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I capricci dei bambini non esistono

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Maria Montessori diceva che i capricci dei bambini altro non sono che periodi sensitivi, ovvero momenti precisi della loro crescita in cui l’apprendimento è naturale e spontaneo. Prima di quel tempo non sono ancora presenti le capacità per apprendere in maniera efficace mentre dopo, nonostante il bambino impari, lo fa in maniera più lenta.
Queste finestre temporali sono quello che molti di noi genitori chiamiamo, fraintendendo completamente, “terrible twos”.

Quando sei di corsa la mattina è facile che scambi per una scena madre, la voglia del tuo duenne di infilarsi le scarpe da solo, prima delle calze.
Al momento di pagare la spesa alla cassa, con decine di persone in coda e una cassiera dal canino nervoso pronto ad azzannarti, fai presto a confondere per un tentativo di distruzione del tuo autocontrollo zen quello che per tuo figlio è solo voglia di aiutarti infilando da solo la spesa nei sacchetti di plastica.
Un articolo per sacchetto.
Con molta calma.
Moooolta calma.

Il trucco è avere pazienza e accettare il fatto che quei botolini adorati, sono individui senzienti che stanno facendo di tutto per trovare il loro posto nel mondo.
Affascinante, vero? Se solo i bambini venissero alla luce con un manuale di istruzioni, aggiornamenti annessi e assistenza online!
E` frustrante e spesso siamo confusi da atteggiamenti totalmente irrazionali che ovviamente cadono a fagiolo nel momento peggiore della giornata, double trouble with the cherry on top!

Mettiamoci però per un attimo nei loro panni: il loro mondo è fatto di piedi e ginocchia, appendici attraenti per carità, ma non particolarmente loquaci.
Ecco allora che cercano di aprire un canale comunicativo con i piani alti dell’adulto di turno, spesso con scarsi risultati per via di un vocabolario un po’ ristretto. O forse gli adulti sono una massa di rimbambiti che non capiscono un accidente.
Plausibile alternativa.
Un duenne ci prova a dire ciò che ha intenzione di fare ma il 90% delle volte quei rintronati lo guardano dai piani superiori emettendo grufolii e gorgoglii cacofonici: “Oh dudu puppu cuccu… dì alla mamma cosa c’è cicci pucci pù!”
“Cretina! E` mezz’ora che ti sto dicendo che ho bisogno di essere preso in braccio! E pucci pù a tua sorella!”.
Poi se uno strilla non ci sorprendiamo.

Un bambino crolla dal sonno ma sul quel ca@#o di libro che parla di nanne che mamma ha comprato nella libreria del centro c’è scritto che i pisolini devono cadere ad intervalli prestabiliti e che ovviamente non coincidono con i suoi bisogni, ma (guarda un po’) con l’orario della serie TV che mamma guarda.
Poi c’è anche quello che proprio non ha voglia di dormire ma sempre in quel ca@#o di libro c’è scritto che invece deve dormire eccome! Poi gli adulti scambiano l’abitudine di mangiucchiare i libri come un modo per esplorare le potenzialità dissolventi della bava dei bambini. Ma figurarsi. Quelli sviluppano un odio micidiale contro la carta stampata grazie sempre a quel ca@#o di tomo che parla di nanne.
Maria Montessori diceva che dovrebbero essere lasciati fare, lasciati sperimentare in modo da imparare quando sono pronti a farlo.
Vogliono sperimentare la resistenza all’acqua della tastiera del computer? Perché no. Vogliono mangiare quella cosa marroncina che spesso si trova nell’erba del parchetto giochi? Mai mettere freni alla curiosità organolettica infantile. Vogliono infilare un dito nell’occhio al compagnetto di giochi? E che sarà mai, suvvia. In fin dei conti di quelle palle colorate in mezzo alla faccia ne ha due, se una viene cavata mica è una tragedia…

Ovviamente non tutte le sperimentazioni sono benvenute e i nostri cari marmocchi devono essere guidati, indirizzati e alle volte dissuasi che, per esempio, buttarsi in mezzo alla statale per mettere alla prova le proprie capacità motorie, non è cosa buona e giusta.
Conflitto di interessi, divergenza di opinioni tra un troglodita in miniatura e un rimbambito ipersviluppato. Ovvio che ci scappa l’urlo e il pianto infernale, poi dopo qualche anno arriverà anche una lettera dell’avvocato, però.

Maria Montessori suggerisce di parlare loro, con calma e spiegare le ragioni dietro quel “no” apparentemente insensato, disinnescando la bomba dei capricci dei bambini.
Io in quest’ambito spesso fallisco miseramente. Sono molte più le volte in cui la foga di queste scene isteriche è tale da non riuscire a contenerla e vorrei avere nella borsetta un mini estintore per placare la furia incendiaria di certi “periodi sensitivi” piacevoli come una martellata nei denti.
Ammiro le mamme che non perdono la calma e la capacità diplomatica di trattare con questi piccoli prototipi di bomba H.
E voi come siete messe/i?

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

7 commenti

  1. Ciao! Bello, bello questo post. Per quanto io mi definisca “montessoriana” non si finisce mai di imparare. Ieri pomeriggio un papa’ al parco mi ha detto che sono “estrema”, che lascio fare ai miei figli proprio tutto. Beh estrema forse sì, ma siamo al parco, e io sono lì, mica vado a fare la spesa. Per quanto possibile cerco di far fare loro da soli, liberi di sbagliare e di imparare dai loro errori.
    In altri momenti ho poca pazienza, come al supermercato :-D. O quando per l’ennesima volta esce la pipì, o per l’ennesima volta….

    L’importante è fare il meglio che possiamo, vero?

    • Ciao Emma 🙂
      ciò che mi colpisce di quello che dici è il genitore che incontri al parco e che si professa educatore universale permettendosi di dare consigli quando non richiesti machepalle! (si può dire? l’ho detto ;P)
      Prima di essere madri siamo esseri umani fragili, con i dovuti limiti, difetti, tendenze (a volte tossiche) e tanti pregi. Accettiamoci per ciò che siamo, rimbocchiamoci le maniche per quello che possiamo migliorare ma basta con i proselitismi degli altri genitori, che pensassero a crescere i propri figli, insomma a guardare il cibo che hanno nel proprio piatto 🙂
      un abbraccio

  2. Non credo che la sua fosse un’osservazine da “professore”, è che anche come genitori siamo talmente diversi che ognuno ha una propria percezione di cosa far fare o no ai propri figli. Di fronte ad una stessa sitiazione abbiamo reazioni diverse. Sono sempre dell’idea che siamo noi il ” collo di bottiglia” per i nostri figli, perché a volte li limitiamo a causa delle nostre paure, della fretta, e di tante altre cose. Abbiamo ancora molto da imparare e da sperimentare, ma in fondo è questo il bello, no?

  3. Anch’io sono stuffa dei commenti degli altri!!!!!!! Mi stancano più quelli che non il mio lavoro di mamma!!! In questi giorni tra mare e ferie incontro troooooppe persone, non ne posso più degli adulti saputelli! Ma da qualche giorno rispondo così: “forse sbaglierò, ma preferisco sbagliare per colpa propria e non per colpa dei consigli degli altri, che comunque non hanno partorito ne cresciuto la bambina”…
    Son maleducata? Ma solo con i maleducati!!!!!

    • No, non sei maleducata. Le mamme hanno bisogno di informazioni e supporto pratico non di consigli che paiono usciti dai sacchetti delle patatine: unti, fragili ed inutili. 😉

  4. Bellissimo paragone quello delle patatine!!! Lo tetto a mente quando mi sarà utile ricordare di non fare troppa importanza alle opinioni degli altri… Grazie Enrica!

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