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Una mamma poco romantica e i postumi di San Valentino.

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A costo di suonare come Mr Scrooge, vi dico che a me, San Valentino, proprio non piace. Si lo so, era la settimana scorsa, ma a me proprio non va giù questa bulimia di cuori e frasi sdolcinate, in un esplosione di cioccolata e zucchero candito, è un attacco alla glicemia di anima e corpo.

Scanso con cura ogni tipo di festività  valentiniana da qualche anno a questa parte, non perché non possegga una personalità  romantica o non apprezzi l’amore e la sua celebrazione. Semplicemente il commercializzare e istituzionalizzare un sentimento così profondo, mi da l’allergia.

 

Valentine’s Day in USA

Fino ad ora me la sono cavata, anche sposando un “San Valentino repellente” come l’ingegner Brambilla. Poi approdo qui in USA e vengo travolta dalla macchina dell’amore come una travata in mezzo agli occhi.

Dal kindergarten di Matteo e dall’asilo di Davide, a tre settimane da Valentine’s Day arrivano email riportanti informazioni dettagliate su cosa preparare per il 14 Febbraio.

Se in Italia è la festa degli innamorati e a scuola semmai qualcuno azzarda un bigliettino con su la richiesta “ti metti con me?”, qui si celebra a tappeto, dal neonato alla nonnetta paraplegica.

Ecco che scopro che ogni bambino è invitato a portare qualcosa di “amorevole” da condividere con i propri compagni e le maestre. Nulla di personalizzato, ma riportante solo il nome di chi lo dona.

 

Il pensiero dei miei bambini che scambiano letterine e pensierini d’amore quando ancora non si sono nemmeno lontanamente affacciati alla pre-adolescenza, è un po’ angosciante.

Il fatto poi che debba essere io mamma a preparare quasi tutto, è deprimente.

Non ho mai scritto una lettera d’amore per San Valentino quando ero adolescente, mi ritrovo a 37 anni a scriverne e decorarne decine da consegnare ad altrettanti nanetti, compagni dei miei figli.

Per giorni e giorni accantono il compito di procurarmi il materiale, evito persino di parlarne con Matteo, figurarsi con Davide.

Poi il 13 Febbraio devo affrontare la reatà  e con risolutezza, metto su una specie di catena di montaggio: Matteo ha il compito di scrivere “Happy Valentine’s Day, Matteo” sui bigliettini, Davide quello di attaccare adesivi a forma di cuori sulle buste, mentre io mi occupo di decorarli con il glitter.

Risultato: due decine di bigliettini colorati e pieni di amore e una mamma coperta di brillantini da capo a piedi.

C’è anche da compilare per le maestre un Lovegram o Kissogram, ossia un telegramma d’amore: foglietti con frasi affettuose pre stampate, a cui aggiungere un messaggio personale e la firma dello studente. Come dire, “Spontaneità  saltami addosso”!

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E il grande giorno arriva

Il programma della scuola e dell’asilo è ben preciso: festeggiamenti, merenda ricca di dolci, scambio di pensierini e giochi di gruppo.

Quando è il momento di tornare a casa, sia Matteo che Davide trasportano con enorme soddisfazione e gli occhi che brillano di emozione, due buste di carta decorate con una profusione di cuori rossi e rosa, le “goody bags”, le borse delle sorprese-dolci.

Non smettono un secondo di farmi sapere che “Hannah mi ha dato lo sticker con i cuori”, “La matita con i “polli” che volano (in realtà  sono Cupidi”) me l’ha data Joaquin”, “Max date camelle a Daidino! Anche Miss Jakie date camelle“, “no Davide, quelle sono gomme per cancellare, non sono da.mangiare… noooo, togliele dalla bocca…non ingoia”. Troppo tardi”.

 

Beh, forse, sotto sotto, una cosa buona da questa pantomima viene fuori: in fin dei conti, nel gioco e nel divertimento, i bambini imparano a donare qualcosa e a ricevere in cambio, condividere con gli amici un momento di felicità . Anche l‘amicizia è una forma di amore e non è poi così male celebrarla.

Mentre scrivo mi torna in mente un episodio avvenuto quando ero in terza liceo. Non avevo nessun “moroso” all’epoca e nessuno “mi veniva dietro”, quindi le possibilità  di ricevere un dono di San Valentino erano prossime alle 0.

Eppure, quel 14 Febbraio mattina, ho trovato una rosa rossa, dono della mia vicina di banco. Alla mia espressione perplessa e confusa, lei ha risposto “Beh, io non ho un ragazzo, tu nemmeno, ma siamo amiche e ci aiutiamo ogni giorno a scuola…non è questo amore?”. Nulla da eccepire.

Ebbene si, il Mr Scrooge di San Valentino che è in me sembra sul punto di ammorbidirsi. Per lo meno fino a che non sento:

“Na-na-na-nana.. io ho più sticker di Davidino…na- na ““na ““nana …visto Davidino? Sono più amato di te! Tiè!”

“Mateio cativo! Brutto…io no vuole bene a Mateio…io sparo bam bam!”

 

Happy Valentine’s Day.

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

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