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I bambini e la biblioteca

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Ritengo che la biblioteca sia un luogo immensamente prezioso. Al di là  dell’aspetto didattico dei libri che si possono consultare, il luogo in sé e il meccanismo su cui si basa il suo funzionamento è formativo, soprattutto per i bambini.
La biblioteca ti insegna a prendere in prestito e a riconsegnare quando è il momento giusto.
àˆ un luogo in cui si trovano libri, video e giochi che possono essere usati da tutti, che sono per tutti e che quindi bisogna trattare con rispetto e cura.
àˆ anche un luogo dove vige la regola del silenzio, in cui oltre a rispettare il materiale, si devono rispettare anche le persone che frequentano le sale di lettura.
Trovo tutto questo molto educativo ed è per tale motivo che fin da quando i miei figli riescono a tenere in mano un libro, li porto in biblioteca, nella sezione adatta a loro.
Parto piena di speranze e buone intenzioni ma solitamente torno scornata con un‘ incipiente crisi isterica.

Appena entriamo in biblioteca Matteo si piazza davanti ad uno dei computer messi a disposizione dei bambini e lì ci sta fino a che non lo trascino via io, al momento di tornare a casa.
I libri?
Per caso nota che ci sono decine di scaffali pieni di oggetti cartacei.

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Che dire di Davide?
Che semplicemente è Davide, non c’è nulla da fare.
Io poi sono io e me le cerco con il lanternino.
Farlo entrare in un luogo chiuso è come permettere ad un branco di rinoceronti di accomodarsi in un salottino che offre tè e pasticcini in servizi di finissima porcellana di Capodimonte.
“Parlare a voce bassa” e “sbraitare a squarciagola” sono termini perfettamente equivalenti nel personale vocabolario di mio figlio.
Così come chiedergli con gentilezza di non correre come un folle tra gli scaffali, ha lo stesso effetto di scandire un «Pronti, partenza…VIA!»

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Consultare un catalogo online, passare in rassegna decine di coste di libri per identificare il codice di riferimento giusto, sfogliare i libri per valutarne il contenuto, sono attività  che richiedono concentrazione.
Concentrazione?

Cosa essere tu?

Io mi muovo come una pallina da flipper tra un corridoio e l’altro, con un occhio ai volumi e l’altro costantemente fisso su Davide, assomigliando sempre di più ad un camaleonte con bulbi oculari disarticolati.
Dove passava Attila pare non crescesse più l’erba.
Dove passa  Davide l’ordine e decoro se la danno a gambe levate: adora prendere i libri a manciate e lanciarli in aria per poi fiondarsi nell’area puzzle, mescolare tutti i pezzi e darsi alla macchia.
Il tutto schizzando impazzito da un lato all’altro della sala gridando: “Mommy…catch me!!” (Mamma, prendimi, ndr).

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Le bibliotecarie mi odiano a morte, lo so.
Lo posso capire dagli sguardi assassini che mi lanciano ogni volta che passo loro davanti, vergognandomi come una ladra colta con le mani nel sacco.
L’ultima volta che siamo andati a portare disperazione e scompiglio in biblioteca, Davide si è fissato che voleva anche lui usare il computer.
Picchiettava forsennato sui tasti, probabilmente cercando di imitare la mamma, ripetendo con espressione seria e compita: «Mamma tu no disturbi. Io sto lavoando ».
Che dolce, vero?
Peccato che quello era il computer della bibliotecaria, il cui uso è vietato al pubblico.

Dicevo che amo la biblioteca e trovo sia un luogo in cui le giovani menti possono aprirsi e sbocciare.
Però è anche il luogo che mi porta ad un passo dall’uscire pazza e dove prima o poi ci verrà  interdetto l’accesso, venendo etichettati come terroristi.
Io proprio non capisco: Ok, sarà  che Davide non è proprio un tipo intellettuale ma più da commando; sarà  che Matteo preferisce un approccio tecnologico alla cultura piuttosto che “vecchio stile”, però io vedo tante altre mamme che se ne stanno sedute per lunghi periodi con i propri figli a sfogliare e leggere libri insieme, perché io non ci riesco con i miei?!

Che devo fare secondo voi? Continuare a portarceli a mo’ di “vaccinazione”  che tanto prima o poi si abitueranno, oppure devo rassegnarmi per ora e aspettare tempi più maturi?
Nel frattempo colgo le poche e rare occasioni in cui sono sola per andare in biblioteca e tuffarmi tra libri di ogni tipo, godendo dell’elettrizzante libertà  di potermi concentrare solo su di loro e non su due teppisti schizofrenici.

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

5 commenti

  1. Enrica, confesso che il tuo articolo qui sopra mi ha dato un po’ di sollievo, secondo il vecchio adagio: “mal commune mezzo gaudio”. La descrizione di Davide ricalca pari pari quella del mio Enrico. Come te, non demordo dal continuare ad andare in biblioteca con i miei bimbi ma esattamente come te provo un invidia profonda per quelle mamme serene che leggono con i loro bimbi composti e silenziosi, perche’ loro si e io no?????

    • Mah… me lo chiedo anche io. Secondo me è l’effetto posto “nuovo” che li eccita e soverchia la loro capacità di attenzione e concentrazione. Ecco perchè penso che continuando a portarceli, se non ci cacciano prima, riusiro` a farla diventare una routine… credo. Spero.

  2. Secondo me i tempi non sono maturi…
    Nella mia famiglia si è sempre letto moltissimo, mia nonna ad 86 anni suonati ancora va in biblioteca! Io, come te, ho sempre amato biblioteche e librerie (record di permanenza mia e di mamma fra gli scaffali: 3 ore), mentre mio fratello si comportava più come Davidino. Magari fra qualche tempo sarà  più facile, chissà .
    Mio fratello, il bruto di cui sopra, ha iniziato a leggere ed amare i libri intorno ai 25 anni… Armati di taaaanta pazienza! 😉

    • Hai ragione Eli. Alla fine cerchero` di limitare le visite in libreria e negozi di libri il più possibile, magari una volta ogni 6 mesi… prima o poi lo addomestichero` il mio bestiolino 😀

  3. Io amo tantissimo la lettura e fin dalle elementari ho iniziato a leggere tanto, grazie anche alla mia suora che ci ha trasmesso l’amore per i libri. Avevamo la bibliotechina in classe tra cui scegliere le letture adatte a noi e poi in casa avevo una bella libreria piena zeppa di libri….ma la mamma non mi ha quasi mai portato in biblioteca e diciamo che da piccola non mi ha mai attatto più di tanto come posto.
    Adesso se sono in una libreria o in una biblioteca (soprattutto quelle belle, coi tomi antichi)….non riesci più a portarmi via!
    Da piccola invece mi godevo i miei libri a casa come volevo io, sul letto, sul divano, per terra, senza costrizioni per mantenere un eccessivo silenzio o per come sedermi e dove! Piccole donne credo di averlo letto 10 volte da quando ero piccola ad oggi….
    Anche secondo me i tempi non sono ancora maturi per la biblioteca, soprattutto per il caratterino di Davide 😉 ma non per i libri! 🙂

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