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Divorzio lampo: 16 Euro e la coppia… scoppia

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Siamo quasi a San Valentino e il mondo è tutto un cuoricino. Tiè, ho fatto persino la rima.
Per chi legge i miei post il fatto che non sia una fan di San Valentino non è una novità. Non che non ami l’amore o le occasioni per celebrarlo, però la commercializzazione è qualcosa che stona e mi infastidisce, sia che si tratti di Natale o della festa degli innamorati.
Se vi aspettate però un post a proposito di questa ricorrenza, vi sbagliate.

Parlerò d’amore, sì, ma cominciando dalla sua fine, ossia dal divorzio.

Mi riferisco in particolare all‘applicazione della legge nazionale 162 del 2014 messa in atto a Firenze, che permette di ottenere il divorzio andando in Comune, pagando 16 euro e compilando qualche modulo. Il tutto senza passare da un tribunale, aspettando anni prima di vedere chiuso questo capitolo difficile della vita di coppia.

Personalmente non posso che plaudire a questo passo in avanti e sinceramente mi auguro che diventi attuabile ovunque e ben condotto, senza pasticci burocratici e complicazioni fastidiose.

Prima che mi si accusi di spietatezza e cinismo faccio una precisazione.
Non gioisco mai quando un matrimonio finisce perché la fine di un amore è un dolore straziante e se poi ci sono di mezzo i figli, la situazione è ancora più difficile.
L’idea però che una coppia continui a rimanere sposata quando l’amore è finito e la pace familiare è magari messa in discussione, mi sembra insostenibile.
Come ancora più assurdo è, dopo averle provate tutte (consultori familiari, terapia di coppia…), passare anni a sbranarsi in tribunale, perdendo anche ogni residuo di civiltà e buoni rapporti che potevano essere sopravvissuti al naufragio del matrimonio.

Liti legali per l’affidamento dei figli, per gli alimenti, per i beni in comune, ritorsioni e ripicche con coinvolgimento di terzi e come unico risultato, uno strappo disastroso dei rapporti in famiglia.

Di coppie divorziate ne conosco alcune e tutte purtroppo non hanno avuto percorsi di separazione semplici, men che meno indolori.
E il motivo per cui si tira per le lunghe, complicando la procedura? Cercare in ogni modo di tappare dei buchi? Salvare il salvabile? A che pro? Forse qualche volta si riesce a far riappacificare la coppia, ma vale veramente la pena che ci passino tutti attraverso questo tortuoso percorso?

Non dico che al primo inghippo, litigio o disaccordo una coppia debba divorziare e so che la facilitazione del procedimento potrebbe diventare un invito alla superficialità, con scarsa attenzione delle responsabilità.

Direi però che se una coppia al primo problema è pronta a divorziare, forse non era nemmeno fatta per sposarsi. Mentre se una coppia arriva al divorzio dopo anni dolorosi passati a ricucire un rapporto, forse ha sofferto a sufficienza ed è venuto il momento di liberare i coniugi di questo onere e lasciare che trovino una nuova strada che li porti alla felicità.

Non favorire un divorzio consensuale, rapido e non oneroso è a mio parere un’inutile tortura nei confronti di una famiglia che ha già i suoi problemi e non ha bisogno di venire sovraccaricata di ulteriori preoccupazioni.
Tutti possiamo sbagliare, è naturale. Scegliere colui o colei con cui passare il resto della vita non è facile, è un azzardo, un atto di coraggio, un salto nel vuoto. A volte funziona, a volte no. A volte si convive anche quando ci si accorge che le cose avrebbero potuto andare meglio, altre volte questa voglia di tirare avanti per il bene dei figli, viene a mancare.
Se il divorzio facilitato diminuirà il dolore di tutti, ben venga.

Per quanto riguarda la questione se si è pronti o meno a sposarsi e rimanere insieme tutta la vita, ahimè, credo che non ci sia modo di saperlo con certezza prima di fare il grande passo: bisogna avere fiducia ed essere anche un po’ sconsiderati, avventurosi, pronti ad ogni tipo di sfida.

Ricordo una lezione del mio professore di Epidemiologia all’università, in cui parlava del rapporto che si dovrebbe creare tra allevatore e veterinario. Diceva che dovrebbe sempre valere la regola delle 4 C: conoscenza, comunicazione, capacità e comprensione.

Estrapolando dal contesto di stalla a quello di famiglia, direi che anche qui si possa applicare la regola delle 4 C.

Conoscenza: se si vuole stare insieme una vita, ci si deve conoscere e ci vuole una vita intera (e forse non basta) per farlo. Conoscenza significa anche che bisogna conoscere sé stessi e questo forse è lo scoglio più grande all’interno di un rapporto di coppia.

Comunicazione: viviamo nell’epoca della condivisione e della comunicazione selvaggia. Comunichiamo di tutto e di più, dal colore delle mutande che indossiamo, alle foto del primogenito a 4 secondi dalla nascita. Poi un giorno ci scopriamo incapaci di parlare e aprirci con la persona con cui passiamo la vita, fino a che non ci si scopre estranei.

Capacità: essere sposati è un lavoro quotidiano, una sfida, un’avventura piacevole, meravigliosa ma non sempre; alle volte è dura. Ogni giorno si deve mettere nel rapporto di coppia e nella famiglia, ogni nostra capacità per fare funzionare le cose: la nostra forza, la nostra pazienza, la nostra allegria, la nostra compassione, il nostro amore, il supporto verso gli altri, l’onestà, la lealtà…

E per ultima, ma non da ultima, la Comprensione che io intendo anche come compassione, ossia la capacità di ascoltare e di sentire l’altro e se’ stessi, senza filtri o pregiudizi, senza paura di un confronto e senza timore di chiedere scusa o di dire “ti amo”.

Trovo che le 4 C di un rapporto di coppia siano affascinanti, difficili, un po’ spaventose, ma se si trova la persona che si pensa essere quella giusta, allora vale la pena tentare.
Se però le cose non funzionano e a volte basta poco per accorgersi della cantonata, meglio un taglio rapido ed indolore!

Che ne pensate?

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

2 commenti

  1. Ciao Enrica, ho scelto questo tuo post per la rubrica Top of the Post n 24. Molto bello, trattando un argomento un po’ delicato, sei riuscita a dire cose veritiere e giustissime.
    https://momfrancesca.wordpress.com/2015/02/16/top-of-the-post-24-16-febbraio-2015/

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