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Davide e il purè di mamma

mamma

Davide, il mio piccolino, un giorno diventerà un uomo straordinario. Non lo dico solo in quanto mamma orgogliosa del suo scarrafone. Cioè sì, lo dico anche per questo ma ne sono convinta perché le qualità le ha tutte: simpatico, carismatico, trascinatore di folle, amichevole, generoso, dolce, intelligente e pieno di energie.

Ecco, la mia dose di positività quotidiana è stata esaurita. Ora parliamo di fatti e realtà.

Davide è un grattugia maroni con la licenza d’uccidere neuroni materni.
Dite che è brutto dire certe cose? No, non lo è per due motivi: è vero prima di tutto e in secondo luogo sono sua mamma, quindi ho diritto di essere critica verso ciò che ho scodellato con fatica.

Davide si presenta accanto al letto della mamma alle 5 del mattino chiedendo la colazione.
Ad un suo bofonchiamento assonnato, risponde con un: “se non ti alzi a prepararmi la colazione, allora vengo nel letto a fare coccolina con te, mamma”.
Voi come reagireste ad una tale minaccia alle 5 del mattino?
La mamma di solito con un “Ncpojsfiol… letto”.
Dopo cinque minuti di rotolamenti e calci negli stinchi, lui si è riaddormentato e la mamma è sveglia come un grillo fatto di crack.

La mamma lo ha cronometrato, Davide. Ogni 10 minuti espone una variazione sul tema “Ho fame” con un martellamento continuo e perpetuo capace di annichilire ogni legge della termodinamica e i limiti fisici dello stomaco di un quattrenne.
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Davide è un dittatore in miniatura. “Tu, come ti chiami?” chiede al bambino di turno. “Pinco Pallo” risponde il bambino di turno. “OK, tu allora… vieni con me”. Ordina Davide, infischiandosene del bellissimo nome Pinco Pallo.

Davide chiede che gli venga dato un gioco che si trova in cima allo scaffale.
La mamma chiede conferma che il gioco richiesto sia proprio quello più in alto di tutti. Si, è quello. Che culo.
La mamma comincia a stirarsi per prendere la scatola desiderata, ma non ci arriva.
La mamma va a prendere una sedia e nel frattempo chiede nuovamente conferma che sia proprio il gioco più scomodo di tutti quello che vuole. Sì, affermativo.
La mamma si innalza barcollante sulla sedia che scricchiola e pensa che forse dovrebbe registrare tutto sul suo iPhone, come prova documentata nel caso di rovinosa caduta e rottura dell’osso del collo.
Soprassiede e chiede invece se è questo che vuole, vero? Si certo, perché me lo chiedi ancora?
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Solitamente i giochi, come i libri, in questa casa vengono impilati da un poltergeist quindi appena con un dito la mamma perturba l’equilibrio ectoplasmatico che regna sullo scaffale, le cadono in testa svariati oggetti contundenti. Ma va bene così, ce l’ha fatta la mamma a tirar giù il gioco desiderato.
Davide la guarda e le dice “Ma io non voglio questo… ho cambiato idea. Ho fame.”.

Davide ha un faccino piccino, con due occhioni grandi grandi, dietro un paio di occhiali che lo fanno somigliare al Signor Fredricksen del film Disney “Up”.
mamma
E` quindi un concentrato di dolcezza ed è un bene perché quando ti chiede un numero di volte pari al numero di Avogadro (che sarebbe 6,022 x 10²³ se proprio lo volete sapere) che vuole guardare la televisione, infischiandosene delle tue numerose, sensatissime, giustissime ragioni per cui non dovrebbe guardarla, il suo essere carino diventa una forma di difesa naturale, potentissima, dalle ire materne.
E` così che i grattugiatori di maroni sopravvivono, essendo carini.

Davide strapazza i neuroni di mamma quotidianamente con discorsi che farebbero venire il mal di testa a M.C. Esher.
escher

“Mamma, tu sei la mia mamma vero?”
“Si, sembrerebbe proprio di si.”
“E` perché cammini vero?”
“In che senso…?”
“Perché le nuvole sono sotto e le palle sono nello spazio”
“Mi spiace, mi mancano i dati per confermare o smentire questa affermazione”.
“Sì, sei la mia mamma.”
Bene, la sottoscritta mamma, con le nuvole sotto i piedi e le palle nello spazio, può ritenersi soddisfatta di aver passato l’esame.

Davide è un bambino dalle opinioni estremamente decise.

“Ma non stanno parlando italiano, vero mamma?”
“No amore, è russo.”
“Ah, è inglese.”
“No, Davide, è russo, un’altra lingua ancora”
“Ahhh ho capito, è spagnolo”.

Davide è difficile da smuovere dalle sue posizioni. Ma anche no.

“Mamma da grande voglio fare canguro”
“OK, ma il canguro è un animale, lo sai?”
“Si, certo… infatti voglio fare il pompiere”.

Davide è anche un’entusiasta sostenitore della logica pura.
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“Mamma, posso picchiare Matteo?”
“No, Davide! Non si alzano le mani sugli altri, men che meno su tuo fratello!”
“Perché?”
“Perché non è una cosa giusta da fare.”
“Perché?”
“E` una cosa brutta fare del male agli altri, non si fa”
“Perché?”
“Ma perché vorresti picchiarlo?”
“Perché no?”

Non è ancora chiaro se le sue incredibili doti siano volte verso le forze del bene. Per ora si muovono in una zona grigia, non ben determinata, fatta di atti di immenso amore e spietata criminalità. La mamma e l’ingegner Brambilla si stanno impegnando per indirizzare il genio di Davide verso la luce, consci che il mondo ha bisogno di pace, di esempi umani ispiratori di grandi gesti di compassione.

Attualmente abbiamo appurato il fatto che Davide adora il purè di mamma. E non mi riferisco a quello di patate.

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

3 commenti

  1. La descrizione di Davidino mi risultato tanto ma tanto familiare… chissa’ come mai? Io dico sempre ad Emma che da grande dev fare l’avvocato, ma lei adesso vuole fare il veterinarian… “no mom I want to be a Vet”

  2. mah? che dire? i bambini di oggi sono piccoli manipolatori, io difendo i miei neuroni con tali urla che telefono azzurro manco risponde piu’, dove posso e dove no……eeehhm! ignoro…..
    Ha scritto vicino al muro con la penna? Non l’ho vista! ovvio che non la vedo, se le tolgo la penna scatta l’allarme ueueuueueueueueuueueueueuuuuuuuueeeeeeeeeee!

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