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Decalogo di sopravvivenza per i neo genitori. Seconda parte

neomamma

Seconda e ultima parte del decalogo di sopravvivenza per i neogenitori. Come fareste senza di noi…?!

1.    Non ostinatevi ad addormentare il bebè in braccio

Forse vi siete dimenticati che cresce di peso? E a dismisura? Perciò cercate di prevenire l’ernia al disco finché siete in tempo. Che poi vi voglio vedere a cullare un “esserino” di 30 chili”

2.    Non desiderate il bebè d’altri

Se avete un neonato impegnativo (traduci: invece di berlo il latte lo sputazza, invece di dormire è sveglio come un grillo e segue il ritmo da discoteca di Riccione: dalle 24 alle 6, invece di emettere quei dolci versetti strilla come un pescivendolo al mercato) evitate di vedere i bambini altrui migliori dei vostri. Ciò che dice una qualsiasi altra mamma è sempre da prendere con le dovute pinze. Insomma la famosa erba del vicino che è sempre più verde è pura illusione!

3.    Difendetelo dalle malattie.

E qui io lo so che penserete subito: “lo devo coprire a più non posso!” Forse è meglio prendere in considerazione le alitate di tutti che ancora non mi è chiaro come mai quando un adulto parla a un bebè gli si deve avvicinare a quattro sottomillimetri dal visino e lo deve per forza toccare come se fosse un amuleto porta fortuna.

4. Accettate serenamente le vostre nuove abitudini

Se il bebè vi fa fare le maratone notturne per casa approfittatene per accendere la tv alle 5 di mattina, dopotutto ha il suo fascino godersi un film poliziesco primi anni ’70 a quell’ora”

5.    Provate ad affrontare i problemi con calma

Se però il bebè perde il ciuccio alle due del mattino dando inizio ad un festival di urla strazianti allenatevi a ritrovarlo in tempi record se non volete una denuncia per schiamazzi notturni.

6.    Non agitatevi se al bebè viene la febbre alta.

Ok, state calmi. Dopo avere appreso che non si tratta di un virus mortale sapete che dovete fare. Abbassare la sua temperatura corporea. Basterà  quindi togliergli il pigiamone in flanella da due quintali e il plurimo strato di coperte che gli avete messo sopra. E per favore non esagerate dall’altro verso. Perciò togliete dalla fronte di vostro figlio quella confezione dura imbastita di 4 salti in padella che se ne stava nel freezer dai mondiali ’80.

7.    Comunicate spesso con il vostro bebè.

E’ vero. E’ piccolino. Ma non è uno stupido. Lui ha bisogno di essere preso sul serio. Perciò basta di dialogare con lui con “e picci picci. E cicci cicci e pucci pucci” e poi uno si chiede perché i bimbi piangono. Cercate invece di trasmettergli parole comprensibili!

8.    Fatelo riposare in un posto tranquillo.

Una volta un adulto mi ha raccontato di avere ingenuamente pressato una bottiglia di plastica vuota vicino al nipotino che dormiva. Il bambino ““ naturalmente- si è svegliato in preda al terrore e l’adulto era meravigliato dalla sua reazione. Dopotutto era solo una bottiglia di plastica! Ma tu guarda che strano”mi piacerebbe svegliare quell’adulto con una tromba da stadio a due centimetri dal suo orecchio. Dopotutto è solo…una tromba da stadio.

9.    Dategli un nome dignitoso

Ve lo chiedo per favore. Molti bambini di oggi si portano dei fardelli di nomi che alcuni di loro una volta raggiunto il raziocinio mostrano tendenze omicide nei confronti di mamma e papà . Provate a immaginare la vostra carta d’identità . Nome: Pernice. E poi ditemi se non vi verrebbe voglia di andare a prendere un lancia fiamme”

10. Trasmettetegli la vostra serenità

Lo so che non è facile mantenere l’aplomb con l’arrivo di un bebè. E’ diffuso infatti questo quadro:

lei: “oh, finalmente sei a casa, che ca@#*o, sono tre ore che cerco di fargli fare la nanna. Almeno vammi a prendere quella m@*°#a di biberon!”

lui: “e porca pu@*°#a stai calma!! Oggi ho lavorato 9 ore e sono sfinito. Adesso vado e tu vaf@#*°”

E poi cadete a piombo dal pero chiedendovi: “ma come mai questo bambino è sempre così”nervoso?!”

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

4 commenti

  1. Dovrò passare questo decalogo a mio fratello, padre di un pargolo di 7 mesi ormai 😉
    Comunque è una vita che mi danno addosso perchè voglio chiamare la mia eventuale figlia Leda o Rivka e io non riesco a smuovermi! Odio i nomi anglofoni, ma il fascino di questi due mi conquista ogni volta!
    Povera prole, lo so…ma almeno abbiamo scongiurato Cassandra!

    • Leda però mi piace un sacco….è di origine greca se non sbaglio. I nomi anglofoni sono invece orribili solo perchè poi vengono italianizzati e leggere “Sciaron” invece di Sharon o “Giasmin” invece di Jasmine a me suona davvero ridicolo!

      • Sì, Leda è greco, era la madre della bella Elena, nonchè dei Diòscuri, Castore e Polluce. E’ un nome breve, ma ricco di suggestioni, mentre Rivka è l’ ebraico di Rebecca e me ne sono innamorata guardando “Kadosh”, uno splendido film di Amos Gitai.
        Sulle italianizzazioni dei nomi inglesi stendiamo un velo pietoso.
        Pensa che ho un nipote che si chiama Matteo Dante da parte di mio fratello, mentre da parte di mia cognata i più gettonati sono Axel o Vivienne!
        Che differenze, eh?! 😉

  2. Bellissimo articolo,

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