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La paura di sbagliare fa smettere di allattare

Alla dimissione dall’ospedale, la percentuale delle donne italiane che allattano esclusivamente al seno è del 60% (allattamento misto 89%), contro un 99,5%  al seno delle “colleghe” danesi. Sfortunatamente questa percentuale cala fino al 50% dopo tre mesi dalla nascita per quanto riguarda l’allattamento al seno e a 6 mesi scende fino al 10%.

La principale motivazione di questo scarso “successo” dell’allattamento al seno in Italia, sembra da imputarsi alla paura di molte neomamme di sbagliare, di non essere seguite e consigliate correttamente, di trovarsi ad affrontare situazioni difficili senza il giusto supporto sia da parte della famiglia che da parte delle strutture ospedaliere e paraospedaliere.

 

Giuseppe Giordano, neonatologo agli ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello a Palermo, spiega come una mamma decisa ad allattare esclusivamente al seno ha bisogno dell’appoggio principalmente del compagno che arriva ad assumere la funzione di “cane da guardia, sostenendo la compagna e proteggendola da ingerenze familiari, spesso controproducenti”.

 

“La promozione dell’allattamento al seno “” spiega Enrico Bertino, direttore della neonatologia universitaria del Sant’Anna di Torino – è cosa molto complessa, che passa dalla formazione degli operatori sanitari – infermieri, ostetrici, specializzandi – a quella delle mamme e della società , con campagne specifiche. Oggi, purtroppo, chi pure comincia ad allattare smette presto, per mancanza di sostegno nei luoghi di lavoro e difficoltà  di allattamento in società . Spesso le donne si sentono sole, ma devono imparare a non aver paura di chiedere aiuto o consiglio. L’unica cosa sicura è che tutte le mamme possono allattare, i casi di ipogalattia vera sono molto rari, 2-3%. Al contrario, se la produzione di latte diminuisce, il piccolo ha fame e succhia di più stimolando la produzione. Importante invece non guardare orologio né bilancia, evitare ciucci e altri liquidi”

 

Fortunatamente in Italia qualcosa si sta muovendo: dopo l’iniziativa delle “farmacie amiche dell’allattamento“, anche altri esercizi commerciali si stanno allineando alla nuova politica di favorire e supportare la mamma che allatta.

A Milano viene presentata in questi giorni, Alado, la prima agenzia del latte di donna, per fornire consigli e informazioni (info@ agenzialattedidonna. it; 02.28970061). Molti altri appuntamenti sul sito della Leche Ligue Italia, in prima fila da anni, su quello di Mami, per Roma, su quello del Melograno.

 

«Dobbiamo compiere ogni sforzo per mettere le mamme in condizioni di allattare – spiega Carlo Agostoni, ordinario Pediatria all’università  di Milano – e di farlo il più a lungo possibile. Sfatando paure ancora diffuse che portano a supplementazioni inutili, come quella che il latte dopo mesi non sia più nutriente e “diventi acqua”. Ma anche creando ambienti favorevoli, cercando di trasferire il supporto che prima era della nonna ad altri soggetti, e anche rivedendo le curve di crescita, che spesso spaventano genitori e qualche operatore, e che sono tarate sui bambini degli anni Cinquanta. Bisogna far riferimento a quelle più recenti dell’Oms».

 

Una nota: le schede con le curve di crescita in possesso dalla maggior parte dei pediatri (non solo italiani) fanno riferimento alle curve di crescita di bambini che in passato venivano allattati quasi esclusivamente con latte artificiale, negli anni in cui la  formula aveva avuto il suo grande successo, soppiantando quasi del tutto l’allattamento al seno. Il latte artificiale da un peso maggiore a parità  di età , se comparato con quello naturale.

 

Fonte: http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/gravidanza-e-parto/2012/10/02/news/allattamento_paura_di_sbagliare_e_molte_mamme_rinunciano-43709650/

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

8 commenti

  1. Sono mamma da 4 mesi, nonostante avessi desiderato tanto allattare anche fino a 1 anno, a 3 mesi ho smesso perchè il mio piccolo cresceva poco. Io ho avuto tutto il sostegno di mio marito che anzi con me ha lottato contro i pareri di nonni che dicevano: ma passa all’artificiale, perchè il mio bimbo mangiava poco, si addormentava al seno e non faceva mai poppate convinte
    Certo non ho avuto alcun sostegno dall’ospedale: hanno subito dato al bimbo il bibe perchè era calato troppo dalla nascita e nessun sostegno per come allattare…il pediatra ha saputo solo dire che dovevo fare doppie pesate!!!
    Non vi dico il senso di frustrazione, inadeguatezza… Di testa mia non ho mai fatto doppie pesate ho dato il seno a richiesta finchè la crescita è stata accettabile. A 3 mesi sono passata alla formula…
    Unico aiuto oltre a mio marito, una consulente della Leche League.
    Qte volte ho sentito dire: nn hai latte!!!!
    Qte sciocchezze e qta ignoranza sul tema del l’allattamento a partire da ospedali e pediatri!!!!!
    Io ho dovuto persino lottare vs una voce interiore negativa, solo adesso comincio a pensare che la mamma che allatta solo 3 mesi non è meno mamma di chi lo fa per un anno….

    • Verissimo Lucia, una mamma non è definita tale se allatta al seno o no e per quanto lo fa, una mamma è una mamma quando diventa mamma, punto!
      La questione drammatica qui è l’incompetenza, la superficialità e l’ignoranza dei sanitari, dei medici e degli ospedali: una vergogna che deve essere portata alla luce per impedire che succeda cio` che è accaduto a te.
      Come spesso si è letto nel blog, io sono a favore dell’allattamento al seno, ma più ancora di questo il mio punto è che una mamma deve essere informata, deve avere il giusto supporto e aiuto, dopo puo` decidere per sè e per il suo bambino.
      Non si puo` spingere una mamma a lasciare il seno dandole informazioni sbagliate o lasciandola sola nel momento del bisogno, è criminale! E` immensamente diverso se una mamma che conosce ogni implicazione della scelta seno-formula e sa dove rivolgersi in caso di bisogno ma comunque decide liberamente di lasciare il seno per l’artificiale, da una mamma disperata, che non sa con chi parlare, che ha problemi che nessuno ascolta nè tanto meno risolve…
      Comunque sia Lucia, tu sei una mamma splendida perchè il tuo bimbo cresce bene comunque e sarà felice e sano a prescindere dal latte che gli hai dato!
      La tua esperienza pero` è importantissima: le future neomamme devono sapere che doppie pesate, tabelle di crescita non aggiornate, ingerenze della famiglia e mancanza di aiuti in ospedali sono realtà con cui si deve lottare.
      Mi fa piacere che hai trovato un supporto ne La Leche League. 🙂

    • ciao lucia,
      sono stata dimessa dall’ospedale quasi in mastite, era sabato e il consultorio era chiuso… fu un’amica a “salvare” l’allattamento di mia figlia (durato 15 mesi!) spiegandomi con infinita pazienza cosa dovevo fare per rimediare alla situazione. sono stata fortunata ad avere un’amica al telefono, il consultorio vicino ed efficente, il mio compagno che mi ha sempre sostenuta sia quando ho deciso di allattare, sia davanti alle difficoltà  degli inizi, sia quando ho deciso di smettere.
      purtroppo la generazione delle nostre madri è quella che ha cresciuto i figli con il latte artificiale, e così si è perduta una conoscenza diffusa: mia madre e mia nonna non hanno allattato, e davanti alle mie difficoltà  non hanno saputo aiutarmi o sostenermi.
      nonostante tutto hai allattato il tuo pulcino finchè ti è stato possibile, e devi essere orgogliosa di questo. tre mesi sono pochi? PAZIENZA! la prossima volta andrà  meglio ;D
      in quei tre mesi gli hai dato tutto quello che potevi, l’hai fatto con amore e cura infinita. se nessuno ti spiega che dando “l’aggiunta” il latte pian piano se ne va, come fai a immaginarlo? hai fatto un gran lavoro di mamma, cercando sempre il meglio per il piccolo. non hai niente, davvero niente di cui biasimarti.

  2. Grazie delle vs parole !

  3. sapete rileggendo mi sono rivista nelle parole del neonatologo…credo che oltre alla decisione di una mamma è necessaria quasi come conditio sine qua non l’appoggio del papà …proprio come baluardo protettivo verso chi non sa e vuole insegnare…io sono stata appoggiata dalle ostetriche locali che mi sopportavano ogni settimana e anche il mio pediatra che mi rassicurava, ma e qui che nasce il problema…non bastavano gli ormoni a farmi impazzire anche mamma e suocera che non vedevano abbastanza paccioccone il nipote…pensate che mia suocera mi ha comprato la tisana alla melissa senza richiesta perchè aveva sentito che rilassandomi il latte sarebbe sceso…sapete cosa è successo troppo latte e ingorgo mammario..quello che producevo bastava al mio bambino…per paura di SBAGLIARE davo l’aggiunta ma ne beveva poco e il resto buttato…ma piuttosto che sentirmi dire non vedi che è piccolo le provavo tutte…perciò dico mamme siate forti e lasciate fuori mamme e suocere…(con quest’ultima ho tagliato i ponti perchè non ne potevo più, troppo prepotente, e dire che ci andavo daccordo)…pazienza…bacio a tutte le mamme coraggiose

    • Cara Mariangela,
      è verissimo.
      Anch’io ho avuto esperienze simili alla tua.
      Credo proprio che quando arriva un bambino, i parenti debbano mantenere un po’ di discrezione, debbano evitare l’invadenza per permettere ai nuovi genitori di creare intimità : di prendere le misure “da soli” con il loro bambino.
      L’intervento e l’aiuto di suocere & CO. deve esserci solo su richiesta della mamma!
      Un abbraccio,
      Barbara

  4. Quanto ti capisco! Io feci il cesareo perchè avevo gemelle e la bimba più vicina a collo dell’utero c’era letteralmente seduta sopra!
    Quando le bimbe sono nate le hanno subito lavate mentre mi ricucivano e poi me le hanno date, io ero stanca, provata e indolenzita, cadevo in un torpore interrotto da spasmi e nessuno si è sognato di spiegarmi niente! Dopo ben 8 ore, quando l’effetto dell’epidurale era passato e ero scossa da fitte lancinanti, arriva un’ostetrica imbufalita che mi prende , mi gira su un fianco e mi attacca una delle gemelle al seno schiacciandole la testa dicendo che se non l’attaccavo non avrebbe mai imparato ecc ecc… ma non si è nemmeno sognata di spiegarmi bene! mi ha detto di attaccarla 10 minuti almeno ecc…la notte le bimbe erano esauste e mia mamma ha insistito per un’aggiunta perchè già  erano piccole, anche se non troppo…insomma, morale: le ho attaccate poco , per 10 minuti, e dopo quei minuti davo loro la formula, se la bevevano tutta! Sono diventate pigre e io ho cominciato a tirarmi il latte per darlo col biberon, ma ero troppo stanca e loro stimolavano troppo poco il seno… al quarto mese non avevo pià  niente! loro erano altissime e crescevano oltre i 300g a settimana.
    Dopo 5 anni, nuova gravidanza, tanta esperienza e maggiore maturità  e fiducia in me stessa. Arriva proprio in un periodo in cui ho ridimensionato la mia dieta, in cui mangio in modo più naturale, più simile ai nostri bisnonni contadini, meno proteine animali e molte più proteine vegetali… tolgo i chili di troppo, sono piena di energie, gambe sgonfie, una gravidanza fantastica! Mi viene regalato un libro: http://www.aamterranuova.it/Mamma-e-bambino/Allattare-secondo-natura
    fantastico!
    Il parto è stato rapidissimo, indolore, la bimba era già  attiva e reattiva… il giorno dopo il seno è più grande di due taglie e la tengo attaccata finchè non si stacca da sola… dopo altri tre giorni il seno era aumentato di altre due taglie! NOn c’è sstato quasi nemmeno il calo ponderale… dopo tre giorni lo aveva recuperato e dopo un mese pesava un chilo e mezzo in più ed era cresciuta di 6 centimetri. Ho avuto i miei problemi perchè bevendo troppo latte una volta ha avuto le coliche, ma guarda caso era in concomitanza con una mia “assaggiatina” di cavolo fritto! Ho poi evitato fritti e cavoli e fagioli per mesi e non ha più auto mal di pancia… quindi… Insomma mi ritrovo ora a 18 mesi dal parto con una bimba grandissima, alta come una bimba di 30 mesi e pesa 16 kg. E’ più grande di come lo erano le sorelle, eppure non è troppo grassa, la pediatra l’adora!
    Non ho voluto smettere perchè in tutto ciò che leggo sull’argomento, tutt’ora, ci sono consigli di allattare, se possibile, fino ai 3 anni! I 1000 giorni promossi di recente da una pubblicità  della Mellin! Finalmente una pubblicità  eticamente corretta!
    Due settimane fa la piccola ha avuto un bruttissimo raffreddore con tosse e conseguente mal di gola per l’uscita del suo ottavo dentino… e senza latte della poppa nonso se qualcuno sarebbe sopravvissuto in casa! Passava la notte attaccata al seno, e con una borsa di semi di lino calda sulla schiena aveva il sollievo e il nutrimento di cui aveva bisogno, dato che non ha ingoiato cibo per 5 giorni!
    Ho letto di mamme che in casi simili non sanno più che pesci pigliare!
    Mi ritengo fortunata, un po’ perchè non lascio niente al caso, ormai, un po’ perchè i miei genitori mi hanno trasmesso la passione per la lettura e negli ultimi due anni anche di lettura informativa, su salute e altro, e poi perchè ho trovato il ibro adatto a me, che mi ha illuminata e aperto la mente!
    Io consiglio a tutte, in gravidanza, di andare in internet, o in un negozio di alimentazione biologica o in negozi per bambini, e comprare un bel libro sull’allattamento e lo svezzamento naturale… ti cambiano la vita… e sicuramente rendono la vita di tuo figlio molto migliore rispetto a quella che avrebbe potuto avere senza quelle informazioni!
    Certo che negli ospedali potrebbero aiutare di più! Con tutti i cartelli che ci sono appesi in reparto sul modo migliore di allattare, si potrebbe pensare che ti danno un vero sostegno…

    • Molto bella la tua esperienza, per lo meno con il secondo parto. In definitiva, quello che consiglio sempre, è una mamma informata e consapevole, libera di scegliere cio` che è meglio per lei e per il suo bambino,. senza interferenze interessate o peggio ancora “ignoranti”.
      Si legge troppo spesso ancora oggi di mamme che vengono mal informate e lasciano l’allattamento con la convinzione di non poter allattare, quando invece i casi in cui “veramente” non si puo` allattare sono pochissimi.
      Speriamo pero` che questa nuova riscoperta dell’allattamento al seno non causi uno sbilanciamento dalla parte opposta, cioè che chi, per motivi anche validi, sceglie di allattare con latte artificiale, venga considerata mamma di serie B, madre snaturata e da disprezzare!

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