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Che madre sarei se credessi alla Teoria del Gender?

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Chi mi conosce sa che quando scelgo una battaglia in cui credo profondamente, sono peggio di un cane che non molla l’osso che ha in bocca.
Non pretendo certo di avere la ragione in tasca, anzi! Il mio condividere opinioni, punti di vista, riflessioni in maniera passionale (lo ammetto, a volte al limite dell’attacco sanguinoso), è il mio modo per chiedere un feedback sincero, sia esso positivo o negativo, che mi aiuti a controllare che ciò che sto dicendo abbia senso oppure no. Una sorta di “peer review”, che altro non è che il miglior modo di confrontare la mia opinione con tanti altri punti di vista diversi e fonti differenti.

Tutto sto preambolo per proporre (di nuovo) la Teoria del Gender e tutto ciò che ne consegue e che ultimamente sta infiammando le piazze (piu o meno affollate) italiane.
L’ingegner Brambilla sostiene che tutta la questione sia una perdita di tempo: la Teoria del Gender non esiste e non si dovrebbe sprecare un solo minuto a ribattere le bislacche e ridicole teorie complottistiche di chi è convinto che i gruppi LGBTQ vogliono distruggere la famiglia naturale e la società intera.
In linea di massima concordo e sarei anche disposta a strafegarmene se non fosse che chi è contro i diritti LGBTQ sta attivamente facendo di tutto per concretizzare la sua avversione verso gruppi di cittadini italiani (vedi Legge Cirinnà e Unioni Civili) in un crescendo di folle discriminazione.

A questo punto mi domando: ma che madre sarei se di fronte a quello che ritengo essere un’ingiustizia sociale e morale, non prendessi posizione chiara e non tentassi, nel mio piccolo, di fare la differenza? Che esempio darei ai miei figli se me ne stessi zitta di fronte a discriminazioni e bigottismi? E se un giorno uno dei miei figli, nipoti o figli di amici facesse coming out e si ritrovasse in un mondo che fa di tutto per negare la loro felicità e benessere e io non avessi mai aperto bocca?

Tornando alla questione in discussione, la mia posizione è sempre stata chiara: sono a favore dei diritti civili estesi ai gay e alle famiglie gay e non credo assolutamente che esista una Teoria del Gender presentata dalla Chiesa e dai gruppi politici più conservatori e tradizionalisti.
Nonostante mi senta sicura della mia posizione, mi sono recentemente domandata come sia possibile che persone intelligenti, acculturate, di buon senso e anche di buon cuore, potessero invece credere alla pagliacciata della Teoria del Gender.
Mi sono rimboccata le maniche e ho fatto qualche ricerca.

Tolti gli estremisti, integralisti e fanatici che blaterano di opera demoniaca dietro la Legge Cirinnà e ogni battaglia LGBTQ, rimangono un gruppo sostanzioso di persone che porta a favore della sua posizione i cosiddetti Studi di Genere.
Si tratta di approcci multidisciplinari e interdisciplinari allo studio dei significati socio-culturali della sessualità e dell’identità di genere cominciati con Freud e Joung e proseguiti per tutto il ventesimo secolo.
Non si tratta in realtà di un campo di sapere specifico, ma sono piuttosto modalità di interpretazione dell’identità maschile e femminile ad ampio raggio.
I nomi di spicco che hanno contribuito con analisi e teorie più o meno valide e discutibili, alla definizione di genere, sessualità e via dicendo, sono tanti (Simone de Beauvoir, Judith Butler, Grisella Pollock, Alfred Kinsey, John Money , per nominarne alcuni).
L’approccio, come accennavo prima, non è solo in campo sessuale/psicologico, ma copre ad ampio raggio ambiti scientifici, sociali, filosofici e politici.
Non ho la pretesa di mettermi qui a fare un trattato di sociologia e sessualità nella storia, ma trovo interessante il fatto che in più di un secolo, molte menti, in maniera più o meno considerata, hanno tentato di scoprire il “mistero” celato dietro all’identità e al ruolo di genere, all’orientamento sessuale e alla sessualità in generale.

Prima di proseguire, faccio un breve excursus per spiegare alcuni termini che troppo spesso vengono confusi, portando poi all’estremo certe posizioni.
Molto rapidamente si definiscono:

Sesso Biologico, l’appartenenza al sesso maschile o femminile conseguente ad un certo corredo cromosomico (XX o XY).
Identità di genere: identificazione primaria della persona come appartenente al genere maschile o femminile, solitamente permanente e stabilita in tenera età (gli studi parlano della soglia dei tre anni).
Ruoli di genere: ovvero l’insieme delle aspettative e di ruoli dettati dalla società/cultura, in un determinato contesto storico, a cui l’uomo e la donna devono conformarsi.
Orientamento sessuale: attrazione emotiva, sessuale di un individuo nei confronti di un altro individuo dello stesso sesso, del sesso opposto o di entrambe i sessi.

Personalmente avevo una vaga e incompleta conoscenza di quello che gli Studi di Genere fossero e questo mi ha portato ad affermare fino ad ora che la Teoria del Gender non esiste, punto e basta.
Alla luce di questa mia breve ricerca, sono arrivata ad una nuova conclusione: la Teoria del Gender, così come presentata dalla Chiesa e dai gruppi politici conservatori e tradizionalisti, non esiste. Voi direte, “ma è la stessa cosa!”.
In realtà non lo è, perché è vero che le discussioni sui diritti LGBTQ di oggi hanno basi profonde a partire dalle teorie Freudiane e dal femminismo e via dicendo, per cui quando un cardinal Bagnasco o un Adinolfi (due nomi a caso) sostengono che la Teoria del Gender non l’hanno inventata i cristiani, hanno quasi ragione.
Quasi” è la parola chiave.
La questione qui è la manipolazione e la distorsione dei fatti: se in passato si sono proposte teorie e fatti studi a volte strampalati (e in qualche caso dannosi) per cercare di capire ciò che era confuso, non è detto che ciò che si sa oggi sia per forza sbagliato e malvagio.
Gli omosessuali, i transgender e via dicendo, sono persone reali, concrete, normali, che pagano le tasse, lavorano, votano e annaffiano i fuori sul balcone.
Sono persone che prendono l’influenza in inverno, fanno la coda in Posta e guardano Sanremo.
Sono persone che vanno in vacanza, raccolgono i punti del supermercato e parcheggiano in seconda fila.
Sono persone che hanno sentimenti e pensieri, che provano emozioni e intrecciano relazioni di ogni tipo.
Sono persone che si innamorano, che fanno l’amore con il proprio partner, che hanno voglia di avere una famiglia e stabilire un impegno per il resto della loro vita.
Sono persone che hanno figli a cui preparano la colazione prima di andare a scuola la mattina, a cui comprano la play station e che aiutano a fare i compiti.
Sono persone che a prescindere dal come hanno avuto figli (adozione o maternità surrogata), sono perfettamente in grado di essere genitori perché a fare il genitore non serve per forza essere cromosomicamente maschi o femmine.
In poche parole chi crede alla Teoria del Gender e scende in piazza o in parlamento per bloccare leggi che allargano i diritti ad altri cittadini, sta danneggiando delle persone normalissime e i loro normalissimi figli, sostenendo di fare tutto ciò per difendere proprio questi stessi bambini.

L’individuo umano è una creatura complessa, meravigliosa e ancora per molti versi misteriosa, e la sua espressione verso il mondo esterno e l’insieme di biologia, psicologia, ormoni e fattori sociali e molto altro ancora.
Le definizioni di identità di genere e orientamento sessuale possono cambiare nel tempo grazie ad una continua ricerca in campo di scienze sociali.
Possono cambiare così come nel corso dei decenni si è stabilito scientificamente che l’omosessualità ha una base genetica e ormonale primaria (e solo influenze esterne) e non si tratta né di una malattia, né di un peccato né tanto meno di un crimine, come come qualche squilibrato ventila ancora oggi.
Si è anche scoperto, sempre attraverso accurati studi scientifici, che i figli allevati in famiglie omoparentali non hanno mai mostrato differenze comportamentali rispetto ai figli di famiglie eteroparentali.
Le definizioni quindi, possono cambiare, ma i fatti rimangono: si sta discutendo se danneggiare una certa categoria di persone oppure lasciare che vivano come la maggioranza di noi “altri”.
Ma chi è quello normale qui?

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

Un commento

  1. Ho fatto leggere a mio marito il tuo post e mi ha detto:”oih..questa sembra te” hai scritto tutto ció che anch’io penso e che mi crea moooolte discussuoni con turti i bigotti che purtroppo mi trovo intorno e che rimangono saldamente ancorati al medioevo!!! Poi peró…vai a toccare una loro convinzione..?! E parlani di integralismo islamico quando loro sono uguali anzi peggio..xchè dio non insegna ad amare il prossimo come se stessi? Non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te?..che gente..ed hanno pure il coraggio di urlare forti del loro essere..”cristiani” ??!! Complimentoni

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