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La crisi di mezza età

invecchiare

Non posso dire di sentirmi vecchia ma ogni tanto la crisi di mezza età affiora eccome. La mattina mi ci vuole una bella tazza di caffè prima di reggere lo shock della mia immagine riflessa nello specchio: non essere completamente sveglie e vedere una faccia disfatta da borse blu sotto gli occhi e i capelli bianchi che avanzano come la terza era glaciale è una prova dura da affrontare.
Ho la capacità di concentrazione di un criceto in letargo: mi dirigo in cucina come una furia perché mi è venuto in mente che… perché sono in cucina? Mah…
Se non scrivo la lista della spesa è certo che mi scordo metà delle cose che devo comprare; se scrivo la lista è certo che la dimentico a casa.
Nei momenti peggiori mi scordo di andare a prendere i figli a scuola o metto in moto l’auto e faccio retromarcia per uscire dal parcheggio, dimenticandomi che i figli sono ancora dentro casa a mettersi le scarpe.
Insomma, cose così.
Dicevo, non mi sento vecchia ma alle volte arranco e nonostante non abbia ancora 40 anni e una serie di indizi mi hanno portata a sospettare di essere entrata in una crisi di mezza età.

Io adoro leggere, ma proprio tanto e ho sempre divorato tonnellate di libri di ogni tipo. Dalla nascita di Matteo fino ad un paio d’anni fa però, questa mia passione ha subito una botta d’arresto. Se una ha l’attività mentale di una sogliola bollita, più che leggere i titoli delle riviste di gossip non si può permettere senza che vada in black out tutto il sistema.
Da qualche tempo però mi ritrovo a leggere con un rinnovato vigore e dopo un periodo di narrativa contemporanea e saggi di vario genere, mi sono buttata a mo’ di pesce in padella nel genere fantasy per giovani adulti, che è un modo garbato per dire adolescenti, così le mamme di mezza età come me non si vergognano a dire che leggono narrativa per ragazzi.
Ultimamente i miei capi di vestiario sono magliette con personaggi di cartoni animati e supereroi, nonchè le mie adorabili converse alternate a scarpe da ginnastica che hanno visto tempi migliori.
Appena posso musica a palla e ballo e canto come se non avessi un domani, ovviamente Rock di quello serio, anni ’60-’70. Un giorno il giardiniere ha buttato lo sguardo distrattamente in casa mentre tagliava la siepe davanti alla porta finestra di casa e deve avermi visto in preda al fuoco di San’Antonio: da quel giorno quando ci incrociamo, mi saluta mantenendo una distanza di sicurezza di un paio di metri.
A parte rendermi ridicola e sentirmi piuttosto patetica, la maglietta dei Mignon mi ha assicurato l’ammirazione e il rispetto dei miei figli e di tutti i loro compagni di scuola:
«Hey! Quella con la maglietta cool è la mia mamma!!», mica male vero?

Che dite, secondo voi mi devo preoccupare? Mi ripiglierò dalla crisi per tornare ad essere una signora per bene? Ma mi devo ripigliare davvero?
Voi come vi sentite a cavallo dei 40 anni?

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

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