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La triste storia del prediciottesimo

diciottenne

Sento parlare per caso del prediciottesimo, leggo un pò in giro di questa novità  intuendo che si tratta di un qualcosa che mi fa pensare subito all’ennesima tristezza umana, cerco di evitare il più possibile di sapere che cosa sia ma poi You Tube mi spiattella un video di una ragazza che fa sapere alla blogosfera intera della vigilia dei suoi diciotto anni.

Per prediciottesimo si intende, quindi,  una sorta di iniziazione mediatica (sottoforma di video o servizio fotografico) sponsorizzata da mamma e papà  e prodotta da un professionista -i prezzi di realizzazione sembra  spingano a  ipotecare anche la cuccia del cane- in cui le diciassettenni, sul punto di dire adieu alla loro minore età , si agghindano con abiti che “tutti ci devono notare”, linea di calzari non pervenuta nell’alta moda ma al massimo alla fiera delle cubiste delle discoteche in riviera romagnola  e trucco da contorcere la vescica biliare a Moira Orfei. Assumono pose plastiche di una finezza disarmante: schiena inarcata, bocca semi aperta e sguardo ammiccante. La Gioconda di Leonardo se ne vada a vendere teste d’aglio al mercato, per piacere.

La location nel caso del soggetto, su cui sono inciampata io, è rupestre. Lei è seduta su un tronco (vi assicuro che mi sto impegnando a non aggiungere altro), manca solo la frase in sovraimpressione: “chiamami a questo numero e te faccio sognà  stanotte a prezzi modicissimi, nun te chiedo nemmeno l’iva, teggiuro”.

I genitori che finanziano l’iniziativa  ne vanno fieri manco fossero in prima fila ad applaudire la figlia per il Nobel alla Fisica Quantistica.

Tutta sta pantomima per dire:” a regà , da domani sono grande!”. Un passaggio che io ricordo di  avere affrontato con garbo, lieve emozione, un braccialetto d’oro, regalo dei miei con allegato un abbraccio commosso, e un mazzo di fiori dal ragazzo con cui stavo. Ho dato il benvenuto ai miei diciotto anni con maggiore senso di responsabilità  e orgoglio perché potevo prendere la patente, andare a votare, prendermi il dilpoma di maturità , rientrare dalle uscite del sabato sera un po’ più tardi, sentirmi libera e consapevole di scegliermi gli studi universitari che volevo, sognare di cambiare il mondo e di tenerlo stretto tra le mani, darmi al sociale e difendere i diritti degli emarginati e degli animali, essere libera di crearmi il lavoro della vita e guardarmi poi indietro per vedere tutta la strada percorsa tra salti agli ostacoli, cadute rovinose, rialzate a volte quasi impossibili e piccole grandi vittorie.

E la ragazza ora diciottenne che impazza su You Tube scosciando fiera in rete con i suoi 670.000 like? Fuori luogo quanto la presenza di Francesca Cipriani a una conferenza sullo studio del Bosone di Higgs? Imbarazzante come un gioco di prestigio mal riuscito? E soprattutto esposta agli occhi, alla morbosità  e alle poderose prese per il culo di gran parte della rete?

Cosa vorrà  fare da grande?

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino per lei prevedo un triste tramonto.

 

E voi, sareste disposte a regalare a vostra figlia un prediciottesimo?

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

7 commenti

  1. come spendere inutilmente soldi………e diseducare in tempo di crisi……complimenti a tutti i genitori che aderiscono a questa inutilissima iniziativa.

  2. Ho 25 anni. Non credo ci sia niente di male nell’offrire un servizio fotografico alla propria figlia per il benvenuto della maggiore età . Io lo regalerò a mia figlia se lo vorrà  così come si può regalare un braccialetto d’oro e le insegnerò a distinguere tra una sana sensualità  e il far vedere tutto su un video su youtube. Alcune ragazzine (e anche alcune non più ragazzine, ma si potrebbe parlare anche al maschile) si fotografano e desiderano essere fotografate all’impazzata perchè si sentono ancora molto insicure e tendono a puntare su ciò che gli altri considerano bello di sicuro: la magrezza, il trucco ben fatto, le sopracciglia ben rifinite, la pelle giovane e una certa espressione, un certo modo di vestire. Per evitare di riconoscere che dentro la testa c’è una confusione tremenda e una tremenda voglia di ideali. Ritengo importante osservare i comportamenti con molta attenzione e, invece di criticare come nelle chiacchiere da bar (o da blog) offrire veri esempi da seguire. Inutile le recriminazioni della serie “quando ero io diciottenne…alla mia epoca…ai miei tempi..” I 14-15-16 enni hanno bisogno di essere affettuosamente sviati dalla massa e loro lo sanno.

  3. Continuo a ribadire il mio concetto;la rovina dei figli soni i genitori. Credo che tutti chi più chi meno ci siam sentiti confusi ed insicuri nell’adolescenza. Ma se i genitori riescono a darti valori ed esempi positivi, si hanno gli strumenti giusti per orientarsi.Se invece si delega ad altri il mestiere più difficile del mondo,cioè quello di educare,avremo sempre più adolescenti allo sbaraglio ed adulti irresponsabili.

  4. Sofia Mattessich

    E’ normale che un adolescente sia insicuro, ma i modi per aiutarlo ad acquistare sicurezza, per rinforzare la sua autostima e la fiducia in se stesso sono ben altri! Regalargli un servizio fotografico ottiene soltanto di rinforzare il messaggio che viene spesso dai media: “conta l’apparenza!”.
    Autrice di GENITORI CHE AVVENTURA! Principi pratici per educare i figli.

  5. Ingegner Brambilla

    A costo di suonare cinico… mi vine da dire: “adesso che ho l’età legale, è bene che prepari il book da (meteorina/olgettina/letterina/____ina aggiungete voi)!”
    Pero` gli eccessi per questo tipo di “avvenimenti” ci sono sempre stati… mi ricordo le mie amichette agghindate da spose/principesse per la prima comunione… giusto per dirne una.
    Mi sa che il problema è un “possibile eccesso di futile e vacua esteriorità applicata ad un rito di passaggio”. Chissà quanti hanno un album di foto “pre-diciottesimo” fatto per ricordarsi di quando si era piccini, o un album fatto per celebrare un passaggio (penso a quello che mi hanno fatto gli amici quando abbiamo lasciato Sydney! un ricordo preziosissimo) pero` ci accorgiamo del fenomeno solo quando diventa “virale” e “volgare” (in tutte le accezioni del termine), “cafone” o motivo di discriminazione tipo le Timberland di quando si era paninari… quando diventa “triste”… ma qual’è il punto oltre il quale diventa “triste”?

  6. per Elisa: che i tempi siano cambiati e ci si debba adeguare è un dato di fatto ma dal fare qualche foto ben fatta e simpatica per ricordare un evento a fare foto simil modellavelinaletterina da postare poi su social network la differenza è tanta tantissima e i genitori non possono essere complici di un comportamento che porta a sottolineare la necessità  di essere belle, apprezzate, vezzeggiate, osannate e con le grazie di fuori. Insegnare che l’esteriorità , l’essere al centro dell’attenzione sia tutto è molto dannoso soprattutto a 18 anni.

  7. Ciao Deborah, quello che tu hai “fotografato a parole” è uno dei modi più diffusi di vedere questa nuova moda dei prediciottesimi. Sono molte le persone che come te ritengono si tratti di video di poco gusto, di una spesa inutile, di un regalo diseducativo.

    Noi non intendiamo difendere a priori e a spada tratta le scelte dei genitori di questi ragazzi e queste ragazze, ma è chiaro che in quanto a cattivo gusto e regali diseducativi, un video per il prediciottesimo non può esserne l’unico esempio al mondo. Inoltre ci teniamo a specificare che – sebbene i video che puntano a trasformare il/la protagonista in una star sexy siano la maggioranza – non è scritto da nessuna parte che non si possa fare un video davvero carino, che riesca a raccontare con gusto il mondo del ragazzo o della ragazza.

    In fondo lo “stile” dei video è il risultato soprattutto dei desideri dei festeggiati, e delle richieste dei loro genitori, mentre pesano di meno i consigli e le proposte dei fotografi che si occupano dei video, che in fondo tendono giustamente ad accontentare il cliente.

    Siamo sicuri che, man mano che il fenomeno prediciottesimo troverà nuovi estimatori, anche l’aspetto dello stile patinato (a volte molto forzato) verrà mitigato. 🙂

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