è andato un po’ fuori di testa, era sempre nervosissimo e mi urlava dietro per qualsiasi cavolata. ha continuato ad uscire la sera tanto quanto faceva prima.

      10. avevo un po’ “viziato” il mio compagno. gli ho erroneamente fatto un po’ troppo da mamma e quando ho smesso abbiamo dovuto ritrovare un nuovo equilibrio da capo, è stato faticoso

      11. baby blues a manetta, piangevo in continuazione le priem 2 settimane

      12. piangevo sempre, ma non ero triste

      13. mia sorella ha sofferto di depressione post parto e mi ha aiutato in modo “pratico”

      14 e 15. la reazione più comune è stata la sottovalutazione del mio stato “è normale, poi passa stai tranquilla”

    • Questa è la mia esperienza ..
      1. Come hai vissuto i tre giorni all’ospedale dopo il parto? Molto Stanca fisicamente ma psicologicamente felicissima..

      2. Cosa ne pensi del Rooming in (contatto diretto tra madre e figlio in ospedale)? Un pò brusco ma è apportata al metodo naturale

      3. La stanza di degenza era intima o affollata di letti? Eravamo in 5, ed è stato bellissimo scambiare opinioni e ricevere consigli da chi aveva partorito 1 giorno prima di me!!!

      4. Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento? Mi hanno mollato il piccolo in braccio e sono sparite nel nulla. Ma grazie a questa cosa ho potuto sperimentare senza timore “le manovre” più adatte per dare il latte al mio piccolo!!! c’erano certe bacchettone in giro 🙂

      5. Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante? Finalmente a casa

      6. E invece dopo aver varcato la porta di casa? Che sonno!!

      7. Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio? Bene. Finalmente.

      8. il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative? Oltre le mie aspettative. C’è da dire che però era in ferie 😉

      9. —
      10. Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia? Antagonismo…per me il primo figlio, lui più grande e già  con 2 figli. Nel percorso del primo mese ci siamo chiariti. Successivamente la vita sessuale non è ancora attivissima come prima (neo mamma da 4 mesi)

      11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto? No e devo ringraziare la mia famiglia che ancora adesso mi “supporta” attivamente. Praticamente sono sempre d ME!

    • Cara Deborah, spero che la mia esperienza possa esserti utile. Il tuo libro mi è stato utilissimo e non finirò mai di ringraziarti! Un abbraccio, Anna.

      Indagine statistica sul post parto

      1. Come hai vissuto i tre giorni all’ospedale dopo il parto?Malissimo, fisicamente ero ridotta in pessime condizioni e da parte del personale infermieristico non ho trovato nè disponibilità  nè comprensione.

      2. Cosa ne pensi del Rooming in (contatto diretto tra madre e figlio in ospedale)?Sinceramente l’ho trovato una forzatura, io non mi reggevo in piedi e non riuscivo a fare pipì, figuriamoci quanto fossi contenta di dover accudire la mia bimba tutta la giornata, secondo me dovrebbe essere una scelta della mamma e non una imposizione da parte del nido.

      3. La stanza di degenza era intima o affollata di letti?Eravamo in 3 il primo giorno, dal successivo siamo state in 2 e la stanza era abbastanza grande.

      4. Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento?Nessun approccio, sono stata lasciata sola anche se la mia piccola non si voleva attaccare e urlava come un’aquila quando le porgevo il seno. Risultato? Allattamento compromesso e sensi di colpa grandi come una casa.

      5. Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante?Terrore allo stato puro.

      6. E invece dopo aver varcato la porta di casa?Terrore più ansia a livelli astronomici.

      7. Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio?Per fortuna non sono rimasta sola perchè sono stata da mia mamma, ma in ogni caso se lei andava a fare anche solo la spesa la sensazione era quella di essere caduta in una trappola senza via d’uscita.

      8. il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative?Mio marito è stato fantastico, il primo mese è stato fondamentale per me.

      9. Se no, perchè? Che cosa ti aspettavi da lui? Che cosa avresti voluto che facesse?

      10. Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia?Diciamo che per due mesi abbondanti non c’è stata vita di coppia…

      11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto?Purtroppo si, sono seguita ancora oggi da una psicologa del consultorio, ora sto molto meglio, ma quello che ho passato non lo augurerei mai nemmeno al mio peggior nemico, è stato devastante.

      12. Se sì, come hai iniziato ad accorgetene? Piangevo di continuo e mi sentivo come se fossi in trappola e non potessi far nulla per migliorare la situazione, inoltre mi sentivo distante anni luce da mia figlia

      13. Chi ti è stato vicino e ha capito la tua sofferenza?Mio marito e mia mamma.

      14. Hai avuto solidarietà  per questa tua difficoltà ?Si, molta ed è stato proprio questo sostegno ad aiutarmi tantissimo.

      15. La tua famiglia ha compreso appieno la tua sofferenza? Si, soprattutto mio marito.

    • 1. Come hai vissuto i tre giorni all’ospedale dopo il parto? Li ho vissuti bene presa dall’adrenalina del parto!

      2. Cosa ne pensi del Rooming in (contatto diretto tra madre e figlio in ospedale)? All’inizio ne ero terrorizzata, ma alla fine mi sono dovuta ricredere. E’ stata una bella esperienza, ma credo che io dica queste parole perchè mio figlio era un santo!

      3. La stanza di degenza era intima o affollata di letti? La mia era una stanza da 2 posti letto. L’intimità  della stanza è dovuta all’altra persona che è li con te, non dal numero di posti. La ragazza con cui ho condiviso la stanza era un pò rompiovaie, ma vabbè. Normale.

      4. Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento? Non faccio testo. Un’ostetrica di reparto è una mia amica e mi è stata vicina anche se effettivamente non ho avuto nessun problema con l’allattamento. Il cucciolo si è attaccato benissimo sin da subito.

      5. Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante? Avendo già  un’altra figlia è stata “ce la farò?”. Ma pensavo anche che a breve avrei avuto casa invasa da gente ed ero infastidita in partenza.

      6. E invece dopo aver varcato la porta di casa? Mettendo dei paletti ricevevo pochissime visite e di breve durata. E’ stato il paradiso!

      7. Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio? Completamente a mio agio. Ero fortunata perchè all’inizio mio figlio faceva 4 ore di sonno, poppava e altre 4 ore di sonno e così via..

      8. il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative? Aspettative assolutamente superate. Fosse stato per lui lo avrebbe anche allattato al seno!

      9. Se no, perchè? Che cosa ti aspettavi da lui? Che cosa avresti voluto che facesse? Nada.

      10. Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia? All’inizio ero abbastanza in preda agli ormoni e mi rendo conto di aver avuto delle scene isteriche. Poi col passare del tempo è andata sempre meglio. Tempo un mese diciamo.

      11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto? Credo di si. dico credo perchè non ne sono sicura. Ci sono però stati dei momenti, e ci sono tutt’ora, in cui mi chiedo chi me lo abbia fatto fare.

      12. Se sì, come hai iniziato ad accorgetene? Pianti improvvisi, repulsione verso mio figlio, l’ho lasciato piangere piu volte chiudendomi in un’altra stanza. avevo bisogno di me stessa, sola.

      13. Chi ti è stato vicino e ha capito la tua sofferenza? Nessuno, perchè sbagliando evito di dirlo.

      14. Hai avuto solidarietà  per questa tua difficoltà ? Ne ho avuta da altre mamme/amiche.

      15. La tua famiglia ha compreso appieno la tua sofferenza? Vedi la 13.

    • Computer provvisoriamente disponibile (ma comprarne un altro??). 😉

      Allora:
      1. Dei 6 passati in ospedale (induzione travaglio, travaglio di 17h, TC d’urgenza e degenza) gli ultimi 3 li ho passati in lacrime praticamente. Le signore del nido venivano costantemente a vedere come stavo… Il pianto era incontrollabile e immotivato. Ero anche stanchissima perchè dormire era quasi impossibile.

      2. Nonostante la stanchezza, penso che in linea di massima sa una buona cosa. Nel mio caso, le prime due notti venivano a prendere la pargola alle 23 e me la riportavano alle 4.

      3. Solo due letti.

      4. Hanno cercato di aiutarmi in tutti i modi. Devo dire comunque che mia figlia si è attaccata ad un’ora dal cesareo e non ci sono mai stati problemi.

      5. Curiosità , della serie “e vediamo adesso come va”.

      6. AIUTO!!! Cosa devo fare?!?!

      7. La prima settimana a casa non sono praticamente mai stata sola, mio marito si era preso ferie. Comunque tutto sommato ero sì un po’ spaventata, ma forse predominavano ancora tanta stanchezza e dolori fisici. Ho dovuto tenere le calze anti trombosi per un mese dal TC e qui c’erano tipo 30 gradi in quel periodo…

      8. Con la bimba sì. Come aiuto in casa anche meglio. Con me abbastanza (vedi 9)

      9. Non riusciva a capire il mio stato d’animo da Baby Blues straripanti. Tentava di spronarmi in maniera un po’ aggressiva, per darmi una scossa, ma così io mi sentivo anche peggio e finivamo per fare discussione e io proprio non ne avevo bisogno

      10. Ci stiamo ancora assestando… (la bimba ha 9 mesi)

      11. Baby Blues alla grande, per un mesetto direi

      12. Impossibile non farlo visto il pianto continuo e il totale senso di inadeguatezza

      13. Mia sorella soprattutto

      14. In molti non l’hanno capito

      15. Solo mia sorella credo. Per gli altri ero un po’ stanca

      Ciao

      • grazie grazie di cuore per il tuo contributo carissima…

        • Grazie a te, il questionario è una bellissima iniziativa. Spero possa essere utiile.
          Per quanto riguarda il tuo libro, l’ho letto in tempi rapidissimi grazie alle penniche pomeridiane della mia pulce. C’è davvero molta ironia nonostante l’argomento peloso, o forse proprio per quello… Devo dire che a stento ho trattenuto una risata sguaiata, ma non le lacrime (dal ridere), sul dettaglio del tubetto di pasta d’acciughe… 😀

          • il questionario è molto utile il supporto di tutte voi è fondamentale perchè piano piano possiamo smuovere le cose il nostro lavoro non si circoscrive di sicuro solo al blog

            grazie carissima
            Deb

    • Indagine statistica sul post parto

      1. Stanca e dolorante.

      2. Penso che sia una cosa meravigliosa, io non avevo la bambina in stanza, dovevo andarla a prendere e anche se ero stanca volevo tenerla con me, ma me la facevano tenere al massimo mezz’oretta. Se dovessi partorire di nuovo opterei per un ospedale con il Roomin, inoltre ho partorito alle 22.00 di sera ho potuto vedere la mia piccola alle 08.00 di mattina, ed il parto è stato naturale.

      3. Anche l’aspetto della stanza, ho scelto questo ospedale per la reputazione, clinica, ma ero in stanza con 6 persone, ognuno aveva la sua.

      4. Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento? Pessimo, me la davano cinque minuti e poi me la toglievano subito. Ogni infermiera me ne diceva una diversa, le ho ignorate e quando sono ritornata a casa mi sono fatta seguire dall’ostetrica che mi ha seguito per tutta la gravidanza (del consultorio) e con lei è andata benissimo, se non avessi avuto lei che mi sosteneva non avrei allattato.

      5. Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante? Finalmente torno a casa, dopo il parto sembra un incubo restare in ospedale se non hai problemi.

      6. E invece dopo aver varcato la porta di casa? Finalmente a casa!!!

      7. Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio? All’inizio imbranata, ma ho fatto tutto da sola con mio marito.

      8. il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative? Sicuro, mi aiuta sempre.

      9. Se no, perchè? Che cosa ti aspettavi da lui? Che cosa avresti voluto che facesse?

      10. Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia? Siamo più uniti di prima, e per davvero.

      11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto? NO

      Spero che anche il mio contributo serva, anche se non ho avuto depressione post parto, ma penso che anche un’esperienza positiva possa aiutare.
      Grazie
      ciao
      Rosy

    • 1-Come hai vissuto i tre giorni all’ospedale dopo il parto?…
      non vedevo l’ora di tornare a casa .. molto snervante le visite ” papale” di tutti i parenti della compagna di stanza( non si curavano assolutamente del fatto che dopo aver messo al mondo un frugolo di più di 4 kg..sia necesario un bel riposo
      2-Cosa ne pensi del Rooming in (contatto diretto tra madre e figlio in ospedale)?… una grande ” boiata”..qualcuno si era stancato nel passato di sentire i piccini strilare e ha pensato bene di lasciarli accanto alle madri sfinite e stanche ma sempre con la teta di fuori ..e chi se ne frega che tu vuoi riposare ..lo penso a mo di dire :hai voluto la bicicleta .. pedala
      3La stanza di degenza era intima o affollata di letti?..erano solo due letti ..ad affolarla ci hanno poi pensato tutti i parenti della ragazza con quale la dividevo
      4-Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento?..per fortuna ce la siamo cavate da soli..non c’e stato nessun bisogno ..si sono fate vedere come un miraggio nel deserto di sahara( non apena stendevi la mano..sparivano nel lungo corridoio)))
      5-Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante?..Dio santo aiutami tu
      6-E invece dopo aver varcato la porta di casa?..finalmente a casa ..
      7-Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio?…una specie di ..NON entrare in quella stanza o ancor meglio..e ora che ci faccio??!!
      8-il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative?..ha fatto molto di più ..se non ci fosse lui..sarei da tempo un fatto di cronaca “giovane.madre si è tolta la vita”
      9—-
      10-Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia?..vita di coppia dopo il parto..e..che sarebbe??!!..l’abbiamo ritrovata dopo due anni
      11-Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto?..purtroppo si..in tutti i tre casi( di bambini ne ho tre)))..con intensità  diversa
      12-Se sì, come hai iniziato ad accorgetene?..un senso di vuoto atorno a me ..brutti pensieri sdoppiamento della propria identità  pianti per niente che si alternavano a crisi di inadeguatenza( scusi per gli errori..nnsono italiana))
      13-Chi ti è stato vicino e ha capito la tua sofferenza?..mio marito mi è stato vicino..ma ha capito poco la mia sofferenza
      14-
      15-La tua famiglia ha compreso appieno la tua sofferenza?..la mia famiglia ..e lontana ..ho affrontato da sola

    • 1. Benissimo: accudita e coccolata da ottimo personale in un bell’ambiente.

      2. Da noi ha funzionato benone anche perchè in caso di bisogno il personale era subito presente. Ogni stanza aveva anche una ministanza-box all’interno per i cambi/ bagnetto in cui mettere il bambino in caso in stanza ci fosse troppo viavai di gente.

      3. Quattro letti in una stanza ampia. Poi è stato un periodo fortunato: pochi parti quindi eravamo solo in due.

      4. Sostegno totale, ma ascolto delle esigenze della madre e non preclusione al bibe se effettivamente necessario. Comunque anche se al bimbo veniva data l’aggiunta il loro scopo era sostenere l’allattamento al seno.

      5.Gioia.

      6. Ommamma!

      7. Stanca, incapace, felice. In quest’ordine.

      8. No, molto sotto le mie aspettative.

      9. MI aspettavo aiuto, sostegno, che ogni tanto la cambiasse o la lavasse, che la tenesse per permettermi di andare dal parrucchiere o a prendere vestiti visto che quelli che avevo non mi entravano. E invece nulla.

      10. Molto critiche. E’ una crisi che dura da 4 anni con lui che nega il problema e io che a mesi alerni sogno di fare le valigie.

      11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto?

      12. Se sì, come hai iniziato ad accorgetene?

      13. Chi ti è stato vicino e ha capito la tua sofferenza?

      14. Hai avuto solidarietà  per questa tua difficoltà ?

      15. La tua famiglia ha compreso appieno la tua sofferenza?

      • Ho scordato un pezzo 😀

        11. Sì molto.

        12. Piangevo sempre, ho avuto pensieri suicidi e di fuga in generale. Odiavo me stessa e la mia famiglia.

        13. LE mie amiche per quello che ho concesso loro di capire, ma la situazione era molto più grave.

        14. In parte, ma ripeto che non ho mai detto tutto a nessuno.

        15. Mai. Mio marito mi riteneva assurda e ingrata verso il fatto di avere una bambina che per lui era solo perfezione pura. I suoi idem (una madre non può che essere entusiasta nella loro ottica), mia madre la usava come arma per dirmi quanto avevo sbagliato a sposarmi.

    • 1. Come hai vissuto i tre giorni all’ospedale dopo il parto?

      malissimo, insieme ai 362 restanti!

      2. Cosa ne pensi del Rooming in (contatto diretto tra madre e figlio in ospedale)?

      è stato il momento in cui ho avuto di + la situazione sotto controllo, visto che il mio unico desiderio era uscire dall’ospedale…

      3. La stanza di degenza era intima o affollata di letti?

      la stanza aveva tre letti, cosa nemmeno fastidiosa dopo che hai partorito, mentre se entri in ospedale con i dolori, ma il travaglio non inizia e tu sei costretta a vedere le altre donne che vanno e vengono dalla sala parto e ti devi sorbire anche i loro parenti, mentre vorresti solo urlare, beh, direi non esattamente intima!

      4. Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento?

      di certo il senso materno a me è mancato per un bel po’, ma almeno poi mi sono rifatta, temo invece che per le infermiere dell’ospedale non ci siano speranze, il tatto non è il loro forte…

      5. Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante?

      pensavo di rinascere

      6. E invece dopo aver varcato la porta di casa?

      pensavo di morire

      7. Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio?

      malissimo, anzi, mi sembrava di soffocare

      8. il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative?

      si e no, ma quando ha capito la gravità  della situazione ha alzato un po’ il livello di guardia, ma comunque non sono stati momenti facili per nessuno

      9. Se no, perchè? Che cosa ti aspettavi da lui? Che cosa avresti voluto che facesse?

      no perchè all’inizio non ha capito, ma probabilmente nemmeno io avevo capito…

      10. Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia?

      ho dovuto imparare che in realtà  non dovevo dividere il mio amore tra mio marito e la mia bimba, ma moltiplicarlo e questo è stato molto difficile, soprattutto quando ho iniziato a recuperare il tempo perso, forse ultimamente lo trascuro un po’ di +, ma la mia bimba ha perso un anno d’amore!

      11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto?

      depressione post parto

      12. Se sì, come hai iniziato ad accorgetene?

      ci sono tante cose che mi hanno fatto capire che era depressione, troppe cose che ancora faccio fatica a pensare, ma sicuramente il fatto che tutto il “malessere” si è prolungato per troppo tempo e per i ragionamenti insulsi che facevo, ma la cosa che fa molto male è quando ti accorgi di non amare tuo figlio.

      13. Chi ti è stato vicino e ha capito la tua sofferenza?

      + avanti mio marito e soprattutto me stessa, se io non avessi compreso cosa mi faceva star male, non avrei potuto reagire

      14. Hai avuto solidarietà  per questa tua difficoltà ?

      in rete si

      15. La tua famiglia ha compreso appieno la tua sofferenza?

      no, perchè non ne ho mai parlato

    • Indagine statistica sul post parto

      1. Come hai vissuto i tre giorni all’ospedale dopo il parto? molto serenamente,il post cesareo non mi ha dato problemi per fortuna

      2. Cosa ne pensi del Rooming in (contatto diretto tra madre e figlio in ospedale)? è la cosa migliore

      3. La stanza di degenza era intima o affollata di letti? 3 letti,ma ho avuto la fortuna che il primo giorno sono stata l’unica,il giorno dopo si è occupato un letto,siamo rimaste in 2 tutto il tempo poi

      4. Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento? una pediatra è stata una vera vipera,a me non è arrivato il latte e lei mi ha fatta sentire la peggior madre del mondo,come se dipendesse da me

      5. Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante? PAURA

      6. E invece dopo aver varcato la porta di casa? sempre paura + ansia

      7. Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio? male..avevo paura di sbagliare qualcosa

      8. il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative?si..molto presente e mi aiutava molto

      9. Se no, perchè? Che cosa ti aspettavi da lui? Che cosa avresti voluto che facesse?

      10. Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia?le nostre abitudini sono state stravolte,ci abbiamo messo un pò per carburare

      11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto? baby blues…2 settimane molto pesanti

      12. Se sì, come hai iniziato ad accorgetene?ho pianto senza motivo..piangere per me è un campanello d’allarme,perchè di solito mi trattengo

      13. Chi ti è stato vicino e ha capito la tua sofferenza? mio marito,mia mamma,mia zia e mia cugina

      14. Hai avuto solidarietà per questa tua difficoltà ?si molta,ma non da tutti

      15. La tua famiglia ha compreso appieno la tua sofferenza? si,la mia si… 🙂

    • 1- Bene, non facevano altro che portarmi da mangiare! Il parto è stato rapidissimo e liscio come l’olio, neanche mezzo punto. Il giorno dopo sono andata personalmente in portineria per denunciare la nascita e ho camminato tranquillamente.
      2- E’ bellissimo…ma solo se il neonato è tranquillo, altrimenti non riesci a riprenderti..
      3- Solo io ed un’altra ragazza!
      4- Ah praticamente nullo infatti non sono riuscita ad allattare perché lo mettevo male e mi ha fatto venire le ragadi che mi sono passate solo quando si è stufato di attaccarsi al seno (avevo dolore, lo mettevo male, tirava male e così ho avuto pochissimo latte; ho dovuto fare l’allattamento misto che è un incubo e alla fine mio figlio si è stufato del mio seno preferendo il biberon!)
      5- Finalmente esco da quel posto di matti!
      6- Che bello casa!
      7- Non sapevo come iniziare a conoscerlo
      8- Assolutamente sì, mi ha aiutato in tutti i modi possibili!
      9- ..
      10- Poco contatto fisico, sabati sera in giro finiti, tempo libero finito..è stata dura, un equilibrio da ricomporre e dopo oltre 2 anni siamo ancora in “work in progres”
      11- Sì, erano tutti a dirmi cosa dovevo fare e come dovevo farlo, non ce l’ho fatta più e sono scoppiata, soprattutto con mia madre! Le ho detto che era la benvenuta, ma doveva smetterla di comportarsi così!
      12- Piangevo ogni volta che qualcuno mi diceva qualcosa e ogni volta che piangeva lui.
      13- Il mio compagno e alla fine mia madre
      14- Sì ma anche molto imbarazzo nell’affrontarlo
      15- Non lo so

  2. Un caro saluto a Deborah, spero che la mia esperienza, per quanto banale, possa essere utile… Monia

  3. Grazie Monia! Nessuna esperienza è banale, anzi!! Le informazioni che hai fornito servono molto!
    Grazie ancora!!

  4. eccomi a portare il mio contributo…

    1- bene…ero molto emozionata e dolorante, ma bene..
    2- molto importante, ma se la mamma ha subito il TC è anche molto faticoso accudire il piccolo,soprattutto la notte!
    3- era affollata!! 5 letti!!!!!ma la mia era la più grande, poi c’erano le altre più piccole con 3 letti
    4- bravissime!!soprattutto una ostetrica!!!è stata lì ad insegnarmi e a fagliare ogni mio dubbio
    5- beh…la mia è stata una emozione assurda…mi veniva da piangere!dopo tutto quello che avevo passato anche io andavo a casa col mio frugoletto!!!!
    6- FINALMENTE A CASA!!!!!!!!!!!! anche perchè in ospedale nn ce la facevo più…ci sn rimasta quasi una settimana…
    7- beh…un pochino spaesata…anche perchè mio marito è tornato subito a lavorare…
    8- sì…se gli chiedevo una cosa lui la faceva…e lo fa ancora, mi ha dato una mano da subito!
    9- anche se ho risp.sì alla precedente voglio risp.anche a questa! avrei voluto che mio marito invece di prendersi come sett. di ferie quella della nascita di leo, avrei preferito quella in cui sn tornata a casa, avevo bisogno di lui, ho la mamma vicina, ma anche lei dopo doveva pensare a mio padre e mio fratello!!!
    10- anche io risp.come annalisa…poco sesso, molte discussioni…
    11- penso di aver sofferto di depressione post-parto e di soffrirne ancora…nn mi vergogno a dirlo, ma poi guardando mio figlio con un sorriso disarmante…beh…mi passano tutte le fantasie…
    12- quando restavo sola, qualche volta, per la stanchezza mi mettevo a piangere! ma nn solo! quando leo piangeva in continuazione e nn riuscivo a capire cosa volesse! ti racconto una cosa…è capitato che mio marito, per lavoro, ha dovuto fare la notte…leo era piccolo, avrà  avuto 2-3 mesi al max e tornata a casa(ero rimasta a cena dai miei), mi sistemai per andarmene a letto a dormire con leo…lui iniziò a piangere forte!!!! nn riuscivo a calmarlo!!! piangeva lui e io facevo lo stesso!!! ad un certo punto ho pensato di chiamare mia madre per vedere se ci riusciva lei a calmarlo…poi per fortuna ci sn riuscita e ci siamo addormentati!!
    13- mia madre e penso anche mio marito
    14- beh..sì…ma fino ad un certo punto,poi uno deve anche uscirne in qualche modo
    15- sì mia madre sì…mio padre e mio fratello penso che nn si siano accorti di nulla…

  5. perchè non avete pubblicato il mio contributo???

  6. 1) allora i 3 giorni all’ospedale sono stati belli e tranquilli. anche perchè ho avuto un bel parto con anestesia epidurale, qiundi dopo il parto ero rilassata ed essendo nata piccola la mia bimba non ho avuto nè lacerazioni nè punti.

    2) il rooming in all’ospedale dove ho partorito io ( santa chiara di pisa) non ce l’avevano ma comunque non penso sia bello anche perchè la mamma deve essere in forma e dormire, cosa che non potrebbe fare se avesse il suo bimbo subito con se.

    3) nella stanza della degenza c’erano 3 letti e quindi molto intima.

    4) l’ostetrica che mi era toccata era bravissima molto “umana” dolce e premurosa. pensa che ad un certo punto mi aveva anche massaggiato i piedi perchè li avevo freddi.
    le infermiere idem non hanno mai scoraggiato nessuna donna anzi ci hanno insegnato bene il tutto.

    5) uscita dall’ospedale la sensazione predominante è stata una grande felicità  e la voglia di essere con mio marito e mia figlia ed avveturarci in quella bellissima ma nuova esperienza.

    6) dopo aver varcato la porta non era cambiato niente anzi ero sempre più convinta che sarebbe stata una bella esperienza.

    7) ho paura di poterti sembrare “un’extraterrestre” ma stavo veramente bene anche perchè mio marito aveva preso 2 sett. di ferie ed ero contenta che ci fosse anche lui.

    8) mio marito è stato fantastico mi ha aiutato tanto a livello psicologico anche perchè non interferiva nelle “decisioni” che prendevo nei confronti della bimba anche perchè io avevo subito sentito quel senso materno ed era lui che mi “veniva dietro” e vivevamo il tutto senza orari nè regole ma facendo quello che in quel monento ci sembravo giusto!

    9) dopo la nascita penso che qualsiasi copia subisca un cambiamento. il nostro non è stato traumatico anche perchè abbiamo ripreso il nostro rapporto dopo 2 sett esatte dalla nascita della bimba. l’unico neo era l’orario dovevamo programmare i nostri incontri quando la bimba dormiva.quante volte ci si interrompeva e riprendavamo dopo che ho dato il seno alla bimba per farla riaddormentare.

    10) anche sotto questo punto di vista sono stata suer fortunata perchè non ho sofferto di niente.
    sarò normale???
    penso di si come le mamme che ne hanno sofferto a loro va tutta la mia solidarietà !!!!

    • Risponso a Malek, che è normale, perchè anche io non ho sofferto, in 5 ore ho partorito e i dolori durante il parto non erano esagerati, solo i due giorni successivi perchè mi hanno dato qualche punto, ma tutto sopportabile. E per il rientro e i rapporti con mio marito anche io come te abbiamo ripreso dopo due settimane su suggerimento della mia ostetrica. Ho sentito molti dire che prima di almeno un mese non si può fare sesso ma non è vero.
      Ciao ed anche io mi chiedo se sono normale o no..

  7. Ciao Mamme!!!
    Leggo su Fanoinforma la recensione del libro di Deborah Papisca che andrò presto a comprare perchè mi incuriosisce molto!!!
    Volevo solo portare a conoscenza la mia esperienza di mamma ma soprattutto di depressione avvenuta in occasione del parto del mio meraviglioso Fabio che oggi ha 10 anni!
    Sono sempre stata una persona molto solare e positiva ma i mesi bui del post gravidanza mi avevano trasformato!
    Dopo una pesante gravidanza portata avanti con la gioia di diventare mamma nonostante tante difficoltà  nella condivisione dell’evento con il padre del bambino, un difficilissimo parto, avvenuto dopo 48 ore di travaglio e successivo cesareo d’urgenza con emoraggia che mi ha portato ad una pesante disabilitazione fisica, una volta tornata a casa, nonostante le cure di ferro, mi sentivo sempre stanca, piangevo, ero disorientata, in confusione.
    L’unica ancora di salvezza è stata mia madre che mi è stata vicino in ogni momento; se non ci fosse stata lei probabilmente il mio stato di depressione avrebbe peggiorato.
    Dopo 3 mesi le analisi del sangue andavano bene ma io continuavo a stare male e nessun medico sapeva darmi indicazioni giuste su cosa poteva essere a causare questo mio grande malessere.
    A causa di 3 pesanti mastiti ho deciso di fare un’ecografia al seno e il medico, un grande medico che mi ha salvata, mi disse che anche a distanza di qualche mese dalla fine dell’allattamento avevo le ghiandole del seno molto infiammate e mi chiese il permesso di vedere anche la mia tiroide: risultato? Avevo una tiroidite molto molto pesante!
    Mi sono rivolta a medici specializzati, sono andata a Pisa e il dottore che mi ha curato (ora sto bene e non prendo nenche più medicinali) mi ha detto che spesso, in occasione della gravidanza si può sviluppare una forma di tiroidite autoimmune che a volte torna a posto da sola a volte è necessario prendere provvedimenti ed è fondamentale prendere la cosa per tempo.
    Allora non c’era attenzione ai problemi della tiroide come c’è oggi anche in gravidanza e fu propro lui a dirmi che la tanto temuta “depressione post parto” non è altro che una tiroidite autoimmune.
    Spero che la mia esperienza possa servire alle future mamme.
    Ciao a tutte e tanti auguri di buon 2012 a voi e ai vostri cuccioli!
    Pamela

    • Ciao Pamela! Grazie per averci raccontato la tua esperienza… non deve essere stato per niente facile!
      Quello che non ho capito è se il medico che ti ha diagnosticato e curato la tiroidite autoimmune, ha anche affermato che è quella la causa di depressione post parto… probabilmente è una delle cause ma non sempre quella. Alle volte si tratta proprio di una questione di testa e di cuore e venirne fuori non è proprio facile.
      Ciononostante il tuo racconto ha aperto un ambito molto interessante da indagare: la depressione post parto in sè è poco curata e se la tiroidite autoimmune è una delle patologie che possono causarla allora a maggior ragione la medicina dovrebbe porre maggiore attenzione su questa malattia!
      Grazie ancora Pamela!

    • Cara Pamela,
      è stato un piacere leggere la tua esperienza. Come ti ha detto Enrica servirà  come riferimento per molte mamme e conoscere tutti i risvolti che si possono incontrare nella fase più delicata di una mamma, il post gravidanza, è utilissimo! Grazie ancora e buon anno anche a te 🙂

  8. ……..ho pubblicato un commento ma non appare………boh??????

  9. 1. stressanti. non c’era il rooming-in ma in compenso portavano la bambina ogni tre ore.io ho fatto il cesareo dopo tre giorni in sala parto con la stimolazione, quindi la mia pazienza era già  al limite. in più il reparto non era il massimo!

    2. non saprei, penso però che con un TC e poca assistenza da parte delle infermiere non possa essere il massimo. rischia di essere controproducente e di aumentare il senso di frustrazione della neo mamma.

    3. la stanza era di 4 letti e quando c’erano le visite era affollata. diciamo che quando partiva l’orario delle visite mi veniva da piangere… se contate che credo di aver dormito tre ore in tre giorni…

    4. l’approccio delle ostetriche e infermiere è stato il seguente: ora poppata ti mollavano la bambina addosso e se ne andavano. io, piena di fili e aghi nelle braccia, la tenevo così fino a quando non tornavano a riprenderla. non potevo muovermi per la ferita e se mi giravo la bambina cascava per terra!

    5. pietà ! vorrei essere su un’isola deserta. vorrei che mi murassero la porta di casa e mi staccassero il telefono!non voglio nessuno intorno, perchè nessuno capisce che ho bisogno di tranquillità !

    6. idem come sopra. e più ero stanca più tutti la facevano facile e mi facevano credere che ero senza fibra perchè “ce l’hanno fatta tutti!!!” (come potete capire ancora mi brucia).
    aggiungete le ragadi che mi facevano piangere dal dolore tutte le volte che allattavo…

    7. meglio. anche se urlava come un ossesso, ma non avevo più nessuno attorno che mi faceva lezioni di mammitudine. e stavo meglio. io ero sicura al mille per mille di saper fare la mamma. erano gli altri attorno che mi irritavano da morire!

    8. mio marito è sempre stato perfetto! mi ha capita, non ha forzato i miei ritmi, e ha lottato come un leone contro chi mi sminuiva o cercava di farmi sentire inadeguata (vedi suoceri)

    10. la mancanza di sonno e la mia depressione hanno giocato un ruolo pesante. abbiamo spesso litigato e io tiravo spesso la corda. lui, ripeto, ha avuto l’intelligenza e la pazienza di aspettare i miei tempi.

    11. si si. ho chiesto anche aiuto al consultorio perchè sentivo che la mia testa perdeva colpi, e io sono sempre stata lucidissima, quindi avvertivo che qualcosa stava andando storto. dopo un colloquio mi hanno indirizzato all’asl e diciamo che avrebbero potuto farne a meno, perchè mi sembrava una presa in giro. diciamo che se ne sono uscita non è stato grazie a loro!

    12. ero agitata, mi sentivo aggredita da tutti, come se fossi stata un contenitore che aveva fatto il suo lavoro e ora tutti avevano il loro giocattolo nuovo. io non contavo più, dovevo solo fare in modo che la bambina stesse bene e basta. era la mia missione. e dovevo farlo secondo le regole altrui. non era mia. io dovevo solo assicurarmi che mangiasse e dormisse.

    13. mio marito

    14. no!!! anzi! per quel che riguarda le altre mamme compagne di pancia poi erano tutte raggianti e quando parlavi di certe cose ti guardavano come se fossi un mostro!

    15.no, mai. solo mio marito. e menomale che c’è!

    • Cara vale, grazie di cuore per avere parlato senza mezzi termini!

      • figurati! 🙂 è inutile girare attorno alle cose. meglio parlarne. solo in seguito ho scoperto che non ero l’unica, quando altre mamme mi hanno parlato di come si erano sentite senza mezzi termini!!!solo allora ho scoperto che ciò che mi stava succedendo non era una cosa deplorevole, ma era normale!

        • Vale tu dai una speranza per cambiare le cose!!

          • ciao Deborah! volevo farti sapere che aspetto il secondo! spero a questo turno di non ricascarci, ma non credo, perchè quell’esperienza mi ha insegnato a essere più indipendente dai giudizi altrui, e mia figlia mi ha insegnato che sono brava nel mio lavoro di mamma, e soprattutto, che anch’io sono importante. ora ho l’esperienza necessaria per dire che uno che dice a una neomamma “ce l’hanno fatta tutti” è un perfettissimo ignorante in materia e soprattutto non sa neanche cosa vuol dire accudire un bambino e la sua mamma (perchè anche le mamme vanno accudite!)! ora lo so. non dico che non mi farà  incavolare. ma ora lo so che non ho nulla di sbagliato in me. 🙂

          • che meraviglia Vale 🙂 per due motivi: uno perchè aspetti un bimbo e leggo nelle tue parole entusiasmo e gioia e due perchè sei realmente consapevole della tua condizione nel bene e nel “male”. Con questa premessa saprai affrontare la tua seconda gravidanza nel migliore dei modi, con la giusta forza interiore, brava!!!
            Inutile dirti che noi dell’ Oasidellemamme siamo con te e ti sosterremo ogni volta che vorrai

            un bacione e buona settimana
            Deborah

  10. 1. Come hai vissuto i tre giorni all’ospedale dopo il parto?
    Un incubo: dolori e paura

    2. Cosa ne pensi del Rooming in (contatto diretto tra madre e figlio in ospedale)? Una tortura fisica e psichica disumana

    3. La stanza di degenza era intima o affollata di letti? affollata di letti

    4. Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento? Allattamento obbligatorio nonostante i problemi di mia figlia. Le ho minacciate di denuncia e si sono arrese al latte artificiale

    5. Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante? “Ma che cosa ho fatto?”

    6. E invece dopo aver varcato la porta di casa? Scappare

    7. Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio? Che mi ero rovinata la vita

    8. il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative? Oltre le mie aspettative

    10. Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia? Ci ha distrutti come coppia

    11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto? non so forse semplicemente essere madre per me è l’inferno puro

    12. Se sì, come hai iniziato ad accorgetene? Stavo malissimo prima solo a fine giornata poi è peggiorato

    13. Chi ti è stato vicino e ha capito la tua sofferenza? Molti sono vicini ma nessuno capisce

    14. Hai avuto solidarietà  per questa tua difficoltà ? Molta ma nessuna soluzione reale

    15. La tua famiglia ha compreso appieno la tua sofferenza? Sì ma non ha avuto e non ha gli strumenti per aiutarmi e nemmeno i professionisti a cui mi sono rivolta.

    Rispondi

    • cara Silvia,
      intanto grazie per avere risposto al questionario e benvenuta sul nostro blog 🙂
      le tue risposte mi hanno fatto ritornare a 5 anni e mezzo fa quando non riuscivo nemmeno a guardarmi allo specchio per la vergogna di non essere la madre che desideravo e la frustrazione (immensa) di non essere capita dai miei familiari che pretendevo mi aiutassero in tutto e per tutto. E lo hanno fatto ma solo nella parte pratica, esteriore perchè l’altra fetta di aiuto che riguarda il nostro io interiore spetta solo ed esclusivamente a noi. E’ dura rimettersi in piedi ma ci si riesce, fidati.
      Non so quanto tempo ha tuo/a figlio/a e come stai adesso ma se avessi voglia di scrivere ancora e di confidarti con chi c’è passata (abbondantemente aggiungo) ne sarei felicissima 🙂

      di dove sei?

      un abbraccio e spero di rileggerti
      Deborah

  11. Grazie a te per la risposta
    ormai sono 22 mesi
    e non è cambiato molto:
    per me è semplicemente troppo. Lavoro e lei, asilo-baby sitter & co
    non so come ho fatto a non immaginare quanto sarebbe stato complicato
    non riesco a perdonarmi. Bastava non avere figli.
    Non mi ricordo più perchè l’ho voluta
    Mi sono condannata all’ergastolo volontariamente, e dire che pensavo di avere un QI nella media invece non ho previsto che sarebbe stato così…
    Non credo che passerà ,
    la vita dei genitori è subumana.
    Cerco di alleggerire le cose ma la realtà  torna ogni giorno prepotentemente, mi devo arrendere al fatto che per fare QUALUNQUE cosa ho BISOGNO di chiedermi e lei chi la tiene?
    Insomma lavoro per NON essere libera nemmeno in casa mia
    Mi odio per questa scelta e per non aver considerato bene gli svantaggi.

    • Silvia, non ti odiare e non ritenerti subnormale perchè proprio non lo sei. Non hai immaginato questo periodo di profondo dolore semplicemente perchè nessuno te ne ha parlato prima, cosa che è successa e succede a molte mamme, ahimè. E` per questo che io, Deborah e Barbara abbiamo creato l’Oasi, affinchè si possa condividere tutto, anche il dolore, e rafforzarci a vicenda per proseguire lungo una delle più faticose carriere mai esistite, quella del genitore.
      Immaginoc he quando leggerai cio` che sto per scrivere penserai quanto sono superficiale e non mi crederai… eppure ti assicuro che dalla depressione post parto si puo` uscire. Io e Deborah ne siamo un esempio.

      Ascoltami attentamente… anzi, leggimi attentamente… non sei una madre cattiva, non sei una persona cattiva, non sei inutile e non sei incapace. Cio` che stai vivendo ti fa sentire cosi`, ma non lo sei veramente, lo capisci questo? Capisci la differenza tra quello che senti perchè sei depressa e quello che invece sei veramente?
      Io ovviamente non ti conosco di persona e sarei proprio presuntuosa a dare un giudizio su come sei o non sei. Ma conosco quello che stai passando e so quello che questa bestia nera fa alle mamme: le divora dentro e ne lascia gusci vuoti.

      Detto questo io ti esorto a continuare a scriverci, a leggerci e a condividere cio` che senti. Ma più di ogni cosa ti esorto con tutto il cuore a chiedere aiuto! Alla tua famiglia, prima di tutto; a tuo marito assolutamente. Ma anche a dei professionisti. Comincia dal tuo medico di base o dal ginecologo. Chiedi in ospedale se hanno dei programmi di supporto per la depressione post parto. Ci sono inoltre molti numeri e siti specializzati che forniscono assistenza, gratuita. Per ogni aiuto più concreto ci puoi contattare personalmente tramite mail, soprattutto Deborah che ha fatto alcune ricerche per il suo libro e quindi puo` darti informazioni precise.

      Il primo passo che farai per chiedere aiuto è il primo passo verso la fine della depressione.
      Io sono stata male per un anno e passa, ma so di preciso che il picco è stato raggiunto a distanza di 3 mesi dal parto. Mi sono trovata di fronte ad un bivio: gli inglesi dicono “sink or swim”, affonda o nuota. Io dovevo decidere se affondare e trascinare tutto e tutti con me, o nuotare a riva e prendere fiato. Ho chiesto aiuto e nonostante abbia impiegato ancora mesi ad uscirne so che il giorno in cui ho chiesto aiuto è stato il primo passo fuori dalle tenebre della depressione.

      Silvia, cara, non sei sola.

  12. Ecco, sui cosiddetti “aiuti” avrei molto, troppo da dire:
    -consultori popolati da “esperti” più fuori di quelli che hanno in cura
    -psichiatri e neuropsichiatri che con i loro farmaci ti riducono peggio di come eri arrivata
    -la famiglia ho scoperto è totalmente impotente

    Ma dall’inizio del mese finalmente NON ho chiesto più aiuto a nessuno, BASTA con le formulette preconfezionate di cosa dovrebbe aiutarmi

    Ho deciso di fidarmi di me e di quello che sento partendo da quello che pensavo fosse la causa di tutto: mia figlia.

    E’ sempre felice, lei, dinamica sveglia coccolona simpatica
    nonostante i quasi due anni di crisi mia
    nessuno di quelli che la frequenta (asilo, baby sitter, pediatra) potrebbe mai sospettare il mio disagio
    ancora meno guardandoci insieme.

    Allora sono partita da lì: dal MIO modo di essere ancora IO e non solo una mamma

    E mi sono resa conto che probabilmente la rabbia e la depressione non erano da parto
    ma da stereotipo sociale, da tutto ciò che di solito evoca la parola mamma

    Ho scoperto che nell’essere mamma posso godermi il mio carattere solare, leggero, che ho sempre cercato di far vivere a mia figlia
    che ho difeso a qualunque costo dal mio periodo nero.

    Visti i risultati, mi sono detta, non sono costretta a stare al copione

    E a modo MIO da due settimane ce la stiamo cavando bene, o meglio la mia bimba continua, io comincio…

    Ieri mi sono persino divertita un mondo a vedere un film con lei al parco.

    Evidentemente per persone eccentriche come me gli aiuti che ora si offrono, i consigli che si danno sono troppo standard.

    Grazie dell’aiuto, scrivere mi aiuta a riflettere e condividere a relativizzare, quasi a “normalizzare” quello che è successo.

    • Come dici tu, non è detto che cio` che aiuta uno, è d’aiuto anche ad un altro. La tua analisi della condizione che ti sta “affliggendo” è molto precisa e sono contenta che tu abbia trovato da sola un “modo” per vivere più serenamente.
      Non posso fare altro che farti i miei complimenti per la tua forza e la tua tenacia. Hai sicuramente da parte nostra dell’Oasi tutto il supporto che vorrai, se mai ne avrai bisogno! 🙂

  13. 1. Come hai vissuto i tre giorni all’ospedale dopo il parto? A causa del cesareo sono stati 5, ma comunque a parte un po’ di stanchezza e l’immobilità  delle prime 24 ore dopo, tutto sommato bene.

    2. Cosa ne pensi del Rooming in (contatto diretto tra madre e figlio in ospedale)? Che è una bella cosa, utile a cementare quel rapporto fin dalle primissime ore. Certo un po’ stanca, e il fatto di non potersi muovere per un po’ non aiuta.

    3. La stanza di degenza era intima o affollata di letti? Intima, solo due letti occupati.

    4. Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento? Diverso da ostetrica ad ostetrica e da infermiera ad infermiera, c’era quella più delicata, e quella più energica.

    5. Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante? Mmmm… felicità  e stanchezza assieme.

    6. E invece dopo aver varcato la porta di casa? Accoglienza, c’erano tutti ad aspettarmi.

    7. Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio? Strana, e un po’ inadeguata. A volte non sapevo bene cosa fare.

    8. il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative? Insomma, un po’ meno di come mi aspettavo.

    9. Se no, perchè? Che cosa ti aspettavi da lui? Che cosa avresti voluto che facesse? Avrei preferito più aiuto nel cambio dei pannolini ad esempio.

    10. Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia? Mah, come tutti penso ne abbia risentito in particolare l’intimità , poi comunque il pensare non più in due ma in tre, e pianificare tutto facendo prevalere le esigenze del piccolo.

    11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto? Mah, forse un pochino, pianti senza motivo ma non di più, fortunatamente.

    12. Se sì, come hai iniziato ad accorgertene?

    13. Chi ti è stato vicino e ha capito la tua sofferenza?

    14. Hai avuto solidarietà  per questa tua difficoltà ?

    15. La tua famiglia ha compreso appieno la tua sofferenza?

  14. 1) tre giorni?? in totale ho fatto 26 giorni (una media di 6.5 giorni ogni volta) li ho vissuti bene, ho cercato di riposare
    2) Rooming è bellissimo anche perchè non mi fidavo di nessuno. ho sempre pensato (sbagliando) di essere solo io capace di accudire i miei figli….e poi li annusavo in continuazione.
    3) la prima volta eravamo solo in due per le altre 3 volte la stanza era affollata e ciò mi seccava
    4) ne ho un ricordo da ridere perchè ho sempre fatto fatica ad allattare (ho sempre avuto poco latte pur bevendo qualsiasi cosa per farmelo venire) e alla mia prima esperienza attaccavo la bambina al seno e la puericultrice del nido mi faceva sentire una m… perchè non arrivava il latte. La seconda volta idem ma appena la puericultrice usciva dalla stanza facevo a modo mio. L’ultima volta (con i gemelli) le infermiere mi portavano direttamente i biberon perchè ormai “comandavo io”
    5) libertà 
    6) ho pensato: dov’è il letto
    7) bene potevo fare ciò che volevo senza che nessuno mi stesse a controllare
    8) abbastanza soddisfacente
    10) dal terzo figlio in poi non ho più vita di coppia, credo che la recupereremo quando andranno all’università 
    11) si, ma vista la mia ignoranza me ne sono accorta quando la stavo passando
    12) con il senno di poi ho visto che le mie depressioni non erano “capricci” o mancanza di voglia di fare, era depressione e basta
    13) nessuno
    14) poca
    15) no

    bello il test grazie

  15. quando rileggo di persone che hanno sofferto o soffrono di depressione post parto mi vengono ancora le lacrime agli occhi e nn posso fare a meno di pensare che questa parte di me nn se ne andrà  mai, che quello che ho pensato in quei lunghissimi mesi nn scomparirà  mai, che cmq ci sarà  sempre qualcosa in me che mi farà  pensare a come stavo prima di avere la mia bimba, a quello che potevo fare e alla mia vita. nn riesco a separarmi totalmente da quello che è stato, vivo costantemente in conflitto, perchè da una parte provo un amore così profondo e puro per lei che dall’altra parte ne sn spaventata. mi sento vulnerabile, so che la mia vita senza di lei nn potrebbe + esistere, eppure so che prima stavo bene comunque. per la seconda volta nella mia vita dipendo da un’ altra persona, affettivamente, intendo. è probabilmente il mio modo di amare che è sbagliato, sn senza filtri e nn posso farci niente. nn sono una persona senza identità , per niente, anzi, probabilmente ne ho fin troppa e nn mi basterebbero 100 vite per esprimerla tutta e sn anche molto indipendente, nn mi piace pensare con la testa degli altri, ma in amore sn una frana, nn sono capace di dominare la situazione. nn so cosa mi sia successo dopo il parto, ma la situazione mi è sfuggita di mano, nn avevo il controllo e io nn sopporto nn avere il controllo di quello che mi accade. ho sempre amato mio marito, stiamo insieme da 14 anni, da quando ne avevo quasi 17, ma alla fine, dopo tanti anni ci sn cose che si accumulano, inevitabilmente e allora basta poco… nn so, nn ho ponderato bene la situazione, ma penso anche che mio marito sia meno paziente con me che in passato, le cosa cambiano e a volte lo posso capire, nn sn una persona facile, ma sn fragile, estremamente fragile e l’ho capito il 27 febbraio del 2010, quando è nata la mia bimba; potrebbe essere un bene aver scoperto i miei limiti, almeno adesso so fin dove posso arrivare, ma in questi anni ho commesso un errore fatale, ho fatto credere a tutti di essere una persona forte, che se la cava da sola ed eccomi qui: nessuno sospetta, qlcn lo sa, ma nn credo di riuscire a trasmettere veramente il dolore che mi attanaglia, nemmeno a mio marito. a volte mi convinco che un estraneo potrebbe aiutarmi e allora penso di chiedere aiuto, ma poi trovo consolazione nel pianto solitario e mi sfogo con me stessa, in fin dei conti chi mi conosce meglio? no, nn è + solo depressione post parto, è depressione e basta e chissà  da quanto se ne sta lì, latente, ma solo quando ho abbassato la guardia è uscita allo scoperto e quello che mi fa + rabbia è che mi ha rubato il momento + bello della mia vita. forse solo per questo dovrei decidere di cacciarla, di sfrattarla, ma in questo momento nn ne ho le forze. un po’ me ne vergogno, un po’ ne ho paura, un po’ nn ho voglia di affrontarla… lo so, forse nn è il luogo adatto, ma avevo bisogno di sfogarmi e questa volta nn con me stessa, avevo bisogno forse di dirmi che almeno averlo ammesso è già  qualcosa, che la mia bimba nn ne deve più portare il peso. sì, ho sofferto di depressione post parto e ne sn guarita, ma come si dice nelle migliori citazioni: ho vinto una battaglia, nn la guerra

    • Ogni giorno si vincono tante battaglie , questo ci deve far vedere il positivo della vita. Anch’io ho incontrato la depressione con la nascita di mio figlio e forse ancora oggi non mi ha lasciato definitivamente.

  16. Ciao Deborah,
    devo innanzitutto ringraziarti. Ho letto il tuo libro ed è stato come sentirsi finalmente capite; a tratti lo apro ancora e, in questa avventura che è la maternità , è un po’ la mia coperta di Linus.
    Passando alle tue domande:
    1. Come hai vissuto i tre giorni all’ospedale dopo il parto? molto bene, il personale è stato presente ma non invadente e sempre molto disponibile.

    2. Cosa ne pensi del Rooming in (contatto diretto tra madre e figlio in ospedale)? bello, però a mio parere sarebbe opportuno, a scelta della mamma, poter lasciare qualche oretta il bimbo al nido, almeno di notte.

    3. La stanza di degenza era intima o affollata di letti? eravamo in due in camera, ma sono stata fortunata. le altre stanze avevano tutte più di tre letti ed erano affollatissime.

    4. Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento? Sono state molto carine, incoraggianti e disponibili. Mio figlio faceva fatica ad attaccarsi, la puericultrice che era di turno ha praticamente passato tutta la notte ad aiutarmi e incoraggiarmi e alla fine ce l’abbiamo fatta!

    5. Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante? Un panico incontrollabile

    6. E invece dopo aver varcato la porta di casa? Oddio, e adesso che faccio?

    7. Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio? Inadatta. Inesperta. Incapace.

    8. il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative? Non lo so nemmeno io. Lui ci ha provato, ma temo di non essere riuscita a comunicargli di cosa avevo veramente bisogno.

    9. Se no, perchè? Che cosa ti aspettavi da lui? Che cosa avresti voluto che facesse? Non mi sono sentita capita. Lui continuava a dire che avrei dovuto essere felice e anche grata per tutto l’aiuto che ricevevo (dalla mia e dalla sua famiglia), io avrei volentieri tappato a tutti la bocca con un grosso cerotto

    10. Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia? è stato difficile. all’inizio era un litigio continuo, poi ci siamo parlati a lungo e adesso va molto meglio di prima

    11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto? un pochino

    12. Se sì, come hai iniziato ad accorgetene? facile: volevo scappare lontano e piangevo sempre, per tutto.

    13. Chi ti è stato vicino e ha capito la tua sofferenza? tu. con il tuo libro.

    14. Hai avuto solidarietà  per questa tua difficoltà ? si, ma non nel modo giusto.

    15. La tua famiglia ha compreso appieno la tua sofferenza? credo di sì, ma non sono stata capace di spiegarmi al meglio.

    Un abbraccio

    • Ciao Giulia cara,
      prima di tutto grazie per il contributo prezioso che ci hai dato rispondendo alle domande sull’esperienza della prima fase post parto e poi un grazie stratosferico per considerare il mio romanzo come la copertina di Linus. Un complimento del genere me lo porterò nel cuore per sempre
      un abbraccio e spero di “rivederti” presto nell’Oasi 😉
      xxx
      Deb

  17. prima di lasciare il mio commento vorrei dire grazie a deborah per il suo libro splendido che mi ha aperto quello spiraglio di luce nel buio in cui brancolo da 6 mesi..so che la strada è dura e lunga ma ho capito che combattendo posso raggiungere il cambiamento che il nuovo stato di mamma mi impone e che io ho voluto rifiutare per un bel po’..spero che il mio bimbo non ne risenta troppo..lui ride tanto mi pare sereno.. mi piacerebbe poterti scrivere per avere un po’ di informazioni in piu’ se non ti disturbo!e grazie ancora

    1. Come hai vissuto i tre giorni all’ospedale dopo il parto?

    un vero incubo, compreso il parto, dove continuavo a ripetere ora muoio ora muoio..e in effetti dopo era come se lo fossi sia fisicamente che psicologicamente. 24 ore di parto ma la parte peggiore le 4 ore (dico 4) di spinte che mi hanno lacerato dentro e fuori …emorragia a non finire e grave crisi anemica da trasfusione …e le ostetriche?”signora lei non ha niente si alzi ora non ha tempo da perdere deve fare la madre!”

    2. Cosa ne pensi del Rooming in (contatto diretto tra madre e figlio in ospedale)?

    io vorrei proporre un referendum per abolirlo! sarà  che tra la forte anemia e quindi fiacca e i punti non riuscivo neanche a tirarlo su e lo guardavo come se fosse un alieno urlante…povero il mio cucciolo…

    3. La stanza di degenza era intima o affollata di letti?

    abbastanza intima anzi ho avuto la fortuna di condividere la stanza con una mamma non di quelle “stupende” ma sicuramente in gamba e al secondo figlio, per me lei è stata un po’ una guida in quei 3 giorni.

    4. Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento?

    a parte una sola il resto da fare un pacchetto e buttare via… cattive come il veleno ..non capivano che non ce la facevo nemmeno a tenerlo in braccio e mi rinfacciavano se chiedevo di tenerlo al nido per poter fare almeno la pipì..

    5. Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante?
    che bello scappo via…

    6. E invece dopo aver varcato la porta di casa?
    oddio, la verità  è che non riuscivo nemmeno a fare le scale per salire nel mio appartamento… mia madre, che è una donna eccezionale e che purtroppo vive lontana da me a 500 km di distanza mi aiutava a salire le scale e mi diceva che presto mi sarei rimessa,ma io ho avuto una crisi di pianto e di nervi, per un giorno intero ho avuto crisi di pianto mancanza di fiato, appena chiudevo gli occhi saltavo come un grillo per gli attacchi di panico, poi il seno dolorante che si arrossava perchè ilo mio giulio non voleva saperne di attaccarsi e non cresceva… finalmente trovo un’altra ginecologa che mi visita..non mi dice tutto ma mi invita a recarmi al pronto soccorso piu’ vicino per un controllo delle analisi …io sono ormai diventata un vegetale non riesco a fare nessun movimento 250 di pressione e anemia a 6… ho fatto 10 gg ricoverata senza mio figlio e la cosa più brutta è che non sentivo niente..volevo solo scappare via e non vederlo… poi verso la fine delle terapie ho cominciato a aver voglia di vederlo e mio marito mi portava le sue foto… mia madre ha fatto da madre a giulio per i primi 10 giorni e io questo non posso ancora perdonarmelo anche se non è colpa mia se non stavo bene..

    7. Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio?
    non ho avuto subito questo passaggio non ho avuto molti passaggi impiortanti.. ma mi viene da dire meno male che c’era la mia famiglia tutta insieme e compatta e mio marito…

    8. il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative?
    oltre le mie aspettative…lo amo profondamente anche se all’inizio anche con lui è stato diffcile capirsi…ma non mi capivo neanche io..

    9. Se no, perchè? Che cosa ti aspettavi da lui? Che cosa avresti voluto che facesse?

    10. Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia?
    siamo ancora nel turbine e diciamo che stiamo trovando un nuovo equilibrio o almeno abbiamo iniziato a provarci…

    11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto?
    dpp

    12. Se sì, come hai iniziato ad accorgetene?

    voglia di non vedere mio figlio voglia di scappare cambiare paese e identità  e scomparire ansia a duemila al solo piagnucolio di giulio…sensazione perenne di avere tra le mani una bomba a orologeria e dover trovare la giusta combinazione prima che esploda…

    13. Chi ti è stato vicino e ha capito la tua sofferenza?
    mio marito mia mamma anche se lontana… mia sorella che si è sforzata anche se non ha figli di capire…

    14. Hai avuto solidarietà  per questa tua difficoltà ?
    da loro si, dal resto delle amiche (pochissime) c’e’ stato il fuggi fuggi generale anche perche’ vivendo in una città  che non è la mia amiche non ne ho…
    15. La tua famiglia ha compreso appieno la tua sofferenza?

    credo di si, ma il senso di impotenza nel non poter lasciare la loro città  e venire qui mi ha costretta a sminuire le mie difficoltà  per non farli preoccupare davvero troppo… non se lo meritano..

    • Cara sara grazie a te per aver lasciato il tuo commento e per avere risposto al questionario 🙂
      scrivimi ogni volta che vuoi
      un abbraccio
      Deborah

  18. 1. Come hai vissuto i tre giorni all’ospedale dopo il parto?

    Ero abbastanza sconvolta,non sono riuscita a realizzare e a vivere quel momento, avevo un profondo senso di smarrimento e le persone in ospedale si comportavano come se io dovessi sapere esattamente cosa fare, come comportarmi.

    2. Cosa ne pensi del Rooming in (contatto diretto tra madre e figlio in ospedale)?

    Sulla carta mi sembrava una cosa bellissima ma dopo averlo vissuto… non ne sono piu’ cosi convinta. La notte non finiva piu’, non c’era mio marito e quando chiamavo per farmi aiutare mi sembrava di essere l’unica ad essere in difficolta’.

    3. La stanza di degenza era intima o affollata di letti?

    Eravamo solo in 2

    4. Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento?

    Sembrava che sapessi/dovessi fare tutto da sola… e a me sembrava una tortura all’inizio. Sono dovuta rimanere un giorno in piu’ in ospedale perche’ il piccolo non si attaccava bene ed era calato troppo. Una giornata a pesarlo prima e dopo ogni poppata per dargli l’aggiunta dopo. Poi l’ultima notte una infermiera del nido a cui avevo chiesto l’aggiunta di latte mi ha aiutato molto e l’allattamento e’ partito senza problemi.

    5. Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante?

    Finalmente si torna a casa e con mio marito sempre sempre con noi sara’ piu’ semplice!

    6. E invece dopo aver varcato la porta di casa?

    E ora che facciamo?

    7. Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio?

    Spaesata e in qualche modo imprigionata, mi sembrava di non poter fare piu’ niente

    8. il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative?

    Si, lui e’ stato meraviglioso

    10. Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia?

    E’ difficile essere una coppia, il bimbo ha 4 mesi e non abbiamo nonni che possano tenerlo anche solo per un’ora e quindi non abbiamo piu’ tempo per noi. Io soffro molto per questa cosa perche’ lui e’ fuori casa 12h per lavoro, la sera torna e tra cena, bimbo e tutto il resto non riusciamo a ritagliarci un po’ di tempo per noi. Spero di riuscire a trovare un equilibrio…

    11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto?

    Credo di Baby Blues…

    12. Se sì, come hai iniziato ad accorgetene?

    Piangevo per tutto, non avevo piu’ voglia di fare niente… di uscire… paragonavo tutto a come era prima.

    13. Chi ti è stato vicino e ha capito la tua sofferenza?

    Mio marito e mi8a cognata

    14. Hai avuto solidarietà  per questa tua difficoltà ?

    Si anche se credo di aver ancora tanto bisogno di parlarne per rielaborare il momento e andare completamente oltre

    15. La tua famiglia ha compreso appieno la tua sofferenza?

    Non ne sono sicura

  19. 1. male. ero in una sistemazione inadeguata (2 giorni nell’osservazione post parto per mancanza di letti in reparto), stremata da 13 ore di travaglio e un parto non semplicissimo, senza neppure una doccia, senza infermiere quindi totalmente dipendente dalle cure di mamma e suocera.

    2. penso che sia un modo per scaricare le responsabilità  addosso alla famiglia, gestendo il reparto con meno infermiere e operatrici di nido e pertanto con molti meno costi.

    3. come detto sono rimasta 2 giorni e mezzo nella sala di osservazione accanto alle sale parto. era una stanza con 6 o 7 barelle buttate dentro a casaccio, con un solo bagno usato anche dai visitatori e senza doccia. luci sempre accese e donne che, ovviamente, entravano a tutte le ore del giorno e della notte dopo aver partorito. particolarmente disagevole la vicinanza estrema con le sale travaglio dato che per tutto il tempo vivevo in diretta tutti i parti del san raffaele.
    le stanze del reparto di ostetrica invece non sono affatto male (3 letti per camera)

    4. finchè sono stata nel reparto di osservazione non ho visto nè le une nè le altre. quando mi hanno portato in reparto ho trovato personale freddo, scocciato, il cui approcci alla prima difficoltà  è stato mettermi in mano un biberon di latte artificiale e mandarmi a casa quasi in mastite.

    5. “no ma davvero me la posso portare a casa”? sollievo. la bambina stava bene, la terapia antibiotica era finita e non c’erano problemi (nemmeno a dirlo, il tutto era dovuto ad un errore dei medici del san raffaele che non avevano riconosciuto una rottura alta del sacco amniotico qualche giorno prima del parto, e ovviamente il tutto si era infettato).

    6. ero felice, stanca e confusa e arrabbiata con tutti gli operatori del san raffaele. il rientro a casa comunque è stato salvifico, ho passato parecchio del mio ricovero a piangere e il rientro tra le mura domestiche, nonostante le difficoltà  di allattamento iniziali, è stato salvifico.

    7. mio marito ha preso una settimana di ferie e ce la siamo goduta cercando di gettare le basi per una cosa che in ospedale sarebbe stata impossibile: la traslazione da coppia a famiglia. quando lui è tornato al lavoro mi sono sentita un po’ abbandonata, avevo paura di non farcela da sola ma ero grata dei momenti con quello strano animaletto che mi dormiva sulla pancia

    8/9. è stato splendidamente superiore alle mie aspettative

    10. sono cambiati i ritmi… soprattutto nel senso che per un bel po’ non ne abbiamo avuto uno. la piccola dormiva parecchio di giorno, pochissimo di notte e questo era spossante per entrambi. ovviamente la vita sessuale ha subito un brusco stop e dopo qualche settimana una lenta ripresa.
    avevamo sonno, un sonno bestiale che è durato almeno fino alla fine del periodo delle coliche, cioè circa 4 mesi.

    11/15. DPP per quanto temuta direi decisamente no; baby blues… diciamo che all’inizio ho pianto parecchio, ma ero consapevole che il problema fosse derivazione degli sconvolgimenti ormonali, quindi accettavo la “piangiuta” e andavo oltre. direi che mi è andata di lusso!

  20. 1. Come hai vissuto i tre giorni all’ospedale dopo il parto?
    bene ero contenta

    2. Cosa ne pensi del Rooming in (contatto diretto tra madre e figlio in ospedale)?
    ne penso male perchè dove ho partorito io nessuno veniva a spiegrati o insegnarti nulla non c’era neppure un fasciatoio o due salviette umidificate l’unica cosa che mi hanno dato sono stati 5 pannolini al giorno. Se dovessi fare un altro figlio non farei mai il rooming in perchè in quei gg non ho dormito ed ero abbastanza stanca dal parto, il rooming in ha senso se c’è qualcuno che spiga qualcosa e se almeno la notte portano via il bambino per farti dormire a meno che la mamma non voglia fare diversamente

    3. La stanza di degenza era intima o affollata di letti?
    intima

    4. Quale è stato l’approccio da parte delle infermiere/osteriche con l’allattamento?
    non mi ha filato nessuno

    5. Uscita dall’ospedale quale è stata la sensazione predominante?
    io speriamo che me la cavo

    6. E invece dopo aver varcato la porta di casa?
    io speriamo che me la cavo

    7. Come ti sei sentita una volta rimasta sola con tuo figlio?
    mio marito era con me i primi tempi per cui è andata bene

    8. il comportamento di tuo marito/compagno è stato quello delle tue aspettative?
    si mio marito è eccezzionale

    9. Se no, perchè? Che cosa ti aspettavi da lui? Che cosa avresti voluto che facesse?

    10. Dopo la nascita del bambino quali scosse ha subìto la tua vita di coppia?
    nessuna, la ricerca di un figlio a lungo ha cementato la nostra unione

    11. Hai sofferto di Baby blues o di depressione post parto?
    diciamo che soffro ogni tanto di crisi di pianto tristezza e paure varie… cosa ho??? beby blues?

    12. Se sì, come hai iniziato ad accorgetene?
    piango troppo a volte molto di più se sono troppo stanca

    13. Chi ti è stato vicino e ha capito la tua sofferenza?
    mio marito e mia cugina

    14. Hai avuto solidarietà  per questa tua difficoltà ?
    si in particolare da mia cugina che ha avuto le stesse difficoltà  in passato.

    15. La tua famiglia ha compreso appieno la tua sofferenza?
    no ma perchè non ho voluto fargliela comprendere, io e i miei genitori non abitiamo vicini e non voglio farli preoccupare

  21. Antonio Pasini

    Vorrei regalare il libro a mia moglie, ma non lo trovo da nessuna parte… l’editore è fallito, pare.
    Perchè non lo auto-pubblicate come ebook ?

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