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Le frasi da non dire a un bambino. Che io ho detto

frasi da non dire ai bambini

Ieri leggo un post dedicato alle dieci frasi da non dire a un bambino. In pratica le ho dette tutte. O quasi. In un primo momento avrei voluto  comprare tre chili di ceci su cui adagiare le mie ginocchia come atto punitivo, in un secondo momento ho trovato una sana giustificazione per ciascuna:

 

 Cose che non si dovrebbero dire ai bambini:





1. Sbrigati.
Lo stile di vita dell’adulto non compete quello del bambino che vive nel suo mondo con una sua tempistica e spingerlo a sbrigarsi lo rende ansiliotico ora e nevrotico domani.  Ma se inizio a svegliare mia figlia canticchiandole amorevolmente il buongiorno, dicendole che in cucina l’aspettano una buona tazza di latte e cacao, biscotti fragranti, panino con la nutella e arrivo a 39 minuti suonati  di sviolinate senza successo, dove l’unica reazione da parte sua è farsi involtino con lenzuola e piumone, lo “sbrigati” urlato a corde vocali accavallate è comprensibile;

 

2. Lo faccio io, tu non sai farlo. Non è che l’ho proprio detta così. Ho trasmesso il concetto in modo velato al culmine di una messa in opera di un ciambellone che cercavo di fare insieme a lei. Non me la sentivo di continuare l’operazione interamente impanata di farina e la cucina che aveva perso la propria identità . Non so, ritenete abbia minato in qualche modo la psiche della creatura?

 


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3. Come sei lento Camilla per vestirsi segue fedelmente il fuso orario di Melbourne. Cerco di stimolarla a infilarsi i vestiti da sola per una corretta e indispensabile autonomia ma se  me  la ritrovo ancora con la calzamaglia infilata appena nell’alluce del piede destro in meditazione davanti alla casa di Malibù di Barbie, a 5 minuti dall’inizio delle lezioni dite quello che volete un “dai Camilla più veloce!” non glielo leva nessuno;

 

4. Smettila subito. I bambini a volte si impallano nei capricci e dire loro di smetterla subito è solo un tentativo per trarre in salvo ciò che resta del nostro equilibrio psichico mica è un delitto;

5. Devi capire che”Esordisci con questa frase e stai certa che la reazione migliore di tuo figlio è quella di fare “brum brum” con la bocca a imitare una macchinina da corsa. Io ho assistito a un saggio improvvisato di danza  solo per averle detto “devi”;

 

6. Fai quello che vuoi basta che smetti di piangere (o lamentarti) si dice presi dall’esasperazione. Ci stacchiamo la prima pelle pur di non vedere piangere i nostri bambini, passiamo enne notti in bianco per calmarli, regaliamo loro l’irregalabile pur di vederli felici e sorridenti. Ma poi scatta un elemento di soccorso dai nostri neurotrasmettori e parte un ” e fai come ti pare”.  O loro o noi, certe volte;

 

7. Non si comporta così un bambino Forse l’ho detto quando ha affrescato la parete della cucina con i colori a tempera?  Può essere…

 

8. Ti faccio pentire se lo fai un’altra volta Sempre dopo avere osservato la parete della cucina che, ah già , era stata appena imbiancata?

 

9. Non ti offendere per una sciocchezza Un’alternativa? Tipo “Hai ragione ad offenderti se la tua amichetta ti ha dato della testa di velluto. Brutta cosa il velluto, in particolare se è a coste larghe e verde oliva”;

 


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10. Non ho i soldi per comprare questo “mamma mi compri la Lalaloopsy quella che ha due palline di gelato in testa?”
“Cami, hai già  tre Lalaloopsy non ti bastano?”
“no, io voglio quella con il gelato in testa, tiiiiiii preeegoooooo””
“Cami la tua camera vomita giocattoli ormai possiamo aprire un negozio”
“tiiii preeeeegooooo”
“no, accontentati di ciò che hai che è tanto anzi no, tantissimo”
“tiiiii pregoooo”
“se ti comprassi la Lalaloopsy con le palline di gelato in testa (cazzo di bambola è una con il gelato in testa?!) ci giocheresti al massimo due giorni e poi la metteresti da parte”
“no, no questa volta no. Tiiiii preeeegooooo”
“no”
“ma perrrchééé?”
“perché non ho i soldi per comprarla”.

Ecco. Ora potete prepararmi la gogna. Una cortesia: tiratemi solo frutta e verdura di stagione, grazie

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

4 commenti

  1. praticamente che si può dire? fa bene ugualmente perdere completamente di spontaneità  nel parlare ai bambini per evitare di dire quasi tutto?….. e poi come sono cresciuti i figli di chi ha usato frasi differenti….attendo lumi!!!

    • no ma qui è l’apoteosi dell’estremo. Io me le sono prese tutte queste frasi e senza alcun senso di colpa di mia madre, anzi! Vabbè che sono “sui generis” ma malgrado qualche schiaffo ricevuto e sculacciata annessa ritengo di non rientrare nella schiera dei traumatizzati dal verbo dei genitori 😀

  2. la stanchezza molte volte prende il sopravvento..ieri a mio figlio che leggeva per la 4° volta super lentamente la stessa cosa gli ho detto: ma non sei proprio capace a leggere!! cosa perfetta da dire ad un bimbo che sta imparando…per fortuna è intervenuto mio marito e gli ha detto vieni a leggere con me…..a volte succede il contrario…l’importante è che intervalliamo questi momenti con coccole e esternazioni di quanto crediamo in loro e gli vogliamo bene

    • cara bimamma, con questo post infatti abbiamo voluto evidenziare proprio la nostra umanità  e i nostri limiti. Sbagliamo e anche spesso, ma la cosa importante secondo me è quella di chiedere poi scusa molto serenamente.
      Se abbiamo fatto o detto qualcosa di sbagliato spieghiamolo a nostro figlio, diciamogli che eravamo stanche, nervose con qualche pensiero in più in testa. I bambini ci devono vedere come esseri umani con pregi e difetti e mettersi in discussione è una delle cose più sagge e il sistema educativo migliore 🙂

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