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Vaccini tra scienza e fantascienza

vacciniQuesto è uno dei post più difficili che mi sia capitato di scrivere e il perché è presto detto: i vaccini sono da sempre, ultimamente ancora di più, pietra di scandalo nelle accese discussioni tra genitori.

Mi trovo in una posizione non facile perché da un lato la mia preparazione scientifica e il mio modo di approcciare certi argomenti con razionalità, mi porta ad affermare con una certa confidenza che le vaccinazioni sono cosa buona e giusta (anche se non perfetta).

Dall’altro lato sono una mamma e so cosa significhi vedere quasi ovunque potenziali pericoli per i propri figli.

Noi abbiamo scelto di farli vaccinare, ma personalmente ho dovuto prima affrontare e vincere una battaglia proprio contro questi timori che per un certo periodo avevano offuscato il mio giudizio. A mia discolpa potrei dire che ero una neomamma in piena depressione post parto, in un paese che non era il mio.
Alla fine ho preso la decisione in favore dei vaccini e a distanza di anni, emotivamente più stabile, sono contenta di averlo fatto.

Noi genitori del “primo mondo” (quello occidentale, benestante) a mio parere ci possiamo dividere in almeno tre gruppi di pensiero: chi è contro, chi è a favore e chi si dibatte pieno di dubbi e non sa che direzione prendere.

Faccio qui una precisazione: quando parlo di “genitori contro le vaccinazioni” ovviamente non mi riferisco a chi ha figli con condizioni mediche tali per cui la vaccinazione non è consigliabile, pena gravi complicazioni dello stato di salute.

Dicevo… parlo di primo mondo perché ritengo che molto più facilmente nei paesi occidentali (o industrialmente più sviluppati in generale) possano nascere e svilupparsi posizioni contro le vaccinazioni e la motivazione è probabilmente dovuta al fatto che da almeno 2, se non anche 3, generazioni molte malattie infettive sono tenute efficacemente sotto controllo, alcune sono state eliminate ed altre addirittura eradicate (una malattia infettiva è eliminata quando non ci sono più casi clinici ma il virus potrebbe ancora circolare. Mentre eradicata quando il virus è completamente scomparso, come il caso del Vaiolo).
Potrei sbagliarmi ovviamente, ma ho come l’impressione che noi occidentali viviamo in uno stato di inconsapevole arroganza quando riteniamo non necessari i vaccini o quando pensiamo che ammalarsi di una qualunque malattia infettiva non sia poi la fine del mondo.

Viviamo quindi da decenni in uno stato di salute piuttosto alto dovuto a piani vaccinali sempre più mirati, vaccini sempre più efficaci e ovviamente accesso a presidi medici di vario tipo, con una vasta consapevolezza delle più basilari norme igieniche. Tutto questo è dato per scontato e lo stato di sicurezza ottenuto con il tempo, ora è la normalità che viene messa in discussione.

All’indomani dell’epidemia di Morbillo che ho alle porte di casa mia qui in California, sento la necessità di parlare a tutti i futuri genitori e a quelli che hanno bimbi in procinto di ricevere la prima vaccinazione: per favore, informatevi presso il vostro medico di fiducia o se avete un po’ di dimestichezza, attraverso internet consultando siti autorevoli come quello dell’OMS  o delle ASL locali o del Ministero della Salute o il portale dell’epidemiologia della salute pubblica.

State attenti ad Internet, luogo virtuale ambivalente, insidioso e contraddittorio: l’accesso è libero a chiunque voglia condividere un’informazione e a chiunque la voglia leggere, con il rischio che si spandano alla velocità della luce informazioni parzialmente vere, confuse o addirittura completamente false.
La tentazione di sentirsi in diritto di dire la propria dopo aver letto qualche altisonante articolo in rete, senza previo controllo delle fonti e di eventuali smentite, è forte e io per prima non mi considero innocente in proposito.
Ho avuto in passato la mia fase di “informiamoci leggendo tutto e il contrario di tutto”. Poi sono rinsavita.

Sono avvantaggiata, lo ammetto, perché ho una formazione scientifica (ed epidemiologica in particolare, ossia ho approfondito la mia preparazione universitaria in campo proprio di malattie infettive) che mi permette di capire quando certe informazioni sono palesemente sbagliate e forte di questo ho in questi ultimi giorni partecipato a molti scambi di opinioni a proposito di vaccini, pensando con ingenuità e sicuramente anche un po’ di presunzione, di poter contagiare con fatti e ragionamenti razionali, chi proponeva tesi pseudomediche.
Che sportellata clamorosa che mi sono beccata sul grugno!

Quello che ho dedotto da queste diatribe è che, nonostante i dati a favore dei vaccini siano chiari, palesi, apertamente condivisi dalla comunità scientifica mondiale, nulla valgono di fronte all’emotività della maggior parte dei genitori del gruppo “contro vaccini”.

Sembra quasi che non abbia valore alcuno comunicare che prima del 1980 (anno in cui si è reso disponibile a livello mondiale il famigerato vaccino contro il Morbillo) morissero in media 2 milioni e mezzo di bambini ogni anno.
Volendo si può aggiungere che il numero di morti di bambini sotto i 5 anni di vita è calato da 630mila nel 1990 a 122mila nel 2012, riducendo nel giro di pochi anni del 78% la mortalità infantile, percentuale in continuo aumento per altro (dati dellOMS).

La realtà di questi numeri non è considerata rassicurante.

La pseudoteoria invece, basata su dati falsi dell’ex medico inglese A. Wakefield, radiato dall’albo e denunciato per frode, che alla fine degli anni ’90 aveva gettato il panico nel mondo annunciando la scoperta della connessione tra vaccino MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia in inglese MMR) e autismo, in seguito smentita ripetutamente qui , qui e qui (ma questi sono solo alcuni delle decine di studi) è diventata inspiegabilmente la base di una fiorente letteratura pseudoscientifica che invece avvalora l’ipotesi di correlazione tra vaccini e autismo.
Quindi nonostante la fonte principale di questa correlazione è stata dimostrata falsa, sono quasi 20 anni che il numero di genitori convinti del contrario continua a crescere.
Emblematico il caso del Giappone dove, in seguito all’ondata di panico generata dall’ex dottor Wakefield, si è registrato un consistente calo di vaccinazioni con un aumento di diagnosi di autismo.

Sempre sull’onda della teoria mai confermata (ma come dicevo prima smentita, anche da fatti concreti) da istituzioni scientifiche autorevoli a livello mondiale, si è cominciato ad associare il mercurio (più precisamente thimerosal) contenuto nei vaccini come conservante, quale causa di intossicazione neuronale e quindi in grado di provocare l’autismo.

E` dal 1999 che questo metallo è sotto accurata indagine e nonostante ci siano decine di studi che hanno dimostrato come non ci sia nessuna correlazione tra Thimerosal e autismo (in Danimarca e in Svezia il mercurio è stato completamente tolto nel 2003 dalle preparazioni vaccinali e il risultato è stato un costante aumento dell’autismo) si continua a dare contro questo componente.
Potrei andare avanti ad analizzare ogni singolo dubbio sollevato dai genitori “contro-vaccini” ma mi fermo qui e concludo con una riflessione più generale.

I vaccini non sono sicuri ed efficaci al 100% e nessuno scienziato che si rispetti lo ha mai affermato. Gli effetti collaterali sono stati documentati e fino ad ora, dopo decenni di utilizzo a livello mondiale, sono conosciuti e costantemente controllati, mentre procede lo sviluppo di vaccini sempre più sicuri ed efficaci.

I numeri sono insignificanti se si compara la virulenza di un virus come quello della poliomelite o del morbillo in una popolazione non vaccinata (ovvero quasi il 100%) con gli effetti collaterali documentati a livello mondiale: 1 caso su 2,4 milioni di dosi somministrate per il vaccino della polio e 48 persone tra il 1970 e il 1993 di encefalite data dal vaccino del morbillo su 75 milioni di dosi somministrate.
I vaccini che usiamo oggi sono costantemente soggetti a revisioni, controlli ed eventuali richiami quando si manifestano anomalie.

Da questo si può dedurre che dopo decenni di utilizzo su miliardi di persone i vaccini sono da considerare tra i presidi medici più controllati.
Al contempo l’autismo (che poi è quello che maggiormente spaventa noi genitori) è ancora sotto indagine perché le vere cause non si conoscono e conseguentemente non si conosce una cura definitiva.
I casi di autismo continuano ad aumentare non perché si vaccinino i bambini, ma perché più probabilmente si sono affinate le metodologie di diagnosi e la letteratura scientifica in proposito è sempre più ricca di informazioni che aiutano a definire con più precisione questo disturbo.

Convincersi che non vaccinando si eviti l’autismo è un’illusione basata su paure comprensibilissime ma irrazionali, non conoscenza dell’immunologia e dei piani vaccinali e fiducia nei confronti di personalità dalla dubbia preparazione scientifica (come Jenny McCarthy, una di quelle che si è laureata all’università google.com) che sfruttano l’emotività delle famiglie per sbilanciare l’opinione pubblica.

Tutto quello che si ottiene è lo scoppio di focolai di epidemia di Morbillo in California (e non solo) quando negli USA questa malattie era stata eliminata nel 2000.

E qui chiudo sul serio: con questo post mi rivolgo principalmente verso quei genitori un po’ confusi sull’argomento, non certi di che strada prendere e bombardati da opinioni contrastanti, proprio come ero io anni fa.
Invito costoro a documentarsi sia in un senso che nell’altro, facendosi però accompagnare nell’analisi delle informazioni da chi ne sa qualcosa di epidemiologia perché è troppo facile perdersi nei meandri di supposizioni e teorie se non si sa nulla di come funziona un vaccino e il sistema immunitario.

 

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

3 commenti

  1. Buongiorno, mi sento di commentare il suo articolo perchè colpita in prima persona da probabili Danni da vaccino.

    Quello che lei non dice nel suo articolo è la stessa cosa che nessuno mai dice in nessun articolo ma si citano solo link e studi etc etc e cioè che la gente non vaccina o ha paura perchè non c’è una comunicazione Chiara e trasparente. Se io vado al supermercato a comprare un pacchetto di cracker leggo gli ingredienti, la data di scadenza, dove sono stati prodotti e se per caso è un period in cui non mi sento benissimo, magari un po’ gonfia prendo quelli di riso e non quelli di frumento (mi scuso per l’esempio banale).
    Quando porto un bimbo di 3 mesi a fare un vaccino, mi sento obbligata, mi si dice solo che altrimenti prenderà malattie terribili, e ricevo un foglietto con scritto che è vaccinato ma per sapere il nome, I componenti del vaccino, il lotto etc devo fare richiesta. Inoltre e non meno importante mi si chiede solo se il bambino ha avuto febbre. Nessuna indagine ulteriore, si da per scontato che I bambini che non tollerano I vaccini siano trascurabili e sia accettabile prendere il rischio senza indagare. Per questo motive ora la mia famiglia convive coi Danni da vaccino e le assicuro che non stiamo bene. E’ la legge dei grandi numeri che sta rovinando il mondo, non c’è più attenzione per il problema del singolo ma solo per il problema di molti. Io sono a favore dei vaccini, sono certa che abbiano debellato malattie orribili ma non sono a favore del metodo con cui vengono somministati e non sono a favore del vaccino per “quasiasi cosa”. Spero di essere riuscita a trasmettere ciò che intendo.

    • cara Samanta più chiara di così non potevi essere.
      Personalmente condivido ogni parola che scrivi, grazie per il tuo commento 🙂

    • Un genitore ha ogni diritto di essere informato correttamente e le informazioni ci sono e sono disponibili al pubblico. Non sempre queste informazioni sono comprensibili ed e` per questo ch eil medico di fiducia (come dice la parola) dovrebbe essere il tramite per portare ad una maggiore comprensione.
      Se il medico non soddisfa la richiesta del genitore di sapere considerando i genitori non all’altezza di ricevere lumi, allora si deve cambiare il medico.

      A me dispiace immensamente che nella tua famiglia ci sia stato un caso di effetto collaterale e posso solo immaginare il dolore.
      A costo pero` di suonare arida (ma ti assicuro non e` quella l’intenzione) i casi di effetti collaterali sono in ogni caso cosi` bassi comparati con gli effetti deleteri di una malattia infettiva non controllata con vaccini che il mondo ha deciso che il rischio vale la pena.
      Lo so, e` un discorso doloroso, che ferisce profondamente chi rientra il quel particolare caso e hai tutta la mia comprensione e compassione (non in senso di pieta`, ma di sentire insieme a te questo dolore) pero` la questione e` che l’alternativa e` inaccettabile: non si puo` decidere contro le vaccinazioni obbligatorie perche` 1 caso su svariate milioni di dosi da effetti collaterali.
      Certo pero` si deve continuare a sviluppare vaccini sempre piu` precisi e piu` sicuri, ma lo si puo` fare solo se si continua a vaccinare.

      Spero di non avere in alcun modo offeso la tua sensibilita` Samanta e sappi che concordo eprfettamente quando affermi che e` necessaria molta piu` informazione, ma quella corretta.
      Un abbraccio

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