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Decalogo di sopravvivenza per i neo genitori -parte terza-

1.     Se siete nella fase “spunta il primo dentino” non infilategli il dito in bocca 679 volte al minuto per sentire le sue gengive. Pensate se vi trovaste voi nella fase “mi sa che mi stanno per uscire le  emorroidi” come potrebbe comportarsi il vostro medico”

2.     Non vestitelo sempre e solo firmato. Al bambino interessa indossare un completino griffato quanto a me piallare un tronco d’albero. Perciò cercate un equilibrio, non andatevene in giro con vostro figlio conciato nemmeno fosse un mini modello pronto per sfilare al pret a porter di Armani. Prediligete il look casual, comodo, con indumenti morbidi che gli permettano movimenti facili. Avrà  il tempo di pensare a “cosa mi metto oggi?”

3.     Andate dritti incontro alle sue esigenze. Se notate che il bambino ha sete non state lì a ponderare se l’acqua la vuole naturale, gassata, con o senza minerali, se è diuretica o meno, se proviene dalla sorgente Rocchetta o da Fiuggi, con il bambino che nel frattempo si sbraccia disperato verso il biberon, mezzo disidratato. Dategli sta cavolo di acqua e non fatela lunga!

4.    Abituate il bebè agli estranei. E abituate gli estranei a non essere invadenti. Non so voi ma a me è capitato più di una volta di entrare in un luogo affollato (esempio ufficio postale) con Camilla (quando era ancora molto piccola), distrarmi un attimo da mia figlia e beccare l’anziana di turno che, attratta da quel faccino così cicciottello e dolce, inizia a sbaciucchiarla senza pietà  e ritegno, le fa “ebrumbrumbrum” passando il suo dito (che va a capire che diamine ha toccato) sulle labbrucce della mia bimba inconsapevole, alitandole a due millimetri!  La strategia per prevenire questi disagi è stato un bavaglino (qualcuno eriga un monumento a chi lo ha escogitato) con su scritto “non baciatemi, grazie!” D’altronde il bambino va anche abituato al contatto (discreto) con persone che non siano della famiglia se non lo volete vedere “ringhiare” contro volti che non conosce!

5.  Arrendetevi alla magnanimità  dei nonni. E’ una battaglia persa in partenza durante e dopo. E’ più facile vincere sui mulini a vento, infilare un cammello in una cruna di un ago, svuotare l’oceano atlantico con una tazzina. Ai nonni scatta uno shopping ossessivo compulsivo che non riuscirebbero a placare nemmeno se minacciaste il suicidio in diretta a reti unificate. Perciò andate a prendere un grosso fazzoletto bianco e sventolatelo senza aggiungere altro.

6.  Non prendetelo sempre in braccio quando piange. Il pianto in un bambino è l’unico mezzo comunicativo di cui dispone. Perciò per lui piangere può significare tante cose alcune delle quali sono inezie. E voi non fatevi assalire dal panico. A volte può trattarsi anche di un pianto scatenato dalla noia, o da un giocattolo che non riesce a prendere”perciò non affogatevi in paure che iniziano in sordina e poi scatenano un “effetto domino” cerebrale devastante: “che avrà ? Ha appena mangiato, l’ho appena cambiato, ha appena dormito, il pancino non è teso, le feci hanno un bel colore e una solidità  soddisfacente, lo sguardo è vigile, il cuore batte regolarmente, non è cianotico, l’emocromo ha valori stabili, l’Ecg pure, e allora, che avrà ? Oddio, non sarà  l’epatite?? Noooo”vieni qui dalla mamma!!!!!

7.  Non tenetelo sotto una campana di vetro. Lasciate vostro figlio sperimentare l’ambiente che lo circonda, non abbiate paure se cade, si sporca, tocca e ritocca gli oggetti. Lui ha bisogno di testare, esaminare, collaudare. Se gli impedite di fare tutto questo vi manca solo di sistemarlo in una teca, mettere davanti alla porta di casa vostra un’insegna con su scritto “ingresso” e accogliere i visitatori sotto le mentite spoglie di una guida da museo pronto a mostrare un esemplare di piccolo essere umano.

8.   Siate per vostro figlio dei modelli positivi. Con i dovuti limiti, s’intende. Perciò riponete nel cassetto quel costume di Superman, per favore.

9.  Insegnategli a stare con gli altri. Se doveste lasciarlo con la nonna o con la baby-sitter fatelo con totale serenità . Avete capito? T-o-t-a-l-e s-e-r-e-n-i-tà . Mollatelo. Forza. No, il bambino non sta piangendo, le lacrime sono le vostre. E no. Il bambino starà  bene un’oretta anche senza di voi. Ehm, qualcuno mi può aiutare a “rimuovere” da suo figlio questa donna?!

 10. Resistete ai capricci del bebè. Non è possibile accontentare un bambino in tutto e per tutto. A volte è necessario e soprattutto educativo dirgli di no. Perché se gli comprate tutto quello che vi chiede entrereste in un pozzo senza fondo. Volete un esempio? Eccolo: “amore di mamma, dopo il pesciolino rosso, le tartarughine marine, le scimmie di mare, eccoti qui tutte le specie di pesci tropicali che volevi tanto, tanto. Ah, ora vorresti anche una foca monaca? Aspetta che la mamma va e te la porta””

 

 

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About Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

2 commenti

  1. Semplicemente fantAastico…ho letto il decalogo di sopravvienza per neogenitori tutto d’un fiato e ho le lacrime agli occhi dalle risate… siete riuscite a dire un sacco di verità  in una maniera davvero simpatica!! Complimenti!

    • grazie cara Ali e aspetta che arrivo anche con la quarta parte. E poi una quinta, e ancora una sesta…non c’è fine ai consigli da dispensare ai neogenitori 😉

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