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Volete un viso più luminoso e rimpolpato?

visacare

Ero di quelle iscritte al club “ti prego la chirurgia plastica per togliere le rughe dal viso no”, ero anche di quelle che “Anna Magnani ha detto di lasciarle stare le sue rughe dove sono perché ci ha messo tanto a farsele venire?” una standing ovation per questa donna e subito. Poi mi ritrovo l’altra mattina davanti allo specchio e vedo il mio riflesso: età stimata 123 anni. La pelle scolorita tendente al giallognolo che mio marito mi ha pure chiesto se stessi bene, le rughe (d’espressione, intendiamoci, mica quelle che arrivano con gli anni che passano, ripeto d’e-s-p-r-e-s-s-i-o-n-e) agli angoli della bocca che mi conferivano l’aspetto della mestizia. Ho iniziato senza rendermene conto ad auto liftarmi con le mani la pelle del viso tirandomela verso l’esterno per riconquistarmi l’aspetto florido di una ventina di anni fa. Che tristezza: uno perché parevo la caricatura di una cinese ritardata e due perché ho ceduto alla tentazione del “e se mi facessi un trattamentino ino ino?!” Poi come per provvidenza divina mossa a compassione verso una quasi 45enne alle prese con i segni dell’età mi arriva Visa Care della Philips.

E’ un piccolo strumento studiato per dare luce alla pelle stanca, leggermente invecchiata e trascurata (mia madre ogni Natale ci prova a regalarmi il set completo di creme e cremine esfolianti, peelizzanti, per la notte, il giorno, il pomeriggio e le prime luci dell’alba ma al solito decido di prenderle in considerazione quando ormai sono scadute da tre mesi minimo e presentano una consistenza e colore che più che crema per il viso sembrano il gorgonzola da spalmare sui crostini. Perciò provo il Visacare della Philips. Dico subito che la forma di questo oggetto di bellezza è un tantino equivoco. Le amiche subito a pensare volessi incarnare Samantha di Sex and the city, Carlo di avere una moglie mezza depravata. Visacare promette di tonificare la pelle garantendoti un aspetto giovane e naturale attraverso il sistema DualAction Air Lift. Per chi mastica l’inglese come potessi mangiare una carruba avariata significa che il tuo viso subisce un trattamento a doppia azione  in cui la legge di gravità a cui la pelle del viso viene sottoposta (in modo feroce a volte) viene sfidata con un processo di  aspirazione che esfolia , massaggia e favorisce la circolazione sanguigna, rimuove le cellule di pelle morta e ne consente un naturale rinnovamento.

Leggo con attenzione le istruzioni e come consigliato lo provo su una piccola zona dell’avambraccio (casomai fossi sensibile e mi venisse la faccia della tonalità di un pomodoro sanmarzano).

Ok, sembra funzionare.

Lo spengo. Lo riaccendo. Non chiedetemi perché a volte mi trovo a fare azioni inconsulte tu sai per quale motivo.

E non da segni di vita. Lo avvicino al viso seguendo i movimenti del libretto guida e mentre lo avvicino alla guancia si rianima all’improvviso risucchiandomi un lembo di pelle.

Dopo il breve sussulto e il segno rosso lasciato (che poi è sparito subito dopo per fortuna) ho continuato per 5 minuti (come stra consigliato, non un minuto di più) a sondare le zone aride di cura.

La cosa si è protratta per tre settimane dandomi effettivamente dei risultati visibilmente concreti: il viso presentava una luce diversa, qualche costellazione lieve di piccole bolle a significare che avevo la carnagione impura e un brufolo a forma di mini cratere (ma quello sospetto sia nato per le ultime cene con gli amici prive di freni culinari).

Tra gli optional disponibili ci sono due testine: una per pelli sensibili e l’altra per pelli normali. Non ho avuto il coraggio di usare la seconda, lo farò durante un weekend piovoso in cui me ne starò a casa senza il rischio di incontrare nessuno salvo i familiari stretti che tanto sono abituati a vedermi nelle peggio versioni.

Giudizio finale: sono contenta. Visa care stimola a curarmi un po’ di più e a rallentare quelle rughe che temiamo tanto. E a considerare la sua forma “che mamma sembra una banana!” l’innocenza è sempre beata…

 

 

 

 

 

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

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