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Allattamento, verginità e altre follie

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Questi ultimi giorni ne ho lette di notizie strane e bizzarre da averne fatto il pieno per i prossimi sei mesi.
Ho deciso di selezionare le migliori ed ecco la mia Top 3.

Al terzo posto si piazza una mamma di 52 anni in Australia che allatta la figlia di quasi 7 e lo fa a richiesta il che significa in qualunque momento della giornata e ovunque si trovano, la mamma è a disposizione per uno snack latteo.
Se devo essere sincera ciò che maggiormente mi disturba non è tanto l’età della bambina ma più che altro il fatto che la decisione di prendere il latte viene lasciata interamente alla discrezione della figlia. Se desidera bere mentre si trova al parco giochi, viene accontentata, se la madre sta intrattenendo ospiti, molla tutto e tutti per assecondare il desiderio della poppante stagionata.
Io sono a favore dell’allattamento al seno, a richiesta e per tempi anche lunghi, ma questo mi sembra un “tantino” esagerato, inutile se non dannoso da un punto di vista educativo.
Ce ne sono di mamme così e dai racconti che ho sentito, quasi tutte hanno un comune denominatore: esercitano sui figli un potere di dipendenza creando un bisogno di contatto intimo che non dovrebbe esplicarsi in questa maniera a quell’età. Al contempo si fanno “usare” come se fossero dei frigoriferi o delle dispense e quando arriva la fame vengono assalite, nella totale mancanza di rispetto del luogo e delle persone attorno.
Cerco di essere flessibile e aperta di mente e da un lato dico che saran fatti loro. Dall’altro ritengo che certe storie siano solo espressione di squilibri mentali ed emotivi e se non fosse che questa donna è una doula e insegnante di danza del ventre per mamme in dolce attesa, direi che la si potrebbe categorizzare come fenomeno strampalato e basta. E invece il fatto che è a contatto con future mamme, mi fa sorgere il dubbio che forse rappresenta un cattivo esempio.

Al secondo posto c’è una carrellata di immagini esposte in una mostra a Stoccolma, che da un lato sono molto dolci, dall’altro rasentano il raccapricciante.
Di cosa parlo? Di un’usanza che hanno alcune famiglie, in particolare comunità cristiane qui negli USA, di celebrare il “Purity Ball”, il ballo della purezza. Pre adolescenti e adolescenti, con indosso candidi abiti da sposa, danzano amorevolmente con i loro padri e al termine dei divertimenti, giurano solennemente di mantenere la loro verginità fino al giorno del matrimonio.
Ora, non voglio entrare nel merito della questione fare o meno sesso prima del matrimonio come dettame religioso. Ritengo che ogni scelta, se ponderata e presa liberamente, sia valida e rispettabilissima.
Però ci sono alcune cose che mi disturbano e che mi fanno andare di traverso la parte più romantica e dolce del ballo padre/figlia.
Prima di tutto perché la verginità femminile deve essere così dannatamente ossessionante per tutti e apparentemente quella maschile non ha la stessa importanza? Perché non c’è un corrispettivo “Purity Ball” mamma/figlio?
Perché poi una condizione fisica deve assumere una valenza così drammaticamente fondamentale da sentire il bisogno di mettere in scena una tale pagliacciata? Pare che il valore di una donna si basi solo ed esclusivamente su una misera membrana vaginale.
Il sesso è importante, fondamentale, meraviglioso ed è uno degli eventi centrali dell’esistenza dell’essere umano.
Valorizzare la verginità esaltandola come se fosse il metro di giudizio con cui si valuta la donna, serve solo a deformare l’idea che si ha della sessualità, svuotando della sua dignità la persona, avendola ridotta solo all’integrità del suo imene.
L’imene non è né nel cervello, né nel cuore e tanto meno nell’anima e se si rompe a queste tre parti del corpo non succede nulla a meno che la donna in questione non sia cresciuta in un ambiente in cui l’integrità e l’importanza della sua essenza venga messa in secondo piano rispetto a quella di una membrana vaginale.
E infine: e se queste ragazze non si sposassero mai? Perché può succedere che una non incontri l’anima gemella, che dovrebbero fare in quel caso? Verginità vita natural durante perché a 14 anni hanno promesso al paparino che avrebbero atteso il principe azzurro? Non proseguo, lascio a voi la parola.

E per concludere, rullo di tamburi, al primo posto c’è Khloe Kardashian, che ha scatenato le furie di alcuni musulmani per aver indossato un Niqab durante una visita a Dubai e aver scattato un selfie per i suoi followers su Twitter.
Ora, voglio dire, per una volta che si copre da capo a piedi la vogliamo lasciare in pace? Offendersi per il potenziale insulto perpetrato nei confronti della cultura araba mi pare un po’ eccessivo, stiamo pur sempre parlando di una Kardashian, ragazzi! Non è che in famiglia grondano cellule cerebrali da ogni poro e se sparlate di lei perché è sempre mezza biotta, ma poi sparlate ancora quando è completamente coperta da una palandrana nera, me la confondete più di quanto già non sia!

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

4 commenti

  1. Enrica cara…che dirti…concordo con te su tutto!!
    Non condivido l’eccesso, allattare è una gran bel,a cosa ma tutto ha un limite…io ho smesso a 9 mesi…
    Per quanto riguarda la verginità secondo me poi gliela fanno sotto il naso… e se poi davvero nn si sposano??? Mah….
    Per la Kardashian….boh….i musulmani sn tutti strani…

  2. Sicura di aver tradotto bene e che quel “ball” si riferisce a ballo e non a balla? 🙂 tutte promettiamo amore eterno al nostro papa’………..ma poi……..shhst! viene un infarto a mio marito…

    • Tranqui che non gli dico niente del nostro progetto di quella famosa scappatella a Vegas in cerca dei Thunders from DownUnder… 😛

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