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Riflessioni sul figlio unico. Tra un filone di pane e Blade Runner

camilla e Carlo

L’altro giorno facevo la fila al forno con gnoma che saltellava tra succhi di frutta, dolciumi di vario tipo e molteplici richieste di comprarle mezzo negozio.

La signora al mio fianco d’un tratto le sorride e le chiede:

«tesoro, dove hai lasciato il fratellino/sorellina?»

«non ce l’ho»

«e come mai?! Ma poverina!»

«!…»

Camilla ha scelto saggiamente il silenzio stampa a una domanda che presuppone una serie di tratti caratteristici nella donna indagatrice:

1. Sta alla discrezione e alla sensibilità  come Umberto Eco alla Zumba

2. Ignora che rosolare una manciata di cavoli propri a fuoco lento e in una padella antiaderente fa bene alla salute e vivere più a lungo

Mentre avevo puntate almeno tre/quattro paia di occhi ansiose di sentire una mia replica mi sono limitata ad appoggiare mia figlia nel suo mutismo e aspettare la consegna del mio mezzo chilo di pane al farro.

Una volta fuori dal forno ho guardato Camilla che non ha mostrato alcun tipo di reazione salvo quella di chiedermi: «mami, mi dai da mangiare il culetto del pane?»

Devo confessare di avere sentito opinioni sul figlio unico che se potessi avere di fronte Roy Batty di Blade Runner gli direi tranquillamente: «ti sbagli, caro mio, io ho sentito cose che tu -evoluto replicante- non immagini nemmeno lontanamente. Madri/nonne/zie da combattimento in fiamme nel sentirmi dire che per scelta serena mia figlia potrebbe correre il serio e positivo rischio di non avere né un fratello né una sorella. Al largo dei bastioni di Orione ho udito grida di rabbia e incomprensione su come farà  Camilla adulta, sola al mondo come una piccola fiammiferaia abbandonata a se stessa, senza nemmeno una scatola di cerini che non vanno nemmeno più di moda, a stare dietro a me e suo padre una volta allettati, con le piaghe da decubito, bisognosi di frequenti cambi di pannoloni e con attacchi feroci di Alzheimer. E ho visto i raggi XYZ balenare nel buio dai loro occhi infuocati al pensiero che lasciare un figlio unico significa concedergli lo stato (a)sociale del diversamente umano, e la condanna ad animale solitario, che vaga in lande desolate alla ricerca del senso della vita e delle relazioni, sbattendo testa e animo contro le porte di Tannhauser.

E tutti quei momenti senza fratelli, che le ho egoisticamente concesso, andranno perduti nel tempo della sua misera esistenza, scivolando via come lacrime di pioggia.

àˆ tempo di morire?

No, è tempo di capire.

– Che un figlio unico può essere felice tanto quanto un figlio con fratelli e sorelle;

– che la solitudine serpeggia in ogni singolo individuo di default e che non occorre guardarla sempre e solo come fosse il lato oscuro della forza;

– che non è un fratello a fare la differenza nella vita di ciascuno di noi ma il modo con cui i genitori ci crescono;

– che ci sono figli unici che rimpiangono fratelli e “affratellati” che rimpiangono di non essere figli unici;

– che se una madre ritiene il figlio unico un “handicap” suo figlio sarà  il primo a respirarne la sofferenza;

– al contrario, se una madre non riconosce il problema suo figlio non lo noterà  nemmeno.

Finito il tempo per capire è il turno di quello di accettare.

Così la prossima volta mi compro il pane in santa pace».

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

20 commenti

  1. Io non ho mai sentito un figlio unico lamentarsi della sua condizione. Non so, forse perchè a 30 anni ancora non abbiamo i genitori allettati che gridano debolmente il nostro nome e quindi ancora non si sono trovati da soli contro il mondo brutto e cattivo, ma tant’è…
    Io credo che l’amore in una famiglia sia la cosa più importante da far circolare a piene mani. Personalmente ho un fratello e ringrazio i miei di avermelo propinato anche quando litighiamo o mi fa incavolare. Non so come sarei stata come figlia unica, ma di mio, nonostante il consanguineo di tre anni più piccolo, sono una persona solitaria, quindi non penso sarebbe cambiato granchè.
    In ogni caso il senso del post credo sia uno ed uno solo: la gente dovrebbe imparare la sacra ricetta del rosolamento di una manciata di cavoli propri a fuoco lento e in una padella antiaderente che, saggiamente, ricordi che fa bene alla salute e vivere più a lungo.

  2. Credo mio marito vorrebbe un secondo figlio, io no… Ma nn sl lui, anche tt i miei vicini e parenti e pseudo parenti! Tt, tranne me e…mia figlia, che credo crescere bene e senza tare psicologiche. Io la amo come se fossero 10, nn può bastare?

    • certo che basta cara Elisa. Il punto è che la società  di default ha deciso che è bene fare due figli. E se ne vedono uno solo in famiglia lo guardano con occhi compassionevoli come se fosse una specie di menomato…bah.

      • e non ti dico come guardano me che di figli non ne ho manco mezzo e mi porto appresso un marito che ne conta 42 quest’anno (io me la gioco meglio coi 31 da compiere).
        Il punto è che, come leggevo poco tempo fa: quando sei piccola ti chiedono se hai fidanzatino, poi ti fidanzi e ti chiedono quando ti sposi. Ti sposi e via “quand’è che allargate la famiglia?”. Fai il primo e subito “e un bel fratellino non lo diamo a XY?!”

        Si casca sempre lì quindi, al momento in cui sbotteremo dicendo “e tu quand’è che scegli colore del vellutino e frase da incidere sulla pietra??”

  3. Io ho un fratello che adoro e una sorella più grande con cui vado d’accordo con alti e bassi da una vita. Sono felice di averli. Un giorno parlando con un mio amico figlio unico lui mi ha detto che non si è mai posto il problema, per lui è normale essere figlio unico. Etichette, come al solito. Se vogliamo pensare al discorso di quando i genitori saranno vecchietti e malati, ci sono genitori che hanno più figli ma di loro se ne occupa uno solo, ci sono genitori che hanno più figli e nessuno si occupa di loro e potrei andare avanti ancora.
    Quindi torno al punto centrale ed essenziale: ma ‘na saccocciata de’ cavoli vostri no, eh? Libertà  di decidere in un senso o nell’altro, è la base di tutto in ogni ambito.

  4. sono figlia unica, e nonostante questo sono sopravvissuta. WOW, pazzesco vero?
    anche mio marito è figlio unico e pure lui è sopravvissuto senza traumi permanenti… ehi, tra tutti e due facciamo quasi statistica!
    quando i nostri genitori saranno vecchi e rimbambiti ci prenderemo cura di loro con amore, rispetto, cura e magari un po’ di aiuto… ma i nostri genitori hanno messo al mondo dei figli, non dei badanti. fare due figli “perchè quando saremo vecchi ci cureranno meglio e/o con meno fatica” mi sembra una roba di un egoismo indicibile.

    • sapevo che l’oasidellemamme stava unendo donne con la testa e un grande cuore. E ora ne ho la piena conferma 😉

  5. conocosco figli unici molto più equilibrati di me che non lo sono! il problema è che la gente i fatti suoi non se li sa proprio fare. Nessuno si domanda prima se dietro il figlio unico si nasconde un problema, una disgrazia, una difficoltà  o una scelta, nel dubbio non sarebbe meglio stare zitti????
    io ho un figlio di mesi e già  mi si chiede quando il secondo. ma si può??? Bisognerebbe insegnare a scuola, basterebbe 1 ora la settimana, un bel corso di FATTI PROPRI che è ben diverso dall’indifferenza!

  6. Io sono figlia unica per scelta dei miei genitori, i quali pensavano senz’altro di fare bene. Non so cosa significa avere un fratello o una sorella per cui non so dire se mi manca oppure no, però so che avrei preferito avere qualcun altro su cui l’intera famiglia riponesse le proprie speranze, sogni, critiche e bisogni. Se non altro il peso di sopportare tutti sarebbe stato diviso a metà . Per i miei figli io e il mio compagno abbiamo scelto diversamente: eravamo partiti per farne quattro, ma a due parti naturali ho detto ” i prossimi fatteli tu”. In ogni caso, la scelta è nostra e riguarda solo noi, non di certo il primo estraneo che passa. Come si permette di dire a Camilla: “poverina”? Nemmeno fosse stata abbandonata sugli scalini di una chiesa! Ha scelto un silenzio sdegnoso e hai fatto bene, ma… se ti dessi la ricetta del pane da fare in casa? Che ne pensi? 🙂

  7. Io non sono figlio unico, ho 2 sorelle e 2 fratelli. La mia famiglia si è sfasciata quando avevo 5 anni e le due sorelle sono andate a vivere con il loro papà  quindi ho passato la mia infanzia con 2 fratelli nati dalle terze nozze ( per così dire ) dato che io sarei nato dall’ adulterio delle prime!!
    Voi non immaginate quante volte ho pregato di non condividere la casa con quelle 2 pesti, non facevano che litigare e menarsi per ogni stupidissima cosa, essendo più piccoli spesso e volentieri mi trovavo a fare da baby sitter, erano i cocchini dei genitori perchè nati dal nuovo papà  che li ricopriva di regali, mentre al sottoscritto nulla, non c’ erano soldi!
    E non vi cito le volte che mi hanno messo nei guai, o che mi hanno costretto a tornare dalla trasferta di lavoro per i casini che combinavano a cui mia mamma non riusciva a porre rimedio!!
    Se posso dirlo penso di essere stato traumatizzato dall’ arrivo e dalla convivenza dei miei fratelli e come giustamente è stato sottolineato in un altro commento , la differenza la fanno i genitori!
    Per la cronaca con le due sorelle non ho rapporti; con una ci sentiamo su facebook mentre con i due fratelli, ho rapporti solo con uno, il più piccolo!!
    Mio figlio un anno fà  ha smesso di essere figlio unico, è nata la piccola Saretta, ma è nata non per dare a sua fratello una sorella, ma perche sia io che usa madre l’ abbiamo desiderata!

  8. Io sono stata figlia unica per 10 anni e ho desiderato una sorella come ho desiderato un figlio, l’ho avuta con tanti sacrifici da parte di mia madre che ha avuto non pochi problemi per averla e ora la adoro! Da parte mia ho avuto due figli vicini d’età  perchè per prima cosa volevo una famiglia numerosa e poi perchè per me è un rapporto fondamentale, però sono scelte personali, ognuno la pensa a suo modo come è giusto che sia e gli alri non devono interferire in questa scelta!

  9. IO HO IL MIO FIGLIO UNICO ,DOPO DIECI ANNI DI SOFFERTA RICERCA E TENTATIVI FALLITI,FINO A QUANDO DIO HA DECISO SENZA ALCUN RICORSO ALLA MEDICINA DI CONCEDERCI IL NOSTRO PICCOLINO……………..PROBABILMENTE ERA SOPRAGGIUNTO IL MOMENTO IDEALE,E SCOPRIRE DI ASPETTARE UN BIMBO INSIEME A MIA MOGLIE E’ STATO QUASI DEVASTANTE ,IN SENSO BUONO OVVIAMENTE.ORA COSA DOVREMMO RISPONDERE ALLA CURIOSA DEL FORNO,A BELLAAAAAAAAA GUARDA CHE LUI E’ MIRACOLOSAMENTE ARRIVATO DOPO SOFFERENZE,DELUSIONI,PIANTI,E MILLE RISPOSTE AD ALTRE CURIOSE DI FORNI CHE CI CHIEDEVANO COME MAI NON AVESSIMO ANCORA FIGLI.POI DOVREI SPIEGARE CHE QUINDI QUELL’UNICO FIGLIO,CHE ORMAI NON ASPETTAVAMO PIU’ E’ STATO UN DONO GRANDISSIMO,E CHE UN ALTRO SAREBBE MERAVIGLIOSO,MA UMILMENTE CI ACCONTENTIAMO DI QUANTO RIGUADO DIO HA GIA’ AVUTO PER NOI,QUINDI CURIOSA DEL FORNO PROBABILMENTE NOSTRO FIGLIO CORONATORE INCONSAPEVOLE DEL NOSTRO PIU’ GRANDE SOGNO SARA’ FELICE QUANDO SENTIRA’ SU DI LUI TUTTO IL NOSTRO AMORE,E CAPIRA’ CHE LUI CI BASTA VISTO CHE ERA TUTTO CIO’ CHE ASPETTAVAMO. POI PERO’ PENSO CHE SARA’ PIU’ GIUSTO IGNORARE LA SIGNORA CURIOSA DEL FORNO,CHE NON SA CHE DIETRO LE SCELTE CI POSSONO ESSERE VISSUTI DIVERSI,E CHE SPESSO UNA DOMANDA DI TROPPO PUO’ FERIRE IN VIRTU’ DI QUEI VISSUTI,E CHE IL FATTO CHE SPESSO GENTE EDUCATA NON RISPONDA,”MA CHE CURIOSA SI FACCIA I CAZZI SUOI” NON SIGNIFICA CHE PRIMA O POI NON INCONTRERA’ QUALKUNO DI MENO EDUCATO CHE GLIELO DIRA’……………………..SCUSATE LO SFOGO

  10. Io sono afratellata ma non ci sono buoni rapporti…e ho una bambina piccola mi piacerebbe darle una fratellino/sorellina ma per ora mi godo lei…è già  difficile stare dietro a uno….comunque sta gente che si fa i fatti degli altri vivadio ma non hai altro a cui pensare???

  11. La mancanza di sensibilità  della gente è stupefacente. Se il secondo non si può e non si vuole avere certamente non sarà  un problema per il figlio unico…Ne sono profondamente convinta. MA SE C’E’ UN DUBBIO IL MIO UMILE CONSIGLIO E’……. .FATELO!!!! Mia sorella per me è stata un appoggio nei momenti più duri, una che mi ha scosso gridandomi in faccia la verità  quando ce n’era bisogno, un’alleata nei deliranti anni dell’adolescenza in cui ci coprivamo con i miei e ci guardavamo le spalle. E ora è una zia meravigliosa dei miei ometti che adorano lei e le sue due dolcissime bimbe. E i miei cuccioli…bè insieme sono una SQUADRA…si arrabbiano, litigano ma si cercano sempre e comunque…già  così piccoli (5 e 3 anni) sentono profondamente un legame che è diverso da tutti gli altri…..se non altro perchè si ritrovano insieme a sopportare i giorni più o meno buoni di mamma e papà ;-))))

  12. Concludendo….direi che non esiste la fantomatica condizione patologica dettata dalla sindrome del figlio unico,
    quanto la triste malattia di non farsi i c@@zi propri 🙂

  13. allora…premetto che personalmente nn mi piacciono i figli unici, e quindi fra un pò penserò a mettere in cantiere un altro pargolo… premesso questo, penso che certa gente sia andata a scuola di educazione da ozzy osbourne… e che dovrebbero regalarle un bel mezzo di cavoli loro… alla fine è una scelta dei genitori, ma nn penso che un figlio unico muoia perchè sente la mancanza di avere un fratello… mio padre è figlio unico… anzi certe volte avere un fratello e nn parlarsi è come essere figli unici, anzi forse forse è anche peggio…io ho un fratello, ma ognuno fa la sua vita, quando sento mia madre gli chiedo di lui, ma, forse perchè nn siamo mai stati molto complici… un mio cugino nn si parla col fratello,una coppia di amici ha deciso che la figlia sarebbe stata “sola” perchè nn volevano ricominciare tutto da capo… mio nipote resterà  figlio unico perchè i miei cognati nn ne vogliono altri ed entrambi hanno fratelli… quindi cosa è peggio essere figli unici o avere un fratello e nn parlarsi??? io penso che sia peggio la seconda…

    • Si, decisamente avere un rapporto rovinato (o non averlo per nulla) con un fratello/sorella è una cosa dolorosa.

  14. io credo che l’educazione non sta ne fra i figli unici ne fra i fratelli/sorelle.. è uno status che si inculca con amore,dedizione e rispetto a prescindere di quanti si è intorno al tavolo di casa, io sono figlia unica e non mi è mai balenato in mente di avere fratelli o sorelle,ho sempre avuto un sacco di amici e mi bastavano, i miei genitori mi han dato quello che potevano ma se non potevano mettevan un paletto sicuro non si vendevan un rene per me, non mi han mai fatto mistero che mia mamma non volesse altri figli appunto per il rapporto disastroso in infanzia e in età  adulta con il suo di fratello, io non ho mai chiesto anche perchè nessuno mi ha mai “riconosciuta”figlia unica anzi tutti si dicevan alle festicciole,guarda che altruiste e socievole si vede che a casa lei non è sola,invece io vivevo sola in una casa enorme con due genitori lavoratori stacanovisti ma che han calcolato bene come crescere una figlia, non ho mai pensato ad un domani,seppur io li ami alla follia e per loro farò di tutto, ma come hanno già  detto mettiamo alla luce i figli del mondo,non ci appartengono e non dobbiamo permetterci di affibbiargli un peso sulle spalle grosso come lo è la nostra vecchiaia, che poi non voglio fare l’uccello del malaugurio ma mio marito ha perso da 2 anni il padre, tre fratelli tutti a distanza matematica di 1 anno quindi cresciuti ovviamente insieme, non si son mai parlati nemmeno la lunga malattia,uno anzi s’è proprio rifiutato di seguire il padre adducendo motivi lavorativi e famigliari, e con l’altra sorella lapidari sms ed email nemmeno telefonate, e guardando la mia di famiglia mio marito molte volte mi ha detto avrei voluto vivere come hai vissuto tu, e io lo guardo e dico ma se tutti continuano a dire no figlio unico,si a figli vicini che condividano le esperienze e tu mi dici che non va bene?!…ognuno fa quel che può ma al figlio o figli uno trasmette quello che lui è e sa dare, se uno si sente insoddisfatto ecco quello trasmetterà , se invece una coppia è felice e condivide il progetto di vita allora il figlio crescerà  sereno della sua condizione ed affronterà  il mondo tanto quanto gli altri bambini, poi le esperienze di vita, le amicizie e il percorso che deciderà  per lui faranno il resto.

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