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A chi giudica la madre di Livorno, dico due parole


dimenticare figlio in auto

Ho letto della mamma che ha dimenticato per 4 ore la figlia in auto, a Livorno. Ho letto della sua agonia e del suo “mea culpa”. Ho letto delle indagini in corso per omicidio colposo e dell’ipotesi di “amnesia dissociativa”, la stessa patologia che ha scagionato il papà di Piacenza che tempo fa aveva fatto lo stesso, causando la morte del figlioletto di due anni.
Fin qui, nulla di insolito. Angosciante, si. Doloroso, non c’è dubbio.

Poi però ho letto anche di un sacco di genitori che con sicurezza adamantina hanno affermato che non c’è nessuna scusa per un genitore che dimentica in auto un figlio, che è omicidio punto è basta, che bisogna smetterla di cercare giustificazioni per difendere i colpevoli.
Ci sono persone che sono sinceramente convinte che non sia possibile commettere errori fatali di questo genere, intendendo che non è possibile se si è veramente dei bravi genitori, se si amano realmente i propri figli, se si è, insomma, in gamba come loro che non hanno mai dimenticato un figlio in auto.

Beh, che dire… mi vergogno profondamente. Mi vergogno di appartenere alla stessa categoria di coloro che si sentono così intoccabili, così superiori da permettersi, senza conoscere, di giudicare e condannare una persona che ha commesso un errore inimmaginabile, causando la morte della propria figlia.


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L’amnesia dissociativa non è l’ennesima balla per giustificare un genitore pigro e irresponsabile. La mamma di Livorno, come il papà di Piacenza e moltissimi altri come loro, non hanno coscientemente deciso di lasciare il figlio in macchina sotto il sole perché non avevano voglia di tirarlo fuori! Ci sono stati casi, ahimè, di genitori che hanno deciso in piena coscienza di lasciare i figli in auto perché dovevano farsi i fatti propri senza i marmocchi tra i piedi e in questo caso si, si tratta di negligenza ingiustificabile, di omicidio e non ci sono scusanti.
Ma è così difficile capire la differenza tra dimenticanza e atto volontario? È così impossibile comprendere che lo stress agisce in maniere diverse su ognuno di noi, portandoci ad agire in modi inaspettati?

È tremendo, è vero. È tremendo dimenticarsi un figlio come si può dimenticare il portafogli o gli occhiali da sole. È terribile e questi genitori vivranno, o forse è più corretto dire che sopravviveranno, per il resto dei loro giorni con il dolore inimmaginabile e insuperabile di aver causato (seppur non volendolo) la morte della persona più preziosa nella loro vita.
E voi che fate? Dall’alto della vostra sedicente perfezione vi permettete di giudicare, condannare e se aveste l’occasione, magari vi trasformereste anche in carnefici.

Io so cosa è l’amnesia dissociativa, l’ho provata sulla mia pelle prima come figlia, poi come madre e vi assicuro che è drammatica. È come una doccia gelida, la sensazione di aver perso completamente controllo, di non possedere alcun ricordo di alcuni attimi della tua vita, di aver agito come un automa e non come una persona con una coscienza.
La prima volta che mi è capitato è stato dopo la morte di mia madre, più di 20 anni fa. Più di una volta sono uscita di casa con una meta e uno scopo preciso e dopo un tempo che variava dai 5 ai 15 minuti, mi ritrovavo altrove senza alcun ricordo di come e perché fossi li invece di trovarmi dove volevo.
È come se per un breve periodo della mia vita io mi fossi ridotta ad un guscio vuoto, senza cervello, senza volontà, poco più di un vegetale in grado di respirare e muoversi.
Dopo alcuni episodi, l’amnesia dissociativa è scomparsa e io quasi me ne sono dimenticata (triste gioco di parole…), fino a quando a Sydney, in piena depressione post parto e responsabile di un neonato, mi sono ritrovata in mezzo alla strada senza alcun ricordo di come ci fossi arrivata. Un attimo prima ero in casa, un attimo dopo ero in mezzo alla via con in braccio Matteo. Fortunatamente non c’era alcun traffico, nessuno intorno. Eppure un terrore gelido mi ha attraversata e rientrando in casa non sono riuscita a smettere di tremare e piangere per più di mezz’ora.




Non si vuole giustificare un genitore come se gli si desse una pacca sulla spalla a mo’ di “ma si, dai… che non è successo nulla!, prossima volta stai più attento, giusto?”.
Il solo pensiero che ci siano genitori che credono che dare una spiegazione a gesti così drammatici significhi questo, mi ripugna.
Questo post è molto polemico e dal tono delle mie parole si percepisce estrema frustrazione. Lo so che ci saranno persone che leggendo si sentiranno prese di petto, comprendendo che la mia furia è diretta a loro. A costoro voglio dire chiaro e tondo, che non giudico il loro modo di essere genitori, che sono certa che siano in grado di crescere splendidamente i propri meravigliosi figli.
A queste persone dico solo che mancano totalmente di empatia, di compassione e dimostrano di non essere in grado di ragionare dopo aver letto una notizia del genere.
Mi spiace se vi offendo, ma non mi scuso: sarete fantastici genitori, ma al momento siete dei pessimi esseri umani.

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

35 commenti

  1. Anch’io non me la sento di condannare questa mamma e né gli altri genitori. Il rimorso li accompagnerà tutta la vita, basta già questo e la mancanza per sempre dei propri figli.
    Ho scritto un post poco fa. Non ho avuto il problema di cui parli tu, ma ho provato a capire questi genitori.

  2. Se ci dimentichiamo di spegnere il gas una casa puó esplodere, se ci dimentichiamo una candela accesa la casa puó prendere fuoco, se ci dimentichiamo di mettere il freno a mano la macchina puó causare incidenti, se ci dimentichiamo di inserire la sicura ad un’arma puó uccidere, se ci dimentichiamo qualcuno in macchina puó morire! In tutti questi casi qualcuno dimentica qualcosa di normale routin e in tutti ci sarà un colpevole e delle vittime. Io non vedo la differenza, mi dispiace! E con questo non sto dicendo che son cose che non possono capitare, ma quando uni commette un errore è giusto che paghi!

    • certo che pagherà questa povera donna che vivrà il resto dei suoi giorni con una condanna terribile nel cuore ma quel “è giusto che paghi” con tanto di punto esclamativo che non ammetto. Non ammetto la soddisfazione nel dire una cosa del genere, non ammetto il voler esprimere “giustizia è stata fatta” come se parlassimo del più delinquente dei mafiosi, dei serial killer, dei sicari. Mi dispiace ma sono queste dichiarazioni che fanno male…

      • Io penso che la giustizia umana non aggiungerà nulla al terribile atroce ergastolo che questa donna si porterà addosso per tutta la vita.

    • Ti quoto appieno!!!

    • iononcisto hai colto in pieno il mio pensiero ti ringrazio credevo di essere una mosca bianca

      • hai colto in pieno il mio pensiero ti ringrazio, credevo di essere una mosca bianca , un figlio non è un ombrello ! la madre soffrira’ ma poi dimentichera’ e magari fara’ un altro bambino , non ho parole x descrivere le persone che descrivono questa povera mamma.

    • Concordo pienamente… perdonatemi ma non mi piace il buonismo… per i miei figli darei la vita, e non per dire, ci sono tantissime persone che venderebbero l’anima al demonio per averne e non ci riescono e che si deve sentire?!? Che c’è qualcuno che li dimentica impunemente? E peggio anche li perdoniamo per via dello stress o turbe a vario titolo?!? Puah! Al rogo mediarico con tanto di pollice verso per quanto mi riguarda!

      • Concordo.
        Il minore deve essere tutelato sempre e comunque.
        Se gli adulti che si occupano di un minore non sono in grado di farlo, sarebbe giusto che gli togliessero il figlio, ( prima che accadano episodi come questo ).
        Ciò non implica necessariamente un giudizio di disprezzo nei confronti dei genitori.
        E’ semplicemente la presa di coscienza di un dato di fatto; e, ribadisco, il minore va tutelato sempre e comunque.
        Dispiace per queste tragedie, ma è giusto che chi causa fatti di questa gravità, paghi.

  3. L’amnesia dissociativa non dura 4 ore. Non avrebbe neanche potuto lavorare. Ripresasi dalla sua amnesia perché non ha controllato e non si è sincerata di aver lasciato entrambi i figli in un luogo sicuro?
    Se soffri di una patologia simile non ti occupi da solo dei tuoi figli. Ti fai aiutare. Sarebbe bastata la telefonata del marito a sincerarsi che tutto fosse a posto. Così come faceva mio marito dopo il parto dato che ho sofferto per un breve periodo di depressione. I miei parenti erano sempre con me e non per loro volere bensì per mio volere. Ero io a non sentirmi all’altezza.
    Questa madre ha avuto un’amnesia? Se ne aveva già sofferto in passato è da condannare.
    Se era il primo episodio avrebbe dovuto controllare PRIMA di lasciar trascorrere 4 ore.
    No. Non ha giustificazioni. Siamo RESPONSABILI dei nostri figli! Non vale nessuna giustificazione. NESSUNA.

    • Allora scusate ma siete ignoranti… E con questo non offendo nessuno..ma semplicemente non capite il significato di amnesia dissociativa!!! Questa madre ha invertito i bambini nel portarli a scuola…e quando ha portato il più grande,montata in macchina ha avuto l’amnesia ed è andata in pilota automatico facendo le cose che fa d solito..! Non dura quattro ore…ma lei era convinta d avere portato il bambino al nido..perciò non se ne è preoccupata!!
      Io non condanno questa donna..avrà già il dolore e il rimorso per tutta la vita k la accompagna..e questo è già il dolore piu grande! Spero solo k quei genitori k tanto giudicano non provino la stessa esperienza..perché è un errore fatale certo..ma k può succedere purtroppo..! E perdere un figlio in questo modo è un dolore k non andrà mai via..una sofferenza k nessuno può provare! Imparate ad essere umani…non s può condannare una madre per questo… Ha già il suo dolore k la dilania…! Ci sono un mucchio d persone..pedofili.. Assassini.. Kamikaze.. Stupratori…quelle sono persone cattive e k sarebbe giusto condannare..! Impariamo a dare un peso alle cose..!!

  4. Se deve essere scagionata perché affetta da TGA allora valuterei il ritiro dell’affidamento dell’altro figlio, perché se è da considerarsi malata, allora è giusto salvaguardare la vita almeno dell’altro.

  5. E di nuovo tutti a giudicare, come fossero immuni dagli errori loro! Tutti possiamo sbagliare, indipendentemente da una malattia o no. E tutti paghiamo per i nostri errori. Sono convinta che solo il fatto di aver involontariamente ucciso il proprio figlio sarà un’ammenda fin troppo grande da pagare per questa mamma! Ma ci pensate a quanto dolore starà provando lei in questo momento? Non voi non potete capirlo… Voi siete solo in grado di dire che non è stata una brava mamma e che è giusto che paghi!
    Io non la giustifico, non riesco ad immaginare come ci si possa dimenticare del proprio figlio, ma non mi sento nemmeno di accanirmi contro di lei, perché immagino che cose totalmente assurde come questa possano capitare a chiunque, in un giorno qualunque e assolutamente senza preavviso.
    Vorrei, invece, poter essere vicina a questa mamma e parlarle e ascoltarla, per poter capire insieme a lei cosa è accaduto, per poter essere una spalla su cui piangere questo dolore inconsolabile che la accompagnerà per sempre.
    Voi non siete madri migliori, solo la casualità di questa tragedia non è capitata a voi.

    • SOno d’accordo con te La Gio!

    • Provo tanta ammirazione per le tue parole e per la tanta e dico tanta sensibilità e soprattutto compassione che hai..grazie che esistono persone come te dovremmo tutti fare una bella riflessione in tutto quello che hai scritto e sinceramente condivido con te all’inizio anche io ero partita in quarta giudicando….ma poi quando ho letto il tuo punto di vista ho capito quello che stai cercando di trasmettere grazie davvero e inviterei a tutti quelli che anno letto questi commenti a fare una bella riflessione su quello che che ha detto questa mamma …se ognuno d noi smettesse di giudicare e puntare il dito sugli altri e guardassero di più la propria vita il mondo sarebbe migliore o perlomeno sarebbe un grande passo avanti e’ la compassione che ognuno di noi dovrebbe sviluppare mettere da parte il nostro piccolo io ……grazie

      • Costya grazie a te per questo commento che personalmente ritengo uno dei piu` belli che abbia mai letto: una persona che ha letto con attenzione, riflettuto e cambiato opinione e che invita gli altri a fare lo stesso.
        In generale quello che apprezzo e che mi sono trovata a fare molte volte io stessa, e` di leggere persone che scrivono quello che scrivi tu: ho ascoltato il tuo punto di vista e ho modificato il mio.
        Ora, non so se il tuo commento si riferisse proprio al post in se’ o al commento di La Gio che e` qui sopra :D… in ogni caso, grazie!

        P.S. Non e` che io voglia far cambiare idea a tutti perche` ritenga di aver ragione… per carita`!

    • Intanto però il figlio è morto. E’ morto, e non ci sarà un domani per lui.

  6. Io spero con tutto il cuore che la Legge non persegua questa povera madre, già per sempre punita. Spero che sia circondata da una rete di protezione, amore, affetto, consolazione, cura spirituale e che riesca a sopravvivere a se stessa.
    Le due principali fazioni sono:
    1. C’è chi vorrebbe la pena di morte, l’ergastolo, la cancellazione della patria potestà per chi ha già varcato le porte dell’inferno senza poter tornare più indietro
    2. C’è chi sostiene che poteva succedere a tutti, come perdere un mazzo di chiavi.
    Io credo che entrambe le posizioni siano posizioni false e tendenziose.
    Dietro entrambe c’è il bisogno di dimenticare il più velocemente possibile l’inaudita tragedia raccontandoci la versione che preferiamo, come una sorta di pensiero consolatorio aggressivo (nel caso della condanna a oltranza della madre) o passivo-protettivo (nel caso della difesa a oltranza della madre): dietro entrambi c’è il palese desiderio di subire lo stesso trattamento che noi indichiamo se a noi dovesse succedere una tale tragedia. In entrambe le posizioni si nega per un verso o per un altro l’umanità degli esseri umani coinvolti e la radice dei loro problemi.
    Quelli della seconda fazione poi, pensando di difendere la madre, riportano i link che parlano della amnesia dissociativa. Forse per il fatto che non sono né psicologi né psichiatri non sanno che l’amnesia dissociativa è un disturbo psichiatrico grave, spesso presente in personalità strutturalmente malate nella loro complessità (come il disturbo borderline) ed in qualsiasi caso è il sintomo di un grave disagio psicologico di cui il soggetto non ha consapevolezza.
    E la malattia mentale è definita tale rispetto ad uno standard di normalità. Dire che può capitare a tutti è come affermare che tutti siamo malati psichiatrici. Ma così non è .
    Vorrei farvi presente, anche se alcuni lo riterranno inaccettabile, che la maternità non è un dogma biologico presente in tutti gli esseri umani; se lo fosse non esisterebbero aborti volontari, abbandoni e bambini abusati.
    Anche l’istinto di protezione nei confronti della prole è caratterizzato da diverse sfumature . C’è chi ritiene opportuno non proporre attività rischiose ai figli per lo meno fino al raggiungimento della maggiore età, c’è chi ritiene opportuno metterli su una moto a sei anni per poi vederli schiantare contro un muretto.
    Questo che vi riporto non è un giudizio sui diversi atteggiamenti o fatti delle persone in questione ma è una constatazione, la descrizione oggettiva di quello che può accadere nella testa di noi genitori. Dipende da come siamo strutturalmente organizzati a livello psichico a da come siamo stati cresciuti.
    Occorrerebbe parlare non solo dei fatti esteriori che viviamo, occorrerebbe che ciascuno fosse dotato di strumenti per avere un buon dialogo introspettivo con se stesso, con i propri disagi e le proprie esigenze.
    Se questo accadesse tutti i genitori saprebbero che il sentimento nei confronti dei propri figli è spesso e normalmente caratterizzato da ambivalenza, ovvero da una parte li abbiamo desiderati oltre ogni limite e li amiamo più della nostra vita e contemporaneamente li viviamo come un impiccio, un rompimento di palle, una pesantezza che aggrava i già nostri faticosi impegni quotidiani.
    Ed allora, coscienti di questo, riusciremmo a percepire dei campanelli di allarme quando siamo particolarmente stanchi, provati, frustrati o sotto pressione.
    Se voi dite che poteva succedere a tutti non aiutate ad evitare tragedie future e non aiutate neanche le persone che hanno involontariamente causato queste tragedie.
    Gli episodi psicotici sono sempre causati da problemi non identificati né affrontati.

    • Ilaria, grazie per il tuo commento. Lo trovo estremamente interessante e completo. Hai ragione sotto molti aspetti, soprattutto quando dici “Ed allora, coscienti di questo, riusciremmo a percepire dei campanelli di allarme quando siamo particolarmente stanchi, provati, frustrati o sotto pressione.
      Se voi dite che poteva succedere a tutti non aiutate ad evitare tragedie future e non aiutate neanche le persone che hanno involontariamente causato queste tragedie.”
      Aiutare altre mamme e papa` e` proprio lo scopo che l’Oasi si prefigge.
      Grazie per il tuo intervento!

  7. Non vorrei entrare nel merito, nè proporre ricette o anamnesi. Ma una cosa vorrei proporla: perchè non fare una raccolta di firme per obbligare i produttori di auto per inserire una spia luminosa e sonora, per tutti coloro che lasciano i passeggini in auto con a bordo un bambino? Tipo un sensore che riconosce che la cintura del seggiolino è ancora inserita, dunque il bimbo è in auto, o un sensore di peso che registri al variazione di peso tra bimbo a bordo o meno. Se può capitare, cerchiamo di evitare che si ripeti no? Esistono spie che ti dicono che hai una portiera aperta, le luci accese…cavolo…una per il seggiolino agganciato o per bimbo a bordo e che ti impedisce di chiudere l’auto no??? Io lo metterei obbligatorio altro che abbaglianti o cinture di sicurezza o fendinebbia….ma va…prima la vita e specialmente quella dei bambini!!

  8. Sono molto combattuta su questa situazione , apprezzo sicuramente lo sguardo compassionevole verso la madre in questione ma mi rimane un disagio forte verso l’assoluzione piena … Il pensiero va alle mamme che in un modo o nell’altro hanno provocato la morte dei loro figli … Nessuna di loro era in sé , nessuna di loro era serena e pacifica, alla base spesso ci sono stati depressivi e patologie psicologiche ed a volte psichiatriche trascurate o non lette perfino da medici di base e dai familiari…quindi? Nessuno deve pagare e deve essere responsabile per la morte di un bambino? essere compassionevoli non vuol dire non dare le responsabilità ma riconoscere le attenuanti , riconoscere la difficoltà personale e profonda delle mamme e di padri che vivono situazioni talmente al limite da essere alienanti … Ma se assolviamo loro allora dobbiamo farlo con tutte le madri ed i padri che fanno del male ai loro figli perché una persona normale non picchia, non fa violenza psicologica , non dimentica il figlio in auto ( e chissà perché poi mai lo dimentica in inverno o in casa ,boh?) , non lo uccide.
    Questa società comincia ad avere debiti di vita un po’ troppo spesso e le famiglie , i medici di base e gli assistenti sociali hanno forse pochi mezzi o poca attenzione per attuare un buon piano di osservazione e di prevenzione . Sono tutti responsabili quando accadono cose del genere per aver abbandonato o non preso in carico genitori al limite dello stress sopportabile. Ma l’assoluzione piena non ce la faccio ….

  9. La stessa cosa che ho risposto al post di una mia amica. Non sanno che cosa sia la depressione post partum, non sanno che cosa sia partorire il proprio figlio, desiderato e tanto atteso, e sentire che non ti appartiene, sentire dentro un dolore lancinante ogni volta che te lo portano, perché non vorresti che lo facessero. Non sanno che soffri dentro perché ti chiedi come sia possibile non amarlo. E questo ti procura una frustrazione che finisce di ammazzarti. Potresti commettere qualunque gesto verso lui o verso te e non realizzare. Hai solo bisogno di qualcuno vicino che ti aiuti, che si accorga e comprenda.
    Che poi, sono loro, le mamme perfette, che non vaccinano perché fa male.

  10. 4 anni fa ero mamma solo di Giulia e devo ammettere di aver detto in modo sprezzante che quei genitori a cui succedono queste cose probabilmente la sera prima avevano fatto chissà quali bagordi. .. Ora sono mamma anche di Anna e Gabriele, e leggendo questa ennesima notizia ho pianto , tanto. Quanta pena per questa mamma , quanta tristezza nel cuore per questa bambina. Quanta comprensione per quei momenti, attimi, secondi, o anche minuti o ore , che ti colgono all’improvviso, e ti lanciano nel vuoto dei pensieri più neri, nel turbinio del delirio quotidiano, e ti tolgono la lucidità, che poi torna, certo, non sto parlando di una malattia che ti pregiudica il vivere la vita di mamma attenta premurosa precisa responsabile che hai il sacrosanto dovere di avere dal momento che hai deciso di essere mamma. Sono attimi bui, e solo ora che sono mamma tris li sto vivendo. E quindi io questa mamma non la condanno, non la giustifico, non la giudico, si è già condannata da sola all’inferno, è sicuramente giudicata già da se stessa con gli occhi ipercritici che fanno parte del pacchetto mamma, e non gliene frega nulla sicuramente che io o chiunque la si giustifichi. Ha solo bisogno di silenzio , il dolore lo sente forte e chiaro.

  11. Sono un uomo (e già qui è una novità. :0) ) non sono genitore…. per volontariato ho spesso a che fare con bimbi malati e comunque con persone che non stanno bene.
    Lo ammetto appena ho sentito la notizia alla radio, di pancia, ho pensato – “questa è una deficiente! come c@@@o si fa! ma che madre sei!”
    Lo ammetto, l’ho pensato…. poi la disinformazione mediatica (FB su tutte) ha aumentato questo sentimento negativo…
    poi mi capita sempre di incrociare un post sulla bacheca di un’amica….e aggiungo… PER FORTUNA…
    Il titolo mi colpisce e vado a leggere (sempre pensando come si fa a giustificare…)
    beh…più leggevo… più passavano le righe… più mi rendevo conto, che a volte a fermarsi “alla prima osteria” (come diceva un mio caro collega) è una gran “belinata”…
    E mi scuso con questa madre perché non ho guardato il fatto da tutti i lati, cosa che si dovrebbe fare sempre, ma siamo sempre di corsa e ce ne scordiamo.
    Troppo spesso per tutti noi è facile puntare il dito, perché da bravi pecoroni seguiamo dove indica il dito, ma non facciamo caso alla mano che indica…
    e’ una cosa molto triste, invero questa madre avrà un peso terribile da sopportare, perché per quanto potrà essere assolta da questa “colpa”, nel suo cuore si sentirà per sempre responsabile e credo che sia “molto ignorante” (ed io mi reputo tale) puntarle un dito accusatore addosso…io l’ho fatto ed ho sbagliato e mi sento un po’ merda…
    Grazie per avermi dato una diversa prospettiva, molto più sensata. Grazie

  12. Ripristinassero l’inquisizione non faticherebbero a trovar adepti. Che orrore. Fortuna che esiste una legge che scinde il volontario dall’involontario e chi questi episodi terribili li studia con cognizione di causa.

  13. Chi parla di buonismo?????? Pensate davvero di essere tutte mamme perfette????? Chi critica una Madre che ha perso un figlio in quel modo non ha un cuore……chi sta pagando adesso è tutta la famiglia di quella creatura e quella madre non si darà mai pace…..certe cose non devono succedere, ma la vita oggi ci mette a dura prova e non possiamo MAI E POI MAI DIRE “A ME NON SUCCEDEREBBE” questo non è buonismo, è la realtà se non succede a voi che criticate non vuol dire che lei è una madre disgraziata…..nessuno è perfetto a questo mondo, e bisognerebbe anche metterci meno cattiveria sulle parole che esprimere. …mi sono stancata di leggere accuse pesanti rivolte a questa povere madre….ricordate lei HA PERSO UN FIGLIO…..e per di più sa che è colpa sua, per una volta nella vita provate a pensare cosa provereste,invece di GIURARE SEMPRE!!!!

  14. Forse, alcune di queste tragedie sarebbero prevenute se si parlasse di piu` della fallibilita` di noi genitori, delle nostre debolezze e se (come gia` ha saggiamente detto qualcuno in un commento precedente) non si desse per scontato che la maternita` fosse un istinto imprescindibile e, aggiungo io, chi e` madre fosse perfetta in quanto tale.
    Forse se si cercasse di essere piu` consapevoli dei nostri difetti, ma non falsi buonisti e giustificatori ad oltranza (che non e` il caso qui), tante madri e tanti padri avrebbero la forza, l’occasione, il coraggio di chiedere aiuto.
    invece siamo una societa` tendenzialmente forcaiola ed arrogante, quindi i deboli tacciono temendo una condanna a prescindere.

  15. Inutile dire che pagherà per tutta la vita!!la cosa certa è che la bimba non c è più… la mamma se è malata o no non lo so…ma giustificare una dimenticanza così. …non è possibile..nessuno è perfetto….e questo è certo..per me è inacettabile

  16. Io continuuo a leggere di gente che ritiene che sia sbagliato “giustificare” la mamma. Ma si puo` sapere chi parla di giustificazione? Per caso l’ho scirtto nel post? 🙂

  17. Quello che nessun tg, giornale, blog, sito etc. dice, è che in Italia, ancora oggi che siamo nel 2016, una madre con dei bambini piccoli è costretta a lavorare per mantenerli e per non perdere il lavoro, ed è costretta (in alcuni casi) a lavorare anche durante la gravidanza! È una cosa vergognosa!
    Non penso proprio che questa donna aveva in mente di ammazzare la figlia o è disturbata mentalmente o qualsiasi altra cosa venga in mente.
    Vorrei vedere tutti quelli che la accusano barbaramente nei panni di quella madre… vorrei proprio stare a gustarmi la scena!

    • Lavorare quando si e` madri non e` una cosa negativa di per se`… la problematica a cui fai riferimento tu e` un po’ diversa, ma ho capito cosa intend, Milkalla.
      Di certo e` troppo facile accusare e dire “a me non puo` capitare”. Poi star li a gustarsi la scena, sapendo che ci puo` andare di mezzo una vita umana, no… quello proprio no.

  18. Sono tragedie che non dovrebbero capitare ma succedono, e nessuno di noi ne è immune, nemmeno il più organizzato perfetto amorevole super genitore . Rendersene conto è forse il primo vero passo per cercare di allontonore l’eventualità che capiti a noi, rendersene conto porta a leggere i segnali di stress, mettere borsa e portafogli vicino al seggiolino, chiedere a qualcuno di farci una telefonata di controllo, installare un sensore o qualsiasi altro accorgimento riteniamo utile e più efficace per noi.
    Prendere le distanze, giudicare e demonizzare non aiuta mai, soprattutto se su fa un esercizio semplice semplice, cioè pensare che a quella gogna potremmo esserci noi.
    C’è chi ha ipotizzato che le venga tolta la patria potestà sull’altra figlia, che venga allontanata. Io quando ho letto che la bimba avera una sorellina più grande ho pensato: “meno male, così ha una ragione per vivere”. Io, se fossi stata al suo posto e fosse capitato a mio figlio, il mio unico figlio, mi sarei buttata da un cavalcavia. Punto. Non mi sarei considerata degna di vivere perché aver creduto di essere invincibile, multitasking estrema, di avere tutto sotto controllo, essermi ammazzata di fatica, stress e poco sonno aveva portato alla morte il mio bambino.
    La leggerezza sta solo nel pensare di riuscire a fare tutto e sono convinta che pure chi fa parte della fazione “è giusto che paghi” se ci riflettere bene mi darebbe ragione.
    Nessuno di noi è immune, e allora un abbraccio a quella povera mamma con un buco sanguinante nel cuore… Spero.che un giorno tu possa perdonati, anche solo per amore della bimba che hai ancora.

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