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4 Mamme su Fox Life: davvero c’era bisogno di una seconda stagione?

4 Mamme: sta andando in onda la seconda stagione di un programma che mette in competizione le donne riguardo il proprio modo di essere genitori.

Ormai è entrata nel vivo la seconda stagione di 4 Mamme, il programma di Fox Life, condotto da Flavio Montrucchio e Georgia Luzi con la consulenza della tata Roberta Cavallo. In ogni puntata 4 mamme, appunto, si sfidano per ottenere il premio finale: realizzare un sogno per i propri figli. Per fare questo vengono giudicate su tre aspetti fondamentali: pappa, gioco e nanna. Chi ottiene più punti vince la classifica parziale a cui viene sommato un bonus di 10 punti assegnato dal team di conduttori e dalla tata: non è detto quindi che chi conquisti il primo posto tra le mamme poi sia la vincitrice di puntata.

Nella scorsa stagione – così come in questa – sono stati coinvolti anche i papà (e meno male) in modo che la gara potesse essere più equilibrata. Forte del successo del debutto dello scorso anno, anche in questo abbiamo visto le varie mamma “miss”, mamma “svampita”, mamma “spirituale” e via dicendo cercare di conquistare le avversarie per un fine nobile, bisogna dirlo, ovvero la felicità dei propri bambini.

Scrivo ovviamente a titolo personale, da spettatrice del programma, che già l’anno scorso mi aveva lasciato qualche perplessità. Visto che ormai in tv ha un certo seguito il format in cui 4 professionisti si sfidano in ciò che sanno fare meglio (vedi “4 Ristoranti” di Borghese e “4 Hotel” con Bruno Barbieri) si è pensato che anche le mamme – vere e proprie esperte di multitasking – possano essere inserite in questo tipo di narrazione televisiva.

Non a caso ad ognuna di loro è stata cucita addosso un’etichetta, cosa che è molto funzionale alle storie e che rende più fluido il racconto. Da quando sono madre so che avere una definizione è ciò che di più sbagliato possa esserci: si è già tanto in competizione nella vita vera, c’era bisogno di mettersi l’una contro l’altra in maniera – diciamo così – legalizzata? Perché qui, secondo me, non si tratta solo di un gioco, ma del rischio di esporre l’essere madre ad un modello a cui tutti dobbiamo attenerci: se dai pochi baci sei fredda, se sei ansiosa ti criticano, se lasci i figli liberi di sperimentare non dai le regole. Potrei continuare all’infinito. Senza dimenticare che qualcuno che non ti conosce giudica il tuo operato addirittura con dei voti. Sappiamo quanto l’apparenza e l’immagine di perfezione sia presente in ognuna  quando abbiamo dei figli. Sfido chiunque di voi a dire il contrario: quando siamo in fila al supermercato, ai giardinetti, dal dottore. Vogliamo fare bella figura.

La tv secondo me non dovrebbe narrare la maternità in questa forma. Dovrebbe piuttosto raccontarla come ha fatto The Let Down, la bellissima serie in onda su Netflix, facendo una riflessione su questo difficilissimo ruolo senza dimenticare l’ironia. Non dobbiamo dimenticare valori come la solidarietà e il sostegno: non serve a nulla gareggiare. Il nostro compito non è quello di essere le madri perfette, ma solo la nostra migliore versione, senza nessuna paletta alzata con la scritta “top” o “flop”.

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