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Chirurgia estetica? Sì, grazie. Ma con misura…

 

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Dichiariamolo apertamente: dopo la nascita di un bambino la mamma s’incontra con emozioni uniche, mai provate prima ma si scontra anche con i chili di troppo accumulati durante i nove mesi di gravidanza e un addome che sembra un palloncino sgonfiato in modo impietoso.

Il suo corpo non ha più le sembianze toniche di un tempo, quando poteva sfoggiare con orgoglio una pancia liscia, cosce marmoree e sedere di acciaio.

Ora si guarda allo specchio e la rievocazione migliore che le viene in mente è quella di un soufflé fatto uscire dal forno troppo in fretta.

In tanti casi è sufficiente riprendere l’attività fisica, riacciuffare la forza di volontà che permetta di tuffarsi in una dieta distruggi calorie e sciogliere l’adipe in più per riappacificarsi con la bilancia ma in diversi casi non sempre è possibile riconquistare ciò che ci siamo fatte sfuggire di mano. La pelle ad esempio non è elastica allo stesso modo e dopo la dolce attesa potrebbe adagiarsi troppo verso il basso seguendo la legge impietosa della gravità e in questi casi non esiste ristrettezza alimentare che tenga, siamo destinate a portarci addosso una specie di triste sipario afflosciato su se stesso.

Per fortuna non mi sono trovata a fare i conti con questo tipo di disagio ma se avessi avuto un problema simile non nascondo che avrei pensato a un intervento di tipo chirurgico.

Ritengo che ciò che chiamiamo “ritocco” sia utile se visto nella sua funzionalità, se serve a contrastare un difetto fisico che contribuisce a rafforzare il senso di inadeguatezza, disgregare l’autostima e compromettere in modo serio i rapporti sociali. Avere orecchie a sventola proverbiali o un naso che fa provincia non credo faccia piacere a nessuno perciò bussare alla porta di un buon chirurgo plastico credo sia una boccata di ossigeno per ridurre in polvere un complesso significativo. Stessa cosa per una pancia che ha perso la sua forma originaria o per qualsiasi altra parte del corpo che lancia un S.O.S. al bisturi.

Cosa importante è sottolineare il senso della misura poiché abbiamo visto cosa comporta oltrepassare il limite della ragionevolezza, in giro per il mondo sono sempre più presenti prototipi in carne e ossa di bambole e bambolotti diventati ormai caricature mobili: donne che spendono un patrimonio per sottoporsi a operazioni anche rischiose pur di somigliare a Jessica Rabbit, Pamela Anderson o uomini che farebbero carte false per essere più simili possibile a Big Jim o qualsiasi altra icona da fumetto. Per poi trasformarsi in fenomeni da baraccone che orgogliosi mostrano seni più grandi di due airbag, labbra in stile tender a sei posti e altre protesi impiantate che più che valorizzare un corpo lo martorizzano senza pietà.

Quando vedo soggetti simili mi vengono spontanee due domande: 1) che tipo di problemi abbiano avuto nella loro infanzia 2) che tipo di problema abbia il chirurgo che accetta di trasformare un essere umano in una specie di mostro in silicone.

Aspetto fiduciosa che emerga una sensibilità tale che vada a stringere gli ingranaggi di questo motore alimentato da troppi soldi e ambizione perché di vedere in futuro sempre più Barbie parlanti e disadattate non è una cosa allettante…

I trattamenti estetici vanno affrontati con buon senso, occorrono due cose importanti:

– una informazione adeguata;

-rivolgersi a chirurghi professionisti che abbiano oltre alla professionalità e competenza una visione etica del loro mestiere.

 

 

 

 

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

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