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Babbo Natale è nero, fatevene una ragione

Babbo-Natale-Santa-Claus

Santa Claus, alias Babbo Natale, qui negli States è preso veramente sul serio. La visita al centro commerciale con tanto di ore di coda e sosta di 10 secondi in braccio al vegliardo per svelargli quali siano i giocattoli desiderati, è un rito che non viene risparmiato a quasi nessun bambino.
Ho provato sulla mia pelle questa tradizione e posso affermare con molta tranquillità  che provo una certa repulsione verso ogni centro commerciale fornito di un Babbo Natale in questo periodo.
Non fraintendetemi, la figura di Santa Claus a me piace tutto sommato. Lascio ai miei figli la gioiosa libertà  di immaginare un benefattore sovrappeso che si spara il giro del mondo in un secondo una volta all’anno pur di far trovare a tutti quanti i doni desiderati.
In fin dei conti io credevo in Babbo Natale quando ero piccola ed ero felice, perché non dovrebbero provare i miei figli la stessa gioia?
A tutto però c’è un limite.

Gli americani hanno totalmente perso la trebisonda, se mai l’hanno posseduta. Dovete sapere che in USA esistono due grossi partiti, i Democratici e i Repubblicani, perennemente in lotta in campo politico-sociale-economico. Ora, senza andare nel dettaglio, vi dico solo che queste due coalizioni non trovano un punto in comune nemmeno per quanto riguarda Babbo Natale.
Sentite cosa è successo pochi giorni fa.

In un centro commerciale di Los Angeles, Langston Patterson, 77 anni impersona Santa Claus dal 2004. Attende i bambini seduto su una grande e comoda poltrona, li ascolta, scherza con loro, si fa fotografare, tutto da copione. L’unico particolare che lo contraddistingue è il colore della sua pelle: Mr Patterson è un Afro-Americano.

Babbo-Natale-afro-americano
La popolazione della zona è principalmente di colore quindi sarà  parso appropriato ai responsabili del centro commerciale, proporre ai bambini un modello di Santa Claus che si avvicinasse di più a loro.
Apriti cielo! Durante un notiziario di FOX News, canale tradizionalmente allineato alla “destra” americana, ossia ai Repubblicani, una giornalista di dubbia lucidità  mentale e  spessore culturale, ha ritenuto necessario mettere in chiaro che “Santa Claus, come Gesù, sono entrambi Bianchi!”.

Ohhh…queste sì che sono rivelazioni importanti. I bambini da casa avranno tirato un sospiro di sollievo e i loro genitori avranno potuto disdire l’appuntamento con lo psicologo preso in precedenza, in previsione dello shock per il cambiamento di colore di Santa Claus.
No, perché solo in America si può prendere così tanto in considerazione un personaggio immaginario da dover assicurare l’audience della sua esistenza ed informare pure sulla sua etnia.
Cioè, ‘sta gente ha un Presidente di colore e non riesce a digerire che lo sia anche Babbo Natale!?

Qui ci si trova di fronte a un bivio: proteggiamo la tradizionale figura di un uomo che, se mai è esistito, veniva dalla Turchia (quindi dubito avesse un incarnato propriamente pallido) o mandiamo un messaggio ai nostri figli a proposito dell’uguaglianza?
Un giorno i bambini non crederanno più in Babbo Natale e vivranno comunque sereni (tranne i figli dei Repubblicani che passeranno il resto della loro vita in analisi).
I bambini che avranno avuto un Babbo Natale nella loro vita che non corrispondeva esattamente alla figura tradizionale, smetteranno di credere in lui comunque ma oltre a ciò potrebbero crescere con una mentalità  aperta, capace di andare oltre l’apparenza, il colore della pelle e l’etnia. Potrebbero diventare persone in grado di accettare il prossimo, valorizzandone le differenze e condividendone le similarità . Potrebbero avere la possibilità  di essere persone migliori.
O magari no, ma tanto Babbo Natale non esiste quindi perché preoccuparci di che colore è?!

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

3 commenti

  1. Le assurdità  stanno dappertutto purtroppo. A natale principalmente.

    L’altro giorno, spiegavo alla mia più piccola (che voleva sapere di più sul Gesù bambino di cui parlavano tutti a scuola) che Gesù era un bravo bambino ebreo come lei e che diventò famoso perchè amava tanto la Torah, ecc, ecc. Ovviamente, poi, a scuola la piccolina ne ha parlato. E mi ha chiamata poi la direttrice (!!!) in segreteria per chiedermi perchè mai avevo detto a mia figlia che Gesù era ebreo. Doveva forse essere un segreto? Mah…

    Inutile raccontarla ma ti assicuro che la conversazione è stata moooolto ridicola.

  2. Ma che poi non ho mica capito… per quale motivo la bambina è stata richiamata? Perchè ha detto che era ebreo? E cosa doveva essere? Romano de Roma? ahahahah

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