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Il contatto madre-figlio lenisce gli effetti negativi dello stress infantile

Un recente studio delle Università  di Manchester, Liverpool e il Kings College di Londra, ha rivelato come il contatto fisico tra madre e neonato, nelle prime settimane di vita, sia effettivamente fondamentale a diminuire lo stress nel neonato, causato dallo stress materno durante i mesi di gravidanza.

Lo stress accumulato nei neonati potrebbe tradursi con un alterazione dell’attività  di alcuni geni, riducendo la capacità  di risposta ad altri stimoli negativi dopo la nascita e durante la crescita.

Lo studio eseguito ha mostrato però che questa alterazione avvenuta durante la gravidanza, può essere bloccata e gli effetti invertiti, proprio grazie al tocco materno.

I ricercatori ci tengono a precisare che non tutti gli effetti dello stress prenatale, debbano per forza avere esiti negativi e che l’ambiente in cui il bambino cresce può fare la differenza.

La  depressione della madre in gravidanza  e gli stati di rabbia e di ansia dei bambini dopo la nascita, hanno trovato una correlazione grazie ai dati ottenuti dall’osservazione di un campione di madri dalla gravidanza, ai mesi successivi la nascita dei figli.

Inoltre, è stato notato il cambiamento di frequenza cardiaca in seguito alle carezze della madre nei bambini di 7 mesi.

La dottoressa Helen Sharp, dell’Università  di Liverpool, Istituto di Psicologia, Salute e Società  spiega che  «L’obiettivo finale è quello di scoprire se si dovrebbe raccomandare alle madri che hanno vissuto lo stress durante la gravidanza di interagire con carezze [e altri tocchi] con i propri bambini nei primi anni di vita».

Credo che una tale raccomandazione potrebbe suonare come superflua e allo stesso tempo valida per qualunque madre al mondo… non credete?

Fonte: http://www.lastampa.it/2012/10/18/scienza/benessere/medicina-naturale/il-tocco-della-mamma-lenisce-lo-stress-della-nascita-nel-bambino-98qC5JHpacGCz30ZOAdu5M/pagina.html

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

3 commenti

  1. Fin dai primissimi giorni di vita del mio piccolo Alessandro, l’ho riempito di baci, carezze e abbracci, l’ho tenuto sempre vicino, anche al momento di dormire, non curandomi di tutti coloro (non pochi, devo dire…) che mi ripetevano a gran voce che questi eccessi di coccole e cullamenti vari avrebbero finito col “viziarlo”! Premesso che il concetto di “vizio” per una cosa così istintiva e naturale mi sembra del tutto fuori luogo, ho capito che abbracciare Ale, facendogli sentire la mia presenza con infiniti baci e carezze, è prima di ogni altra cosa una mia esigenza, una personale strettissima necessità , che ritengo del tutto innaturale non assecondare.

    P.S. Non vorrei dire qualche castroneria, ma ricordo di aver studiato in psicologia che diversi studi scientifici abbiano già  dimostrato che l’abbraccio o il bacio della mamma al suo bambino, in un momento di ansia o stress, ha il potere di calmarlo perchè stimola la produzione di endorfine….

    • Confermo cio` che hai letto: la carezza e tutte le effusioni d’amore portano piacere in chi le riceve e in chi le da. Il piacere, a livello endocrino, è tradotto con la presenza delle endorfine in circolo, neurotrasmettitori che funzionano da analgesici naturali e che donano uno stato di benessere nel corpo.

      Dire ad una mamma di coccolare meno il suo bambino è come dire al Sole di scaldare meno la Terra… ma per favore! 😀

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