Home » A voi la parola » Non sei piùmio fratello!

Non sei piùmio fratello!

Barbara Laura Alaimo, è la prima ospite illustre della nuova rubrica “A voi la parola”. Mamma di tre bambini, è pedagogista, counselor e autrice del sito www.straordinariamentenormale.it.
A lei la parola e buona lettura!

Avete mai pensato che la relazione fraterna è la relazione di più lunga durata che una persona sperimenta in tutta la sua vita? I fratelli generalmente sopravvivono ai genitori e il loro legame inizia nell’infanzia, ben prima delle relazioni coi coniugi, coi figli e con la maggior parte degli amici. Già  la sua durata può dare un’idea dell’impatto che la relazione fraterna può avere sulla vita di un individuo.

Eppure se vi chiedessi di dirmi una coppia celebre di fratelli, molto probabilmente mi direste “Caino e Abele”. I termini che spesso sono usati, anche da noi mamme per descrivere la relazione fraterna sono conflitto, rivalità , aggressività , litigio.

Perché i fratelli litigano? Non è la domanda disperata di ogni mamma? “Ma perch锝?!”

Le ricerche dicono che la rivalità , a cui si associa il conflitto, sia legata alla competizione per ottenere l’affetto, l’attenzione e la stima dei genitori oppure sia scatenata da una disputa di potere o a problemi di proprietà  (pensiamo a come fin da piccoli i fratelli si contendano i giochi).

Al di là  dei motivi di litigio, che ognuno di voi se ha un fratello può ritrovare nella sua esperienza personale e familiare, è interessante constatare che l’inizio delle relazioni conflittuali, a partire dall’infanzia, è attribuito generalmente a un fratello, un po’ meno frequentemente a una sorella …e per ultimo ovviamente a se stessi. Ma molto molto spesso sono menzionati uno o entrambi i genitori!

Infatti la relazione tra fratelli è una relazione orizzontale, dove equilibrio e parità  sono importantissime. Se l’esigenza di parità  non è soddisfatta, viene meno l’armonia e iniziano conflitti e recriminazioni che possono portare a un deterioramento dei rapporti.

Ed è frequente che i genitori con i loro comportamenti violino questa parità  e accentuino la conflittualità  tra fratelli. Uno dei modi più banali in cui questo avviene è paragonare più o meno esplicitamente ii figli tra loro “Lui è più bravo di te”. Spesso, anche quando l’intenzione è quella di proporre un modello positivo, si scatenano da parte del figlio oggetto di paragoni sfavorevoli, reazioni opposte a quelle desiderate: non è raro che, per “eccellere” in qualcosa, si accentuino i comportamenti disapprovati. E non dimentichiamo che anche essere il fratello più bravo, buono, intelligente può, a lungo andare, essere un’aspettativa pesante con cui competere e un compito insostenibile.

I figli sono diversi per carattere, età , sensibilità , esigenze, per cui è impossibile (e probabilmente anche molto ingiusto) trattarli sempre allo stesso modo. Generalmente i figli, pur accusando i genitori di preferire il fratello, sono abbastanza abili a valutare le parità  tra loro: riconoscono diritti connessi a differenza di età  e ammettono vantaggi legati a condizioni obiettive e concrete.

E se i genitori possono avere un peso sulla generazione della conflittualità  tra fratelli, è molto più importante, per la qualità  della relazione fraterna, il loro modo di intervenire di fronte ai conflitti.

Quando i fratelli litigano spesso i genitori lasciano che se la cavino da soli, oppure impongono di smetterla di litigare e chiedere scusa o decidono di autorità  chi ha ragione, oppure …puniscono salomonicamente entrambi!

C’è un famoso aneddoto, della “Scuola di Negoziazione” di Harvard, che racconta di due bambine che litigano perché entrambe vogliono l’unica arancia che è rimasta in casa. La mamma stanca di sentirle litigare, taglia l’arancia in due e ne dà  metà  a ciascuna. Ma le bambine continuano a protestare. La nonna,che fino a quel momento ha osservato la scena in disparte, interviene e chiede alle bambine perché vogliono l’arancia.

Una delle due dice di avere sete e di volerne bere il succo. L’altra dice che ha bisogno della buccia per fare una torta. La nonna allora spreme l’arancia e dà  il succo alla prima bimba, grattugia la scorza e la offre alla seconda: entrambe le bambine sono felici e contente.

La storiella suggerisce che le bimbe da sole non riuscivano a mettersi d’accordo, ma nemmeno la soluzione “imparziale” della mamma risolve il conflitto. L’intervento della nonna parte dell’interesse delle bambine e risolve brillantemente il conflitto: ognuno ha quello che desidera.

In realtà  se voi avete dei fratelli o se assistete quotidianamente alle liti tra i vostri figli, probabilmente qualcosa di questa storia non vi convincerà . Accade spesso infatti che, una volta iniziato il litigio, l’oggetto del contendere perda interesse. Le due sorelle di cui sopra probabilmente non vorranno più né mezza arancia, né la polpa e tantomeno la buccia. “Ecchissenefrega dell’arancia! Sono disposta a tutto, basta che l’altra non abbia ciò che vuole!”

Se è vero che nei conflitti in generale, e quelli tra fratelli in particolare, è importante l’ascolto e il poter esprimere e soddisfare il proprio interesse, non bisogna dimenticare che esiste un altro fattore che è l’emozione sottostante, a cui spesso è importante dare voce! Non c’è interesse soddisfatto che possa risarcire la rabbia, la frustrazione e la tristezza che si è provata

Per non lasciare code di pericolosità  latente, i genitori non dovrebbero intervenire nelle liti proponendo soluzioni ma dovrebbero limitarsi ad aiutare i figli ad esprimere le proprie emozioni, chiarire i propri desideri e solo allora mostrare loro come si può esprimere e dire la propria rabbia, ricordando solo due semplici regole: non ci si picchia, non ci si insulta e umilia.

Provate a far salire i due “contendenti” su due sedie poste una di fronte all’altra a due metri di distanza e fateli discutere: uniche regole, non scendere dalle sedie e non lanciare epiteti offensivi e umilianti!

Mamme, il fatto che i vostri figli litighino, non significa che la loro relazione fraterna è in pericolo:  anzi esprimere apertamente i contrasti crea un contesto con legami e differenze chiare.

La relazione tra fratelli è un “primo laboratorio sociale”, che abitua i bambini a affrontare situazioni conflittuali. I bambini imparano a controllare la propria aggressività  e ad usarla al momento e nel modo opportuno, ad usare il senso dell’umorismo per “arrendersi” e a “vincere” senza umiliare l’altro. Che voi siate parte del terreno di scontro, la palla, spettatori e a volte arbitri, non è né facile né simpatico, ma è un dato di fatto!

Sappiate però che spesso siete voi che fate la differenza nei conflitti tra fratelli e molto probabilmente quando saranno grandi non si ricorderanno di aver litigato per un giocattolo o un programma televisivo, quanto di come voi li avete aiutati o meno ad attraversare (e non tanto gestire e “risolvere” ) i loro conflitti.

 

Barbara Laura Alaimo

www.straordinariamentenormale.it/blog

Potresti essere interessato anche ai seguenti articoli

(sponsored)
Caricamento

About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

4 commenti

  1. quando leggo articoli come questo, penso che il mio ruolo di madre e quindi di persona che sta plasmando un’altra persona, è talmente terrorizzante che a volte mi blocco. vorrei avere il rewind e mandare tutto indietro perchè la responsabiltà  che abbiamo come genitori nel far crescere i nostri figli è enorme. e se nella prossima lite non riesco a farli mediare? a me è stato insegnato tutto diversamente, se combinavo qualcosa prima le prendevo e poi mi dicevano perchè; e adesso sono in grado, io, di imparare il modo giusto per farli crescere? e se sbaglio tutto? che razza di persone verranno fuori? se uno sta li a pensarci prima di fare figli saremmo estinti. bo non so è utile farsi certe domande o è meglio andare avanti senza crucciarsi troppo di quel sarà  fatto. a volte mi areno come una balena stanca. kisses

    • Ciao Elei, secondo me farsi delle domande è utile, non è utile angosciarsi!
      Ai figli non servono genitori perfetti, ma “sufficientemente buoni”, ovvero che abbiano voglia di ascoltare e crescere coi loro bambini, che a volte sbagliano anche.
      Tra fratelli a volte il miglior intervento è … non intervenire. Io scherzando dico sempre che mi muovo solo se scorre sangue 😛 Senza scherzare poche regole chiare: non si picchia e non si umilia l’altro. .Quindi anche nei conflitti tra fratelli, bisogna fidarsi delle risorse che i nostri figli hanno e anche delle nostre (ovvero di quello che gli abbiamo insegnato e prima o poi verrà  fuori!)
      Inoltre non bisogna pensare che noi genitori siamo responsabili di tutto ciò che fanno i nostri figli: prima di essere nostri figli, sono persone: nessuno di noi pensa di essere respondabile di ogni loro successo, non pensiamo di essere responsabili di tutti i loro errori, problemi e difetti.
      Anche io a volte mi sento una balena spiaggiata, ma poi arriva sempre un’altra onda 😉 ci si fa un’altra domanda e si sperimenta una risposta, consapevoli del fatto che, per fortuna!, non esistono ricette.

      • si ma il sangue deve scorrere copiosamente!!!!:-) anche io scherzo con questa frase come te. spesso anche per sdrammatizzare. concordo in tutto quello che mi hai detto, e in fondo lo penso anche io, è solo che a volte una si perde e si fa prendere dalla stanchezza per questo mi faccio domande ma poi aspetto l’onda che mi riporta in mare. grazie e buona giornata.

      • ahahaha ..come sono contenta..di non essere unica madre che dice cosi ..non intervengo a finche non vedo scorere il sangue ..
        a volte non so proprio come fare ..la differenza fra fratelli e di 10 e 12 anni tra il più grande e altri due ..fra i più picoli è di un anno e mezzo..ma vedo che i maschi vanno d’accordo molto meglio..la sorella e una specie di aliena per loro..un 007 per me ..quando inizia la ” festa” ..cerco di capire in tutte le urla cos è successo e chi è che ha sbagliato..non cerco di dare raggione a il più piccolo..solo perchè lo è di eta inferiore al carcere minorile..e il catalizatore tra i altri due ..e difficile davvero fare la mamma ( la nostra situazione e molto dellicata dal punto di vista psicologico ..ci siamo ritrovati con un preadolescente in casa l’anno scorso e come che ti diano una bomba a orologio alla prima lezione del desinescamento…quindi mi trovo parecchie volte a sbagliare ..ma non mi scoragio ..quando metto pace e vedo che tutti sono più calmi mi sento SUPER MAMMA!!..non capita spesso ma è una soddisfazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.