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Diventi mamma e l’ordine in casa è una chimera

disordine

C’è stato un tempo in cui ero una donna invasata dell’ordine. Mi rendo conto che ogni tanto ritorno sulla questione ma è solo perché non sono riuscita a sciogliere il nodo di questo cambiamento di stile di vita per me fottutamente coatto. Perciò siate compassionevoli, ecco. C’è stato un tempo in cui casa mia versava in un assetto più o meno patologico in cui ogni singolo soprammobile aveva una sua posizione geografico-casalinga studiata al millimetro.
Tipo i due elefanti in legno provenienti dallo Sry Lanka con la funzione di fermare la mole di libri stipati sulla mensola, non potevano starsene così a caso: le rispettive masse corporee erano sistematicamente posizionate una opposta all’altra, in modo che le proboscidi fossero rivolte una a nord e l’altra a sud, tenendo in piedi i miei amati tomi con la forza centripeta dei loro posteriori.
Se capitava che qualcuno (non di certo io!) ubicasse gli elefanti in un modo non contemplato da me personalmente, potevo anche essere nelle condizioni di salute peggiori, allettata, pseudo paralizzata dalla cintola in giù che comunque sarei riuscita a sistemare quei benedetti pachidermi aggrappandomi anche sui muri, grazie a una opportuna evoluzione darwiniana in cui mi sarei fatta nascere da qualche parte delle appendici prensili pur di rimetterli a posto come volevo io.

Così valeva per ogni altra cosa convivesse con me.

Ad esempio la sistemazione degli abiti nel mio armadio, nella modalità  “gradazione cromatica” (solitamente partivo dalla nuance più scura per sfumare con quella più chiara), credo di non averla mai confessata apertamente.
Non è che mi allettasse l’idea di un soggiorno poco spontaneo all’istituto di igiene mentale, perciò ho sempre custodito gelosamente il mio scheletro nel guardaroba da schizofrenica paranoide.

Poi è arrivata mia figlia scombinando il mio ordine mentale e materiale.
Ho perso di colpo la bussola e per diverso tempo mi sono ritrovata a vagare in casa in stato confusionale nemmeno avessi perso tutto per una tromba d’aria di proporzioni gigantesche.

Il senso dell’ordine?

Roba passata.

Ora condivido il mio quotidiano con uno sconquasso tale che certe volte non ricordo nemmeno la fisionomia del letto su cui mi accascio sfinita ogni sera.

La cameretta di mia figlia è lontana almeno un miliardo di neutrini dal concetto di ordine, piuttosto ha i tratti di un campo profugo.
Non c’è niente che faccia ipotizzare, ma anche lontanamente, che possa essere la stanza di una tenera bambina quasi “settenne”.

Di recente abbiamo toccato il fondo quando lei, disperata, cercava la sua amata bambola della nanna e mi sono vista costretta a smantellare intere masse informi di giocattolame vario dove ho riesumato una mia sciarpa di cui avevo perso le tracce mesi prima avendo anche sospeso le ricerche per il suo ritrovamento.

E’ stata la goccia che fa traboccare il vaso creando una mini inondazione, la ciliegia di dimensioni spropositate per la torta a cui è destinata e a cui rovina gli equilibri delle sue decorazioni deludendo i presenti.
Basta.
Ho ripescato la mia vecchia e cara  ossessione  compulsiva e in poche ore ho ridato fisionomia alla camera di mia figlia. Il particolare che la parte inferiore del suo letto avesse cassettoni con maniglie a forma di fiore lo avevo perfino rimosso.

Poi mi sono diretta verso il mio armadio.
Alla faccia delle nuance in gradazione.
Lì dentro ora predomina il patchwork e, pare, anche all’apice del suo successo.
Mi sono ripromessa di intervenire anche in quel luogo entropico.

E gli elefanti indiani fermalibri?
Loro vivono in totale anarchia, hanno spezzato le fila, assumono posizioni varie, si tuffano spesso dalla mensola e quando si ricordano si rimettono più o meno in ordine svolgendo il loro vecchio compito”

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

4 commenti

  1. Prima, avevo anche io il guardaroba sistemato in gradazione cromatica.
    Prima, anche la mia biancheria intima era accuratamente ordinata e suddivisa per taglia, forma, colore, tipo di ricamo.
    Prima, i soprammobili di casa mia erano posizionati con precisione maniacale.
    Prima, avevo anche le spezie della cucina in fila, in ordine alfabetico.
    Ora, dopo la nascita del mio adorato terremoto, è tanto se la trovo, la cucina.

  2. No stavolta mi sento una aliena rispetto
    Senza figli: quando arrivavo a casa carica delle cose di lavoro, il cambio etc… lasciavo che tutto esplodesse! Tanto poi….qualcosa si sarebbe messo a posto da solo 🙂
    Planner come se piovesse però ordine in casa solo nei fine settimana.
    Con 1 figlia di 2 anni e 7 mesi ho cominciato a cercare di darle il buon esempio, che è ogni tanto vacilla
    mi tana sempre e mi dice “mama no qui chetto” che in italiano sarebbe “mamma questo non è il suo posto”
    Mio marito è contento, io mi sento assediata dai fautori dell’ordine
    anche se in effetti compro meno cose perchè trovo quelle che avevo già  acquistato
    e nonostante tutto, sul mio tavolino del pc, c’è il mio bel delirio in cui mi riconosco 🙂

  3. Anche qui, benche l’ ordine non fosse a livelli maniacali era comunque ordine, con l’ arrivo di Saretta anche quello è svanito, mette le mani in ognidove: dal cesto della binacheria sporca al cassetto dei pannolini, dalla pattumiera al cesto della roba pulita. Ovviamente sparpaglia ogni cosa e poi schizza al prossimo bersaglio e senti papà  e mamma che la richiamano all’ ordine e a stare ferma almeno 5 minuti.
    Ma non ce la fa…..non ce la fa!!

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