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Mamma irresponsabile? Dite la vostra

Parco-giochi-bambini-pericolo.jpgUna mattina, la scorsa settimana, mi sveglio all’alba come sempre per preparare colazione e lunch box per tutti. A differenza di altri giorni però, quella mattina non mi sento come se ippopotami in tutù rosa avessero ballato la Danza delle Ore su di me tutta la notte, come invece solitamente accade.
No, quella mattina mi sento riposata, rinvigorita e guardando il cielo tingersi di rosa al sorgere del sole, non posso trattenermi dal sospirare “Ahh, oggi sarà una giornata splendida!”.
Quel giorno avrei dovuto tenere la bocca chiusa, la testa china sul lavoro e lasciar perdere albe rosate e cieli sereni, ma ahimè non l’ho fatto.

Ho appena salutato Davide che è entrato in classe con i compagni, scortato dalla maestra, quando la segretaria della scuola fa capolino dall’ufficio, mi vede e mi chiama: “Mamma di Matteo… vieni che Matteo è caduto e si è fatto male”.
Per farla breve, Matteo è caduto dalla scala a pioli orizzontale del parco giochi della scuola, cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni.
Prospettando il peggio, lo porto al pronto soccorso e nel giro di un paio d’ore la diagnosi: gomito fratturato e ne avrà per 4 settimane.
Poteva andare peggio.

Tutti coloro a cui mi è capitato di raccontare l’avvenimento, mi hanno detto la stessa cosa “E` una delle cadute con conseguente frattura, più comuni tra i bambini di quest’età”.
Effettivamente io conosco personalmente altri 5 bambini che si sono rotti qualcosa cadendo dalla scala orizzontale.
Altra cosa che mi sono sentita dire è stata “Protesta con la scuola! Mettiamo insieme un gruppo per far togliere quel particolare gioco dal cortile scolastico!”.
Devo essere onesta, la cosa mi ha lasciata perplessa. Non nego le statistiche, ma da qui a togliere un gioco che esiste da decenni? Che stimola un’attività (quella di muoversi come scimmiette, non per niente in inglese si chiama Monkey Bars) che è antica come l’uomo? Sono una mamma irresponsabile se penso che sia eccessivo?

Potenzialmente qualunque gioco nei nostri parchi giochi o attività sportiva mette a rischio i nostri figli. Io sono stata fortunata e non mi sono mai rotta nulla, ma di botte, colpi, sbucciature, escoriazioni, bernoccoli e quant’altro, ne ho accumulati in quantità esorbitanti.
Ricordo persino che quando ero bambina facevo a gara con la mia migliore amica a chi collezionava più lividi e cerotti, come a celebrare lo spirito da scavezzacollo dentro di noi, dimostrando di essere coraggiose e portando quegli stessi lividi come onorevoli cicatrici di guerra. O di stupidità, che dir si voglia.
Ora, non è che intenda esaltare la spregiudicatezza e osannare chi rischia di rompersi l’osso del collo!
E mi rendo conto che Matteo è stato fortunato nonostante tutto, poteva andare molto, molto peggio. Ma anche se la frattura fosse stata più grave, ancora non me la sarei sentita di obiettare alla presenza di questi giochi a scuola o in un parco pubblico.
In fin dei conti non si è fatto male usando impropriamente una struttura non adatta al gioco dei bambini, incurantemente abbandonata senza supervisione di adulti.
Forse Matteo deve irrobustirsi e fare maggior pratica o, se proprio non se la sente, evitare il gioco e scegliere qualcos’altro.
Ma lottare per togliere a tutti la possibilità di divertirsi… no, questo no.

Chiedo ancora: sono una mamma irresponsabile e sconsiderata secondo voi? Come vi comportereste nella mia posizione?

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

5 commenti

  1. Mia figlia ha la tendenza a fare bronchiti, intendiamoci non é il delirio per cui finisci una cosa ne arriva un’altra col risultato di stare sempre male, no é l’inevitabile fardello dell’inserimento a scuola e in fondo, due, tre malattie l’anno sono pure accettabili; detto questo, poiché il suo sistema immunitario é bello cazzuto, l’anno scorso ero molto più easy, aveva tosse violentissima, io mi illudevo che passasse e in effetti, passò, lei, ma arrivò la broncopolmonite, a dicembre. Verso aprile di nuovo lo schema febbre-tosse 2-3 giorni, tosse di meno senza febbre 2-3 giorni, 5–6 giorni, di nuovo picco febbrile. A dicembre la mandai a scuola la mattina il pomeriggio febbre altissima, ad aprile tentai di tamponare col cortisone ma nada. Ora come é comparsa la tosse l’ho tenuta a casa e immediatamente portata dal ped, ancora niente bronchite, per poco, ma già aggregazione di muchi con “fischietto”, ovvero asma. Per venire a te e alla mamma irresponsabile, puoi immaginare la reazione di mio marito quando l’ho telefonato per dirgli che la figlia era al p.s. Con diagnosi di broncopolmonite? A nulla valse la spiegazione della dottoressa del tipo “non lo possiamo sapere, é improvviso, sono mali di stagione…..” Nulla da fare, io ero una “mamma irresponsabile.”. Al che per difendermi, cantarmela in un certo senso, gli dissi quello che in fondo é il succo della genitorialità:” essere genitore vuol dire fare delle scelte anche per tuo figlio e assumersi la responsabilità pagandone le conseguenze”. E se ci pensi, alla fine questo é. Non sei irresponsabile questi bambini di oggi sono delle molle sempre cariche, se togli questo gioco le possibilità di farsi male sono ben lungi dall’essere esaurite. Per conto mio, oggi é un tempaccio con vento freddo, e pioggia forte e ho deciso di tenere mia figlia a casa. L’anno scorso mi fregò, vediamo quest’anno, ora che finalmente ho trovato pediatra asl del quale nutro fiducia…

    • Sono d’accordo con te Maria! E se non mi sento in colpa io, non devi sentirti nemmeno tu… nonostante quello che possa dire tuo marito 😉

  2. No Enrica non sei irresponsabile…Leo, a 3 anni, prima settimana di asilo, cadde da un gioco simile, è un arrampicatoio, dove da un lato ha i pioli, dall’altro il quadro svedese, per farvi capire come è fatto, assomiglia ad una piramide…ecco Leo non era abituato a bidone una cosa del genere, quindi scivolò perché aveva messo il piede in fallo, oltre ad avere la stampa sul viso delle mattonelle morbide, per fortuna, si ruppe la clavicola, e non se ne erano accorti, neanche in ospedale, glielo facemmo notare noi…prognosi : 25 giorni con fasciatura… sn stati 25 gg terribili! E anche la rottura della clavicola è una delle più comuni… noi nn chiedemmo la rimozione dl gioco, ma che le maestre stessero più attente. ..

  3. E’ la tendenza, si cerca sempre di eliminare il problema alla fonte anziche pensare di risolvere il problema magari istruendo ed informando.
    Anni fa tornavo verso casa su una statale, un uomo per una distrazione si schianto col furgone contro un castagno bello grosso senza per altro averne conseguenze fisiche ma solo economiche per il mezzo distrutto. Il commento piu in voga tra gli intervenuti sul luogo dell’ incidente era: ” Questi alberi sono pericolosi, andrebbero abbattuti per evitare incidenti come questo ”
    No cavoli va tolta la patente a chi mentre guida si distrae e si schianta contro un albero che è li da cinquanta/settanta anni, avrebbe potuto centrare un’ altra auto e distruggere qualche vita!
    Niente, la tendenza è questa, per me hai fatto benissimo. Bisogna informare i bambini che l’ uso di determinati giochi comporta determinati pericoli così gli si insegna a misurare le proprie azioni in relazione al pericolo che potrebbero correre.
    Poi si possono fare installare quei tappeti che assorbono l’ energia cinetica della caduta, qui li hanno messi in ogni parco proprio dopo una terribile caduta da un’ altalena di una bimba finita in ospedale! Continuiamo ad usare un pò di cervello, almeno noi che dimostriamo di avercelo!

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