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Ancora la pipì a letto?! #nonèunproblema

pipi a letto

Sono nota ai più per essere una di quelle madri sopravvissute a sei anni di notti in bianco. Sì, di quelle che a volte la gente, quando confesso la cosa, mi guarda nemmeno avesse davanti lo yeti in carne e ossa.

All’inizio furono le coliche, poi la dentizione, poi perché mia figlia aveva voglia semplicemente di stare tra mamma e papà confiscandoci ogni centimetro di spazio del lettone (le posizioni assunte in quelle poche mezz’ore di sonno continuato sono degne del miglior contorsionista), e poi ancora perché aveva voglia di provare l’ebbrezza di vivere di notte e dormire di giorno, infine, a conclusione di questo meraviglioso ciclo esistenziale da “walking dead”, in età scolare ha iniziato a regalarci splendidi risvegli in piena fase rem al suono di “mammaaaa…ho fatto la pipì”.

Tu che in quello stato di sonno profondo in cui non riesci a discernere tra mondo onirico e reale le rispondi con voce impastata “ah, brava amore”

“Sì però… non nel water”

E la palpebra all’improvviso si spalanca come una porta spinta da un vento feroce. Ti alzi con il mantra “mamma è bello sempre e comunque” e ti accingi a lavare la tua dolce bambina e rifare il letto da zero avvolta dal buio più profondo.

La cosa è andata avanti per diversi mesi e la tentazione di ritornare al pannolino ci ha sfiorati (in realtà pur di dormire una notte intera saremmo stati capaci anche di riallattarla e di scendere ai più sordidi compromessi).

Ci siamo fatti mille domande, posti mille perché, seminato un campo di dubbi e la causa scatenante la enuresi infantile notturna non siamo riusciti a individuarla.

Malgrado le occhiaie in modalità tendone da circo sotto gli occhi e una stanchezza irreale, non abbiamo mollato, non ci siamo fatti tentare dalla retrocessione al pannolino (in una bambina di sei anni sarebbe stato come distruggerle la sua delicata autostima) e abbiamo optato per la mutandina assorbente Drynites mirata a trattenere le fuoriuscite di pipì non desiderate.

Poi alcune piccole grandi attenzioni:

1)   non somministrare acqua dopo le 20,00. La “abbeveravo” nell’arco della giornata nemmeno fosse un cammello pronto per l’attraversata del deserto del Sahara;

2)    le osannavo il water come l’oggetto del desiderio della sua piccola vescica e prima che si mettesse a dormire l’appuntamento con il “sanitario di culto” era a dir poco d’obbligo

3)   Ho cercato di rendere l’intera operazione molto divertente: abbiamo personificato water, vescica e materasso, a ognuno di loro è stato dato un nome e se gigetto (il water) che era molto geloso di frida (la vescica) avesse saputo che lei, la fedifraga, lo avrebbe tradito con tino (il materasso) sarebbe stato un vero guaio.

Mia figlia ha trovato tutto molto interessante e con molta pazienza e qualche notte in bianco in più siamo riusciti a uscire dall’era delle padelle a letto.

L’enuresi infantile non deve essere vista come un ostacolo insormontabile, fino all’età di 4/5 anni il bambino non detiene ancora il pieno controllo della pipì perciò si è ancora in una fase di stallo in cui occorre avere un po’ di sacra pazienza e piccole attenzioni. Se il problema persiste in età scolare (dai sei anni in poi) la prima cosa da evitare in assoluto è quella di rimproverare il piccolo che si sentirebbe profondamente in colpa e messo con le spalle al muro dai propri genitori. Al contrario, se sostenuto con il sorriso e amorevole attenzione in questo suo momento delicato di crescita riuscirà a risolvere il suo problema.

Per conoscere maggiori dettagli sull’enuresi infantile cliccate qui

 

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

Un commento

  1. Senza pannolino drynonsocosa, senza nomignoli e senza molta fantasia – lo ammetto – ho solo detto alla piccolina che il suo piccolo corpicino non era obbligato ad imparare tutto da un giorno all’altro. Ho impostato l’appuntamento non derogabile col bagno prima della messa a letto e lasciato a portata di mano, mutanda e pigiamino di ricambio per le notti con la pipì. Per il letto bagnato, ho deciso dolorosamente di coprire il guaio con una coperta termica impermeabile (come il coprimaterasso), rimandando al giorno dopo il cambio lenzuola; tutto per non spezzare troppo il sonno di tutta la famiglia. Ora, sono sei mesi senza pipì a letto e la piccola ne va fierissima! Io pure in verità! 😉

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