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Bambino prepotente e un paio di zoccoli

bambino prepotente
Aspettavo al varco il momento in cui la mia dolce e tenera bambina si fosse trovata a subire le prime prevaricazioni da parte di bambini prepotenti. Sospetto che lo spirito francescano di cui è dotata Camilla contribuisca nei soggetti tendenzialmente ignoranti a renderli ancora più stronzi nei suoi confronti perciò è facile che chi gioca con lei sia colto dall’impulso di farle qualche dispetto ed esercitare supremazia su quei 21 chili di bimba, con l’abitudine (pessima) di piangere al primo ostacolo.
Se mi capita di essere testimone del fattaccio confesso di sentire le valvole mitraliche suonare i bongo nella cassa toracica ed essere pervasa da una soffocante sensazione di impotenza. A meno che lo spargimento di sangue sia all’orizzonte non posso intervenire a sua difesa perché contribuirei a renderla debole ora e domani. E’una fase complessa e delicata, questa.
Come infondere a Camilla il coraggio necessario per farsi rispettare e vivere felice la sua infanzia?
Una sera, affranta da una serie di piccoli dispetti di cui di recente è stata vittima le ho raccontato una mia esperienza.
Certa che lo spirito di condivisione del mio passato con il suo presente possa essere terreno fertile su cui accrescere i suoi punti di forza.
«Amore, siediti che la mamma ti racconta una storia»
«Però la scelgo io! Voglio le Winx Enchantix…»
«No, si tratta di una storia della mamma da piccola.
Voglio solo cercare di insegnarti come farsi rispettare dagli amici. Sai, a volte capita che si frequentino bambini str”, cioè volevo dire ignor.., insomma bambini def…ghcmmrfgh…»
«Mamma, le Winx!»
«Arrivo al punto. Dicevo, anche la mamma era una bimba buona, buona e amava andare d’accordo con tutti. Proprio come te. Le piaceva stare insieme a tante amiche e odiava litigare. Non aveva mai alzato le mani su nessuno. Tranne un giorno.»
Camilla si è dimenticata completamente dell’esistenza delle trasformazioni delle Winx e ipnotizzata dai miei puntini di sospensione ha scaraventato il libro (sempre delle Winx, ecchediamine) dietro le spalle senza nemmeno accorgersi del suo atterraggio brusco sulla nostra cagnolina (prima o poi provvederemo a fare di quel minuscolo ammasso di pelo il simbolo della pazienza).
«Un pomeriggio giocavo nel parco davanti casa della mia nonna. Era una zona piena di bambini, diciamo, un po’ vivaci.»
Veramente erano dei delinquenti-fetenti di prima categoria e la zona dove viveva mia nonna una specie di bronx nostrano.
«E mentre me ne stavo sotto lo scivolo a fare le mie capriole, all’improvviso ho sentito dell’acqua calda cadere sulla testa. “Strano” ho pensato “oggi c’è il sole!” Alzo gli occhi e…»
«Cosa mamma? Cosa è successo?!»
«Sopra lo scivolo c’era un bambino teppistello che mi stava facendo la pipì addosso.»
A Camilla sfugge la mandibola fino allo sterno.
«A quel punto la mamma che prima era buona buona si è arrabbiata moltissimo»
Eufemismo. Mi sono incazzata talmente tanto che le vene del mio collo sembravano due tubi di scarico della lavatrice.
«E cosa hai fatto, mamma?!» Gli occhi del Gatto di Shreck a confronto di quelli sgomenti di Camilla due fessure.
«Ai miei tempi c’era la moda degli zoccoli stile infermiere. Quelli bianchi con tutti i buchini…(moda orrenda. beate inconsapevolezza). Ecco, andavano questi zoccoli -da brividi- in legno e così per la rabbia me ne sono sfilato uno e con tutta la forza, che in quel momento era tanta, l’ho tirato contro il ragazzino prendendolo dritto in testa.»«E poooi??»

«E’ caduto, io l’ho raggiunto.»

«E poooooooooi??»

«E gliene ho date tante.»

«E poooooooooi??»

«Ma tante.»

«E poooooooooi??»

«E ancora tante.»

«E poooooooooi??»

«Poi basta che se continuavo probabilmente non saresti venuta al mondo visto che avrei dovuto scontare l’ergastolo. Alla fine è fuggito a gambe levate con i connotati leggermente modificati. Tutto questo per dirti che se qualcuno ti manca di rispetto tu lo devi pretendere e non bisogna piangere ma reagire. L’importante è…»

«Andare a comprare gli zoccoli, mamma?»

Come educo io nessuna al mondo.

Esperienze da raccontare in tema di figli vittime di bambini prepotenti?
Come avete reagito?

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

2 commenti

  1. O mamma debby!!! Sn morta dalle risate!!!! Cmq è vero ai figli si deve insegnare a reagire quando ce n’è veramente bisogno… il mio ancora è piccolo per capire, ma lui le mani le alza…una volta, aveva 18 mesi, perché un bimbo gli era passato avanti e gli aveva fregato il posto su una giostra, lui,non so come, riuscì a farlo cadere a terra, il bimbo non se l’aspettava e scappò via…il bambino in questione aveva 3-4 anni…

  2. Ho una lunga lista di episodi che manco in un libro!
    Infatti, ultimamente la cosa mi infastidisce un pò troppo. Sarò andata oltre il mio limite, pazienza zero ormai.
    Come te, credo loro non vengano aiutati dai nostri interventi, anzi ma la cosa, secondo me, cambia aspetto se i fatti succedono a scuola e ripetute volte come è capitato alle mie bambine in questi anni. La scuola non è il giardinetto dove magari il bambino prepotente non lo vedi più di due volte in un mese, la scuola deve essere un luogo dove poterci andare sereni, senza tensione. Ho notato che le maestre pensano spesso di dover fare risolvere tutto tra i piccoli come fossero le mamme, dimenticando che l’ambiente scolastico ha dei ruoli ben definiti e che lasciare scampo ai prepotenti lì dentro può ridurre fin troppo la serenità di chi subisce.

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