Epidurale o non epidurale? Questo è il problema. Il dolore del parto non viene visto di buon occhio dalle donne in dolce attesa che vorrebbero vivere la nascita del proprio figlio con serenità e soprattutto mente lucida.
Ma il prof. Denis Walsh dell’Università di Nottingham (Gran Bretagna) dichiara, dopo l’ennesimo studio sulla gravidanza, che il dolore del parto contribuisce a fortificare il legame tra madre e figlio e rappresenterebbe un vero e proprio rito di passaggio oltre ad essere anche un beneficio fisiologico per le future mamme.
In ogni caso come sostiene Cathy Warwick dell’Istituto Reale Britannico di ostetricia “E’ importante che l’epidurale sia sempre disponibile per chi lo vuole ma quello che il professor Walsh intendeva è che le donne devono conoscere tutte le opzioni disponibili e avere il massimo sostegno dalle ostetriche“.
Per questo il prof. Walsh spera che lo stato sostenga lo sviluppo e l’uso di metodi alternativi per placare il dolore del parto come ad esempio yoga, massaggi oppure il parto in acqua.
L’epidurale in altri paesi è diffusa in misura maggiore rispetto all’Italia e malgrado presenti delle piccole controindicazioni sono stati fatti anche in questo campo numerosi passi in avanti.
Da un lato ha il pregio della diminuzione del dolore ma dall’altro toglie l’empatia del “primo incontro”.
La cosa importante è poter scegliere il modo in cui partorire, avvalersi della presenza di un personale qualificato che assista capillarmente la partoriente e che accetti qualsiasi decisione prenda la mamma.











Ma perchè questi studi li fanno sempre gli uomini che non ne sanno una benemerita cippa del parto?
Poi dissento assolutamente, anzi, affermo il contrario, ho avuto due parti, uno senza e uno con epidurale, il legame con le mie due figlie è assolutamente identico!! E poi affrontare un travaglio con l’epidurale (il secondo) mi ha aiutato a riprendermi molto meglio rispetto al primo dove ero stata malissimo con ore e ore di dolori e la mia seconda bimba è nata con meno sforzo anche da parte sua!
In ultimo vorrei specificare che ero assolutamente lucida anche con l’epidurale!!
Ecco, pensavo la stessa cosa… Un uomo non dovrebbe neanche lontanamente pensare di esprire una qualsiasi opinione sul dolore del parto.
Tra l’altro appartengo a quella schiera di donne che candidamente ammette che fa un male bestia, sembra di morire e che è andata totalmente nel panico quando le contrazioni sono diventate piu’ forti. Essendo una primipara mi hanno fatto l’epidurale a dilatazione avanzata perchè non erano sicuri se fare un cesareo o no e posso dire la differenza. L’epidurale ti permetteredi vivere appieno ed attivamente l’esperienza del parto senza lo stress e il trauma del dolore. La consiglio a tutte. Peraltro, se si dovesse palesare l’urgenza di un cesareo, come purtroppo è accaduto a me, si ha già il catetere nella schiena per un’analgesia piu’ forte e quindi non si è costrette a subire l’anestesia totale.
In definitiva, credo fermamente che tutte le discussioni intorno al dolore siano aria fritta e una donna dovrebbe essere consigliata verso l’analgesia, almeno se è alla prima esperienza, lasciando invece piena possibilità di scelta a chi è al secondo o terzo parto.
io ho ricevuto l’epidurale che mi ha aiutato molto a sopportare le contrazioni e a limitare l’uso d’imprecazioni in italiano di cui avevo fatto ampiamente uso fino a quel momento… poi l’effetto dell’epidurale e’ finito e ho partorito nature, perché’ l’infermiera (che non aveva bambini) insistette sul fatto che essendo la sottoscritta quasi completamente dilatata fosse meglio così’, ma per chi? comunque e’ andata…e poi con il secondo, non ho quasi sofferto, culo lo so’… pero’ l’epidurale dovrebbe essere un “must” per tutte le donne che la chiedono.
infine, concordo con i precedenti commenti e ritengo che gli uomini iniziando il loro coinvolgimento nella gravidanza con l’eiaculazione, e quindi da un presupposto di piacere, dovrebbero stare zitti sull’argomento, magari aprirsi una birra e andare a vedere la partita in soggiorno…
Cioe` li manderesti via al momento del travaglio/parto? No, dai…. devono stare li, prendersi gli insulti e pure i cazzotti e i morsi se necessario… patire il piu` possibile. Tie`.
è il minimo che possano sopportare… ahahahahah
Per carità,senza mio marito sarei morta!Piuttosto,parliamo delle dottoresse?Tipo quella macellaia che,dopo 20 ore di travaglio disumano,mi ha insultato dicendomi che non amavo la mia bambina solo perchè supplicavo un cesareo?
Valà che a volte i maschietti ci superano in sensibilità
Per la mia esperienza,quei due dottori che ho visto in ospedale hanno mangiato la pappa in testa a dottoresse ed infermiere indifferenti e gelide!
Comunque non credo che un parto doloroso migliori il legame…o forse è per questo che mia figlia non mi molla un secondo?XD
Probabilmente non potrò avere altri figli,ma dovesse accadere il miracolo prenoterò l’epidurale,come consigliato da Lella.Ed il legame sarà intenso in egual misura,ne sono certa!
Ecco. Quando leggo dichiarazioni del genere (mi riferisco a ciò che ha avuto il coraggio di dirti la ostetrica/macellaia dopo 20 ore di travaglio, povero tesoro
) mi sale una rabbia e un senso di frustrazione indomabili.
Queste persone devono ringraziare una cosa soprattutto: che le donne in stato di doglie (e anche i loro mariti/compagni che comprensibilmente sono in stato di trance, troppo presi dalla situazione intensa e a tratti surreale che stanno vivendo) non sono in grado di reagire e se necessario denunciare alcuni atteggiamenti inaccettabili. Certi medici, ostetriche, infermiere si credono di poter dire e fare di ogni dall’alto delle loro posizioni quando invece dovrebbero essere i primi a mostrare umanità, autocontrollo e sensibilità.
Che lasciassero spazio a chi davvero ha voglia di dedicarsi con il cuore ad aiutare le persone, a mantenere pazienza, compassione e comprensione perché queste sono le basi del lavoro di un dottore o affini.
Perché di manovalanza in giro ce n’è tanto bisogno…