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Fare figli oppure no?

bambino

Alla domanda “cosa vuoi fare da grande”, rispondevo senza esitazione: «Voglio fare la mamma! Oppure l’astronauta. O magari tutte e due!». Diciamo che ho atteso il 50% delle mie aspettative, non male vero?
Se però avessi saputo che la maternità  sarebbe risultata tanto faticosa, dolorosa, cosparsa di lacrime, rimpianti, sensi di colpa e frustrazioni, mi sarei buttata anima e corpo nel progetto NASA.
Ma siccome nessuno mi aveva avvertito, tra le due strade ho preso quella che mi pareva la più facile, probabilmente sbagliando di grosso.

Neil Armostrong – pace all’anima sua – ha avuto la possibilità  di fare quel famoso ed epocale balzo in nome dell’umanità , solo perché a casa c’era Mrs Armstrong che si era sobbarcata la parte più faticosa della relazione di coppia, ovvero faceva la moglie e la mamma.
Con tutto il rispetto per Mr Armstrong e la sua passeggiatina lunare, comunque.

Quello che voglio dire non è certo che mi penta di essere diventata solo una mamma o che non ritenga di essere una buona madre, anzi!
Alle volte però ho come l’impressione che avrei potuto essere una fantastica astronauta e basta.
Ebbene si, lo ammetto: credo di non essere veramente tagliata per la maternità , come invece lo sono altre “colleghe” che apparentemente hanno un istinto materno molto sviluppato.

E questo mi porta a riflettere sulle motivazioni che spingono alcune donne a scegliere di avere figli piuttosto che no.

Che la natalità  in Italia cali non fa più notizia. Pare però che stia calando anche in Inghilterra e negli States, dove in generale a scegliere di non avere figli sono soprattutto le donne con un’educazione universitaria, impegnate in lavori di alto livello dirigenziale e con una carriera promettente o già  avviata.

Qui non si parla di donne che si sono sentite costrette a scegliere tra carriera e famiglia. Qui si tratta di una fetta sempre maggiore di donne che hanno deciso che la loro femminilità  non doveva essere per forza connessa con la maternità .
Non tutte le donne hanno sto benedetto “istinto materno“ ma non per questo, se diventano madri, non sono in grado di ottemperare ottimamente e con gioia al loro lavoro. Però è anche vero che non tutte le donne debbano per forza fare figli.
Ricordo la reazione scandalizzata di una mia zia quando la figlia ha annunciato che anche se si fosse sposata, non avrebbe voluto figli.
Ma che follia era quella?! Sposarsi e non fare figli? Un “non senso” anzi, un “contro senso”.

Sono decenni che la donna non è più solo moglie e madre, ma è soprattutto donna, a prescindere dalla sua capacità  di generare figli. Eppure ancora oggi, la società , la cultura e la tradizione influiscono sulla definizione dei ruoli e soprattutto dettano regole sul diritto di una donna di scegliere o meno la maternità .

Parlo della donna perché nei confronti dell’uomo le cose sono diverse: se la donna non vuole figli è vista come egoista. Se è l’uomo a non volerne, il giudizio è più benevolo…in fin dei conti si parla di istinto materno e non di istinto paterno, quindi è un po’ come se si scaricassero tutte le responsabilità  sulla donna e non sull’uomo. Comodo, vero?

Scegliere di mettere al mondo dei figli è una responsabilità  grande che si può accettare coscienziosamente o perché si è degli incoscienti. Va bene in ogni caso.
C’è però chi, in tutta onestà  non se la sente di mettere al mondo una creatura e di sobbarcarsi l’onere di farla diventare un essere umano di tutto rispetto, facendola sopravvivere alle coliche, alla pubertà  e alla prima delusione amorosa.
Ci sono donne che nonostante amino i bambini, non sentono il desiderio di averne di propri. E allora? Che problema c’è? Siamo sull’orlo dell’estinzione per cui ogni femmina fertile deve essere ingravidata per perpetrare la specie umana? Non mi pare proprio.
Eppure la reazione di quella zia non è poi così rara, ahimé.  Credo che alla base di tutto ci sia una malsana e fastidiosa abitudine a giudicare e condannare: se qualcuno si discosta dal seminato, è da rimettere in carreggiata.

Direi che ognuno dovrebbe essere libero di fare o non fare figli, di farne uno o diecimila, senza sentirsi con il fiato sul collo il giudizio della gente che pensa di conoscere cosa sia meglio per gli altri.

Cosa ne pensate?

 

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

9 commenti

  1. Cara Enrica, mai argomento mi fu più caro!
    Superati i 30, con un marito che ne conta 42, sposati ormai da 2 anni e con una cognata che ha appena sfornato il primogenito a soli 24 anni, sento, oggi più che mai, il peso di una scelta che non riesco a fare e che, nell’inazione, ho già  fatto.
    Al mondo paiono esistere 3 categorie di donne, tutte in relazione al nostro essere o meno madri: 1) le mamme (macrogruppo che comprende immolate al ruolo e donne multitasking); 2) le donne che scelgono la carriera; 3) le donne che vogliono viaggiare e godersi la vita col marito senza “scocciature”.
    Ovviamente non considero chi non riesce a diventare mamma per problemi di natura fisiologica, che è una condizione, drammatica, a sè.
    La società  prevede insomma che, chi non sceglie la maternità  debba avere una scusa, spesso mal vista per altro, per non figliare: o ha scelto il lavoro o ha scelto la bella vita. In ogni caso ciascuna di queste ultime opzioni risulta in qualche modo sbagliata agli occhi del mondo, soprattutto agli occhi del microcosmo parentale.
    Scegliere di non avere figli è una scelta come un’altra, soprattutro, a mio avviso, in un mondo sempre più slegato dai ritmi biologici naturali dove il ruolo di un essere umano non è più quello di riprodursi, imperativo presente, ma assai meno pressante, ma piuttosto quello di trovare un proprio posto nel mondo SOCIALE più che NATURALE.
    Per tutti è normale pensare che il passo successivo al matrimonio sia allargare la famiglia, il concetto che fatica invece ad attecchire è che questa sia una possibilità , non un obbligo.
    Non ci vedo nulla di male nel dare per scontato che due persone che stanno insieme e fanno un progetto di vita comune possano includere in tali piani anche dei figli perchè è un percorso, appunto, del tutto naturale, d’altro canto trovo che sia sbagliato condannare chi non sente tale esigenza.
    Una volta che una donna ha chiaramente espresso il suo pensiero a riguardo dovrebbe finire tutto lì: basta con le domande, i tentativi di capire i motivi di tale “insano” gesto, le battute, gli sguardi alla “cucciolo abbandonato in tangenziale” dei potenziali nonni!!
    Quello che pesa è proprio il non avere mai la serena accettazione da parte di chi ci sta attorno una volta presa la decisione personale.
    E riguardo alla disparità  fra il rifiuto maschile e quello femminile, è vero, è odiosa, ma il punto è che non si può negare che il processo che ci rende madri è totalmente diverso da quello che rende padri gli uomini. Solo noi portiamo nel grembo per 9, lunghissimi mesi, nostro figlio, vivendoci in simbiosi, proteggendolo col nostro stesso corpo e partorendolo con dolore, fatica, a volte rischiando la nostra stessa vita! La maternità  è faccenda potente che, non me ne vogliano i padri, ci rende depositarie di uan coscienza ben diversa della loro del mettere al mondo un figlio.
    Detto tutto ciò, mi auguro che prima o poi si impari a concepire la donna non solo come potenziale madre, ma anche solo come essere umano di sesso femminile, coi propri desideri e bisogni, senza la necessità  di un continuo confronto con la maternità .

    • Hai ragione Elymomo, la questione è molto banale se si vuole: non c’è rispetto per le decisioni altrui. Parte è perchè la gente (principalmente la famiglia) è preoccupata), ma sepsso la cosa è dettata solo dall’impostazione a cui siamo abituati nella nostra società.
      Ci vuole tempo e soprattutto ci vogliono persone come te che parlano della propria scelta non per scusarsi o giustificarsi, ma solo per far passare il messaggio che se si è fertili e in grado di figliare, non è mica detto che lo si debba per forza fare. Si puo` essere aperti alla vita in altre maniera e questo è qualcosa che deve essere accettato e basta.

  2. Io penso che ognuno sia libero di avere o non avere figli indipendentemente da cosa pensa la gente.
    L’importante è che sia una decisione nata da noi e non che siamo condizionati dall’ambiente che ci circonda e dalle imposizioni lavorative e dalle mode.

    E’ una decisione che va presa in coppia, beninteso, e ognuna delle due parti deve essere consapevole che l’altro non vuole avere figli altrimenti si imbroglia nel rapporto di coppia perchè la questione figli è importantissima!
    Non deve succedere che il fidanzato ti dica “io non voglio figli” e la fidanzata pensi “Massì tanto poi quando ci sposiamo li facciamo lo stesso”.
    Bisogna essere chiari!

    Poi secondo me dipende dalla persona con cui stai, perchè so di un uomo che non voleva sposarsi o avere figli con la fidanzata, poi si sono lasciati, lui ha trovato la donna giusta e tutto è stato naturale, senza costrizione,
    Quindi secondo me bisogna anche considerare il fattore “persona giusta che si ha accanto”.

    Poi ci sono anche alcuni uomini e donne che non hanno istinto paterno e materno con i figli degli altri, e quindi direbbero che non ne vogliono, ma una volta che hanno i loro sono eccezionali…dipende dai caratteri!

    E poi….c’è il lavoro…vorrei sapere quante donne in italia vorrebbero figli e invece per avere una sicurezza lavorativa ed economica rinunciano alla vita sociale e di conseguenza al trovare la persona giusta! (ne conosco giusto un paio….e non sono certo racchie)
    Io ho 29 anni, sono sposata, e al momento non ho un lavoro, sono laureata, mi sono fatta il mazzo per laurearmi in tempo, ho cercato lavoro e ho collezionato due stage (5 mesi e 1 anno) e due contratti a progetto (1 anno e 4 mesi) e molte proposte di rimborso spese (ovvero ti pago il treno…quindi io non mangio??? nè guadagno!)….con che coscienza, se volessi dei figli ora e non a 40 anni, io farei un figlio in Italia dove servono due stipendi per vivere?

    Quindi in sostanza secondo me se uno non vuole avere figli è libero di fare le sue scelte a patto che non siano condizionate dall’ambiente in cui vive!!!
    Io la penso così, voi?

    • Ah e un’altra cosa: secondo me sei una mamma bravissima e non perchè sono di parte!!! Matteo e Davide sono dei signorini, voi due siete dei bravissimi genitori!
      E ho sempre pensato che tu avessi istinto materno, ti ricordi con le gemelline al Rosa delle Alpi? o con la Jenny? 😉

      • Grazie cara, ma nel post infatti non dico di non essere una buona madre o di pendirmi di esserlo divetnata. Dico solo che se avessi avuto più apertura mentale, meno preconcetti e qualcuno che mi avesse spiegato quanto è faticoso fare le madri, forse, dico forse, avrei soppesato maggiormente la decisione.
        Amo i miei figli e se tornassi indietro penso che probabilmente sceglierei di farli comunque… ma la linea è spesso molto sottile.

        • Volevo dire che io ti ho sempre vista come una ragazza con tantissimo istinto materno e un’infinità  di dolcezza! 🙂
          In ogni caso…a quando la femminuccia? scheeeerzoooo!!! 😉

          Secondo me….per fare un bimbo bisogna essere taaaanto incoscienti 😉 nel senso che se ci pensi razionalmente e pensi ai 9 mesi di gravidanza, ai problemi che potrebbero esserci, alla pancia, alle caviglie gonfie, al parto…bbbbrrrrrr!!
          Ci vuole un bel coraggio, come ci vuole un bel coraggio a scegliere di non farlo con convinzione, andando contro al comune pensiero!

          • Si, credo che alla base del diventare genitori ci debba essere un minimo di sconsideratezza… 😀

    • La gente in realtà non è veramente libera, fino a che non ha la forza di fare le proprie scelte senza essere influenzata dagli altri o senza che il giudizio altrui pesi in alcun modo.
      In questo post parlo di qualcosa di diverso della donna “costretta” a scegliere tra famiglia e lavoro perchè l’ambiente in cui vive non le da libertà di decidere.
      Parlo di quelle donne che potrebbero beissimo avere figli, nulla impedirebbe loro di farne, non la salute, non le condizioni economiche, non la mancanza di aiuto da parte della famiglia. Solo non sono fatte per essere madri, manca loro quel tasto che premuto da loro la voglia diesserlo. Hanno altri tasti ma quello no. Insomma, in ogni caso, come detto più volte, è loro decisione libera.
      Solo che non viene quasi mai accettata o non passa sana e salva la graticola del giudizio altrui.

      • Già ! Ognuno è libero di fare quello che vuole della propria vita! Hai fatto bene a scrivere questo post per evidenziare l’aspetto delle libere decisioni! La vita è mia (o nostra nel caso ci sia un marito o compagno) e decido io/noi senza pregiudizi o senza gente che mi giudichi!!! E’ spesso difficile andare controcorrente, ma prima o poi, se si tiene duro e se se ne parla….

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