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La polemica del Genitore 1 e 2

polemiche-genitoriQuesto guest post è dell’ingegner Brambilla, marito della nostra Enrica nonchè “Ingegnertore” (perchè genitore 1 gli sta un po’ stretto come appellativo).
Si parla di un argomento a noi molto caro: il buon senso.

Enrica, colei che rende la mia vita “interessante e affatto noiosa” e che “mi sottopone ad inaudite pressioni”, mi ha detto che su Facebook circola la “fotina” (la vedete qui sopra) di una mamma milanese che ha corretto il modulo scolastico dei figli riportante la dicitura “genitore 1”, con un più classico “mamma”.

Ho fatto poi qualche ricerca e ho anche scoperto come la dicitura “genitore 1 e 2” è stata introdotta a Milano da una consigliera comunale lesbica, la quale pare “abbia lavorato, direttamente e senza formale autorizzazione, con gli uffici competenti (non ridete, birichini, parlo proprio di uffici italiani, non faccio ironia!) per allineare i moduli al linguaggio del registro delle unioni civili, saltando ogni approvazione in consiglio comunale”.

E io ho pensato:

  1. fenomeno Facebook quindi una pirlata! Sarà presto superato dal video del pinguino che scivola in acqua
  2. registro unioni civili: non riesco a capirne l’utilità a livello di Comune. Mi sfugge il perché un Comune debba occuparsi di questi argomenti invece che di pura amministrazione del territorio, tipo tappare i buchi nella strada. Vedendo lo stato di Milano la scorsa estate, mi sembra che le energie impiegate per il registro sarebbero state meglio spese in altro ma magari mi sbaglio e qualche milanese mi potrebbe far notare invece come il registro delle unioni civili abbia influito positivamente sulla vita dei cittadini. Io tuttavia ho visto sparire intere famiglie, “tradizionali”, “alternative” e anche “innovative”, in immense voragini nell’asfalto e ho visto il soccorso alpino salvarle tutte indistintamente.
  3. uffici competenti: si, mentre lo scrivevo mi sono pisciato addosso dal ridere… dai ammettete che è una bella battuta!
  4. Saltando ogni approvazione: tipico di chi fa parte di una Minoranza che si ritiene vessata e vuole quindi rettificare i torti, a sua volta vessando non appena ha potere ed influenza. Gandhi in Italia avrebbe approvato la fustigazione contro i violenti. Aspetta, ma lo fanno anche le maggioranze! Come si dice? Così fan tutte!
  5. Consigliera omosessuale: niente di male in questo, se non fosse che, omosessuale o eterosessuale, le approvazioni, le discussioni e il processo democratico non si devono saltare. E se appartieni ad una minoranza, che sia politica, religiosa, di preferenze sessuali o affettive, non cambia nulla. Se vuoi cambiare il mondo perché diventi più accogliente per tutti, non puoi farlo a spallate senza esporti al rischio di isolarti ancor di più. Alla fine, per cambiare una parolina, questa signora ha fatto più male alla sua causa che altro.
  6. E veniamo alla “parolina”! Ma quanta importanza, signora mia, che diamo alle paroline noi italiani! I numeri chi se li fila, ma le paroline! Nei paesi in cui ho vissuto, il concetto di “famiglia tradizionale” è un po’ desueto. Sarà che i costumi cambiano, che le culture si incontrano e si arricchiscono, sarà che l’Italia è un paese estremamente chiuso e retrogrado per moltissimi aspetti. Dove vivo io ci sono famiglie Calabresi, Bavaresi, Mormone, Puritane, Indiane, Musulmane, Cinesi e un convento tutto nello stesso quartiere. Ci sono tanti tipi di famiglia nel mondo, nel caso fosse sfuggito.

Senza banalizzare con la storia delle due mamme e dei due papà, ci sono famiglie dove non c’è né mamma né papà ma solo genitori adottivi che, a guardar bene, neanche genitori sono perché non hanno generato un bel niente. Al massimo sono adottori. Poi ci sono i tutori o la zia o il nonno che si occupa di figli non suoi, i “legal guardians” come li chiamano qui, oppure quelle persone cui viene affidato un bimbo quando i genitori perdono tutela legale.
Oppure i tuoi hanno divorziato e tu piccolino vai a dire alla maestra che si, hai una mamma, ma quale papà deve firmare? Quello del week end o quello del lunedì-fino-al-venerdì?
Anche senza scomodare le coppie omosessuali, a occhio direi che la dizione “madre” e “padre” è un po’ poco rappresentativa e che persino “genitore #” non sia il massimo, anche se un po’ più precisa.

Alla fine mi chiedo se questi geni abbiano chiesto ai bambini come li chiamano i loro genitori.
Penso che non sia una signora omosessuale che cambia un modulo o una signora divorziata che modulisticamente e socialmediamente rivendica il suo orgoglio di madre, a cambiare quello che veramente conta, ovvero l’amore che i bambini provano per gli adulti che si occupano di loro per una qualche misteriosa ragione che va oltre il sangue, la religione, la genetica.

A volte siamo troppo presi dalle nostre battaglie da dimenticare per chi le combattiamo.
E come sempre in Italia, pure quando si fa una cosa quasi sensata, la si fa nel modo sbagliato e per i motivi sbagliati, che è poi quello che spiego io ai miei colleghi americani del genio italiano: “Colombo ha scoperto per voi l’America, quindi ringraziatemi, ma sappiate che l’ha fatto per sbaglio!”
Che tanto, modulo giusto o sbagliato, poi l’ufficio competente te lo perde e tu e genitore 2 vi trovate bloccati con vostro figlio che non ha avuto il posto all’asilo e vi chiedete come mai, se sia per il sangue, la religione o la genetica, sopportiate tutto ciò.

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8 commenti

  1. Guarda, posso solo dire: bravo!

  2. Andrea Luigi Gobber 3°

    Io ho il forte sospetto che questa cosa del genitore1 e genitore 2 sia passata anche dalla nostra città , la preside della nostra scuola, all’ inizio dell’ anno, ha accennato al fatto che nella modulistica che seguirà, il sesso del genitore non avrà più alcuna importanza,
    Il che, non sta affatto a sminuire il ruolo dei genitori stessi, la scritta genitore sta a rappresentare il tutore legale e/o il detendore della patria potestà del minore, sia esso un nonno, un mammo o un adottore! A me pare una semplificazione burocratica e quando ci è stato comunicato non ha suscitato nessuna reazione da parte di nessuno.
    I problemi della scuola italiana sono ben altri, gli edifici, il personale,la pulizia: al primo sopraluogo da rappresentante di classe ho dato una occhiata alla classe di mio figlio, ci sono ragnatele create ai tempi del Benito e polvere che non viene rimossa da decenni, mio figlio in quel posto ci passa 200 giorni l’ anno per i prossimi 3 anni!!

    • Ma io non ricordo moduli che dicessero “firma della mamma” “firma del papa`”… io ricordo “firma del genitore o chi ne fa le veci”.
      Comunque hai ragione Andrea: sollevare certi vespai non serve a nulla, cosi` come non aiuta sentirsi offesi e scatenare l’inferno contro certi cambiamenti.
      MA che ci vuoi fare? Se non abbiamo una polemica fresca fresca di giornata, noi italiani non possiamo ritenerci soddisfatti.

  3. L’unica volta in vita mia che presi una nota a scuola, fu una nota collettiva e alla fine c’era scritto “FIRMA DEL GENITORE O DI CHI NE FA LE VECI”… firmò TUTTA la mia famiglia: mamma, papà, fratello e due sorelle…
    Direi che, pur di fare un po’ di polemica, ci si attacca a tutto e poi trascuriamo le cose VERAMENTE importanti!

  4. a me viene solo da dire che la frase “Colombo ha scoperto per voi l’America, quindi ringraziatemi, ma sappiate che l’ha fatto per sbaglio!” e’ fantastica 😀

  5. Io ho una sorella adottata. I miei si sono sposati a 21 anni e non potevano adottare perché “troppo giovani” ma volevano fortemente adottare e quando eravamo già nati mio fratello ed io (avevo un mese), “capitò” l’occasione di adottare mia sorella, che allora aveva già 7 anni. Occasione presa al volo – Grazie a D’io! – e i miei scherzano a dire che in 2 anni si sono ritrovati con 3 figli a 29 anni. Di tutto ciò, mia sorella dice sempre che se fossero stati blu, viola, rosa o color arcobaleno, mamma e papà sarebbero stati ugualmente degni del suo amore.

    In realtà, “l’Italia è un paese estremamente chiuso e retrogrado per moltissimi aspetti”… e nulla di più.

    • Certe chiusure mentali ci sono un po’ dappertutto purtroppo pero` prenderne coscienza e smuovere le prime pietre e` forse il modo migliore per portare un cambiamento.
      Grazie per averci raccontato la tua storia Luciana, e` veramente bellissima!!!

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