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Taglio cesareo in Italia: un’esagerazione

taglio cesareo

Tu, donna, partorirai con dolore. A meno che non vivi in Italia e il ginecologo ti suggerisca ad inizio gravidanza, previa consultazione di tarocchi ecografici, che sia più sicuro e indolore andare nella “tal clinica” privata e procedere con un comodissimo taglio cesareo, seguito da manicure e pedicure di lusso.
Tu, donna, partorirai con dolore. Ma non temere: più urlerai e più i tuoi chakra si allineeranno, portando Venere in congiunzione con Saturno, permettendo così a tuo figlio di sperimentare pienamente la gamma emotiva del viaggio extrauterino-intravaginale, che gli donerà piena consapevolezza galattica e la vincita al Lotto.

Le statistiche del taglio cesareo in Italia

Sembrano idiozie ma ahimè sono la realtà, per lo meno nel mondo occidentale, e in Europa l’Italia soprattutto. L’approccio al parto che viene da 30 anni portato avanti nel nostro paese lascia a dir poco sconcertati.
Negli anni ’80 il 10% delle partorienti andava incontro a taglio cesareo per motivi medici ben precisi. Nel 2014 la percentuale è arrivata al 38%, con una lieve inflessione negli anni a seguire, arrivando oggi ad un 34% circa. Molto divario si riscontra da regione a regione: In Trentino Alto Adige la percentuale del taglio cesareo è del 10% contro un’epidemia da cesareo fulminante in Campania che ha quasi raggiunto il 60%.

L’OMS consiglia di rimanere su un 10% e queste indicazioni si basano su studi statistici fondati sull’osservazione delle condizioni di salute delle donne. Il che significa che il 10% di donne ha alta probabilità di andare incontro complicazioni durante il travaglio per cui il cesareo è effettivamente necessario, mentre il resto non ne ha veramente bisogno.

Ma allora perché così tante future mamme italiane si sottopongono ad un intervento chirurgico inutile? Perché di questo si tratta; di una procedura chirurgica, invasiva, che comporta rischi per madre e nascituro e che è studiata per risolvere problemi che metterebbero a maggior rischio la vita di madre e figlio. Quante gravidanze sono veramente a rischio in Italia? Di certo non il 34-38%!

Una scelta consapevole

Il cesareo non è un procedimento medico per evitare il dolore del parto.
Il cesareo non è un procedimento medico da mettere in atto perché “non si sa mai”, tanto quanto la mamma ti mette la maglia di lana in borsa perché non si sa mai, magari fa freddo e ti viene il colpo d’aria.
In Italia 160mila interventi non sono necessari e costano al servizio sanitario nazionale 156 milioni di euro. No, dico… avete capito? 156 milioni di euro!
Quella dei parti cesarei è un’epidemia causata da mala informazione, incoscienza e avidità, visto che troppi ginecologi incanalano pacchetti di donne verso cliniche private “parto cesareo friendly”, con un chiaro intento di guadagno comune, a discapito del pubblico.

Il parto naturale è sempre giusto?

Partorire naturalmente però non è nemmeno un traguardo che rende una donna superiore ad un’altra. Io ho scodellato due vitellini di 4500 g ciascuno, naturalmente, senza epidurale e tirando giù santi dal paradiso, e invocando diavoli dall’inferno: la sala parto era particolarmente affollata devo dire…
Ho odiato ogni attimo di dolore provato e la sofferenza successiva.
Mentre spingevo l’unico pensiero razionale che mi si formava nella mente era “Esci da questo corpo!!!!” alternato ad un “Mr Scotty, uno da teletrasportare… ORA!!!!”.
Eppure, aiutata parzialmente da assunzione di perossido d’azoto e dall’assistenza di levatrici e dottori preparati, sono sopravvissuta. Non mi sento di certo una privilegiata per la mia performance e quando racconto dell’esperienza noto con perplessità le reazioni di altre madri che vanno dall’ammirazione al terrore assoluto. La mia scelta è stata guidata da informazione e consapevolezza e una buona dose di “o la va o la spacca”.

Lo ammetto però, adoro guardare video di donne che partoriscono in casa, tra le braccia di mariti innamorati che le guardano con occhio perso manco avessero davanti Gisele Bündchen.
Penso “buon per loro!” e un po’ le invidio perché l’ingegner Brambilla aveva l’espressione a metà tra “mizzega quante scene che fai” e “oddio che impressione”.

Partorire è naturale come, ahimè, lo è il dolore e cercare metodi per alleviare il disagio, siano essi ayurvedici o da epidurale, va benissimo, fin tanto che si tratti di decisioni sensate ed informate.
Chi invoca però la tradizione di parti assolutamente naturali, sostenendo che l’umanità ha proceduto milioni di anni senza epidurale quindi possiamo farne a meno anche noi, a mio parere sbaglia. La mortalità infantile e puerperale è decisamente diminuita grazie all’implementazione di tecniche e tecnologie che nel passato non esistevano e di questo bisognerebbe essere sempre grati. Nel momento in cui però la medicalizzazione eccessiva e inopportuna arriva quasi completamente a cancellare la conoscenza millenaria di levatrici e ostetriche e a negare la natura stessa del parto, allora le cose prendono una brutta piega.

La percentuale di tagli cesarei in Italia è ingiustificata a meno che le italiane non abbiano sviluppato in 30 anni patologie gestazionali e deformità genitali tali per cui necessitino un’assistenza maggiore rispetto a quella delle donne di altri paesi.
Ovviamente no
n è di questo che si tratta, la salute delle italiane è assolutamente paragonabile a quella di Svedesi, Norvegesi, Inglesi, Francesi e via dicendo. Lo sappiamo tutti che qui si tratta di male informazione e di condotta non particolarmente etica da parte di troppi ginecologi e ospedali.

E quindi che si fa?

Si continua a farsi prendere in giro, sballottate da un lato dalla convinzione che o si taglia la pancia o si muore di dolore e dall’altra che partorire con un ramo di salvia in bocca e uno stecco di incenso nell’orecchio destro permetta alle onde vitali di fluire da madre terra a figlio? Il risultato è che troppe donne rischiano la propria salute e quella del proprio figlio, sia in un modo che nell’altro.
È il 2017 e siamo in un paese del primo mondo, per Ippocrate! L’ignoranza è inammissibile come deprecabile è la mala fede.

Donne partorite con… buon senso, il resto passa e se fa proprio male… invocate il teletrasporto di vostro figlio fuori dal vostro utero, pare che su Orione sia di gran moda!

 

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

Un commento

  1. Io ho avuto il cesareo per la prima gravidanza perché la piccola era podalica. Ora a distanza di poco piu un anno sono di nuovo incinta di sei mesi…il mio mio ginecologo dice che si può provare il naturale…ma non è troppo presto…io sono un po’ preoccupata e non per i dolori, ma per eventuali complicazioni….se ti va passa dal mio blog

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