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Approfitta dei Saldi Thun

La “scusa” ufficiale che giustifica l’eccesso di tagli cesarei in Italia

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Che in Italia il numero dei tagli cesarei fosse piuttosto alto, comparato con altri paesi europei, era risaputo. Recentemente, in seguito ad un’indagine eseguita dai NAS, è stata scoperta quella che potrebbe essere considerata la “scusa” ufficiale per coprire interventi chirurgici assolutamente inutili, ossia “posizione anomala del feto“.

Posizione anomala del feto e taglio cesareo




La diagnosi di posizione anomala del feto solitamente porta all’esecuzione di un taglio cesareo, che come media nazionale si aggira sul 7% dei parti totali.

L’indagine dei NAS, eseguita su molte regioni Italiane, ha inoltre messo in luce una discrepanza tra le cartelle cliniche e le schede di dimissioni: se nelle prime non vi è traccia di diagnosi di mal posizionamento fetale, nelle seconde questa diagnosi appare e giustifica il taglio cesareo avvenuto.

In Italia i dati statistici sul numero dei cesarei effettuati sono allarmanti

Si registrano quindi il 21% di cesarei in Campania e il 10% in Sicilia; mentre in alcune singole strutture ospedaliere si registra addirittura una percentuale del 50%.

I dati discrepanti tra cartelle cliniche e schede di dimissioni sono comuni in tutta Italia: 44% in Lombardia, 78% in Sicilia, 56% in Puglia, 46% in Calabria.

La situazione è piuttosto allarmante, come sottolinea il Ministro della Salute Balduzzi, in quanto una donna sottoposta a intervento chirurgico (rispetto ad una che partorisce naturalmente) ha un rischio triplo di decesso a causa di complicanze anestesiologiche e un rischio di lesioni urologiche fino a 37 volte maggiore, mentre la probabilità  di sottoporsi a laparotomia esplorativa post-partum aumenta di circa 18 volte. Ancora, la probabilità  di rottura dell’utero è di 42 volte superiore.

I costi del taglio cesareo

Senza contare i costi: tra interventi e degenza, il costo dei parti cesarei è di 80-85 milioni di euro l’anno.

Sul piano penale, infine, è possibile inquadrare la truffa nell’ambito di reati specifici: “Dalle lesioni personali gravi alla truffa – ha spiegato Cosimo Piccinno, comandante generale dei Nas dei carabinieri. Questi i reati ipotizzabili per la non corrispondenza dei dati relativi alla diagnosi per parto cesareo rilevata tra cartelle cliniche e schede di dimissioni ospedaliere in varie strutture italiane”. “Le cartelle cliniche – ha aggiunto Piccinno – saranno trasmesse alle procure competenti perchè si potrebbero ipotizzare reati che vanno dalle lesioni personali gravi, alla truffa a carico del SSN, al falso in atto pubblico”

Chi di voi ha partorito con taglio cesareo?

Le motivazioni che vi sono state fornite per questo intervento chirurgico, erano a vostro parere “reali”?

Conoscete qualcuna che ha chiaramente affrontato un taglio cesareo senza nessuna necessità ?

Cosa ne pensate?

Fonte: http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/gravidanza-e-parto/2013/01/18/news/parti_cesarei_ingiustificati_l_indagine_del_ministero-50812947/

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

42 commenti

  1. andrea luigi III

    La cosa più sconcertante è che parlano di questa cosa riferendosi più che altro ai costi aggiuntivi per la sanità , mentre la cosa più grave secondo me è il trauma che una madre subisce, il parto mancato,non poter vedere da subito il proprio bimbo,i punti, la mancanza di mobilità . A titolo personale posso dire che è capitato anche a noi che il medico insistesse per un cesareo programmato senza delle motivazioni ben definite, solo l’ intervento del primario e la caparbietà  di mia moglie hanno riportato il dottore a miglior consiglio. Gli eventi poi ci hanno portato comunque al cesareo ma programmarlo a priori senza motivazione è assurdo. Probabilmente le cause sono da ricercare nel fatto che comunque il taglio cesareo è considerato un intervento a tutti gli effetti e quindi retribuito maggiormente rispetto al parto classico. Ecco quindi che tutto rientra in una logica ben architettata all’insaputa della paziente che spesso di fronte al medico non ha la forza per opporsi a una decisione , o come è successo a mia moglie, viene di proposito condizionata ed impaurita per fargli credere che l’intervento sia la strada migliore.

  2. Io sono un pò controcorrente con il pensiero del cesareo………..per questo problema stavo per perdere il bambino per un cesareo negato!!!!conseguenza lo hanno fatto uscire con la forza e con la ventosa e per di più era in sofferenza fetale con un giro di cordone al collo e per quello non scendeva……e 15 gg di terapia in patologia neonatale per un’infezione nel sangue.Avvolte è o troppo o troppo poco

    • debba84
      Io ho lottato (con gli specialisti che mi seguivano) per ottenere il cesareo programmato!! e ci ha salvato la vita
      quindi non generalizziamo per favore
      il CESAREO non è UN PARTO NEGATO
      è un SALVAVITA
      e va assolutamente fatto nei casi giusti,
      invece mi sembra che si sia creata una specie di classifica:
      SERIE A-parto naturale
      SERIE B-parto cesareo
      ed è gravissimo per i rischi per mamme e bambini.
      Stessa cosa sta succedendo per l’allattamento artificiale- anch’esso un salvavita in certe situazioni
      considerato ormai una cosa immonda confronto a quello al seno.
      secondo me si dovrebbero dimenticare le ideologie in medicina
      e pensare al bene dei pazienti!

  3. sono incinta di gemelli e già  mi hanno accennato che probabilmente dovrò fare un cesareo. Ho chiesto che motivo c’era, soprattutto se i bimbi stessero nella posizione giusta. Hanno risposto che in questo modo si pianifica meglio. (cioè -secondo me- medici e ostetriche si dovranno impegnare solo 30 minuti, invece che magari qualche ora, come può succedere con un parto naturale).
    Quando arriverò a termine, affronterò di nuovo l’argomento. vorrei, se possibile, partorire naturalmente, anche per essere in forma nei primi giorni per allattare i piccoli.

  4. Il grosso problema è il sistema sanitario in Italia che favorisce il taglio cesareo per ragioni di costi, inoltre i medici hanno sempre più paura di denunce in caso di problemi durante il travaglio che risolvono in tutto con un bel cesareo, a volte poi, in molte strutture ospedaliere manca l’anestesista per l’epidurale e magari dopo un lungo travaglio basta un nulla e si va in sala operatoria per risolvere il problema, mentre l’aiuto dell’epidurale potrebbe evitare l’ennsimo cesareo. Credo sia un grosso problema che andrebbe affrontato ai piani alti ed è in linea con gli enormi problemi che il nostro SSN attraversa. Speriamo in un più roseo futuro anche da questo punto di vista.

  5. Io ho partorito con il taglio cesareo d’urgenza perche’ avevo un distacco della placenta in atto. nel mio caso quindi e’ stato piu’ che giustificato.Ora vorrei avere un altro bambino e so’ che a distanza di alcuni anni potrei fare un parto naturale, ma quale ginecologo si prenderebbe la responsabilita’?

  6. ok ci riprovo…mannaggia stamattina ho scritto un papiro ma poi non me l’ha postato…sigh! cerco di stringere…
    allora il primo cesareo è stato causato da bradicardia fetale con sofferenza… effettivamente dai monitoraggi il battito era basso poi il bimbo è stato quasi una settimana in patologia neonatale monitorato quindi nessun motivo di credere che non era necessario…
    Per il secondo ho avuto qualche problema trovandomi davanti un medico dell’ospedale che aveva deciso a priori che io dovevo fare il cesareo ma questo senza darmi una risposta sul perchè…dopo diverse insistenze da parte mia è saltato fuori dicendo che non potevano garantirmi l’anestesista in caso di necessità …neanche il fatto che un suo collega (che non è nemmeno l’ultimo arrivato..) che invece aveva dato parere positivo al parto di prova…
    Per niente soddisfatta e molto arrabbiata (ma perchè dovevo fare un intervento non necessario????) decido di rivolgermi al primario che mi da pieno appoggio facendomi solo presente che in casi come il mio anche se passati tanti anni il parto dovrà  partire spontaneamente non è possibile l’induzione per non aumentare i rischi… Poi ho dovuto affrontare un nuovo cesareo perchè si è rotto il sacco e non è partito il travaglio però così c’è stato un motivo (tra l’altro il primario sapendo quanto ci tenessi ha aspettato fino a che si poteva ma non un minuto di più…)
    Però non è possibile che una donna a fine gravidanza deve affrontare un calvario del genere per colpa di un medico con il bisturi facile….

  7. uhm uhm… questo è un discorso molto delicato…. se è vero che c’è un ricorso eccessivo al cesareo rispetto alla reale necessità  è anche vero che ci sarebbe finalmente bisogno di un monitoraggio nazionale in proposito….. non è che perchè lo ordina il ministro allora bisogna stare al di sotto di una certa percentuale di interventi… bisogna fare le cose cum grano salis perchè per esempio ci sono zone d’italia con un alta concentrazione di malattie rare geneticamente trasmissibili e le mamme portatrici spesso hanno gravidanze a rischio oppure zone molto inquinate per cui le patologie sono iperconcentrate… sul fatto poi che c’è discrepanza tra cartella clinica e scheda di dimissioni andrebbe spiegato meglio: può essere che per tutta la gravidanza vada tutto perfettamente e poi magari il bambino non si gira e si presenta podalico, possono incorrere un sacco di evenienze oppure ci si accorge che non va tutto benissimo come sembrava. Il mio primogenito è stato uno di questi casi. Nessuno si è accorto di nulla mai eppure, oltre ad avere una sindrome genetica di suo, ha sofferto pure alla nascita e ovviamente la domanda del “se avessero fatto un cesareo si sarebbe evitato il sovrapprezzo di una sofferenza perinatale che ha irrimediabilmente compromesso una situazione già  grave di partenza?”.
    Concludo dicendo: un intervento chirurgico non è una passeggiata va valutato attentamente ma deve essere necessario quando il caso lo richiede, senza se e senza ma a prescindere da logiche di cassa. Piuttosto sarebbe ora che nel nostro Paese attecchisse la cultura della partoanalgesia, quello si sarebbe un passo in avanti definitivo!
    Presidente Genitori Tosti In Tutti I Posti ONLUS

    • Sulla partoanalgesia mi piacerebbe sapere di più, cara Alessandra! Per quanto riguarda la discrepanza delle cartelle e delle schede non è purtroppo il cas da te portato, ossia se fino al momento del parto tutto è a posto (o almeno si pensa che lo sia) e poi succede qualcosa che richiede il cesareo, nella cartella clinica viene comunque riportato, non è una dimenticanza. Soprattutto se si tratta di percentuali cosi` alte: se la media nazionale di tagli cesarei per posizionamento sbagliato è del 7%, capisci che se in un ospedale si arriva al 50% qualcosa non va.
      Soprattutto poi se si considerano le percentuali delle regioni, non si capisce perchè le mamme al sud hanno più problemi delle mamme al nord.

  8. Concordo in pieno con Ross. Soprattutto con la cultura della partoanalgesia che ha menzionato alla fine, e che giustamente chiama “cultura”. Purtroppo siamo ancora vittime dell’oscurantismo medievale del “partorirai nel dolore” (di cui, ma non voglio far polemica qui, ancora molte, troppe donne continuano a farsi in qualche modo complici)

  9. Il dolore dovrebbe essere accettato come parte della vita, conosciuto e non temuto. Cio` non significa che sia contro epidurale o altro, per carita! Se una mamma soffre è giusto aiutarla!
    Pero` in Italia e in altri paesi si è lavorato per anni sul concetto che partorire con dolore fosse una cosa pericolosa, cattiva, da evitare e quindi le mamme spesso ne hanno timore, quando invece ci sono un sacco di metodi e una lunga preparazione che puo` permettere ad alcune di affrontare il parto senza analgesia.

  10. Vorrei far notare una cosa che mi ha colpito tra tutti questi commenti.
    Andrea Luigi III dice:
    “la cosa più grave secondo me è il trauma che una madre subisce, il parto mancato,non poter vedere da subito il proprio bimbo,i punti, la mancanza di mobilità “.
    Premesso che non sono favorevole nè contraria al parto cesareo in sè (non vedo come si possa prendere posizione “ideologica” su un intervento che SE va fatto, va fatto e basta.)
    …Non sono d’accordo con nessuno di questi punti riportati da Andrea.
    1) il parto naturale può essere anche molto più traumatico di un cesareo. Dipende da come va, da quanto dura il travaglio, da come viene trattata la donna dallo staff ospedaliero, dalla sua capacità  di sopportare il dolore e da un milione di altre variabili.
    2) Non poter vedere da subito il proprio bimbo. Se non ci sono problemi il bimbo te lo fanno vedere subito anche col cesareo, l’unica cosa credo sia che non lo puoi tenere in braccio perchè fin dall’inizio dell’intervento hai le braccia legate per motivi di sicurezza. Con il parto naturale te lo lasciano pochissimi minuti, poi lo devono lavare, vestire e di solito lo mettono per diverso tempo sotto una lampada riscaldante. Anche qui: solo se il bambino sta bene e non ha problemi, perchè altrimenti te lo portano via subito e lo rivedi anche dopo diverse ore. E poi, permettimi la franchezza, hai tutta la vita per tenertelo in braccio, non credo sia un trauma insuperabile per nessuno dei due se nell’immediato dopoparto non te lo danno.
    3) I punti. Vogliamo parlare di certi punti in altra sede? Ho detto tutto.
    4) La mancanza di mobilità . Anche questo è soggettivo. E’ vero che di solito il recupero del parto cesareo è un po’ più lento rispetto a quello di un parto naturale. Certo. Di un parto naturale che sia andato liscio e veloce. Ma se il parto naturale è stato devastante, non rionoscerai nessuna differenza tra chi ha partorito in un modo e chi in un altro. Anzi.

    Ho lasciato per ultimo il punto più scottante, che potrebbe persino essere il titolo di un libro: IL PARTO MANCATO.
    Qualcuno mi spieghi cosa significa esattamente questa espressione. L’ha scritta un uomo, ma potrebbe averla detta benissimo una donna. Dopotutto, i forum sulla maternità  pullulano di parole come queste. Parto mancato. Immagino sia un modo di dire “non vivere l’intensa esperienza di un parto naturale”, il “dolore bello”, la “sofferenza finalizzata” e tutte queste varie amenità  (un po’ da invasati, a mio avviso, ma è solo il mio parere) che si dicono al riguardo. Ma per quanto “innaturale” e medicalizzato, il cesareo sempre “parto” è. E le mamme, soprattutto quelle imminenti o quelle che hanno avuto da poco un bambino, non hanno bisogno di questo lessico che parla loro di fallimento, di mancanza, di perdita. Fate un giro nei forum delle mamme in pieno baby blues: è pieno di donne che si sentono meno madri (o forse “menomate”) perchè hanno partorito con il cesareo. Non sono solo i loro ormoni a farle stare così: c’è una sottile, subdola convinzione di fondo, che il vero parto sia solo uno, l’altro una specie di un’esperienza di serie B, per mamme che in questo modo già  nascono di serie B. E si sentono pure in colpa, per un motivo inesistente. Così l’esperienza del parto, già  abbastanza forte per qualsiasi donna, viene sovraccaricata e contaminata da elementi estranei. Chi ci soffre è solo la donna (come sempre), in un momento in cui ha bisogno di tutto tranne che di questo.
    Ho avuto mio figlio con il parto naturale e ho sofferto moltissimo, sia nel travaglio sia nell’ultima fase. Ma non esibisco il mio dolore e la naturalezza del mio parto come fosse un trofeo. Mio figlio è nato. Punto. Se me l’avessero fatto uscire tramite un taglio nella pancia per me sarebbe stato lo stesso (anzi…). Ah, ma forse sono una mamma degenere?

    • A rischio di suscitare le ire di Deborah e forse molte altre, potrei davvero dire…quoto Chiara ;-)))
      Sono del tutto d’accordo con quello che hai scritto tu:
      se mi mettessi a scrivere ciò che penso, scriverei il tuo post parola per parola.
      Aggiungo però una cosa fondamentale:
      fin dalla notte in cui è nata mia figlia ho pensato che mai e poi mai mi sarei rimessa in una situazione del genere, e se mai avessi deciso di avere un altro figlio avrei di sicuro fatto il cesareo.
      Sono passati tre anni e mezzo, io ancora mi ritrovo le conseguenze di un parto “naturale” che mi ha devastato, e guarda caso ho ancora una figlia sola.
      Non so se avrà  mai un fratello, e probabilmente no; sicuramente confermo che casomai nascerebbe con un cesareo. Punto.

    • Chiara scusami ma vorrei tanto sapere come puoi permetterti di giudicare il dolore di qualcuno. Proprio a prescindere da qualsiasi parola tu abbia detto. Non si può fare. Il mondo è pieno di persone in piena e grave depressione senza che, ad altri che hanno avuto una vita diversa, pare abbiano ragione di essere in quello stato. Per un solo motivo, a mio avviso: non c’è ragione o torto che possa giustificare uno stato d’animo.
      Poi vorrei che provassi a riflettere sul fatto che tu stessa hai detto ci siano molte donne in baby blues dopo un cesareo. Tu stessa hai detto che non hai subito questa esperienza. Quindi non ti pare possa esserci qualche sfumatura che ti sfugge? Potrebbe essere che per te, che hai partorito naturalmente, il fatto di diventare madre in altro modo non abbia nessun significato, ma questo non significa che per altre madri possa averne. Ognuno ha una sensibilità  diversa, è evidente, quindi parlare di legittimazione del dolore mi pare esagerato.
      Ho subito un taglio cesareo dopo una gravidanza perfetta, nulla faceva presagire una scelta del genere. Ero totalmente fiduciosa che tutto sarebbe andato bene, non avevo nemmeno pensato che ci potessero essere intoppi. Era tutto perfetto, bimba girata, peso normale, liquido ok, placenta alta, pressione perfetta. Poi una notte ho sentito un dolore acuto, mi sono alzata e ho sentito liquido caldo scendere per le gambe. Ero a 40+3 e felice come una Pasqua perchè, per un momento, ho pensato “si è rotto il sacco, si parte”. Poi ho visto tutto quel sangue e siamo partiti per l’ospedale. Un medico idiota ha aspettato 4 ore non facendo nulla, non capendo nulla, e continuando a dirmi che era NORMALE. E’ arrivato il medico del turno successivo, ha valutato: il travaglio era partito e nel giro di 3 ore ero già  a 9 cm, ma il sacco era chiuso, la bimba troppo alta, non riuscivano a toccarla con la mano (non c’è bisogno di dire che dolore è stato quando il medico ha provato a tirare giù la bambina a mano eh). Non si sentiva più il battito e il continuavo a perdere sangue. Cesareo d’urgenza e la bimba è stata bene. Pare che, nel mio caso, fosse o quello o la morte per entrambe. Ma io l’ho saputo dopo. Dopo parecchio tempo. Quindi per rispondere al post originale, nel mio caso non si può parlare di non
      Ho odiato quel cesareo con tutta me stessa. E anche il medico che l’aveva praticato, con una sensibilità  da elefante. Mi sono sentita inadeguata, incapace e mortificata per un pezzo. Non sono stata depressa, ma ho sofferto per quello che è successo. E si, non mi sono sentita madre al 100%. Non c’è un perchè che si possa spiegare. Non tutti hanno le stesse reazioni davanti allo stesso avvenimento, ma a me è successo e non sopporto che ci sia qualcuno che peraltro non ci è passato che dica: non hai ragione di sentirti così. E’ ovvio che poi passa, che sei madre al 100% lo stesso, che le gioie di vedere crescere tuo figlio sono grandi e cancellano tutto. Però la soffrerenza ci sta. E per me non è stata fisica: il giorno dopo l’intervento ero in piedi, camminavo piano, ma ci andavo da sola al piano di sopra per occuparmi, da sola, di mia figlia. Ostetriche e infermiere gentilissime e aiutavano tanto, ma ce la facevo, non volevo essere trattata diversamente dalle altre, forse volevo solo avere una piccola rivincita personale.
      Sono passati tre anni e mezzo e anch’io ne porto ancora i segni, che non mi permetteranno di partorire naturalmente un secondo figlio che sto cercando. Quindi mi toccherà  un altro cesareo per forza.

      p.s. da noi, in Italia, non all’estero i bimbi che nascono naturalmente, li lasciano alla mamma subito, ancora sporchi, puliti appena con un asciugamano caldo per almeno 2 ore. Appena nascono li tengono giusto quei momenti per pulire il nasino, valutazione apgar, peso e pannolino. E poi sta con la mamma, proprio come è successo ad Enrica.

  11. Cara Chiara, lungi da parte nostra parlare di madri di serie B solo perchè hanno avuto un cesareo, cosi` come non esistono le madri di serie B che allattano artificialmente. Qui la questione è un abuso di tagli cesarei. Rimaniamo fissi su questa informazione perchè si tratta di frode bella e buona ai danno delle finanze pubbliche e della salute materna.

    Per tutto il resto sono d’accordo con te, ossia che una madre deve essere adeguatamente seguita e informata, deve avere la libertà di scegliere l’analgesia che più le aggrada, ma il taglio cesareo è una cosa un po’ particolare: se il medico non ritiene (a ragione) di fare un cesareo, allora bisognerebbe accettarlo.

    Una madre è madre in quanto dona la vita. Come e quando non ha importanza.

    Devo dire che la mia esperienza di parto in Australia è stata particolare: due parti naturali, uno diverso dall’altro. Il primo traumatico, con complicazioni, lungo, doloroso, punti e emorragie a go go, depressione post parto che te la raccomando. Il secondo, via liscio come l’olio.
    Pero` li i bimbi, se tutto va bene, te li lasciano parecchio tempo nudi sul petto, e infatti con il secondo sono stata almeno mezz’ora a petto nudo con lui che si muoveva fino a che da solo ha trovato il seno. In questo il parto naturale differisce dal cesareo, dove invece difficilmente ti lasciano subito il piccolo sul petto.
    Ma questo non significa che si tratti di due mamme diverse, o di due espereinze di valore diverso! Sono solo dinamiche differenti.

    Molte volte mi sono trovata a dire alle mamme che non ha importanza come si partorisce… io per esempio, ho preso per il bavero l’ingegner Brambilla intimandogli di procurarmi il teletrasporto per tirarmi fuori il figlio!!! 😀

    • Lungi da me pensare che sia vostra intenzione promuovere una differenza tra madri di serie A e di serie B, per carità . Anzi, apprezzo moltissimo lo spirito con cui questo blog è nato ed è gestito 🙂
      E non posso che essere d’accordo nel considerare delle truffe vergognose i cesarei fatti a scopo di lucro sulla pelle delle pazienti e dei loro figli.
      Bella l’esperienza postnatale in Australia di cui mi dici…non so se in qualche ospedale italiano esista qualcosa del genere. Forse qualcuna ha qualche testimonianza da raccontare al riguardo…

  12. Mi auto correggo: non è vero che una mamma è tale quando da la vita. Una mamma puo` anche essere una mamma adottiva o un papa’/mamma, o altro… si è madri quando un figlio ti chiama cosi`. 🙂

  13. in italia si abusa di una pratica chirurgica e invasiva per ottenere i rimborsi, e questo è il dato di fatto.
    il cesareo è una manna dal cielo, permette la nascita di bambini sani e vitali dove altrimenti sarebbero tragedie.
    ciò che è inaccettabile sono i ginecologi che dicono “cosa vuole, se partorisce naturalmente ci metterà  ore e ore, e poi finisce che o fa di notte e io non ci sono. non le pare meglio un bel cesareo?” la mia amica a queste parole ha detto sì, e stava iniziando un travaglio normale dopo una gravidanza normale.
    forse se negli ospedali facessero delle epidurali vere, efficaci e per tutto il tempo che serve le donne non si farebbero infinocchiare così facilmente!

    • Una cosa che mi ha stupito è proprio quella delle epidurali; quando ho avuto Matteo, in pieno travaglio, ho urlato la classica frase “Fatemi l’epidurale!!!” e loro l’hanno fatto.
      Parlando con alcune amiche che hanno partorito in diverse città, sono venuta a sapere che spesso l’epidurale la devi decidere prima che arrivi il momento del parto: se sei in travaglio e hai mal giudicato la tua resistenza al dolore, declinando l’offerta di giorni prima, di avere l’epidurale, allora poi non te la fanno. E` vero questo?

      • è vero, tanto che a tutte le mie amiche ho sempre detto di fare tutti gli esami, che poi quando sei lì potresti cambiare idea sul più bello.
        in ogni caso anche questa è da carogne: e se a metà  travaglio decidono che mi devono fare (appunto) un cesareo? di certo non stanno lì a sindacare se ho fatto gli esami e la visita con l’anestesista! anche perchè poi, dai, quante volte hai fatto gli esami durante la gravidanza???
        in italia siamo ancora molto legati al concetto biblico del “partorirai con dolore”… e se una donna volesse partorire senza? mica è meno madre per questo!

        • Assolutamente vero! Come si diceva qualche commento prima: si è madre se qualcuno ti chiama tale. Poi come e quando hai avuto il figlio poco importa.

        • Dipende molto anche da dove ti trovi e dall’impronta delle persone che ti seguono durante la gravidanza. Diceva prima Enrica che in Italia da tempo si cerca di far vedere il dolore del parto come una cosa brutta, da rifiutare. Per mia personale esperienza invece ho solo visto medici e ostetriche ai corsi preparto che solo a menzionare la parola epidurale ti guardavano come una pappamolla e cercavano di farti capire che sì insomma: non farla tanto lunga, tutte partoriscono. Fai i tuoi bravi urli e non rompere.

          • Ed effettivamente ha più senso questa cosa, visto quanto è complicato accedere ad un’epidurale! Hai ragione Chiara

  14. http://www.vocidibimbi.it/Testi/LaNascita/bonding.htm
    il lasciare il bambino sul petto della mamma è una partica chiamata bonding
    sopra un link che potrebbe interessarvi.
    Si pratica in molti ospedali italiani.
    Io ho partorito presso l’ospedale di Galatina (LE)dove non c’è epidurale puoi solo partorire con dolore o con cesareo. Ho trovato bravi dottori ma soprattutto una brava ostetrica e qui il bonding si pratica. Il momento in cui ho avuto il mio bimbo sul petto sarà  uno splendido e indimenticabile ricordo per la vita.
    Ramona

  15. In risposta a Chiara : Nella mia analisi ho sott’ inteso ( forse erroneamente ) che parlavo di parto senza complicazioni sia per la mamma che per il bambino, è ovvio che qualora sopraggiungano complicazioni il ricorso al parto cesareo è necessario, nessuno si sognerebbe di rifiutarlo,anzi ben venga!
    Il recupero di una operazione chirurgica è comunque sempre più lento e doloroso di un parto naturale e anche una donna che viene tagliata la sotto subisce comunque un intervento e successiva cucitura,da cui deve guarire.
    I punti sull’ addome spesso ti impediscono di sollevare il bambino per giorni e anche il solo gesto di chinarsi o accovacciarsi a terra provoca dolore e fastidio.
    Il riferimento al “parto mancato ” e proprio per il fatto che una donna che vorrebbe partorire naturalmente ( e credimi che ci sono ) e si trova nelle condizioni di farlo, viene costretta a subire un intervento magari per futili motivi e privata di una esperienza che ” magari ” vorrebbe fare. Allo stesso modo una persona che non vuole partorire naturalmente o non è in condizioni di farlo dovrebbe poter scegliere il cesareo o la riduzione del dolore, ma sappiamo tutti che anche in quel caso non è così, “magari ” tu ne sei la prova?!!!
    E’ indicativo il fatto che in stanza con mia moglie ci fosse una donna che aveva bisogno di un cesareo per una pregressa patologia , volevano obbligarla a partorire naturalmente mettendo a serio rischio la sua vita e quella del feto.
    Come dici tu i blog e forum sono pieni di mamme che soffrono di baby blues e dpp, forse sarebbe il caso che lo staff medico ed il personale ospedaliero facessero di tutto per mettere la gestante in condizione di subire meno traumi possibili, siano questi dovuti ad un cesareo non necessario, ad un parto naturale troppo lungo,a lacerazioni dell’ apparato genitale, tagli tagliuzzi e taglietti vari.
    In quanto al fatto di non poter prendere in braccio subito tuo figlio e aver tuttta la vita a disposizione per farlo dopo, mi pare di aver letto che nei momenti successivi al parto il contatto fisico tra madre e bambino contribuisce a ripristinare il legame che si è interrotto tra i due, quando il bambino viene espulso, ma sicuramente si vive anche senza!

  16. Ciao a tutte! Non voglio scandalizzare nessuno ma…..vorrei lasciare una mia testimonianza.il mio primo figlio,nonostante volessi partorire a tutti i costi spontaneamente e’ nato co cesareo dopo aver rischiato io è il mio pupo seriamente!dopo 3 mesi dalla nascita di Giacomo sono rimasta incinta della seconda….volevo riprovare con lo spontaneo…..ma le gravidanze erano troppo vicine e quindi……2′ cesareo…..ero disperata anche x che’ io e mio marito avevamo il grande desiderio di riaprirci nuovamente alla vita…x farla breve ho avuto 6 cesarei ,aspetto il 7′ figlio e sarà ‘ un settimo cesareo…..umanamente non è’ possibile ma con l’aiuto di DIO TUTTO E ‘ POSSIBILE! Sono alla 10′ gravidanza,purtroppo ho avuto anche degli aborti spontanei ,2 al 4′ mese ed uno al 6′ mese….vi assicuro che lo spontaneo e’ ” bello” solo se tutto va bene…..si x che’ li ho dovuti partorire x via vaginale…..sono 3 angeli in cielo che pregano x me e la mia numerosa famiglia a cui abbiamo dato i nomi.Ti fidi dello specialista( del ginecologo in questo caso) ma ti AFFIDI A DIO!il 6′ cesareo e’ andato meglio di tutti….in 3′ giornata post operatoria ero a casa! Anch’io faccio fatica a crederci.Solo con la terza figlia ho avuto un problema di spinale ma era AGOSTO e….ho nel cuore tutte le mamme che partoriscono in estate….un’ abbrraccio a tutte le donne che nonostante la società ‘, la cultura, la religione,i soldi che mancano sempre,riescono a dire SI alla vita e riescono ad andare controcorrente e a diventare madri,immenso dono che Dio ha fatto alla donna.

  17. Grazie sabrina per questa bellissima testimonianza!!! E in bocca al lupo per la tua splendida famiglia

  18. Vado contro corrente e scatenerò le ire dei piu… ma…. IO HO CHIESTO IL CESAREO! HO PRETESO CHE ME LO AVESSERO FATTO!!

    Ho perso un bimbo a 6 mesi, partirito con parto naturale… non vi dico il trauma subito… e per me il parto naturale da quel giorno è stato eliminato dal mio vocabolario!

    Ora sono in attesa del secondo figlio… a tre anni di distanza dal primo… e sicuramente farò un altro cesareo ma non per questo non mi sento madre o madre di serie B…

    Sono una mamma che ama suo figlio, che va fiera della sua scelta e soprattutto che ha vissuto il parto secondo i suoi desideri e questa mi sembra la cosa più importante!!

    • Infatti Barbara ciò che dici è intoccabile e assolutamente non criticabile. La tua è una scelta consapevole dettata anche da un precedente doloroso e perciò va bene così!
      Sentirsi definite madre di serie B solo perchè si è messo al mondo il proprio bambino con il cesareo è un’assurdità .
      Siamo madri con cesareo, epidurale e tutto ciò che può coadiuvare con sicurezza l’atto di farci diventare genitori.
      La questione qui è che spesso il cesareo è strumentalizzato e trascende in maniera assoluta (almeno dal nostro punto di vista) la teoria del “cesareo? No buona madre” 🙂

  19. Ho letto questo interessante post solo ora, dopo quasi un anno dalla nascita della mia prima figlia. L’ho partorita con un cesareo d’urgenza, con anestesia totale. L’ho vista solo dopo essermi svegliata e francamente mi è un po’ mancata questa esperienza dell’averla vista subito. Ma come diceva Chiara in qualche post fa, non è certo il parto cesareo che ti fa meno mamma. Io ho affrontato 15 ore di travaglio per la mia bambina, non è già  forse questo un motivo sufficiente per dire di essere una madre? Penso che tutte le donne a favore del naturale a priori o non hanno ancora partorito oppure hanno avuto un travaglio di 2 ore. E provino loro ad avere un figlio con qualche ritardo mentale per l’insistenza di un parto naturale. Un mondo a parte meriterebbe poi l’allattamento: non so se avete dedicato un post, ma anche qui le tetta talebane sono maestre nel seminare sensi di colpa.

  20. La cosa più corretta, a mio parere, valecolmi è quella di informare e lasciare libere le mamme di partorire e di allattare come pare e piace a loro. Lo hai detto tu, lo abbiamo detto noi, lo hanno detto altri… il modo in cui partorisci o come allatti non fa di te una mamma migliore o peggiore. Anzi, non fa di te una mamma!
    La questione sottoposta alla vostra attenzione è una sottile, sotterranea (ma neanche tanto) truffa nei confronti di madri che non hanno informazioni sufficienti e corrette per giudicare.
    Tanto quanto una mamma che non ha mai partorito prima potrebbe scoprire che il parto naturale è troppo per lei, cosi` una mamma che per paure inculcate e informazioni svianti, sceglie a prescindere un cesareo e poi scopre che poteva benissimo reggere un parto naturale.
    Il primo parto è un salto nel buio e ovviamente ad un certo punto si deve scegliere e non si puo` fare altro se non accettare cio` che si sceglie.
    Pero` se si sceglie partendo da presupposti sbagliati, perchè qualcuno ha un suo personale e disonesto tornaconto, allora si che ci si dovrebbe indignare.
    E vale anche per l’allattamento: sbagliano coloro che fanno venire i sensi di colpa cosi` come sbagliano coloro che informano male.

  21. Nel 2006 nasce la mia prima figlia. Parto cesareo d’urgenza perchè ero di 33 settimane e lei era ancora podalica, in più sono andata in travaglio senza nemmeno accorgermene..me ne sono accorta dall’emorragia che ne è conseguita (e da qui mi hanno spedito subito in sala operatoria). La bambina era prematura e pesava 1,800 kg quindi è stata tenuta quasi un mese in terapia intensiva neonatale. I primi giorni per me sono stati un trauma, con un taglio enorme nella pancia, dolore e il fatto che potevo vederla solo mezz’ora al giorno. Non me l’hanno neppure fatta allattare (ma questo non è un dramma!)
    Nel 2010 ho il secondo figlio. Replay del primo parto (almeno stavolta sono arrivata a 36 settimane, era girato nel verso giusto e pesava 3 kg quindi tutto ok). In travaglio ovviamente anche stavolta senza dolori ma i medici hanno optato per un secondo cesareo – a detta loro per le aderenze formatesi nell’utero la prima volta – e per evitare complicanze…però il bello è che nella cartella clinica hanno scritto che IO MI SONO RIFIUTATA DI FARE IL TRAVAGLIO DI PROVA!! Che bastardi!!
    Comunque il secondo cesareo per me è stato devastante…un dolore atroce che non auguro a nessuno però…sono qua!!

    • Non è una passeggiata il cesareo, proprio per niente. E` comunque un intervento chirurgico e l’impatto sul corpo di una donna è grande.

      In generale la reazione ad un parto naturale e ad un cesareo è soggettivo: ognuna reagisce in maniera diversa e la reazione spesso cambia da parto a parto anche nella stessa persona.

      Quello che hanno scritto nella cartella clinica è pero` ingiustificabile Karin, veramente vergognoso!

  22. Allora, funziona così, almeno da noi: ” dottore, non voglio partorire, ho paura del dolore.” “Che problema c’è, cara signora, lei deve stare serena, vada da uno psicologo, gli spieghi il problema, le farà un certificato e siamo tutti tranquilli.”, e uno. Dottore, voglio il cesareo. Bene, signora. E due. E 3 “signora, la posizione anomala, mancano 6 settimane ed è ancora podalico…parto difficile..etc etc etc Cesareo!
    Poi, arrivi in ospedale, con le doglie, il tuo medico non c’è, non c’è mai quando ti serve, dopo averti visitato in piena contrazione 700 persone, assodato che con tutte le stimolazioni del caso, sei a 5 cm di dilatazione, si va di ossiotocina, di kristeller, efisiotomia, ventosa e squartamenti vari. Perchè? Ma è semplice, il cesareo, come mi dissero, si programma, di notte e di domenica, mica si fa d’urgenza?
    Con questa storia che si fanno troppi cesarei, se non schiatti prima 20 ore, non ti aiutano. Salvo poi, come detto sopra, sofferenza fetale e punti sotto e alla pancia, prolassi di utero e vescica e hai visto mai che pure su questo si lucra?

  23. Il discorso che il parto cesareo costi di più di un parto naturale non lo capisco. Io ho appena fatto un cesareo di urgenza. Il mio bimbo di 33 settimane e podalico aveva fretta di uscire. In ospedale hanno cercato di aspettare il più a lungo possibile prima di operarmi e a travaglio inoltrato mi hanno fatto un’ultima ecografia sperando che con le contrazioni il bimbo si fosse messo in posizione. Una volta portata in sala operatoria i medici scherzavano sul fatto che mi fossi dilatata così in fretta e sostenevano che il prossimo parto dovevo farlo assolutamente naturale. Quando mi hanno dimessa, sulle carte risultava una spesa stimata di circa 3.500euro. Le mie compagne di stanza, tutte e due parto naturale, avevano una spesa stimata di 3.200. Quindi?

  24. Interessante dibattito e tutti i punti di vista…una precisazione ..parlando con la ginecologa durante la mia seconda gravidanza ( partorito poi naturalmente avendo firmato un foglio di travaglio di prova in vista del cesareo programmato) in merito al mio primo parto ( avventuto con cesareo di urgenza), la suddetta dottoressa ha voluto precisare che il primo figlio non lo avevo partorito avendo subito un intervento chirurgico.
    Queste parole mi hanno ferito più del cesareo stesso….apprezzo allora le origini calabresi del mio compagno dove in genere quando si interroga una donna sulla sua prole, generalmente si domanda “hai filiato?” E così non si fa’ torto a nessuno!!!

  25. La natura ci ha fornito di tutto ciò che occorre. Non condivido in alcun modo l’abuso del cesareo.

  26. Il fatto è che l’unico modo è affidarsi a persone di cui ci fidiamo, a meno di non essere laureati in ostetricia e gnecologia non c’è modo di sapere se quello che ci consigliano è veramente il meglio per noi e il nostro bambino.

  27. boh..ho letto alcuni interventi,..ho partorito tre figli e ho subito un intervento in laparoscopia alle tube( non so se sia valido come esempio paragonandolo ad un intervento cesareo) pero ..a prescindere dal fatto che il dolore è sggettivo..preferisco partorire naturalemnte che avere un altro intervento..il recupero per me è stato devastante ..ultimo figlio mio era di 4.300 nessun punto!! raccontavo le barzellette ..c’era il dolore ma dopo due parti ho imparato a respirare e focalizzarmi su altre cose ciò mi permetteva pure di scherzare..penso che in maggior parte chi vuole fare un Cesario senza che ci sia la necesità..ha solo paura dei racconti horror da parte delle altre mamme..ammetiamolo quando raccontiamo il nostro travaglio aggiungiamo sempre”pensavo di morire” sono questi raconti che terrorizano le neomamme che non sanno nulla e( a prescindere dal fatto che il dolore è sogettivo e non detto che tu possa pensare di morire) preferiscono partorire con un cesario

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