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Tornare a lavoro full-time fa bene alla donna-mamma

Tornare a lavoro full time è la scelta migliore per una donna, dopo essere diventata madre. Lo sostengono i ricercatori delle Università  Penn State e Akron, in seguito allo studio eseguito su 2.540 donne diventate madri tra il 1978 e il 1995.

Nello studio si sottolinea come le donne che tornano a lavoro a tempo pieno, sono quelle con maggiore energia, più informa e meno a rischio di depressione rispetto a coloro che hanno scelto il part time e che si devono barcamenare tra casa-famiglia-lavoro e ancora di più rispetto a coloro che rinunciano al lavoro in toto.

Pare che il part time crei una sorta di catena di compromessi a cui una donna è “costretta” a sottostare, comporta più insicurezza e una maggiore sensazione di frustrazione per le diminuite (se non annullate) possibilità  di carriera.

“Non cedete ai compromessi. Non rinunciate alle vostre ambizioni, agli studi e alla carriera. Lavorare fa bene”, afferma Adrianne French dell’università  di Akron, aggiungendo che: “Il lavoro migliora la salute fisica e mentale delle donne perché migliora l’autostima e permette di raggiungere degli obiettivi, di mantenere un controllo sulla propria vita e di sentirsi autonome”.

Adrianne French sottolinea come il lavoro possa dare quell’indipendenza economica che potrebbe fare la differenza in caso di divorzio e conclude sostenendo che meno si aspetta a ritornare a lavoro dopo la maternità  e maggiori sono le possibilità  di reinserirsi nel meccanismo lavorativo con meno stress e più possibilità  di successo in fatto di carriera.

 

Cosa ne pensi? Sei una mamma tornata a lavoro full-time o part-time? Hai rinunciato al lavoro volentieri o hai accettato dei compromessi? E se stai per diventare mamma, come pensi di “regolarti”?

 

 

Fonte: http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2012/08/20/news/mamme_sane_e_felici_con_il_lavoro_full-time-41218831/

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

6 commenti

  1. e’ una scelta molto soggettiva perche’ ci sono le donne che a casa stanno bene, e quelle che impazzirebbero… e poi e’ vero che il posto in cui si vive, e quindi l’esistenza di un sistema di supporto familiare oppure di amicizie e’ da considerare. poi, rispetto all’italia in america i nidi ed i centri per l’infanzia costano molto di piu’ quindi, bisogna vedere quanto paga il lavoro, e se ne vale la pena…infine, l’ultima domanda sarebbe: chi si occupa della casa, dei compiti dei bimbi, di fare la spesa a fine giornata, ecc.? per mia fortuna le aspettative domestiche nei miei riguardi di mio marito sono piuttosto basse, pero conosco altri uomini che arrivati a casa muovono solo il pollice sul telecomando…e allora la donna, in questo caso e’ “cornuta mazziata”…lavoro fuori e lavoro in casa…l’indipendenza economica, pero’ e’ una cosa importante da considerare, e se il ritorno al lavoro non e’ economicamente consigliabile, comme e’ spesso qui in america, allor abisogna trovare altri modi per salvaguardarsi e far si’ il proprio contributo in casa non si perda come l’acqua dei piatti giu’ per lo scarico del lavabo…

  2. Io sono rientrata dopo 1anno e1/2 circa a casa e ho ripreso con una riduzione dell’orario (non 8 ma 6 ore) e visto che io non volevo rientrare ho accettato il compromesso. Certo è difficile ritrovare l’equilibrio ma una volta che le cose si assestano si riesce ad andare avanti. Io forse non faccio testo perche se potessi il mio lavoro lo lascerei domani x dedicarmi non solo a mia figlia ma ad un’attivita che mi faciliti la conciliazione e soprattutto che mi dia qualche soddisfazione! Tra poco sarò messa davanti ad un bivio visto che scade la mia “riduzione” di orario…vedremo! In ogni caso a me questo “compromesso” è servito x riprendere xchè tornare a lavorare a tempo pieno mi avrebbe generato depressione….

  3. non so cosa voglia dire rimanere a casa da lavoro dopo una gravidanza. Io ho sempre lavorato nell’azienda di famiglia e praticamente non ho mai staccato, certo, faccio gli orari che voglio e li adatto alle esigenze di scuola/asilo/attività  pomeridiane, ma alla fine sono sempre reperibile in ogni momento. mi sono autorganizzata da sola e quindi da quando anche i piccoli vanno al nido (cosa che mi ha alleggerito la vita), cerco di concentrare gli obiettivi lavorativi nel tempo che tutti sono a scuola/asilo, poi torno a casa e là  mi aspetta il resto cena/pulizie/lavanderia, la spesa la fa mio marito (è bravissimo). Quando mi godo i miei figli? eh, sarebbe bello dire sempre ma non è così, comunque io e mio marito (anche lui è libero professionista) ci siamo dati la regola che la domenica è dedicata alla famiglia: per tutto il resto si riparte il lunedi. Non so se faccio bene o faccio male, ma questo so fare.
    ciao
    Eli

  4. ciao
    è una questione che mi preme molto…credo che quando fanno queste ricerche non usino mai il buon senso…dovrebbero pensare alla vita di una donna che oltre al full time fa un par time a casa e visto la durata di una giornata non penso che rimanga molto tempo…e nel contempo hanno anche fatto una ricerca su come è vissuto dal figlio questo abbandono?…credo che il nocciolo della questione sia dato dal fatto che se si ha un lavoro dove nn puoi gestire i propri orari con flessibilità  diventa difficoltoso vivere serenamente anche se il proprio lavoro piace…nn so se vi ricordate vi avevo chiesto aiuto se eravate informati su leggi che ci tutelassero infatto di richieste per il par time…bene sono ancora in alto mare non mi concedono il par time ne tanto meno una riorganizzazione degli orari…perciò mi ritrovo che i giorni che finisco tardi devo chiedere a chi può x andare a prendere all’asilo mio figlio..che per inciso ci sta dalle 7 30 alle 17 30 quando va bene…ditemi se questo è giusto….???????? io vorrei stare più tempo con lui…

    • Io sono daccordo con te Mariangela, il tempo dedicato ai figli, soprattutto quando sono piccoli viene ripagato non solo dalla gioia di goderseli ma anche dai risultati che si ottengono dal vederli crescere sereni se la mamma puo’ permettersi il lusso di giocare con loro, accompagnarli al parco, insegnare loro a contare ecc. Il giusto compromesso, a mio avviso, e’ il lavoro part time che ti permette di sentirti realizzata, indipendente e di occuparti della famiglia senza fare i salti mortali e senza sensi di colpa. Io per fortuna sono riuscita ad ottenerlo quando mia figlia era piccola e non ci ho piu’ rinunciato! Lucia

  5. “..donne diventate madri tra il 1978 e il 1995….” sicuramente se la rifacessero adesso i risultati sarebbero molto diversi.

    Sono stata a casa 8 mesi sia per il primo che per il secondo figlio, non avrei potuto resistere di più, ma lavorare 8 ore, seppure con un orario molto flessibile, mi fa condurre una vita piuttosto steressante, anche se – devo ammettere – molto felice.
    Mi godo poco i miei figli e mio marito, ma so già  che non resisterei a casa. Mi sento appagata lavorando anche se so che sarà  difficilissimo avanzare di grado. Il fatto è che più della metà  del mio stipendio serve per pagare: asilo nido (400 euro al mese) e baby sitter per coprire un servizio inefficiente, materna (200) e donna delle pulizie e spesso mi chiedo se ne valga la pena…la risposta è sempre sì, una donna appagata e felice seppure stressata, piuttosto che una mamma rilassata ma infelice e insoddisfatta è l’esempio che voglio dare ai miei figli 🙂

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