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Censura scolastica: viaggio ai confini del buon senso

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Dalle scuole d’America a quelle del Regno Unito, passando per il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda, sta diventando una moda la censura scolastica di  certi atteggiamenti, oggetti o modi di vivere, considerandoli pericolosi ed immorali. Curiosi di sapere quali?

Eccoli qui:

Le dimostrazioni di affetto e di amicizia

Nelle scuole del Tennessee, dall’inizio del 2013, il tenersi per mano è considerato “via libera verso attività sessuali inappropriate”, per cui è proibito. Così come è stato bandito l’abbraccio in Florida e nello stato di New York, ma anche in Nuova Zelanda: lo si considera invasivo degli spazi altrui e prelude a manifestazioni fisiche inopportune.

In Gran Bretagna, per rispetto dei sentimenti di tutti, si è invece arrivati a proibire agli studenti di usare il termine “Best Friend” (miglior amico).

Dimostrazioni di affetto semplici e innocue come il tenersi per mano chiamandosi l’un l’altro con uno dei termini più belli che esistano, pare siano segni pericolosi, incitamenti alla violenza fisica e alla mancanza di rispetto reciproco.
Un po’ come dire che Hitler e Pol Pot erano due filantropi free hugger. Che, non lo sapevate?

Sport

Dodgeball è stato quasi del tutto cancellato dall’elenco di attività sportive che si possono fare nelle scuole del Nord America. La motivazione è l’istigazione alla violenza e la possibilità di causare danni alle strutture se non addirittura gravi ferite tra i partecipanti.
Cos’è dodgeball? Palla prigioniera. No comment.

A Toronto, Canada, hanno preso così seriamente la questione “gioco di palla = gioco mortale” da vietare ogni attività sportiva che implichi l’utilizzo di sfere ricreazionali.

Censura scolastica anche su tutti gli sport che implicano palle, palline e palloni, poco rimane per far fare un po’ di sport a questi ragazzi: chi non ama particolarmente la corsa e il nuoto potrà dedicarsi agli scacchi e al decoupage.

Abbigliamento

Jeans e leggings censurati in quanto troppo attillati e causa di distrazione per l’altro sesso, a cui per carità, non si insegni a pensare con il cervello invece che con l’uccello!

La mannaia della censura stilistica si abbatte anche sui pantaloni da Yoga, i quali si salvano solo se chi li porta si premura di indossare anche una maglietta di quattro taglie più grande, così da coprire il didietro, altrimenti troppo delineato e di conseguenza scatenante fantasie perverse. Almeno, così la pensano in Ottawa, Canada.

In Pennsylvania invece, sono stati proibiti gli UGG Boots in quanto pare che gli studenti ci nascondano dentro telefonini e altro durante i test scolastici; mentre nella gran parte degli Stati le braghe calate che vanno tanto di moda tra i teenager maschi, pare interferiscano con l’apprendimento e siano di istigazione alla formazione di gang criminali, quindi “bannate” pure loro.

Ecco, per quanto riguarda gli UGG Boots mi vedo d’accordo nonostante non condivida le motivazioni accampate dallo stato della Pennsylvania. Gli UGG boots dovrebbero essere cancellati dalla faccia della terra in quanto offesa al buon gusto stilistico e basta!

Per quanto riguarda i “Baggy pants” o pantaloni tenuti bassi, direi che il calare le braghe per mostrare le mutande sia la conseguenza delle difficoltà di apprendimento, non la loro causa.

I baggy pants sono nati nelle carceri maschili come segno di disponibilità a rapporti omosessuali tra detenuti: direi quindi che invece di censurare tale abbigliamento basterebbe informare correttamente i giovani che desiderano mostrare le mutande in giro e probabilmente la moda dei baggy pants sparirebbe.

Libri ed altro

Le parole “Dinosauro”, “Povertà “, Halloween”, Compleanno” e “Ballo” sono state considerate poco opportune perché potrebbero scatenare sentimenti dolorosi in qualcuno.
Per cui se osate pronunciare una frase del tipo «Ehi, cosa ne dici di festeggiare il tuo compleanno che cade proprio il giorno di Halloween, andando al ballo in maschera con tema “il paleozoico: dinosauri e dintorni”?» preparati a subire una condanna per molestie generazionali-confessionali- socio attitudinali tutto in un colpo solo.

Da pena di morte.

E infine la chicca: nel 1990 in due cittadine della California, Cappuccetto Rosso è entrata a far parte del gruppo delle cattive influenze. Il libro per bambini è stato eliminato dalle librerie delle scuole perché nella storia la dolce bambina, prelibatezza per lupi, porta alla nonna focaccia e vino.
No capite, la mannaia della censura scolastica cala su questa storia non perché il cacciatore spara e squarta un animale in via di estinzione, ma perché una bambina porta del vino alla nonna, incitando così i minori a spacciare alcolici ai vecchietti negli ospizi…

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

10 commenti

  1. Oh gosh….

  2. Sugli orribili UGG boots mi trovi d’accordo, sarebbero da far sparire dalla faccia della terra per crimini contro il buon gusto!

    • hihihihi… pensa che in Australia (sono un invenzione Neozelandese, tra l’altro) vengono tantissimo usati duerante l’estate, senza calze. Sostengono che quelli fatti bene, con il pelo di pecora all’interno, sono perfetti isolanti e mantengono la temperatura del piede a livello ideale. A me fanno impressione…

  3. mi sembra assurdo considerare un abbraccio o una stretta di mano un via libera ad accettare attività  sessuali di qualsiasi tipo, detto questo,penso che gli istituti si vedano costrettti a mettere in atto queste limitazioni per ” sopperire ” alla mancanza di educazione degli studenti che gli istituti stessi, insieme ai genitori dovrebbero concorrere a formare.
    Con queste limitazioni gli istituti cercano di tutelarsi, del resto gli studenti una volta al di fuori, potranno tornare ad abbracciarsi e tenersi per mano.
    Questa settimana mio figlio ( 5a elementare) ha fatto educazione sessuale a scuola, una dottoressa in classe gli ha spiegato l’ ovulo e lo spermatozoo, la fecondazione e la crescita del feto. Hanno omesso ( secondo me ingiustamente ) gli organi sessuali, l’ atto sessuale, ma cosa ben più importante il rispetto dei gusti sessuali, e tutto l’ aspetto morale e psicologico legato al sesso.Un esempio pratico di come si concorre a creare nei bambini dubbi, perplessità ,cattiva informazione. Il risultato? bambini che andavano in giro parlando di argomenti ” sensibili ” come se stessero parlando della pizza o aggiungendo termini legati al sesso per creare battute e spiritosaggini, e che dovranno procurarsi le informazioni mancanti in modi alternativi, magari sbagliati,o peggio rimanere nell’ ignoranza!

    • Andrea, tieni conto anche della cultura: sono paesi anglosassoni non latini quindi la fisicità e l’esternazione dei sentimenti è piuttosto contenuta già normalmente.
      Comunque trovo che impedire ai bambini di toccarsi (nel senso buono) sia negargli la possibilità di comprendere cosa sia il gesto giusto, affettuoso e amichevole, da quello sconveniente, per nulla amichevole.

      Per quanto riguarda l’educazione sessuale insegnata nelle scuole, non ho ancora trovato qualcuno che si dicesse soddisfatto delle informazioni che vengono date. Gli spiegano dell’ovulo e dello spermatozoo, ma non gli si spiega come l’ovulo e lo spermatozoo entrino in contatto. OK, non è semplice spiegare ad un bambino di 11 anni l’atto sessuale in se e si rischierebbe di dare un’immagine sbagliata. Allo stesso tempo, si rischia di non dare la giusta “educazione sessuale”, quella a cui giustamente fai riferimento tu.
      ce ne è ancora tanta di strada da fare…

    • Ingegner Brambilla

      Penso che il più delle volte siano i genitori a dover essere censurati… mi sa che tante di queste cose iniziano da genitori che non hanno mai imparato a comportarsi da adulti in una società di adulti ma che fanno ancora i bambini che, invece di piangere e frignare e far capricci, denunciano, si lamentano etc…

  4. Questo senso di censura così estremizzato, in paesi invece guardati da tutti come esempio di progresso e libertà  di pensiero, mi ha sempre lasciato perplessa. L’ultimo esempio con la storia di Cappuccetto Rosso poi: l’America è in uno di quei paesi che ha il tasso di problemi legati all’alcolismo fra i giovani fra i più alti…mi sembra un modo per nascondere la testa sotto la sabbia ed evitare semplicemente di affrontare un problema, ignorandolo.

    • Questo atteggiamento di demonizzazione dell’alcool è cosa comune a tutti i paesi anglosassoni, perchè Inghilterra e Australia, ti assicuro non scherzano anzi…
      La penso come te: nascondere la storia perchè c’è la parola vino è assurdo. Come è assurdo impedire ai giovani di anche solo toccare un’alcolico (manco berlo) fino a 21 anni. L’alcolico appare come un irresistibile oggetto di desiderio a cui tutti gli adulti hanno accesso ma non tu. Se lo bevi quindi diventi come un adulto.
      L’unica cosa che ottieni è adolescenti che smaniamo per bere e che sicuramente appena possono lo fanno, ma non avendo nessuna idea di come si faccia, si ubriacano, con ogni conseguenza.

      Non sto certo incitando a dare il vino ai bambini, ma concedere ad un adolescente, in occasioni speciali, di assaggiarne un po’ mi sembra una cosa innocua. Quello che mi sembra ancora più importante è spiegare loro i fatti: cosa c’è di buono in un buon bicchiere di vino o di birra e cosa puo` succedere se abusi.

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