È stato reso noto negli ultimi giorni (21 maggio scorso) delle condizioni di un bambino di 16 mesi sottoposto lo scorso aprile ad un intervento chirurgico senza precedenti: il piccolo è affetto da miocardiopatia dilatativa, per la quale non esiste cura se non un trapianto cardiaco d’urgenza. Sfortunatamente le condizioni gravi del bambino non gli avrebbero permesso di sopravvivere in attesa del trapianto di cuore definitivo, nè tanto meno di sopportare soluzioni temporanee di circolazione extracorporea. Questo ha spinto l’equipe di chirurghi che segue il caso al Bambin Gesù di Roma, ad intervenire con un dispositivo unico al mondo: un cuore artificiale di 11 grammi di peso, con una pompa in titanio capace di sostenere il pompaggio di 1,5 litri di sangue al minuto.
Grazie all’ausilio temporaneo del cuore artificiale più piccolo al mondo, è stato possibile sottoporre il piccolo paziente, al trapianto cardiaco dopo un intervento durato 8 ore.
L’apparecchio utilizzato è un prototipo su cui la National Institues of Health Americana sta lavorando da tempo e che prima di essere impiantato nel bambino, ha dovuto ricevere l’approvazione della Food and Drugs Administration (FDA) e del Ministero della Salute.











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