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Come facciamo ad essere genitori straordinari?

genitori

Dopo otto anni di Camilla conclamo ufficialmente il livello di difficoltà  elevatissimo nel fare il genitore. A volte sembra di trovarsi di fronte a una montagna che per cercare di scorgerne la vetta minimo ti devi imbarcare in uno space shuttle e attraversare la prima orbita terrestre.

Faccio bene?

Faccio male?

Che posso dirle per convincerla a ubbidirmi?

Sculaccio?

Non sculaccio?

Vado bene per questa strada?

Scusi, mi sono persa per l’ennesima volta nel meandro educativo. Da dove esco, porco cavolo?!

E troppe volte ci sentiamo con la sensazione del fallimento che ci serpeggia sotto pelle. Perché questi benedetti bambini non ci considerano, ci rispondono male, e sono sfrontati e non ci sono più le mezze stagioni e andava meglio quando andava peggio.

Qualche anno fa ho partecipato a un convegno tenuto da un guru dell’educazione genitoriale.

Questo “santone” travestito da semplice logopedista, con un sorriso contagioso e la calma come sua fida alleata si è presentato sotto le mentite spoglie del dott. Paolo Cingolani.

Sì perché mai essere umano è risultato essere così consolatore e illuminante. Mai essere umano è riuscito a infondere a tutti i presenti fiducia e consapevolezza che siamo capaci di trasformare le situazioni partendo “semplicemente” da noi stessi.

Guida incoraggiante per diventare genitori straordinari (o almeno proviamoci):

Lo sapevate che…?

Il bambino sviluppa la personalità  in base all’ambiente.

Perciò pretendere che cresca rispettoso verso le regole quando vede il padre accendersi una sigaretta sotto il cartello che vieta di fumare è come sperare che Giuliano Ferrara si dia alla dieta Dukan e al Runtastic.

Al contrario se il bambino ha buoni esempi in famiglia si salverà  dal rischio di rientrare nel target dei sottosviluppati una volta adulto.

Sembra un’equazione semplice e scontata ma se vi guardate in giro e fate i sociologi per un giorno scoprirete “cose che voi umani”.”

I figli non sono figli nostri

Rimettete nel cassetto il vostro set di coltelli da sushi, anche il porto d’armi. Mi trovo assolutamente d’accordo con il dottor, guru, santone, onnisciente Cingolani.

Vale a dire che se ci mettessimo nell’ottica di vestire la carica di affidatari preziosi che sono stati “ingaggiati” dalla vita stessa ad accudire e crescere nel meglio delle potenzialità  intellettive e affettive avremmo davvero adulti in gamba, equilibrati, con un tasso di autostima invidiabile invece di “buttare nella giungla” soggetti che hanno dovuto colmare i vuoti genitoriali, che hanno fatto da pungi ball alle loro nevrosi, che hanno dovuto soddisfare le loro aspettative, che hanno fatto da collante alle spaccature relazionali.

Detto ciò, il guru santone, onnisciente dott. Cingolani ha iniziato a prendere in analisi le mamme (ma va?!) consigliando loro (mi piace tenere una certa distanza, al momento)
:«Care mamme, voi siete il punto di origine, la radice da cui il giovane virgulto nasce e cresce e si fa albero. Perciò se desiderate essere brave madri fin da subito…

Dite no all’ansia!

Iscrivetevi a  yoga, a un corso intensivo di sedute terapeutiche su un letto di chiodi, prendete in considerazione l’agopuntura, datevi alla strumentistica tibetana, acquistate un divaricatore di chackra, insomma fate l'(im)possibile per sciogliere i blocchi che custodite dentro di voi  strettamente legati al dna della mamma italiana che si crede detentrice della vita del figlio (maschio poi, non ne parliamo) e che quando questi decide di lasciare casa viene sopraffatta dalla sindrome del nido vuoto rischiando di diventare una serial killer di nuore/generi.

Perciò, no all’ansia, no all’ansia, no all’ansia. Preghiera mantrica da recitare mattina e sera e seguite scrupolosamente la posologia, potrei decidere di tenervi anche d’occhio.

Senza ansia potrete vivere libere dalla paura dell’inserimento dell’asilo nido o della scuola materna tanto per citare una situazione che è nota per registrare scene madri che farebbero di una tragedia greca uno sketch di Stanlio e Ollio.

L’asilo non vi risucchia il pargolo, tranquille, ve lo restituirà  intatto all’ora di pranzo o dopo la mensa.

Perché l’ansia non fa bene

Perché il bambino è come un foglio di carta assorbente di quelle di nuova generazione che raccolgono anche il peso specifico dell’oceano Indiano. Percepisce ogni singolo stato d’animo vostro e se siete ansiolitiche non potete che crescere un figlio direttamente proporzionale alla vostra caratteristica.

Ricordarsi di dire sempre “ti voglio bene” e “come stai”

Ok, ci struggiamo d’amore per i figli ma vi siete chiesti quante volte glielo trasmettete apertamente? Pensateci un attimo”

Vi chiedete anche che cosa provano?

Ascoltate mai la loro emotività ?

Quando tornano da scuola qual è la prima domanda che vi viene spontanea fargli?

“Come è andata a scuola?”, ho indovinato?  Invece sarebbe meglio chiedere loro “come stai’?” Perché è la mano invisibile che va a bussare alla porta delle loro emozioni e che permette al bambino di creare confidenza ed empatia con voi.

Il bambino ha bisogno di sentirsi dire anche un’altra frasetta magica: “ti voglio bene”. Che magari  lo scrivete ottocentomila volte su Facebook in occasione del suo compleanno, onomastico, primo giorno di asilo, scuola, lezione di judo, danza classica, e gara a boccette ma di fatto non la pronunciate quasi mai perché date per scontato l’inevitabilità  nel provare un sentimento simile  e che i figli lo percepiscano attraverso le vostre attenzioni quotidiane.

 Ma voi le dovete dire spesso quelle tre parole, devono uscire dalle vostre corde vocali perché hanno ricevuto il tam tam dal vostro cuore.

  Imparate a guardare negli occhi i vostri figli

 Ciò fa da ricco condimento alle due frasette magiche “come stai” e “ti voglio bene”

Dunque, sto riuscendo ad aprirvi la testa a metà  come ha fatto il dott. Cingolani con la sottoscritta?

Che l’unica cosa che non ha accettato di buon grado è la durata dell’incontro: solo tre ore quando sarebbe dovuto durare tutta una vita…

Sufficienti comunque per dedicare almeno altri due post…
-continua-

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

4 commenti

  1. Ommm! 🙂 Sul guardare negli occhi ci sto già  lavorando… sul primo punto stendo un velo pietoso, e sul secondo ci provo già  domani quando torna da scuola! 😉

    Ora son curiosa di leggere il seguito…

  2. no, bè, ora ti metti lì comoda e mi spieghi cos’è un divcaricatore di chakra. Anche perchè se funzionasse davvero ne comprerei 10. Perchè io sono ansiosa di mio, e già  questo di per sè sarebbe un problema, ma mi faccio mille visualizzazioni e meditazioni tantriche e riesco a tenerla sotto controllo, ma poi arrivano quei due diavoletti scatenati e l’ansia decuplica! Mi viene l’ansia quando li vedo camminare sullo schienale del divano, quando uno si arrampica sulla scala e l’altro apre il frigo; quando mentre uno cerca di togliere la spina dalla presa e di infilarci la macchinina, l’altro apre tutti i cassetti di cucina e sparge le posate per terra. Mi innervosisco un pochino perchè di solito fanno tutte le cose più proibite e pericolose a ripetizione, contemporaneamente e ad un ritmo estenuante, incuranti del fatto che io abbia cominciato con un serio ma affettuoso “no, amore, non farlo” e abbia ormai finito con il vociare tipo Hulk con la carotide in evidenza “ho detto basta! smettetela!!”… sigh…
    Però quando la sera li metto a letto e sussurro “ti voglio bene” sento sempre la loro vocina in risposta: “sì.. anch’io”
    e l’indomani si ricomincia 🙂

  3. Bene, non sono ansiosa, ok. Dopo quanti da settembre, 3 mesi, urka solo 3, ho notato che mia figlia non frega nulla di rispondere a cosa ha fatto a scuola, prima mi rispondeva qualcosina, ora mi risponde:” non ho fatto niente “; vabbeh, considerata la mia refrattarietà a riportare frasi di altri o conversazioni di fronte alla fatidica domanda:” ah hai incontrato ..e CHE HA DETTO..” Ecco là mi scatta il panico, mi si svuota la mente e rispondo..” Niente, abbiamo chiacchierato del più e del meno..”, ecco considerato questo evito domande.. Uhmmm! Ti voglio bene ogni tanto lo dico..guardarla negli occhi si..ma pure questo Guru ha toppato…..con mia figlia non funziona niente!
    Help! Un esorcista please! Un adolescente si è impossessato della mi dolce e tenera figliola di quasi 3 anni.
    Ma cos’è la dieta Dukan e che cavolo è il Runastic o come si scrive!

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