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Niente più corsivo. Largo allo stampatello. E al computer

Ieri, leggendo un articolo sulla scuola pubblica americana, ho appreso che in quasi tutti gli Stati è stato adottato il cosiddetto Common Core State Standards (CCSS – http://www.corestandards.org/).

 

Cosa è il CCSS

Si tratta di una serie di linee guida che definiscono, anno per anno, dal Kindergarten (5 anni) fino al 12 Grade (ossia l’ultimo anno di superiori), i parametri e gli obiettivi da raggiungere nelle classi primarie e secondarie americane.

Dalla matematica alla lingua Inglese, dall’arte alla storia passando per le scienze e gli studi sociali, ogni anno scolastico prevede certi step obbligatori che rappresentano le conoscenze che ogni studente medio americano deve raggiungere.

Nonostante il CCSS sia stato adottato in quasi tutti gli stati americani, c’è in ogni distretto scolastico una certa flessibilità , per cui non è detto che in ogni scuola si seguano esattamente le linee guida presentate.

Il punto è che, in ogni caso, gli studenti devono arrivare al termine del 12 Grade con una conoscenza omogenea delle materie base.

Tutto questo ha un senso ed è poi quello che si fa anche in Italia.

 

Il Corsivo

La cosa che mi ha scioccato, però, è che in queste linee guida non è contemplato l’insegnamento del corsivo.

I ragazzi imparano a scrivere in stampatello maiuscolo e minuscolo ma non in corsivo (sia esso maiuscolo o minuscolo) e questo perché all’insegnamento di questo carattere viene preferito l’apprendimento dell’uso del computer e quindi la scrittura su tastiera.

Il tempo è quello che è nelle scuole pubbliche e, a detta di molti insegnanti, è importante che i giovani stiano al passo con i tempi moderni che prevedono l’utilizzo di un PC e la navigazione in internet.

Non tutti i genitori sono concordi. Io per esempio, non ritengo che l’insegnamento del corsivo porti via così tanto tempo da risultare controproducente nei confronti di altre materie.

Inoltre, a mio parere, le capacità  motorie ed intellettive che vengono esaltate nello scrivere a mano (soprattutto in corsivo) non vengano stimolate in ugual misura nel battere i tasti di una tastiera.

 

Chi di noi non ha ammirato le bellissime calligrafie delle proprie nonne? La mia maestra delle elementari, vecchio stampo, era fissata con la grafia, con il rispetto degli spazi, delle proporzioni e l’eleganza delle linee. Sosteneva che dietro una calligrafia ordinata, c’è una mente ordinata.

Io passo la maggior parte del tempo a scrivere al computer: sono rapida e non ho quasi bisogno di guardare la tastiera mentre batto sui tasti.

Ma da quando le mie capacità  di “dattilografa” sono migliorate, la mia calligrafia è inesorabilmente peggiorata. Definirla “a zampa di gallina” è farle un complimento immeritato.

Eppure, la mia grafia era un tempo chiara ed aveva un certo carattere, una certa eleganza. Ma si sa che a non esercitarsi, le capacità  si perdono.

 

Ora mi chiedo, cosa ne sarà  dei miei figli già  così abili ad usare apparecchi elettronici con una disinvoltura sconcertante, se dovessero crescere senza imparare a scrivere in corsivo?

Sono io esagerata a pensare che il non insegnare ai bambini il corsivo sia un pò come negargli una parte fondamentale della conoscenza?

Voi cosa ne pensate?

Che didattica adottano le scuole italiane?

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

13 commenti

  1. io concordo pienamente con te, soprattutto nel dire che l’insegnamento del corsivo non penso tolga tempo all’insegnamento del battere a pc, tanto più che è un’attività  che i bimbi imparano prestissimo, immersi come sono nella tecnologia. I nativi digitali, per certi versi “nascono imparati”, mentre il corsivo e la grafia ordinata devono sudarsela.
    Riflettevo l’altro giorno che in effetti anch’io, grande scrittrice di lettere in gioventù, ho ceduto il passo alle lettere digitali e che, incredibilmente, non ho idea di che grafia abbia mio marito: non la riconoscerei fra altre! Siamo tutti figli dei tempi moderni, ma questo non significa che dobbiamo per forza limitarci ed impoverirci su altri fronti.

    • Che tristezza. Così si perde davvero la capacità  di scrivere anche se mi rendo conto che il PC regna sovrano e continuerà  a dilagare sempre di più. Anche io come Elymomo, ma come credo un pò tutti, ho lasciato spazio alla tastiera ma la mia agenda è sempre in borsa con me e la mia penna pure 😉 giusto per non perdere le vecchie abitudini

  2. Sarà il caso di cominciare ad insegnare a Matteo un po’ di corsivo allora…

  3. Cara Enrica,
    hai perfettamente ragione! L’apprendimento della grafia corsiva serve a sviluppare la micromanualità  e la coordinazione oculo-manuale, senza contare quanto giustamente affermava la tua maestra. Come insegnante di scuola media, posso dirti che sempre meno ragazzi sanno scrivere in corsivo, per quanto io sappia per certo che nelle scuole primarie italiane le maestre ancora lo insegnino. Personalmente credo che imparare ad usare il pc ed apprendere l’uso della grafia corsiva possano andare senza difficoltà  di pari passo. By the way, non fu Steve Jobs a dire che proprio un corso di calligrafia riuscì ad “aprirgli” la mente e a suggerirgli l’idea dei font che ora usiamo per scrivere al computer?
    Un abbraccio! 😉

    • Sante parole Irene! Ho come l’impressione che sempre di più si scelgano i percorsi più semplici, come se impuntarsi su certi concetti sia oramai considerato obsoleto e inutile, se non addirittura deleterio per gli studenti.
      Mi rendo conto che moltissime cose, nel corso dei decenni, sono state cambiate per questi motivi e che tante cose che noi non abbiamo fatto da piccoli, le facevano i nostri genitori e nonni… è normale cambiare e adattarsi ai tempi che cambiano. SOno d’accordo con la flessibilità, ma come si fa a capire quando sia giusto “mollare” una cosa per un’altra?

  4. è vero… tu per non sbagliare qualche paginetta di corsivo ai tuoi bimbi falla fare!!! 🙂

  5. guarda non tocchiamo l’ argomento scuola perchè sia io che mia moglie siamo indignati…5a elementare, seconda regione d’ italia ( in ordine cronologico ) il Piemonte! Fiumi del piemonte: il po’ la dora baltea e la dora riparia…fine. Verificato il contenuto del dettato sul quaderno di altri bambini ci è svenuta la mascella! Penso che la scuola non dovrebbe mai abbandonare un insegnamento in favore di un altro ma incorporarli tutti e due..lasciando un insegnamento sicuramente si perderà  qualcosa di importante!!
    In compenso qui da noi si trascura il programma di scuola per le prove di invalsi..siamo veramente allibiti!!

  6. Non gli insegnano il corsivo….e mi domando come firmeranno da grandi??? attraverso la tastiera??? potrebbe…ma anche no…
    Comunque ho visto anche a scuola da Alessandro non hanno mai dato tanta importanza alla grafia… sono io che gli faccio notare come scrive e che spesso non si capisce nulla…
    Io sono antica e spesso i miei articoli prima me li scrivo su un foglio di carta poi li riguardo e li scrivo sul blog…lo so lavoro di più ma mi trovo meglio nella stesura e nei vari passaggi di correzioni… e un pò come quando a scuola si svolgeva il tema…prima in brutta e poi una volta sicuri si riscriveva in bella scritto bene e corretto 😉

    • Non so in Italia, ma negli USA è permesso firmare in stampatello… ovviamente devi anche essere consapevole che la firma cosi` puo` essere più facilmente falsificata. Vedremo.

  7. i miei figli, che vanno alla scuola steineriana, lo imparano in terza e poi scriveranno anche con la stilografica, proprio per dare risalto al bello, ma anche, per come dici, sviluppare una parte del loro intelletto grazie allo sforzo di usare grazia nei movimenti dello scrivere.

    • come mi piace il tuo nickname cara KOSENRUFUmama 😉

    • Secondo me certi aspetti estetici della scrittura non sono per nulla in contrapposizione con nuove discipline: voglio dire, se si impara a scrivere in maniera elegante o per lo meno chiara ed ordinata, se si impara ad usare la stilografica che implica la capacità di muovere la mano in modo da non sbavare l’inchiostro, credo che si alleni quella parte del cervello per fare tutto in maniera pulita, ordinata e tutto, anche gestire un desktop con le sue icone, puo` giovarne…

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