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Protossido d’Azoto in sala parto? Uno spasso!

protossido-azoto-sala-partoNei paesi anglosassoni il protossido d’azoto (o gas esilarante) è in uso da sempre e il motivo è semplicissimo: è inodore, non sono necessari aghi o altri macchinari intrusivi, costa meno dell’epidurale, nessuna tossicità per mamma e feto e totale controllo da parte della madre nell’assunzione, dato che è lei a decidere il momento in cui aspirare da un apposito tubo il gas che le darà almeno 50 secondi di analgesia, giusto il tempo per superare il picco della contrazione.

Alcuni ospedali in Italia (come ad esempio il Buzzi a Milano) hanno finalmente cominciato ad utilizzare il protossido d’azoto come valida alternativa all’epidurale o alla totale mancanza di analgesia.
Io ho utilizzato questo gas in entrambi i parti e avrei un paio di cose da dire a tutte le future mamme che si trovano a dover scegliere come gestire il dolore del travaglio.
Prima di tutto un po’ di chiarezza linguistica: il protossido d’azoto viene comunemente chiamato gas esilarante ma sappiate che di divertente in sala parto non c’è proprio nulla.
Questo soprannome lo deve aver dato qualche buontempone (uomo) dopo una pippata di gas, ancora preda agli allegri postumi di una canna, perché durante il travaglio, con un “cocomero” che spinge per uscire, tutto fai tranne che sbellicarti dalle risate.
Di sicuro però il dolore diminuisce fin quasi a sparire ma non è così scontato essere in grado di utilizzare questo anestetico nel modo corretto.
Tipo io ho sperimentato il totale fallimento con Matteo e il completo successo con Davide.

Quando sono entrata in travaglio con Matteo ero inesperta e spaventata: ero convinta che dopo il corso pre parto e i libri letti, fossi capace di gestire al meglio il protossido d’azoto, ma mi sbagliavo.
Per avere la massima efficacia è necessario ascoltare il proprio corpo e quelle cose che vengono chiamate contrazioni, ma che sarebbe più appropriato chiamare “dolorazioni”: il protossido d’azoto deve essere inspirato qualche secondo prima che il picco di dolore arrivi al massimo, non troppo prima e nemmeno dopo, altrimenti non funziona.
Come dicevo, con Matteo non ero pronta, non capivo l’altalenante andamento delle contrazioni e quindi ho sbagliato tutti i tempi.
Risultato: dopo un paio di boccate a vuoto, accompagnate da contrazioni dolorosissime, mi sono ritrovata in un mondo fatato e davanti ai miei occhi galleggiavano i volti distorti della levatrice e di mio marito.
Lei chiedeva: «Ma lei è sicuro che sua moglie sa quello che sta facendo?»
Lui rispondeva: «Ehmm, si… credo… non so. E` normale che abbia quell’aria da tossica strafatta?».
L’ingegner Brambilla non comprendeva come si potesse non ridere a crepapelle aspirando gas esilarante e quindi, appena la levatrice ci ha lasciati soli per qualche minuto, ne ha subito approfittato per farsi una o due boccate di gas per poi commentare che non era poi sta gran cosa, molto meglio una birra o due.
Ecco, magari accanto alla strumentazione per epidurale e protossido d’azoto, si potrebbe avere anche un bar e ordinare una birra e qualche cocktail?

Con Davide però, è stato tutto diverso.
Sapevo cosa mi aspettava e conoscevo l’andamento doloroso della contrazione: questa volta io e l’amico Protossido ce la siamo cavata alla grande!
Due ore di travaglio di cui 45 minuti passati inalando qualche boccata di gas ad intervalli regolari: non avrò riso, ma quando mi sono resa conto che il picco del dolore non lo sentivo, quasi quasi mi mettevo a piangere dalla gioia!

Direi quindi che l’esperienza è stata positiva e a tutte le mamme che avranno la possibilità di scegliere, dico di andare sul sicuro e chiedere un Dirty Martini. No, scusate… volevo dire il Protossido d’Azoto!

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

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