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Mangiare placenta contro la depressione post parto

mangiare placenta

Poco tempo fa si era parlato della neomamma Claudia Galanti e del suo brindisi a base di placenta fresca di parto.
I motivi per cui la bellona di turno ha ingurgitato quel beverone raccapricciante sono semplici: bellezza e salute fisica per se’ stessa e per sua figlia.
Apparentemente non è l’unica al mondo che è entrata a far parte del gruppo di donne che trova salutare ingollarsi porzioni di interiora espulse durante il travaglio.
Scusate, lo so, sto descrivendo la cosa in maniera rivoltante ma non ci posso fare niente: la placentofagia mi ributta. Ecco, l’ho detto!
Non tutte la assumono in frullato come la Galanti. Molte la sottopongono ad un processo di disidratazione, seguito da polverizzazione e incapsulamento.
Altre pare abbiano messo a punto ricette da gourmet che prevedono placenta saltata con verdure di stagione. Non scherzo. Bleah!
Qualcun altro ancora spolverano il cibo con la polverina miracolosa durante i “placenta party“,per poi servirlo agli invitati. Anche qui, non scherzo. Yak!

Lasciamo da parte le follie pure di una dieta placentofagica (ma esiste sto termine?) e concentriamoci sulle capsule.
In un’anonima, innocua capsuletta, è polverizzata la placenta e il motivo ufficiale per cui una donna dovrebbe prendere in considerazione la sua assunzione è per aumentare i livelli di ferro, aumentare le energie e la montata lattea, diminuendo le possibilità di entrare in depressione post parto.
Motivi assolutamente nobili ma che non servono per scacciare quel senso di disagio allo stomaco che provo.

Su un giornale ho letto la storia di una donna irlandese, mamma di due figli avuti a distanza di poco più di un anno l’uno dall’altro, che ha deciso di disidratare la propria placenta dopo il secondo parto, proprio per evitare di cadere di nuovo nello stato di fatica immensa che aveva provato con il primo.
La donna sostiene di aver fatto ricerche accurate, di essersi consultata con parenti (che ora la considerano una cannibale) e amici e con il proprio dottore.
Apparentemente non ci sarebbero controindicazioni nella placentofagia, se non un irrefrenabile impulso a vomitare. Se l’organo è sano e il trattamento di preparazione ben controllato, non ci sarebbe nessuna differenza tra placenta e un bel frullato energizzante a base di spinaci, zenzero e carota. Continua però a sfuggirmi il motivo per cui una dovrebbe snobbare il frullato vegetale, preferendolo alla poltiglia autoprodotta.

La mamma irlandese ha deciso di procedere con l’incapsulamento all’indomani della nascita del secondo figlio. Ha assunto regolarmente la preparazione nelle prime settimane dal parto e ha affermato che sta bene, è felice, in forze, il latte scorre che è una meraviglia e della depressione post parto nemmeno l’ombra.
Effetto accertato o autosuggestione? Propendo per la seconda nonostante sia vero che la placenta sia un concentrato di ferro e altri nutrimenti preziosi, tant’è che molti animali si nutrono dell’organo della gravidanza proprio per recuperare energie.

Noi però non siamo animali. Noi seguiamo diete complete e ricche di ogni nutrimento indispensabile. Abbiamo anche a disposizione preparati altrettanto naturali per venire in contro a deficienze di ferro più spinte.
Ma allora perché ad una persona dovrebbe venire in mente di mangiarsi la propria placenta? Non me ne vogliano gli amanti del naturale, ma a mio parere è solo una moda folle.
Claudia Galanti afferma che “quello che produce il suo corpo è buono per il suo corpo”. Ma vale anche per altre deiezioni? No, perché qui siamo alla soglia di una rivoluzione straordinaria: l’apoteosi del risparmia, riduci, ricicla.
Bene e con questo è tutto. Buona placenta a tutti!

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

4 commenti

  1. Buongiorno Enrica, ora vomito…. A parte questo, mi sento d dire che non ho mangiato la mia placenta dopo il parto e non ho avuto comunque la depressione post partum, sn stata fortunata. X quanto riguarda il ferro,avendo perso molto sangue, ero un bel po’ carente,ma cn pastiglie, vitamina c è tanta ottima bresaola e verdure, nel giro di qualche mese, mi sn ripresa senza problemi. Poi ognuno faccia quello che vuole,ma io al solo pensiero d un pasto placentare , sto male…

  2. Che il mondo e’ pazzo si sapeva. Ormai non mi sorprendo piu’ di niente!
    Non so se questa sia peggio di quelli che credono che bere la propria pipi’ faccia bene.
    Mah, io rimango per i metodi tradizionali. Ora scappo perche’ anche io vado a vomitare….;-)

    • Eccone un’altra contagiata… tra un po’ mi fanno mettere il post in quarantena per rischio infezione gastroenterica!

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