Una societa` senza genere, gli svedesi dicono che si puo`

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Nell’asilo di Egalia a Stoccolma, Svezia, l’obbiettivo principale degli insegnanti è educare bambini liberi dalle prefissate barriere di genere.

Le maestre quindi si rivolgono ai piccoli usando il loro nome personale, chiamandoli “amici” o prendendo in prestito il pronome personale “hen” che i Finlandesi usano per riferirsi a concetti senza genere.

Non si tratta di una questione solamente linguistica ma anche di atteggiamento verso la realtà che circonda i bambini.

La politica di creare un ambiente il più neutro possibile, ha portato la scuola a scegliere libri e giochi che meno sottolineano le differenze di sesso, determinando così dei ruoli fissi.
L’idea non è quella di negare la natura maschile o femminile dei bambini (tant’è che i giochi classici come macchinine e bambole sono ancora presenti nelle classi), ma anzi di ampliare la visione del mondo permettendo loro di esplorare “l’altra meta del cielo”.

Vivere in una società in cui i ruoli sono prestabiliti basandosi sul sesso di nascita, sottolineano le insegnanti della scuola, è un modo per far crescere i bambini a metà e per non dare loro una visione più consona alla realtà che li circonda, realtà fatta di omosessualità oltre che eterosessualità e famiglie atipiche.

Non mancano le polemiche da parte di chi sostiene che i bambini in questo ambiente neutro non vengono per nulla preparati alla realtà che li attende nel mondo esterno e che comunque prima di vedere effetti concreti di questa mentalità nell’educazione infantile, sono necessarie più generazioni.

 

Fonte: http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-14038419

About Enrica

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta… la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà quello di presentarvi queste diverse strategie. [Leggi tutto]

Comments

  1. Deborah says:

    io non sono molto d’accordo…in ciascun individuo sono presenti le due anime maschile e femminile, ed è giusto esplorare. A me però non piace l’uso del pronome personale “hen” che i Finlandesi usano per riferirsi a concetti senza genere. Ciascuno di noi nasce fisicamente con un genere ben definito, e pur sostenendo la fondamentale uguaglianza dei diritti il fatto di voler sminuire questa naturale identità fisica innegabile mi pare una forzatura che non condivido. Da donna vedo troppe donne oggi che pensando di esercitare un diritto all’uguaglianza col maschio rinunciano alla propria femminilità, alla meraviglia dell’essere pienamente donna e madre per rincorrere ideali maschili di realizzazione professionale pur di altissimo livello, di esercizio del potere e di visibilità negando la loro parte femminile come fosse una debolezza. E questo mi pare generi nelle nuove generazioni delle forti insicurezze e dei falsi modelli, sia per i maschi che per le femmine, che faticano a capire chi sono in realtà. I piccoli invece credo abbiano bisogno di molta chiarezza e di riferimenti sicuri, poi sarà la vita, semmai, a far emergere dubbi su cui lavorare…naturalmente questa è una semplice opinione personale…

    • La riflessioni che hai fatto mi trova concorde. E` un dato di fatto che ci siano maschi e femmine e che questi due sessi siano diversi. La parita` dei sessi e` un concetto che puo` sviare facilmente e che forse conduce verso quelle figure di cui parli tu deborah, donne (per esempio) che rinunciano alla loro femminilita` per essere pari agli uomini.
      Le donne fanno cose che gli uomini non possono fare e viceversa, e` la natura. Questo non toglie pero` che il valore della persona, i suoi diritti (come i doveri), il rispetto che le si deve e l’importanza, prescindano totalmente il genere. Questo e` cio` che dovrebbe essere sempre ricordato prima di parlare di femminismo per esempio: una donna non e` un uomo, ma entrambe sono persone con lo stesso identico valore.

      Detto questo c’e` comunque da considerare il fatto che i generi non sono semplicemente dettati da una differenza biologico-anatomica. Molto complesso e` il mondo dell’eterosessualita` e dell’omosessualita` per poterlo spiegare con un breve post.
      Gli svedesi potrebbero aver trovato un modo per insegnare ai bambini un valore in piu`… si vedra`, e` presto per dirlo.
      Ad un bambino si dovrebbe insegnare, come dicevo prima, la dignita` di essere una persona (e nonostante linguisticamente, persona, sia unsostantivo femminile, indica un’entita` neutra) e di rivolgere la stessa considerazione nei confronti di chiunque abbia di fronte, sia esso un uomo, una donna o un gay/lesbica: forse il seno di questa scuola e` questo ma non so se il metodo scelto per mandare il messaggio sia efficacie.

  2. Concordo pienamente con tutte e due, penso che riferirsi ai bambini senza usare un genere sia come cercare di annullare la loro identità. Insomma chi ci ha creati ci ha fatti diversi per un motivo. E’ la divesità che rende le persone speciali, uniche. Come se un bambino avesse una fila di robot tutti identici, non ci troverebbe gusto nel giocarci. Invece diversi personaggi , interagiscono tra loro, ogni robot con caratteristiche diverse, e ognuno sfrutta le proprie capacità per arricchire il gruppo.

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