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Cronaca di un viaggio di famiglia

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Dieci anni fa, durante la luna di miele, io e l’Ingegner Brambilla eravamo in viaggio nel far west americano, visitando tra le altre cose, il Grand Canyon e Las Vegas.
Dieci anni, tre continenti e due figli dopo, io e l’Ingegner Brambilla siamo di nuovo in viaggio per  il far west americano, destinazione Grand Canyon e Las Vegas.Grand Canyon - Desert View 09
Luna di Miele

Questa volta ci siamo spostati in auto, insieme a due famiglie di amici. Dodici persone in tutto, di cui 6 sotto il metro e mezzo.
Non voglio farvi una cronaca dettagliata del viaggio perché voglio dire… che palle! Però ci sono cose che mi spingono a scrivere questo post e che voglio condividere con voi.
Ho letto spesso di gente che con i figli rivisita luoghi della propria infanzia o che hanno rappresentato qualcosa di importante nelle loro vite da single o di giovani coppie.
I genitori regalano esperienze emozionanti ai figli, aggiungendo nuovi ricordi ai propri.
Nella mia mente tutto era già scritto come nel copione di una commedia romantica: io e l’ingegner Brambilla, fotografati sullo sfondo del Grand Canyon con i nostri mostrilli sorridenti; i nostri figli che ci fanno domande e i nostri cuori che battono ogni volta che loro rimangono affascinati da ciò che aveva affascinato noi dieci anni prima.
Illusa.

Grand Canyon famiglia viaggio
Dieci anni prima…

Davanti al Grand Canyon che toglie il fiato e ti annulla ogni pensiero per una manciata di minuti, tanta è la grandiosità, Matteo esclama: “Ah ma lo conosco questo posto.. è quello dove hanno girato Cars!“, per poi rincarare con “Sì, carino…“.
famiglia viaggio
…dieci anni dopo!

La prima volta era stato un viaggio fisico e spirituale: mi ero nutrita delle vibrazioni maestose seppur serene del Grand Canyon, facendomi pervadere dalla bellezza aliena eppure familiare, trafitta dalla percezione di essere di fronte ad un viaggio nel tempo oltre che nello spazio.
Ora, con Davide, Matteo e altri 4 bambini, l’unico brivido provato è stato quello di vederli avvicinare al bordo del precipizio. famiglia viaggio
Di spirituale ci sono solo stati i Santi tirati giù dal Paradiso ogni volta che i nanetti ci scappavano da sotto il naso, cominciando a saltare su rocce rincorrendosi lungo stretti sentieri sterrati.
Il viaggio è comunque stata una passeggiata nel tempo e nello spazio dovendo ogni 2’33” rispondere alla domanda “Ma quanto dobbiamo camminare ancora?“, “Quando arriviamo al prossimo bel vedere?“.
Ad essere trafitto è stato il nostro amor proprio e nutrito solo lo stomaco dei rampolli, costantemente affamati di panini e frutta.
Un’esperienza di certo, non rilassante né tanto meno trascendentale, ma di certo formante: tutti abbiamo sviluppato il nostro sesto senso nel prevenire morti drammatiche, in seguito e voli chilometrici lungo le pendici del Canyon, mica ciuffoli.

Alla sera, di ritorno allo chalet che abbiamo affittato, i conti tornano: 12 persone di cui 6 sotto il metro e mezzo al rapporto, nessuno è stato perso. Un successo.famiglia viaggio
Ah… lo chalet! Un luogo incantevole, immerso nei boschi e nella natura. Luogo di ristoro, riposo e contemplazione.
Se chiedete ai bambini cosa ricordano del posto, la risposta è unanime: i letti a castello e i flipper al piano di sopra.
Ma proseguiamo.

Il viaggio ci ha portati dall’Arizona al Nevada, attraversando praterie, pinete e deserti. Un sogno per gli occhi e per la mente! E tutto quello che è venuto fuori dalle boccucce dei ciuccia caviglie è stato “Umpf… che barba… quando arriviamo?!“. famiglia viaggio
Las Vegas è sempre Las Vegas: o la sia ama o la si odia, se l’impressione è “mah… così così..”, significa che non la si è capita.
Io amo questo luogo assurdo come concetto, non come città dove vivere o andare a divertirsi.
Quello che Las Vegas mi ha trasmesso la prima volta che l’ho visitata, e nuovamente ora, è l’estremo a cui l’uomo può arrivare.
Ogni cosa è estrema a Las Vegas: qualunque tipo di divertimento salti in mente ad una persona, lì diventa realtà. Quasi ogni tipo di trasgressione è ammesso e l’eccesso è la regola: tonnellate di cibo, decine e decine di spettacoli a rotazione continua, soldi, sesso e rock ‘n roll a go go. OK, con i bambini abbiamo vissuto una brevissima parentesi priva di questi estremi, ma comunque la percezione di tutto questo c’è sempre e per me è importante per apprezzare ancora di più la quotidianità e la normalità della mia vita…
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Ma tornando a noi: quello che al Grand Canyon non eravamo riusciti a fare, ossia tenerli vicini e fare loro apprezzare ciò che avevano attorno, a Las Vegas è riuscito all’istante.
Noi viviamo in un sobborgo californiano che è una bolla di sicurezza, un’isola felice, LaLaLand. E` quindi bastato dire ai bambini “Se ci lasciate la mano qui nella folla, non è detto che riusciremo più a trovarvi“, per convincerli a non mollare la presa per un istante. I precipizi del Canyon il giorno prima non avevano mica funzionato altrettanto bene!

E sullo Strip di Vegas, i bambini hanno sperimentato sfumature di vita che non hanno mai visto a casa loro: donne e uomini degli strip club mezzi nudi che facevano pubblicità, gente vestita nelle maniere più assurde, mezzi ciucchi e scatenati. Ma soprattutto senza tetto e poveri ovunque.
La domanda dei bimbi è stata: “perché sui cartelli dicono che hanno fame e non hanno una casa? Come è possibile che non abbiano da mangiare e non abbiano una casa??“.
Spiegare la povertà e la miseria a dei bambini fortunati e coccolati come i nostri è stata un’esperienza importante per tutti, adulti compresi.
Le loro espressioni erano stupite e a tratti turbate, incredule e curiose.
Non so quanto ricorderanno a distanza di settimane e mesi di questo viaggio, di certo però dei semi importanti sono stati piantati nelle loro menti e, chissà, un giorno, forse, germoglieranno e porteranno frutti interessanti sotto forma di riflessioni e opinioni…viaggio famiglia

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

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