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Happy Halloween!

Halloween, la tanto controversa festa Americana, è arrivata e passata. Come ogni anno d’altronde, per altro senza aprire portali demoniaci, senza aver scatenato orge sataniche o causato massacri diabolici. Si, perché a prescindere da tutto il male che si dice di questa festa che ha radici antiche ed europee, Halloween si presenta come celebrazione del divertimento e della spensieratezza, delle maschere paurose (ma anche no) che servono ad esorcizzare la paura stessa.
In particolare è una festa per bambini che se ne vanno in giro mascherati proprio come a Carnevale e che ingurgitano tonnellate di dolci, proprio come a Carnevale.

Ma non sto qui ad ergermi difensore di Halloween, nè tanto meno cercare di convincere gli Italiani perplessi, ad accettare “dolcetto o scherzetto”.
Sono invece qui a raccontarvi il nostro Halloween, da immigrati in USA.

Devo ammettere che la prima volta che ho visto le decorazioni di Halloween fuori dalle case, della stessa portata di quelle natalizie, sono rimasta piuttosto perplessa.


I miei figli no, anzi. La loro prima (ed unica) reazione è stata…”WOW…COOL!!!!” e da quel momento amore fu.
Le maschere, i costumi, le decorazioni…i dolci…tutto è divertimento. Nulla a che vedere con le tinte fosche e macabre con cui Halloween spesso è presentato, soprattutto dal cinema americano.

Stamattina il cielo era vestito a dovere per adeguarsi all’atmosfera: grigio, nuvoloso, freddino, nebbioso. Giusto il tempo per far da cornice alla Parata di Halloween che si è tenuta a scuola di Matteo (e in molte scuole degli States).


Studenti e insegnanti, travestiti e mascherati, si sono esibiti per noi genitori, in una sfilata colorata, rumorosa, sorridente ed allegra, sulle note di Thriller e Ghostbuster.

Matteo il Vigile del Fuoco, in mezzo ai suoi compagni Supereroi e compagne Fate e Principesse, aveva il sole negli occhi e la gioia sgorgava insieme ad ogni sua esclamazione.

A dire il vero c’erano anche molti costumi artigianali, con scatoloni, carta stagnola e gomma piuma…non una parola di scherno, non un gesto scomposto; i bambini più grandi, quelli del 6° grade (corrisponde alla nostra prima media) si sono dimostrati affettuosi verso i piccoli del kindergarten (5 anni), applaudendoli mentre sfilavano.


Davidino con occhi sgranati, non ha perso di vista un solo secondo Matteo…tranne quando una banana con scarpe da ginnastica, gli è passata davanti… per un attimo ho temuto per la salute della banana.

Parata terminata, cambio rapido di abiti e via in classe con giochi, letture, lavoretti manuali a tema. E per merenda…dita di zombie e occhi di strega. Tradotto: carotine e chicchi d’uva.
E così la mattina di Halloween è passata…e nel pomeriggio? La zucca ci aspetta!

 

Continua”

 

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

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