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La sessualità e i bambini

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Una mamma della scuola di Matteo mi ha fatto fare quattro belle risate una mattina, mentre mi raccontava della sua recente esperienza “imbarazzantissima” avuta con il figlio di otto anni.
Erano soli a casa e di punto in bianco il bambino le ha chiesto cosa significasse la parola “sesso“. Lei ha cominciato a sudare freddo. Ha pensato “Ma come?! Di già? Ma è troppo presto”.
Mi ha detto che con il marito ne avevano parlato, si erano confrontati su come affrontare certi argomenti al momento giusto. Solo che lei era sola, il marito al lavoro, e non si aspettava di dover gestire questo discorso delicato così presto.

Decisa a non perdere l’occasione, però, si è seduta a tavolino con il figlio e ha cominciato a spiegargli la differenza tra gli organi sessuali maschili e femminili, cosa fosse uno spermatozoo e cosa facesse una volta entrato in contatto con l’ovulo, dell’atto sessuale e della nascita. Insomma, tutto.
Mi ha detto che mentre parlava si sentiva avvampare, poi gelare, pensando che l’avrebbe fatta pagare al marito che nei momenti topici peggiori non era mai presente quando lei aveva bisogno.
Dopo un’ora di peni, vulve e compagnia bella, lei ha chiesto al figlio: «OK, adesso hai capito?».

E il ragazzino, con la faccia a punto interrogativo le ha risposto: «No mamma, non proprio. Io devo completare il foglio di iscrizione per calcio e c’è scritto di segnare di che sesso sono…».

Se la mia amica avesse avuto una pala, sarebbe andata in giardino e avrebbe cominciato a scavare una bella fossa per poi buttarcisi dentro.

Ovviamente questa mamma, come molti altri genitori, vive con ansia il momento in cui i figli cominceranno ad essere interessati al sesso, facendo domande che mettono in imbarazzo.
Mi sono immaginata un sacco di volte una conversazione simile con i miei figli e ad essere sincera, alcune cose sono già  state dette. Sanno che una femmina, anatomicamente parlando, ha “optional“ in più e anche in meno rispetto ad un maschio; Matteo sa che i bambini escono da un “buchino“ che hanno le mamme vicino a dove si fa pipì; tutti e due sanno che i bambini crescono in pancia e che il seno serve a dare loro il latte quando sono piccoli.
Insomma, le cose più eclatanti e di base.

Il “grande discorso” su come si fanno i bambini e tutto ciò che è connesso all’atto sessuale in sé non è ancora stato toccato e non è che sia proprio ansiosa di affrontarlo.
E questo per un mio retaggio culturale, inculcato dalla famiglia  che mi ha mostrato la sessualità  come qualcosa di inappropriato, addirittura sconcio. Qualcosa di cui non si dovrebbe mai parlare e che i giovani dovrebbero scoprire solo una volta che sono pronti per farsi una famiglia.

OK, ora sto esagerando perché in realtà  è da qualche tempo che l’educazione sessuale è discussa più apertamente, nelle scuole e in famiglia, ma non ancora in maniera del tutto serena ed efficace, secondo me.
La mamma di cui ho parlato ne è un esempio: angosciata dal dover affrontare un argomento verso il quale ha sempre provato imbarazzo e che, a suo tempo non era stato affrontato dai suoi stessi genitori, ha travisato il bisogno di informazioni del figlio, sovraccaricandolo di notizie non necessarie in quel momento.

Non credo che ci sia una data precisa in cui si può cominciare a parlare di sessualità  ai giovani: non penso che attendere la pubertà  sia opportuno, come non credo che sia utile dire tutto ad un bambino di 6 anni.
Credo, invece, che cominciare presto in maniera appropriata, scegliendo gli argomenti e selezionando le informazioni adeguate all’età  e alla capacità  di comprendere ed elaborare dei bambin, sia l’approccio migliore.
Soprattutto non ci deve essere imbarazzo o vergogna in noi che abbiamo il compito di spiegare, altrimenti i bambini  percepiranno l’informazione in maniera distorta e a loro volta penseranno che tutto ciò che riguarda la sessualità  è  “sporco”.
Allo stesso tempo è importante dare loro la giusta direzione e fargli capire cosa sia una sana sessualità . Sembra così facile a dirsi, vero?

A che età  avete cominciato a parlare di sesso ai vostri figli?

Che cosa avete provato?

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

6 commenti

  1. Anche le mie sanno tutto, coi termini giusti (non sopporto gli eufemismi in campo genitale..) e già  da un po’, cogliendo al balzo i vari parti delle mie cugine. Non posso credere che nel duemila e rotti ci siano ancora genitori che sudano freddo a spiegare queste cose… Sul sesso, se siamo genitori, qualcosa di preciso dovremmo sapere!! Non voglio passare il senso del tabù alle mie figlie, anche se ora fatico a spiegare ad Irene perchè non è più il caso che vada nuda in terrazzo…spiegarle che qualcuno potrebbe avere uno sguardo laido su di lei, questo è il difficile…

    • Ti capisco raffaella. Pensa che io vivo in una zona del sud della California che è cosi` conservatrice e bacchettona che nelle piscine pubbliche e al mare le bambine sopra un anno d’età “devono” indossare il pezzo di sopra per forza, anche se saranno piatte per i prossimi 10 anni della loro vita.
      Quando cambio il costume ai miei figli, li devo coprire anche se sono solo bambini… lo faccio e trovo la cosa ingiusta. Non che li lascerei correre nudi per il parco giochi, ma se si vede per un attimo una chiappetta nuda, chi si scandalizza? Tutti ovviamente, tranne noi italiani (o di altri paesi).
      Dilemma in cui mi dibatto: li faccio crescere sereni e incuranti della critica altrui o mi adeguo alle regole?

  2. Ma….che foto hai usato? 😉 Beh comunque anche noi abbiamo spiegato il sesso da poco ad Eva (7 anni), più o meno nei dettagli intimi, visto che faceva domande. Lei ha ascoltato ma poi non ne ha più parlato. Secondo me la cosa migliore è parlarne appena iniziano a fare domande precise, meglio se usando un libro che aiuti a spiegare il sesso ai bambini. Io me ne ricordo uno bellissimo di quando ero piccola io in cui il sesso veniva spiegato assai dettagliatamente ma usando come esempio le…galline!!

    • Chissà che idee ti sei fatta sulla vita privata delle galline 😀 😀 😀
      Che foto volessi che scegliessi, secondo te? Appropriatissima 😀

      Comunque si, sono d’accordo con te: il momento migliore è iniziare quando loro fanno domande mirate, non come quella della mia amica… credo che oltre ad aver sofferto lei, abbia anche traumatizzato il figlio 🙂

  3. mi è venuto proprio da ridere. a volte fanno domande le cui risposte sono più facili di quanto crediamo. mio figlio a 7 anni è ancora un “tontolone” e per ora, a parte quando è nata la sorellina, domande non ne ha fatte. ieri al parco c’erano delle iniziative di un gruppo lesbico. temevo che leggendo facesse domande. invece è andato avanti a giocare a calcio.

  4. penso che tutto dipenda da noi… io ho nel mio casamento una coppia che hanno adottato dei bambini, adesso ragazzi di 12 e 13 anni…lei, dall’età  di 3 e 4 anni ha sempre detto tutto ai suoi figli, con i termini normali,senza “patatina” e “pisellino”, ricordo che un giorno ci incontrammo per le scale, lei aveva per mano la bambina ed io avevo da poco partorito… dissi che avevo fatto il cesareo, e la bimba, di 9 anni allora, era incuriosita e chiese a sua madre che cosa fosse il cesareo, e lei le spiegò che cosa fosse usando il termine “vagina” , io la ascoltai e rimasi esterrefatta… è che ci hanno inculcato alcuni termini per aggirare l’ostacolo, ma in realtà  l’ostacolo siamo noi…

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