Home » Casa Oasi » Vita di coppia » Orgasmo durante il travaglio sembra possibile: tu ci credi?
Approfitta dei Saldi Thun

Orgasmo durante il travaglio sembra possibile: tu ci credi?

 

Avevo già  parlato del metodo dell’Hypnobirthing, autoipnosi durante il travaglio, ma qui si va anche oltre, parlando addirittura di orgasmo durante il parto. Si, hai letto bene, orgasmo, non sono impazzita! Devo essere sincera, quando ho iniziato a vedere questo video ero molto scettica: ok controllare il travaglio con la respirazione, meditare e arrivare persino a ridurre il dolore senza utilizzo di epidurale, ma provare un orgasmo mi sembrava proprio troppo!

Eppure in questovideo sia la dottoressa Christiane Northrup, ginecologa di fama internazionale, sia Debra Pascali-Bonaro, una delle prime Doula e formatrici di doula degli Stati Uniti, affermano che il dolore del parto può essere controllato e in alcuni casi trasformato in profondo piacere. Esiste una base scientifica in tutto questo, sebbene manchino ancora studi approfonditi.

Il canale del parto è innanzitutto il medesimo che viene stimolato durante l’atto sessuale e come è stato dimostrato, sia durante il travaglio che durante un orgasmo, il corpo della donna libera ormoni quali endorfine ed ossitocina, le cui funzioni sono varie e associate alla sensazione del piacere e al rilassamento muscolare.

Le donne del video, riprese durante il travaglio, hanno facce tutt’altro che doloranti e se devo essere sincera, le invidio moltissimo! Le intervistate affermano che il dolore lo hanno provato, ma attraverso il rilassamento, la meditazione, la respirazione, il supporto amorevole di compagni e levatrici esperte, il conforto di poter partorire a casa propria e magari nell’acqua, sono riuscite a trasformarlo in piacere.

Il dolore è quindi sensazione che una mente umana preparata, allenata e soprattutto consapevole di essere nel bel mezzo di uno degli atti più antichi della vita, può controllare. In alcune donne poi, questo controllo arriva a dei livelli, come dire…eccitanti!

Nonostante la cosa mi sorprenda ancora, comincio a trovare una certa logica in tutto questo. Tempo fa sostenevo che fossero panzanate inventate da qualche ginecologo uomo che pensava di fare il brillantone…e invece non sono rare le testimonianze di donne che effettivamente hanno controllato il dolore in maniera eccellente e senza epidurale o altri trattamenti medici.

La questione su cui vorrei porre l’attenzione comunque è ciò che la dottoressa Christiane Northrup sottolinea durante l’intervista, ossia che le donne (negli Stati Uniti principalmente, ma anche in Italia è così) appena entrano in travaglio vengono portate in ospedale e fatte sdraiare su un lettino, posizione per altro meno adatta a favorire un travaglio senza dolore! In molte culture si lascia totale libertà  alla donna di scegliere la posizione in cui stare, di muoversi se lo desidera, di decidere tempi e modalità  con cui condurre il parto. Se la gravidanza è normale e si ha un’assistenza qualificata accanto, quale una levatrice, non si capisce per quale motivo l’ospedalizzazione sia così necessaria.

Io ricordo che nell’ospedale in cui ho partorito a Sydney, si invitava le future mamme a ricreare in sala parto, un ambiente che metteva a proprio agio: musica, incensi o altre sostanze aromatiche da bruciare…qualunque cosa trasmettesse serenità  e tranquillità  alla partoriente e non certo un’asettica stanza d’ospedale.

Il parto è il passaggio finale di una percorso che dura 9 mesi: ogni evento dal concepimento alla nascita segue un copione antico. Una donna durante la gravidanza dovrebbe seguire la naturalezza dei cambiamenti del proprio corpo e entrare in contatto con quella “saggezza femminile“ interiore che la dottoressa Christiane Northrup sostiene essere presente in ognuna di noi.

L’idea stessa del dolore crea la paura e il dolore stesso, sostiene la dottoressa Christiane Northrup e io concordo: sono assolutamente convinta che l’eccessiva medicalizzazione della gravidanza e del parto (in condizioni normali) non favorisca una “giusta” predisposizione nei confronti del dolore.

Un mio consiglio? Se devi partorire o prevedi una prossima gravidanza, vai ad informarti presso ospedali dove si eseguono corsi di meditazione, yoga, rilassamento in gravidanza. Cerca levatrici e doule che possano assisterti in maniera naturale e procedi lungo questo percorso, consapevole che nonostante il dolore, il parto può essere un’esperienza appagante.

Personalmente posso dire che l’aver partorito due vitelli di rispettivamente di 4,5 Kg e 4,3 Kg non credo avrebbe mai potuto trasformarsi in un’esperienza orgasmica…e forse è meglio così: ti immagini che ansia da prestazione poi sarebbe venuta al povero ingegner Brambilla???

Potresti essere interessato anche ai seguenti articoli

(sponsored)
Caricamento

About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

5 commenti

  1. Cara Enrica
    avendo partorito da non molto non ci credo proprio a questo piacere durante il travaglio tenuto conto che c’è chi l’orgasmo in vita sua non l’ha mai provato figurarsi in certi contesti!!
    a mio avviso il video che hai visto tu è inventato, frutto della fantasia di qualche bravo regista!!

    • Potrebbe bnenissimo essere cara, pero` è anche vero che ci sono delle donne che hanno una percezione del dolore diversa: ho delle amiche che hanno assicurato che si, il dolore c’è ma non insopportabile. Questo mi fa pensare che con un giusto allenamento e autocontrollo, la fase più dolorosa del travaglio possa essere in parte controllata.
      Chissà… 🙂

  2. Cara Enrica
    vero sulla percezione del dolore però da qui ad avere piacere ce ne vuole….

  3. Una mia conoscente mi ha riportato l’esperienza di questo fantomatico orgasmo durante il parto..beata lei…per me uno strazio che più strazio non si può. Se potessero tutte fare questa esperienza…bè, sarebbe un ottimo escamotage della natura per indurre le donne a fare figli;)

  4. Io ho il sospetto che si viva in un tempo in cui si fa di tutto per evitare il dolore perchè questo viene percepito come qualcosa da temere, qualcosa di malvagio, di sbagliato. Non fraintendetemi, non sto dicendo che è bello sentire male o che sia per forza giusto: ogni donna al momento del parto dovrebbe poter decidere liberamente se fare uso o meno di presidi analgesici.
    Quello che penso pero` è che molte di noi non siano “addestrate” ad affrontare un dolore naturale come quello del travaglio. 9 mesi passati a fare esercizi di meditazione, di respirazione e quant’altro rientri nella sfera della gestione naturale di un parto, potrebbero aiutare (se non ad arrivare addirittura all’orgasmo, che ancora faccio fatica ad accettare) per lo meno ad un controllo maggiore della sensazione dolorifica.
    Poi, come si diceva prima, ognuna percepisce iol dolore in maniera differente ed ognuna dovrebbe poterlo gestire come meglio pensa.

    Chissà se mai faro` un terzo… ma se dovesse capitare vorrei poter passare la gravidanza ad esercitarmi 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *