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Anna Tatangelo e il tumore al seno

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Su Anna Tatangelo ci sarebbe da dire tanto ma nulla al tempo stesso.

Tanto perché mi fa tenerezza il modo in cui questa donna sgomita per crearsi uno spazio nella dimensione del noto sottoponendosi a un melting pot di attività varie e molto eventuali: cantante melodica prima, hip hop poi, modella per una linea di abbigliamento prima, presenzialista nelle copertine di tutte le riviste gossip all’infinito e oltre.

Sarebbe disposta a pubblicizzare pure il rimedio contro la micosi ai piedi pur di fare capire al mondo che lei c’è e non solo perché ha fatto la mossa di impalmarsi Gigi D’Alessio.

Nulla perché di fatto la vedo un po’ come “una, nessuna, centomila”.

E lei sembra avere capito che lo smalto si trattiene con un fissante bello forte se non vuole fare la fine di un’unghia scheggiata con residui di vernice rossa che fa tanto stellina sfatta, barcollante sul viale di un tramonto che, a conti fatti, non ha mai nemmeno visto bene un’alba decente.

Ed ecco la mossa strategica di Anna: l’atto umanitario. Il messaggio d’impatto all’universo femminile, l’incoraggiamento ai cromosomi x: si lancia nella pubblicità per sensibilizzare il controllo al seno per la prevenzione del tumore.

Roba seria questa. Mica la pubblicità del push up, mica quella del rossetto gonfia labbra, mica il perizoma a filo interdentale che fuoriesce dai jeans. Questa volta lei comunica un qualcosa di veramente importante, che non andrebbe mai trascurato, che richiede un controllo annuale e attento perché la salute per quanto bistrattata rispetto al soldo, alla fama, al materialismo in genere, è invece una delle risorse più preziose a disposizione dell’essere umano.

La Lilt, Lega Italiana per la lotta contro i tumori, la sceglie come testimonial per la campagna di sensibilizzazione nella prevenzione di uno dei mali più diffusi del nostro secolo.

E siamo tutti felici.

Peccato che invece di vedere una immagine di lei spogliata del suo essere sempre in posa plastica, la vediamo spogliata sì, ma con le tette tenute bene in vista in una stretta tipica della coniglietta di Playboy che se non sapessimo che sta collaborando per una ragione sociale penseremmo sicuramente a uno slogan tipo:” Vuoi passare una notte bollente? Chiamami”

Se veramente una donna ha bisogno di vedere una campagna simile per essere spinta a dedicare attenzione al proprio seno siamo messe un po’ male.

Mi auguro che la Lilt ottenga i risultati sperati. E che la soluzione Tatangelo in un paese in cui la caratteristica maggiore è una insostenibile leggerezza dell’essere superficiali aiuti veramente le donne a prendere il telefono per fissare un appuntamento dal senologo e non dal chirurgo plastico.

 

Polemiche a parte, non trascurate il vostro seno, e fatelo controllare. Ché poi non è bello fare i conti con la chemioterapia e una parrucca che ci ricorda quanto non ci siamo amate e trascurate…

 

 

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

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