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Parco giochi o gabbia per scimmiette?

 

Ho letto di recente un articolo che mi ha lasciato piuttosto perplessa. La notizia è degli ultimi giorni: a Roma, zona Porta Portese, è stato da poco inaugurato uno spazio per i bambini. Un piccolo parchetto giochi.

La mia perplessità  nasce dalla polemica che è sorta subito dopo l’apertura del suddetto parco, ma non da parte dei genitori dei bambini, bensì da parte dei medici pediatri.

Pare che un gruppo di pediatri abbia scritto una lettera aperta elencando una serie di critiche al parco.

la ripetitività  e monotonia dei giochi non favorisce le componenti essenziali del gioco che sono creatività , spontaneità , iniziativa, esplorazione, avventura;

la ristrettezza degli spazi obbliga ad una socializzazione forzata, senza rispetto delle diversità  dei bambini e dei loro tempi;

le grate e i recinti servono per separare, segregare e isolare identificando i bambini come individui al di fuori della comunità , da proteggere a spese della loro libertà  di crescere.

 

Leggere questi punti mi ha lasciata letteralmente a bocca spalancata e con questa espressione da baccalà , vi propongo una mia riflessione. Premetto che effettivamente il parco è piccolo e che forse avrebbero potuto impegnarsi maggiormente nel creare un’area più “amichevole”, con magari più ombra… ma se quello fosse l’unico spazio di tutta la zona? Lo buttereste via?

Giochi monotoni e ripetitivi? Ristrettezza degli spazi che riduce la socializzazione?? Grate e recinti che segregano??? Ma “˜sti pediatri, hanno figli? E se si, li hanno mai portati al parco giochi?
Me lo chiedo perché da quando sono mamma, di parchi giochi ne ho girati molti, tra Australia, USA e Italia e devo dire che sono particolarmente attratta da aree dotate di questi “incriminati recinti”, descritti come gabbie per animali da zoo.
Prova a stare con due/tre (o magari di più) bambini in un parco giochi, circondato da strade e da traffico cittadino! Vedrai come benedici il recinto che impedisce ai tuoi marmocchi di lanciarsi in mezzo alla strada, dritti dritti sotto la prima auto che passa! Altro che segregazione! àˆ la differenza tra la vita e la morte!!

Ho guardato le foto del parco in questione e non riesco a capire dove stia la monotonia dei giochi. Io vedo il classico parco dove generazioni di bambini hanno trovato ore e ore di puro divertimento…anzi, se penso a come erano i parchi giochi della mia infanzia, credo che quelli di oggi siano più stimolanti tutto sommato, e meglio costruiti per di più.

Ai bambini non serve poi molto per divertirsi: lo scivolo, le scale, due livelli su cui arrampicarsi e il gioco è fatto! Si rincorrono, si nascondono, giocano a fare la casetta o la nave dei pirati…questi pediatri cosa pensano che sia più opportuno per stimolare un bambino al parco giochi?

 

Se devo essere sincera ho provato un certo fastidio nel leggere questa lettera aperta da parte dei pediatri di Porta Portese, i quali concludono così:
«Lavoriamo per promuovere un sano sviluppo neuro psicomotorio dei bambini e a prevenire l’insorgenza delle malattie croniche dell’adulto e vediamo in questa proposta di gioco ingabbiato un ostacolo e un possibile danno ai bambini e alle loro famiglie».

Non voglio criticare il meraviglioso lavoro dei pediatri (nemmeno di quelli della suddetta lettera), ma ritengo che la loro critica verso questo parco giochi sia esagerata e fuori luogo. Vedo delle persone che hanno preso una posizione forti della loro professionalità  (che non è in discussione) travisando completamente una realtà  che è in moltissimi posti, perfettamente accettata se non addirittura cercata e apprezzata.

 

I miei figli hanno giocato e giocano spesso in luoghi simili e non trovo che un recinto di protezione (che per altro tiene fuori cani e i loro bisogni!) possa in alcun modo arrecare danno alla loro crescita psicologica, ne tanto meno essere una minaccia per future malattie croniche (???).

 

Le critiche vanno mosse a chi gestisce le nostre città , ma non sono, a mio parere, quelle mosse dai pediatri di Porta Portese.

Più che attaccare un singolo parchetto giochi, come ce ne sono tanti, si dovrebbe criticare la mal gestione di un traffico fuori controllo; il numero esorbitante di auto circolanti; la scarsità  di aree verdi; la maleducazione di chi parcheggia dove non dvrebbe e di chi non raccoglie i bisogni dei propri cani…e via dicendo. Certo che ai bambini farebbe molto meglio un’ampia area verde, libera da smog e rumore! Ma non è togliendo un parco giochi in un area che non ne ha, che si risolve il problema!

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About Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

5 commenti

  1. Ho l’impressione che quei bravi medici pediatri non conoscano Roma e in particolare quella zona di Roma!!!! Lì anche il marciapiede per i poveri pedoni è rubato alle auto, figuriamoci un parchetto ….
    Poi siamo tutti d’accordo che portarli a Villa Pamphili o Villa Borghese, nel verde e all’aria pura sia meglio!!!! Ma lavorando, con le distanze raddoppiate dal traffico, il costo della benzina e lo splendido servizio reso dai mezzi pubblici romani (era ironico neh!!!) …. diciamo che, in mezzo alla settimana, ben vengano le Gabbiette se consentono a genitori e piccoli di condividere una mezz’ora di gioco “esterno” …

    E poi contesto un’altra cosa …. io frequento quasi quotidianamente i parchetti: mai vista ripetitività ! I bambini non l’ammettono … 🙂 Anche la grata di recinzione è stata trasformata in un meraviglioso espositore dove vengono allineate collezioni di sassolini, fili d’erba, ecc. ecc.!!!!

    • Ecco, grazie babs! Era esattamente il mio punto, soprattutto quello della praticità. Se Roma avesse un parco verde con parchetto giochi annesso, ogni quartiere (come il posto dove vivo io ora) allora potrei ammettere parte della critica di questi pediatri. Ma siccome non è cosi`… grazie cara per aver confermato i miei dubbi riguardo questa lettera aperta 🙂

      • Qui a spezia c’ è un parco simile, chiuso da un recinto che la notte viene sigillato per evitare atti di vandalismo e con una specie di castello misto legno e plastica dotato di scivoli, scale, funi, reti e quant’ altro possa dare libero sfogo alla fantasia arrampicatrice dei bimbi.Alessandro ci si diverte molto e mi chiede di andarci spesso.Il fatto stesso sia recintato dà  a noi genitori la sensazione di luogo dal quale i bimbi non possono scappare, magari verso il corso molto trafficato,ma anche protetto da maleintenzionati che potrebbero trovare facili prede e una via veloce di allontanamento dalla struttura.Concordo con voi quindi , non ci vedo tutta questa oppressione. I bimbi se ne fregano dell’ aspetto estetico o della locazione..se è divertente questo gli basta!!

  2. secondo me questi pediatri prima di scrivere la lettera si sn fumati qualcosa…sì…conosco roma, nn bene, ma quel tanto che basta per dire che è supertrafficata!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! situazione di firenze:
    ci sn diversi parchi, io ho 2 aree gioco attrezzate vicino a casa, entrambe sn recintate, addirittura una di queste è nel parco più grande di firenze….io nn ci vedo nulla di male, anzi è una sicurezza in più…

    • Mi domando come mai proprio ora e proprio in quel quartiere in particolare, questo gruppo di pediatri ha fatto sentire la propria voce, il proprio disappunto. Qualcuno mi ha detto che secondo lui sono un’associazione che politicamente è contraria a chi nel comune ha deciso di costruire questo parco… mah… ad ogni modo ci tengo a ribadire che non si discute assolutamente della professionalità di questi medici, ma solo si dissente sulla loro critica 🙂

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