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Ma era solo uno scherzo! No, era bullismo

bullismo

Voi lo sapete cosa è il bullismo?
Cito da wikipedia: “Il bullismo è l’uso della forza, della minaccia o coercizione per abusare, intimidire o aggressivamente dominare gli altri. Questo comportamento spesso è ripetitivo e abituale. Un prerequisito essenziale è la percezione, da parte del bullo o di altri, di uno squilibrio sociale o di potere fisico. […] La razionalizzazione di questo comportamento a volte include differenze sociali, di razza, religione, genere, orientamento sessuale, aspetto, comportamento, linguaggio del corpo, personalità, reputazione, discendenza, forza, taglia o abilità.
Se l’atto di bullismo è perpetrato da un gruppo, si chiama mobbing.”

A prescindere dalla specificità della definizione e dall’analisi psicologico/sociale che si può dare a questo comportamento chiaramente deviato, l’idea generale della gente è che il bullismo è una cosa brutta, da evitare e condannare.
Tipo un gruppo di 15 adolescenti che spoglia forzatamente un compagno mezzo incosciente per via di troppo alcool, lo depila, lo brucia con un accendino e mentre è nudo in una vasca da bagno, qualcuno gli fa pipì addosso, secondo me è bullismo.
Se poi lo riempie di caramelle e marshmallow e lo avvolge di cartigenica, mimando movimenti sessuali tra una risata e l’altra, anche questo secondo me rientra nel bullismo.
Se infine gli insozza i vestiti di cibo e, dopo aver filmato tutto il procedimento, manda il video in rete in modo tale che tutta la scuola possa ammirare il capolavoro, direi che non ci sono dubbi: è  bullismo.
E` bullismo perché  questa persona è stata violata nella sua intimità, ferita, trattata come una pecora durante la tosatura, come un biscottino di natale da decorare con zuccherini e canditi, come una latrina umana, un fantoccio ridicolizzato da sbeffeggiare di fronte ad una scuola intera che dopo la visione del video, conosce le parti più personali del suo corpo, mentre impotente è in balia dei compagni di classe.

Mi pare abbastanza lampante come situazione, che dite? Sto ovviamente facendo riferimento al fatto di bullismo avvenuto a Roma durante la gita di classe di un liceo di Cuneo.
Il preside della scuola in questione pare la pensi nella stessa maniera tanto che ha sospeso la classe per alcuni giorni, dando ai “carnefici” un 4 in condotta, provvedimento che equivale alla perdita dell’anno scolastico.
Uno si aspetterebbe scuse da parte degli studenti e dei rispettivi genitori nei confronti del ragazzo vittima di tale abuso, o per lo meno un dignitoso silenzio.

E invece no.
I genitori dei 15 sospesi si sono mobilitati come avvocati ad oltranza nei confronti dei figli, cercando di liquidare il tutto come una “ragazzata”.
Ecco cosa ha detto una delle mamme a telefono con la redazione de La Stampa all’indomani della punizione da parte del preside.
«Macché bullismo. Macché violenze. È stato uno scherzo. Forse pesante, ma uno scherzo. Lo sbaglio è una punizione tanto severa»; «Se c’è qualcosa di grave è che abbiano sospeso quattordici studenti e dato il quattro in condotta a tutti»; «Come è sempre successo nelle gite hanno approfittato delle ore libere per divertirsi. Nulla di più, nulla di diverso, nulla di grave. Nessuno si è fatto male, nessuno voleva fare del male, ma solo scherzare. Quelle cose cameratesche che si fanno in caserma. Che si sono sempre fatte tra ragazzi. Ripeto: nessun caso di bullismo».

Non è che se non etichetti la cosa come bullismo è meno grave! Non è che se lo fanno in caserma o altrove è meno grave! Non è che se le intenzioni erano di fare uno scherzo, bisogna dare a questi ragazzi una pacca sulla spalla dicendo loro “Ma si dai, le intenzioni buone c’erano ma ti è scappata un po’ la mano.”
Gli scherzi che facevo io alle superiori erano il sacco nel letto o scambiare tutte le scarpe dei compagni così la mattina dopo si passavano le ore a rintracciare le proprie calzature.
Roba da dilettanti, direte voi. Cose d’altri tempi.
Ma il bullismo esisteva anche quando andavo a scuola io e la differenza tra violare una persona torturandola e fare uno scherzo da spanciarsi dalle risate era ben chiara.

Volete voi genitori dibattere (inutilmente) sul termine bullismo? OK, a me vengono comunque in mente alcuni altri sinonimi tipo “tortura”, “violenza” che portano comunque sempre allo stesso punto: questi ragazzi si sono comportati come aguzzini di spietata stupidità e totale mancanza di rispetto della dignità altrui.
Fosse io madre di uno di questi ragazzi vi assicuro che non uscirebbe a rivedere la luce del sole per parecchi mesi.
E invece di educare questi giovani, futuri uomini e donne che abiteranno il mondo e che lo faranno questo mondo, li si giustifica liberandoli dal peso delle responsabilità.
La conseguenza della loro azione è troppo dura, ingiusta, poverini… mentre violare la dignità di una persona è solo uno scherzo.
Cosa dovrebbero arrivare a fare per essere puniti questi ragazzi? Sfondare il retto al compagno con una pompa ad aria compressa? No, nemmeno quello pare abbastanza.
Forse si deve spingere la vittima al suicidio? No, perché quella è una fine subdola, quelli che rimandono di certo non sono i colpevoli.
Ah ecco, ora mi è venuto in mente: bisognava portarlo in fin di vita con lo scherzo o magari mandarlo all’altro mondo direttamente. Ecco forse in quel caso i genitori si sarebbero astenuti dal proteggere i propri bambini con tanta condiscendente ed irresponsabile superficialità.
Ma non ne sono certa perché questi ragazzi il bullismo lo hanno imparato probabilmente dai loro genitori, bulli a loro volta e quindi incapaci di comprendere la mostruosità delle azioni della loro prole.
Forse a loro tempo non hanno avuto la “fortuna” di incontrare un preside che desse loro 4 in condotta.

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

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