Ci sono delle volte in cui mi chiedo come il genere umano abbia fatto a sopravvivere, nonostante in esso abbiano spiccato spesso (e rifulgano tutt’oggi) individui dotati di un’intelligenza piuttosto “pericolosa”.
Vuoi qualche esempio pratico?
Il “Baby Cage”, per cominciare. Da un’inventrice Americana che nel 1922 ottenne il brevetto, agli appartamenti sottodimensionati dei sobborghi londinesi del 1937: una gabbia metallica, fornita di cuscini e giocattoli, agganciata al davanzale della finestra di casa, in cui mettere il proprio bebè.
Si sa, gli appartamenti di città sono piccoli e spesso i genitori non hanno tempo di portare in giro i propri figli per una boccata d’aria. Ecco quindi risolto il problema!
Dettaglio: la gabbia sporge fuori dalla finestra e quindi il pargoletto ingabbiato è sospeso nel vuoto. Una piccola accortezza: ricordarsi di ritirarlo insieme ai panni stesi, quando comincia a piovere!
E se mamma e papà vogliono andare a farsi una pattinata sul ghiaccio? Chi tiene il pupattolino infante? Presto detto: un porta bebè da ghiaccio con due lunghe cinghie, che la mamma e il papà si accollano
Nelle istruzioni ovviamente viene specificato anche che i genitori devono procedere appaiati, mantenendo la stessa velocità ed evitando pattinatori controcorrente.
Mi chiedo come mai di queste trovate geniali non se ne vedano più in giro…
Fonte: http://www.thingamababy.com/baby/2009/10/babyinventions-3.html














ma che geni…ci vuole proprio fantasia…mi chiedo quanti bimbi siano cascati di sotto e quanti altri siano stati investiti dai pattinatori…
Meglio non indagare, va….
Non ho parole …