Home » Educare » Pubblicità: ammaliatrice di bambini

Pubblicità: ammaliatrice di bambini

La pubblicità  mi affascina, non posso negarlo: le ministorie che quasi diventano saghe vere e proprie; immagini di paesaggi esotici e natura incontaminata; tormentoni che entrano a far parte della nostra stessa identità  nazionale…tu is megl che uan…eccetera eccetera”

Però allo stesso tempo sono un pessimo target per il marketing perché mi ricordo la pubblicità  in quanto “spettacolo”, ma quello che pubblicizza, il prodotto in se’ insomma…no. Semplicemente non mi rimane in testa.

 

Sono quindi un soggetto profondamente deludente per il mondo dei “markettari televisivi”, anzi, probabilmente nei loro studi di settore io risulto fuori scala, quello 0,00001% di cervelli di gomma rimbalzante.

C’è stato però un episodio in cui posso dire di essere rientrata in scala, li in mezzo alla curva Gaussiana, nella colonnina principale della media della popolazione, li dove i riflettori del mondo del marketing scrutano le possibili vittime…avevo 7 anni e pregai insistentemente mia madre affichè mi comprasse una bambola che imperversava in quel periodo su ogni canale televisivo.

Mia madre, poco incline ad accondiscendere a tali richieste, mi chiese per quale motivo volessi così tanto quella bambola in particolare (che per altro lei reputava orripilante).

Io, con mani giunte sul cuore, sguardo disperato e voce implorante, recitai paro paro le parole della pubblicità :

«Ma è la bambola che ha fatto impazzire l’America!!!»

 

Vi evito la risposta di mia madre, famosa per il suo scarsissimo interresse in quello che fa piacere a quegli sbiellati degli Americani.

L’unica volta che il mio cervello fu permeabile, i miei desideri precostituiti vennero decapitati con spietatezza e della bambola che sconvolse l’America, non ne vidi mai traccia.

 

A parte il mio caso patologico, pare che il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza sia il target ideale per il marketing di giochi, videogiochi, cibo, vestiti, tecnologia…sto leggendo un interessantissimo libro in cui si ricostruisce la storia del Fast Food negli States. L’autore fa una digressione per parlare proprio dell’argomento pubblicità  e l’impatto che ha sui minori.

 

In particolare mi ha colpito la quantità  di studio, la professionalità  e la meticolosità  con cui le compagnie pubblicitarie studiano i bambini in quanto potenziali clienti, quasi quasi sono meglio loro che i più illustri pedagoghi della storia!

Un famoso sociologo è arrivato a definirli “venditori surrogati“, in quanto, una volta colpiti dalla pubblicità , sono loro che convincono terzi (i genitori) ad acquistare. Dopo aver letto tale definizione, vedo con occhio diverso i miei figli quando mi supplicano di acquistare un giocattolo: dentro di me benedico di esser parte di quello 0,00001% di cervelli di gomma rimbalzante.

Questi dotati “venditori surrogati” in miniatura, usano diverse tecniche per raggiungere il loro obbiettivo e le loro richieste vengono chiamate in gergo tecnico “tormenti”…ma dai?!

Alcuni esempi di “tormenti”

Il tormento “supplichevole”, in cui le parole “per favore” e “mamma/papà ” vengono copiate e incollate una quantità  spropositata di volte riducendoti i maroni (veri o figurativi) in briciole.

Il tormento “forzoso”, a cui oltre alla continua richiesta è aggiunta una velata minaccia, del tipo “Allora lo chiedo a Papà !”. Per evitare imbarazzanti situazioni, ti consiglio di stilare con il papà  un piano d’azione chiaro, semplice e soprattutto che non lasci margine a nessun tipo di interpretazione.

Il tormento “dimostrativo”, ossia quello che prevede capricci, pianti urla e scene da tragedia greco-napoletana, ovviamente in luogo pubblico e ben affollato.

I tormenti “zuccherosi”, più infidi dei precedenti. Prevedono promesse di amore eterno in cambio del giocattolo… negoziatori nati, sono i figli!

Il tormento “Minaccioso”, da ultimatum o lettera minatoria “O me lo compri o scappo in Cina”…accomodati.

Il tormento “Pietoso”, in cui vedrai la trasformazione di tuo figlio in una perfetta immagine dell’anima in pena, con silenziose lacrime che bagneranno il suo viso, distrutto da un dolore immenso…premio Oscar, premio Oscar!

 

A tutto ciò aggiungerei il personale metodo di Matteo che chiamerò il “tormento psicologico“. Devo fare una precisazione però: noi non abbiamo la televisione, o meglio c’è ma funziona solo come schermo per guardare i DVD. A rigor di logica quindi, Matteo dovrebbe essere immune alla pubblicità …a patto di chiuderlo in casa, negandogli ogni rapporto umano con i suoi nanetti simili…potrei passare per una madre con tendenze antisociali. Potrei…

 

«Mamma, noi non  abbiamo l’astronave di Star Wars.. Sai, R ce l’ha ed è molto felice. Ma noi non ce l’abbiamo…sai, potresti comprarla…sarei felice…perché credo di avere proprio bisogno di essere felice…l’astronave aiuterebbe…tu mi vuoi felice, vero mamma? àˆ solo per essere felici“»

E quanto mi costerebbe questa felicità ?

.

 

Potresti essere interessato anche ai seguenti articoli

(sponsored)
Caricamento

About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

6 commenti

  1. La felicità  è tenere spenta la TV 🙂 Non sei antisociale…o siamo in due 😉

    • No, infatti… la televisione non è proprio un problema qui… solo che come va a giocare da un amichetto e vede i suoi giochi, siamo nei guai! Poi qui nel sud della California, dove vivo, i genitori viziano i figli comprando loro tonnellate di giochi: ho visto camerette talmente stracolme di giocattoli da non poterci quasi entrare… ovviamente non sono tuti cosi`, ma la percentuale maggiore si e apparentemente sono quelli che rientrano nelle amicizie di Matteo. ‘~’

  2. ecco la terza antisociale!!!!
    nemmeno io ho la televisione, però chissà  come mai ogni tanto, mi si ripresenta qualcosa da andare a comprare perchè ” lo sai mamma, mi piace tanto” , io puntualmente faccio la mamma cattiva che non compra niente, primo perchè sono giochi stupidi che guardano un secondo e poi accantonano, secondo perchè costano tanto; ma tanto! Però i miei figli sono fortunati hannno una salvatrice che si fa incantare e che compra loro ciò che desiderano, infatti quando arriva la nonna i loro desideri sono esauditi, con buona pace del mio fegato.

    • Che vuoi farci, i nonni li hanno fatti per viziare i nostri figli e farci marinare il fegato… 😀
      No, dai non solo per questo 😉

      Pero` è vero: spesso glielo compri il gioco e dopo un paiod i giorni è dimenticato. E` questa la cosa che pù mi spaventa: il dare per scontato che puoi avere qualunque cosa, senza sforzo e senza un reale interesse. Sono i semi della nostra società consumistica…

  3. ooo sulla pubbilità  avrrei da dire tante cose ..
    1) ..sono delle “gran cioffeghe”..io mi sono già  convinta che ogni cosa che viene mostrata in Tv alla fine ..e una cosa diversa nel avere in mano ( lo dico per esperienza propria) se in magioranza delle familie lo shoping sfrenato viene atribuito alla donna..nel mio caso ( o meglio dire nella nostra famiglia) ..la “vittima”del gran”pruritto alle mani ” “allergia ai soldi in tasca “( con la voglia terribile di sbarazarsi più in fretta possibile))è mio marito..a volte vi giuro che nel andare via con i bambini..mi tocca a tenerlo sotto controllo come fossi lui un bimbo..ogni cosa che vede in TV .oooo questo la devo provare
    non vi dico quanta roba che avevo trovato nello scantinato di casa sua quando abbiamo traslocato( da aprire personalmente la trasmissione :MEDIA SHOPING ( lo shoping a casa tua ..o meglio nel tuo scantinato))..per esempio il MAGIC BULLET il fatidico tritta tutto che dovrebbe aiutarci in cucina ..ok ..si tritta tutto non nego ..ma i decibel nel suo impegni mentre tritta .e assordante .credo che nel caso del MAGIC BULLET dovrebbero associare una vendita di tappi per le orecchie..o magari una visita gratutita da AMPLIFON( dopo aver rimasto sordo nel usare il cosi magico tritta tutto)) e potrei continuare in questo modo con quasi tutti i prodotti 80 % in casa mia c’è..per i miei bambini ..fortunatamente o magari neanche tanto fortunatamente..ma io ho sempre detto : ci’ò che vedete in TV la mamma e papà  non possono comprare e non sempre si trata di cose fantastiche ( la bambina lo ha capito anche lei sulla sua pelle ..le scarpine LELLY KELLY.solo dopo due giorni li sono saltati via i fiochie ho dovuto adoperare il velenosissimo ATTACK cinese ( lascia pur che sia velenoso ..ma i fiochi una volta attaccati sono ben saldi )))dopo l’accaduto lei fa :mamma hai proprio ragione ..fanno schiffo le cose che sono in TV((( mi fa ridere perche a volte la sento :si si ..tutte bugie !!
    Eli ..anche mia suocera tende di comprare e sodisfare i nipoti ..ma io sono assolutamente contraria ..cercodi insegnare ai miei figli ..che non si può avere tutto dalla vita ..che a volte bisogna accontentarsi di cio che hai già  ( forse è sbagliato ..ma sono cresciuta in questa maniera e non do tanta importanza di essere come tutti i altri ..o di avere cio che hanno i altri)))

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.